Filippine, ultimatum di Abu Sayyaf
"Via l'esercito o decapitiamo ostaggi"
Frattini: "Il silenzio stampa sulle trattative vale anzitutto per me"
Appello del Papa: "Favorire ogni pacifica soluzione della drammatica vicenda"

Militari e poliziotti di Manila a Jolo
MANILA - Ultimatum di Abu Sayyaf per i tre volontari della Croce Rossa internazionale rapiti in gennaio, tra i quali l'italiano Eugenio Vagni: se entro le 14 di martedì (le 8 in Italia) l'esercito di Manila non si sarà ritirato dall'isola di Jolo, gli ostaggi saranno decapitati. Il ministro dell'Interno filippino, Ronaldo Puno, ha riferito che il gruppo separatista islamico vicino ad Al Qaeda insiste per il ritiro di tutti i militari da 15 città dell'isola. Puno ha sostenuto che "è impossibile soddisfare la loro ultima richiesta di completare il ritiro entro 24 ore. Sarebbe difficile anche in 48 ore. Ci troviamo nella situazione in cui anche se volessimo, non potremmo farlo".

In un'intervista telefonica al Manila Bulletin, il governatore della provincia di Sulu, Abdusakur Tan, ha affermato che "si sta mettendo male".

Di fronte a quest'ultimo sviluppo, ha fatto sentire la propria voce anche il Papa: "Il Santo Padre, nel nome di Dio - si legge in una nota della sala stampa vaticana - chiede la loro liberazione e sollecita le autorità a favorire ogni pacifica soluzione della drammatica vicenda".

Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha ribadito l'importanza di mantenere il massimo riserbo sulle trattative per la liberazione dei tre volontari. "Sapete che siamo in contatto con i negoziatori della Croce Rossa Internazionale", ha ricordato il titolare della Farnesina parlando con i giornalisti a margine del convegno Nuovi Rapporti Nato-Russia. "Abbiamo insistito molto affinché le forze miliari filippine si ritirassero da quell'area e l'hanno fatto - ha aggiunto - ma è chiaro che in questa fase di negoziato il silenzio stampa vale innanzitutto per il ministro degli Esteri".

Le autorità filippine avevano già accettato di ritirare le truppe dalla parte meridionale di Jolo per allentare la pressione sui terroristi e consentire l'apertura di un corridoio umanitario da cui gli estremisti islamici potessero liberare uno dei tre volontari della Croce rossa. Ma questa mossa non è bastata ai terroristi. E da parte sua, il governo ha fatto sapere che reagirà con la forza se sarà fatto del male agli ostaggi.

Nel 2001 Abu Sayyaf decapitò un ostaggio americano, Guillermo Sobero. Insieme al sessantaduenne Vagni, dal 15 gennaio sono nelle mani dei separatisti islamici lo svizzero Andreas Notter, 39 anni, e la filippina Jean Lacaba, di 37.

http://www.repubblica.it/2009/03/sez...tum-30mar.html