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    uruguayo
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    Anarchia stradale - no ai segnali

    Anarchia stradale

    Ieri mattina su RAI3, a Buongiorno Europa, ho visto un servizio molto interessante: l'anarchia stradale di Drachten (Olanda), ovvero come eliminare gli incidenti eliminando i segnali. Alla faccia delle ridicole tasse ripulite -ogni riferimento all'Eco Pass milanese è puramente voluto- le realtà all'avanguardia in Europa hanno eliminato segnali stradali, ma anche parchimetri e divieti di sosta e accesso assortiti.


    "Tutte queste regole del traffico ci privano della cosa più importante: ovvero, del riguardo e della gentilezza. Dimentichiamo di comportarci socialmente”, insegna Hans Monderman, responsabile per il traffico a Groningen e uno dei padri del progetto. “Tanto più sono le regole, meno si sente la responsabilità”. L'ingegner Monderman non è l'ultimo invasato che passa: è un serio ingegnere tedesco che ha passato decenni di attività professionale nello studio della mobilità e soprattutto della sua sicurezza nei centri urbani.

    Mentre i segnali proliferano, nessuno gli presta più attenzione. Da molto tempo, gli psicologi parlano dell’assurdità di questo eccesso. Circa il 70% della segnaletica non è nemmeno percepita. La pletora dei segnali rende l’automobilista insensibile e favorisce il suo imbarbarimento. L’automobilista si ferma, forse, davanti alle strisce pedonali, ma per il resto si sente autorizzato a tagliare la strada a qualsiasi pedone. Ogni semaforo è una sfida per riuscire a passare ancora con il giallo.

    Il risultato: nella morsa del corsetto delle regole, l’automobilista diventa egoista e cerca solo il proprio tornaconto, a scapito delle buone maniere. Secondo i fautori del nuovo concetto, solo più libertà e più responsabilità individuale possono aiutare ad uscire dal circolo vizioso. Pertanto chiedono strade e vie come nel Medioevo, quando le vie delle città erano intasate da carri, cavalli e persone. Nei loro scenari, automobilisti e pedoni si intrecciano in un pacifico flusso. D'altro canto non si vede che problema ci sia, visto che anche nelle iper regolamentate strade urbane italiane, studi seri hanno dimostrato che la velocità media è nell'ordine dei 30 km/h.

    Ciò che a molti sembra un caos totale, segue in realtà una scoperta della psicologia del traffico: solo laddove è tutto regolato, l’automobilista può premere il pedale dell’acceleratore senza farsi troppi scrupoli. Un ambiente poco chiaro impone invece cautela e circospezione. “Meno sicuro è più sicuro” è il motto dei fautori della nuova corrente che, nell’ottobre scorso, si sono riuniti a Francoforte sul Meno.

    Questi progetti ricevono una spinta da un esperimento di grande dimensione che si svolge a Drachten, città olandese di 45.000 abitanti. In questa città, le automobili circolano sullo stesso piano di pedoni e biciclette. I ciclisti segnalano con il braccio ogni cambiamento di direzione, mentre gli automobilisti si fanno capire con i gesti della mano e della testa. “Più della metà dei nostri cartelli stradali sono già stati rottamati”, spiega il pianificatore del traffico Koop Kerkstra, “dei 18 incroci muniti di semafori ne sono rimasti solo due, gli altri sono stati convertiti in piazzole a senso rotatorio”. A Drachten, ora valgono solo due regole 1) precedenza a coloro che arrivano da destra; e 2) ciò che ostacola gli altri, sarà rimosso.

    Esperti provenienti dall’Argentina e dagli Stati Uniti hanno visitato Drachten e persino Londra si è detta interessata all’anarchia stradale. Il modello è attualmente sperimentato nel rione di Kensington. In un anno il numero di incidenti, con feriti, si e' dimezzato e dopo due sole settimane di sperimentazione la velocita' media e' scesa sotto i 30 km/h consentiti.Oltre al vantaggio sociale c'e' anche un risparmio economico: in Germania, ad esempio, l'installazione di un cartello stradale costa 350 Euro.

    Anche Paulo Coelho racconta la sua esperienza a Drachten:


