Politica Il leader di FI: Contrada trattato in modo inaccettabile
«Nessun dialogo con la Gentiloni»Berlusconi: «No al sistema tedesco, sarebbe un ritorno
al passato. Sbarramento minimo al 5%»
Silvio Berlusconi
ROMA - Massima apertura al confronto sulla legge elettorale, ma chiusura netta se il campo viene occupato anche da provvedimenti come la Gentiloni (il ddl per la disciplina del settore radio-televisivo, ndr) . Silvio Berlusconi torna a farsi sentire alla base del partito e detta le condizioni per le riforme. In collegamento telefonico con Roccaraso, il Cavaliere si spinge ad affermare: «Non potremmo trattare con forze politiche che mettessero in atto una decisione criminale come il disegno Gentiloni. Non ci sarebbe alcuna possibilità di dialogo - ha rimarcato Silvio Berlusconi - con chi agisse in questo modo».
NO AL SISTEMA TEDESCO - Entrando nel merito della riforma elettorale, Berlusconi spiega che «il sistema tedesco non va bene, sarebbe un ritorno indietro al passato, verrebbe sottratta ai cittadini la possibilità di scegliere il premier e il governo». «La governabilità è cosa necessaria - aggiunge - e lo sbarramento più elevato è meglio è: uno sbarramento del 5% è il minimo che si deve avere».
GRAZIA A CONTRADA - L'ex premier affronta anche la questione della grazia a Bruno Contrada. «La battaglia che Lino Jannuzzi sta facendo merita tutto il nostro appoggio: non si può pensare che chi è stato condannato per le accuse di chi ha contribuito a far arrestare, un servitore dello Stato, possa essere dimenticato e trattato in questo modo. È qualcosa che francamente non si può accettare».
NAPOLITANO - Dichiarazioni che arrivano proprio all'indomani dell'intervento del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: «Nessuna grazia a chi si dice innocente». Il Capo dello Stato aveva spiegato perché ha revocato il procedimento di clemenza a Contrada, motivando la sua decisione in una lettera indirizzata al senatore di Fi, Gustavo Selva, che gli aveva rivolto un appello per la grazia all'ex numero due del Sisde condannato per concorso in associazione mafiosa. Nella lettera a Selva, Napolitano scrive che non c'è stata da parte sua nessuna «marcia indietro, come si è volgarmente affermato da qualche parte»; «né tantomeno - aggiunge Napolitano - ho subito condizionamenti di sorta». La decisione di fermare la procedura è stata presa non appena Contrada e il suo avvocato hanno chiarito che l'«implorazione» rivolta a Napolitano dal legale non costituiva una domanda di grazia. Di «marcia indietro» del capo dello Stato aveva parlato l'avvocato di Contrada, Lipera.
http://www.corriere.it/politica/08_g...ba99c667.shtml
13 gennaio 2008




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