
Originariamente Scritto da
polemiko
Se la Chiesa cattolica ha davvero a cuore la tutela della vita in tutte le sue forme, come ha ribadito il Pontefice chiedendo un giro di vite alle legislazioni sull'aborto, deve consentire una moratoria del divieto all'uso del profilattico, contribuendo a salvare uomini, donne e bambini dal contagio da Aids. Ad avanzare la proposta è il movimento Libertà e Giustizia presieduto da Sandra Bonsanti
All'indomani dell'intervento del Papa che ha sottolineato il "carattere sacro della vita umana", collegandolo alla moratoria Onu sulla pena di morte, LeG segue con interesse il dibattito sulla 194, affidando agli uomini di scienza il compito di stabilire se la medicina abbia fatto progressi tali da aprire la discussione sullo spostamento dei limiti di tempo per effettuare aborti terapeutici. Ma sottolinea che l'aborto previsto dalla 194 non è un omicidio, trattandosi di una scelta sempre drammatica, spesso obbligata e che è inaccettabile l'equazione moratoria contro la pena di morte uguale a moratoria contro l'aborto.
LeG ricorda i 40 milioni di persone infettate dal virus Hiv nel 2007 e il fatto che la Chiesa cattolica si oppone da sempre all'uso dei preservativi, persino nei contesti in cui essi sono indispensabili per evitare il contagio.
Secondo i dati dell'Organizzazione mondiale della sanità, riferiti al 2007, sono già 40 milioni le persone infettate dal virus, 8 mila i morti al giorno e 1500 i bambini che contraggono quotidianamente l'Aids. La Chiesa non ha mai revocato quel divieto.
LeG chiede che la Chiesa cattolica consenta una moratoria del divieto all'uso del preservativo, per contribuire a salvare uomini, donne e bambini dal contagio Aids, nel rispetto del "carattere sacro della vita umana".
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