    Subito dopo la conferenza a L’Aia, in Olanda, si avvicinò un gruppo di lettori. Volevano che visitassi la città dove vivevano, giacché, secondo loro, vi si stava realizzando un’esperienza unica in Europa. Ormai sono vaccinato contro le “esperienze uniche al mondo”, ma allo stesso tempo adoro conversare con gli sconosciuti. Fissammo per l’indomani, visto che il mio volo per Parigi partiva solo alla fine del pomeriggio. I lettori – due giovani donne e quattro ragazzi –, che avevano preso l’impegno di lasciarmi all’aeroporto dopo che avessi visto qualcosa di “unico in Europa”, mi condussero in un quartiere della città di Drachten. Scendemmo dall’auto, loro presero una birra, io un caffè. Mi guardavano sorpresi, ma io non riuscivo a capire che cosa stesse succedendo. Dopo un po’ di tempo, uno di loro mi domandò: “Non ha notato niente di diverso?” Una città piccola, graziosa, con vari passanti per la strada, in un autunno che sembrava ancora estate. A parte questo, uguale a tutte le altre città che conosco nel mondo. Loro pagarono il conto, attraversammo la strada per andare in un altro bar, mi chiesero di guardare bene di nuovo – e io continuai a trovare Drachten molto simpatica e molto uguale al resto dell’Europa. “Lei mi ha deluso – disse una delle giovani. – Pensavo che credesse di più nei segnali.” “Certo che ci credo.” “E qui, non ha visto nessun segnale?” “No.” “Infatti, è proprio questo! Drachten è una città senza segnali!” Il suo fidanzato completò: “Nessun segnale stradale!” Tutt’a un tratto, mi resi conto che avevano assolutamente ragione: non c’era il famoso “Stop”, non c’erano le strisce pedonali, i segnali di incrocio e di precedenza. Non c’era un solo semaforo, con le sue luci rosse, gialle e verdi! E, con mia sorpresa, non c’era neppure la divisione tra il marciapiede e la strada. Il movimento era ben lungi dall’essere ridotto: camion, auto, biciclette (onnipresenti in Olanda), pedoni, tutti sembravano perfettamente organizzati in un posto dove non c’era niente a mettere ordine nel traffico. In nessun momento udii un improperio, sentii frenate improvvise, o clacson assordanti. Andando verso l’aeroporto, mi raccontarono qualcosa di più su quell’esperimento che, concordo pienamente, è davvero singolare. L’idea era venuta a un ingegnere, Hans Mondermann. Questi lavorava per il governo olandese negli anni Settanta, quando cominciò a pensare che l’unica maniera per ridurre l’aumento degli incidenti era dare all’automobilista la responsabilità di ciò che faceva. Il suo primo provvedimento fu diminuire la larghezza delle strade che attraversavano i paesi, usare mattoni rossi invece dell’asfalto, eliminare la striscia centrale che separa le due corsie, togliere i marciapiedi e disseminare i viali di fontane e paesaggi rilassanti – in modo che le persone imprigionate negli imbottigliamenti potessero distrarsi mentre aspettavano. Subito dopo arrivò la decisione radicale: togliere i segnali stradali ed eliminare il limite di velocità. Entrando in città, i 6000 automobilisti che passavano lì ogni giorno rimanevano disorientati: dove posso svoltare?Di chi è la precedenza? E così raddoppiavano l’attenzione che prestavano a ciò che accadeva intorno a loro. Due settimane dopo, la velocità media era scesa sotto i 30 km/h permessi in località come Drachten. Mondermann puntava forte: “Se un pedone attraversa la strada, è chiaro che l’auto dovrà fermarsi: i nostri nonni ci hanno insegnato le regole di cortesia.” Fino a ora, ha funzionato. Arrivai all’aeroporto pensando che Mondermann non aveva fatto solo un esperimento sul traffico, ma qualcosa di più profondo. In definitiva, è sua la frase: “Se tratti una persona come un idiota, si comporterà seguendo il regolamento, e nulla di più. Ma se le dai responsabilità, saprà usarla.”



    http://agorismo.blogspot.com/

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  2. #2
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    è una delle cose più esaltanti che ho letto negli ultimi tempi, ma la conoscevo da un paio d'anni

    non tutto il mondo è perduto, piccole enclaves di gente "intellettualmente esistente" ci sono, in ogni materia... Il problema è che molto raramente -come in questo caso, tanto che fa notizia ma è una minuzia che non dovrebbe farla- riescono a imporsi sui governi
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    perfetto, io vorrei dare l'esame a Drachten

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    Citazione Originariamente Scritto da Ronnie Visualizza Messaggio
    è una delle cose più esaltanti che ho letto negli ultimi tempi, ma la conoscevo da un paio d'anni

    non tutto il mondo è perduto, piccole enclaves di gente "intellettualmente esistente" ci sono, in ogni materia... Il problema è che molto raramente -come in questo caso, tanto che fa notizia ma è una minuzia che non dovrebbe farla- riescono a imporsi sui governi
    Nel mio comune per prevenire gli incidenti ai semafori hanno messo delle telecamere. La gente terrorizzata inchioda con il giallo(passare con il rosso come punti e come soldi sono davvero cazzi amari).
    Risultato: incidenti aumentati, ma le telecamere stanno lì...

    Se questo vuol dire attenzione al bene comune....

  6. #6
    Fiamma dell'Occidente
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    Citazione Originariamente Scritto da teo scarpellini Visualizza Messaggio
    Nel mio comune per prevenire gli incidenti ai semafori hanno messo delle telecamere. La gente terrorizzata inchioda con il giallo(passare con il rosso come punti e come soldi sono davvero cazzi amari).
    Risultato: incidenti aumentati, ma le telecamere stanno lì...

    Se questo vuol dire attenzione al bene comune....
    condivido, il socialismo è sempre il male, per di più comune
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