Libertà dalla morsa della speculazioneDella nuova botta inflazionistica di gennaio 2008 i nostri deputati se ne sono accorti: infatti hanno deciso tra breve di aumentarsi lo stipendio di 200 euro, come in autunno avevano già fatto i senatori. Ad aggiornare i loro privilegi sono costanti, attivissimi, efficientissimi, ma sono inabili a stabilire semplici provvedimenti di contenimento del costo della vita come la riduzione delle intermediazioni nelle catene che vanno dal produttore al consumatore o la regolamentazione dei prezzi dei generi alimentari in modo da tutelare i cittadini non abbienti.
La nuova ondata inflazionistica dei primi mesi del 2008 appena iniziato comporterà un aggravio da 1500 a 1700 euro all’anno per le famiglie italiane; certo, gennaio è tempo di saldi, ma i saldi riguardano vestiario, tecnologia, quelle cose che rincarano poco (nella tecnologia a volte vediamo anche cali di costo), e che il sistema capitalista con i suoi metodi subdoli e pervasivi ci spinge a comprare in modi e quantità che vanno al di là del necessario; a trascinare l’inflazione sono come al solito carburanti e alimentari, quelle cose da cui dipende la sopravvivenza e con cui debbono fare letteralmente i conti i milioni di italiani poveri che non riescono neppure a mangiare e lavarsi, figuriamoci se possono fare shopping! Il continuo rincaro di benzina e gasolio innesca a catena altri rincari in svariati settori: bollette energetiche, trasporti, costi di produzione nelle aziende; seguono di conseguenza gli aumenti dei prezzi dei beni e dei servizi di cui abbiamo bisogno quotidianamente, a cominciare dagli alimentari; va detto che i rincari sul fronte degli alimentari hanno come secondo propulsore i prezzi dei cereali. Le materie prime come petrolio, gas, cereali, hanno un andamento dei prezzi dovuto agli sbalzi di un mercato di esse globalizzato sempre più terreno fertile per le speculazioni dell’alta finanza internazionale che adesso ha inventato prodotti finanziari aventi come oggetto scommesse sull’andamento dei costi di queste materie prime, tali giochi fanno aumentare i prezzi ben oltre il tanto dovuto alle effettive condizioni del mercato. I governi nazionali non fanno nulla per vietare queste alchimie finanziarie, per regolare il mercato, perché sono strumenti proprio dell’alta finanza internazionale.
Ma i rialzi che vediamo quando andiamo a comprare solo in parte sono dovuti alle altalene dei mercati: la maggior quota di rialzo è dovuta a speculazioni di approfittatori che da piccoli rincari di costi di produzione o fornitura colgono la “scusa” per alzare a dismisura i prezzi: devo far pagare 2 in più, allora faccio pagare 6 invece che 2. Da signorotti ministri, deputati, consiglieri, solo qualche promessa verbale che non si traduce in nulla di concreto, ci domandiamo cosa costerebbe imporre dei prezzi regolati, e visto che non vogliono farlo, a che serve continuare a votare questi idioti?
Centinaia di migliaia di anziani con pensioni dell’ordine di 400, 500, 600 euro, per avere i soldi per comprare da mangiare contraggono prestiti con banche e finanziarie; non potendo poi colmare i debiti contraggono nuovi prestiti con altre banche o società finanziarie per ottenere i soldi per pagare i debiti. Ci si indebita per pagare debiti! E per avere idea di come l’usura legalizzata (anche il carovita è usura) operata da ambiti del settore distributivo sia un enorme furto basta ricordare che a dicembre 2007 il prezzo del pane è aumentato del 12,3% rispetto allo stesso mese del 2006, che la verdura e la frutta vengono vendute dai contadini ad un prezzo X per Kg al primo intermediario, ma che la compriamo in negozio, al mercatino rionale, a 10 volte X al Kg, che se l’aumento medio del prezzo dei prodotti ortofrutticoli è stato del 3%, al consumo l’aumento è stato del 10%.
Aumentano i canoni d’affitto delle case: nel secondo semestre del 2007 si è avuto un aumento del 0,5%. A Cagliari l’affitto prende un terzo del reddito di una famiglia povera (tra i poveri vanno inclusi molti membri del ceto medio). In venti anni gli affitti sono saliti del 75% a fronte di un aumento dei redditi del 25%, e nel 1999 quando venne liberalizzato completamente il mercato immobiliare, l’equo canone è stato abolito dando la libertà ai proprietari degli immobili di affittare al prezzo che vogliono a prescindere dal valore reale della locazione. E anche qui ci domandiamo cosa costi agli scaldasedie regolamentare gli affitti degli appartamenti in modo tale che siano sostenibili dalle famiglie.
Beh, gli scaldasedie contribuiscono a dissanguarci aumentando ICI, piazzando autovelox dappertutto per multarci se anche in assenza di traffico andiamo a 65 km orari anziché a 50, aumentando le tasse sui rifiuti. Sapete dove sono più care le tasse sui rifiuti? In Campania, dove “non si riesce” ad abbassare le colline di immondizia che arredano le vie urbane. Le amministrazioni pubbliche si sono indebitate con le banche dalle quali hanno comprato prodotti finanziari che hanno portato gravi perdite, le quali dovranno essere colmate dai contribuenti attraverso il frutto del loro lavoro. È aumentato il prelievo fiscale tramite le trattenute sulle buste paga ma non si vuole alzare dal 12,5% al 20% il prelievo fiscale sulle rendite finanziarie. È impossibile evadere dalle trattenute, ma la casta ascolta soltanto la voce di chi a differenza dell’operaio, dell’impiegato, ha la possibilità di evadere allegramente il fisco e lo fa, abbassandogli le tasse. I piagnistei, i “gridi di rivolta” dei vari Berlusconi, Briatore, Montezemolo etc., sono un insulto alla umana intelligenza.
L’associazione dei consumatori Codacons ha proposto una marcia su Roma (“marcia su Roma” suona molto bene dato che il rigido controllo dei prezzi fu un caposaldo dell’Italia Fascista, della Germania Nazionalsocialista, dell’Argentina Giustizialista di Peron) per chiedere interventi di magistratura e forze di polizia per bloccare le speculazioni e l’abolizione delle accise sui carburanti; reclamare a voce ci sembra una perdita di tempo, è già stato fatto tante volte! Ci vogliono azioni concrete di boicottaggio che tolgano l’alimentazione ai profittatori che lucrano sul necessario per vivere e ai politicanti che vivono nel lusso grazie anche alle accise, costringendoli a scendere a patti, anzi costringendoli a levarsi dai piedi. Se le istituzioni non sono capaci di imporre normalissimi freni alle speculazioni, anzi fanno leggi come l’abolizione dell’equo canone di affitto che lasciano mano libera a luridi parassiti profittatori, se esse stesse si comportano da vampiri, è compito dei cittadini far rispettare delle semplici ma vitali regole di convivenza. Spezziamo le catene della speculazione. Con il popolo contro il sistema.
Alfredo Ibba
6 gennaio 2008
www.avanguardia.tv


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