Le cose che ti dico fanno seguito a paragoni coll'Europa (dove ho lavorato girandola) fatti per almeno un decennio. Durante il quale ho visto chiaro, specie negli ultimi anni, il trend del sociale.

Da tali paragoni, sono alla conclusione, e ci metto una scommessa se volete. Qualsiasi sia la serietà e l'impegno di un partito X o Y che voglia rimettere in piedi il Paese (per tale obiettivo serve molto creare delle capacità sociali), tale fine non potrà essere raggiunto senza tener conto di tutti i fattori che generano inefficienze e incapacità (oltre che perdita di competitività) nella società italiana. La quale, a parole vorrebbe generare occupazione e ricchezza, ma................. di fatto credo che nessuno abbia fatto (oltre il sottoscritto) un' analisi seria delle cause del degrado.

Ora la mia logica di povero espatriato con qualche idea, mi dice che:

-se non si conoscono le cause del degrado, sarebbe un po' difficile eliminarle. Poi non credo che molti concordino che le cause del degrado bisogna lasciarle stare, perché senno' qualche padrino s'incazza ! Allora se la mia logica non viene smentita con argomenti solidi, la lista delle cause del degrado e delle incapacità sociali servirà a dare al Paese una chance. Naturalmente non è l'unico elemento necessario, ma forse è quello iniziale...

Il postutto sarebbe: in un Villaggio Globale che impone la competitività e l'efficienza, restare alle incapacità e inefficienze italiane (per esempio non conoscere l'organizzazione nella vita sociale..., è solo un esempio) comporta, a mio avviso, accettare il suicidio del sistema Italia.


Il quadro generale lo farei cosi:

- in quasi tutti i Paesi del lato W dell'Unione esistono le "società della fiducia" (definizione di Peyrefitte); la quale indica il fatto che i rapporti sociali hanno come riferim. la fiducia e la correttezza;
- in Italia (forse anche in qualche Paese dell'Est ?) esiste, in teoria, una società della sfiducia, i cui riferimenti sono: "fai quello che ti pare (ma lo fanno anche gli altri)". In realtà una società nazionale non esiste (lo ho scoperto da poco).


Sempre per raccontare le differenze, la stessa cosa si puo' presentare cosi:

- nell'Europa occidentale (salvo l'Italia, e forse la Grecia ?) il livello di soglia dei comportam. accettabili è all'altezza delle fronte. Al di sotto non si accetta niente, in generale;
- in Italia il livello di soglia dei comp. accett. sta all'altezza delle fogne. Come dire si accetta tutto, perché il lassismo è condiviso da tutti...

Da un quadro generale si fatto viene una conseguenza pratica. Nei Paesi europei dell' W, ove si vede che le istituzioni funzionano bene, quasi sicuramente il lavoro che è svolto dai funzionari pubblici ha una buona qualità e certo impegno serio. Le leggi di conseguenza vengono applicate allo stesso modo nei riguardi di tutti.

In Italia, Paese del doppio scenario e del doppio linguaggio, i funzionari per la scena lavorano per il Paese; ma dietro le quinte, in realtà lavorano mal formati, mal organizzati, quando gli pare...., tanto anche il D.G. fa il suo comodo !

Dopo decenni di questo tran tran, le inefficienze sono cresciute e gli sprechi pure. Le tasse seguiranno, aumenteranno...., perché nessuno analizza gli sprechi in aumento...!

A questo fatto, del tutto generale (che puo' avere eccezioni), corrisponde il fatto che le leggi si applicano, in Italia, quando la luna è buona. Il cittadino non ha sicurezza adeguata e le sopraffazioni sono spesso frequenti. Anche perché il cittadino è rassegnato all'andazzo; i giornalisti non ci fanno caso..., sono Italiani..!

Un problema aggiuntivo è l'acciecamento ideologico diffuso che porta a :

- considerare normale che cittadino e stato siano nemici e non collaborino (come ai tempi degli Austriaci e degli Spagnoli);
- dire che in Italia ci sarebbe la democrazia, quando il modello è chiaramente una plutocrazia.

L'Espatriato