Chi ha voglia di spiegarmi qualcosa di più sull'argomento?
Chi ha voglia di spiegarmi qualcosa di più sull'argomento?


Beh, era più un programma che qualcosa di realmente realizzato, perchè con una guerra di mezzo, bombardamenti e pochissimo tempo per fare tutto non rimanevano molte possibilità reali.
Comunque dovevano essere realizzati dei consigli di gestione comprendenti gli operai, i tecnici e i proprietari, che avrebbero diretto le fabbriche.
In pratica il proprietario non veniva espropriato, ma trasformato in socio, invece di un padrone e un salariato avrebbero dovuto esserci soci prestatori di capitale e soci prestatori d'opera, che avrebbero diretto la loro fabbrica in maniera assembleare.
Quindi non si parla di cessazione della proprietà privata, ma distribuzione della stessa a tutti quelli che partecipano al lavoro dell'azienda. Cioè se io lavoro nell'azienda X partecipo alla sua proprietà, ma non a quella della fabbrica Y che appartiene a chi lavora al suo interno.
Ciò significa anche che le singole fabbriche socializzate avrebbero continuato ad agire in competizione tra loro all'interno di un mercato.
Sarebbe poi toccato allo stato, per mezzo della camera del lavoro, impedire che la concorrenza superasse limiti ragionevoli e diventasse distruttiva per le aziende o la comunità nazionale nel suo insieme. ( Nota la definizione "comunità nazionale" al posto di "società")
La camera del lavoro sarebbe stata formata da rappresentanti dei lavoratori e imprenditori, come un parlamento dei sindacati.
Chiarissimo. Grazie mille, Perseo.
Quindi, differenze rispetto alla socializzazione comunista:
1. Socializzazione dall'alto e non dal basso. Consigli misti di borghesi e proletari al posto dei soviet.
2. Conservazione del mercato e, in parte, delle classi sociali e del capitalismo.
3. Prospettiva nazionale (o nazionalista, o nazionalistica, dimmi tu qual è il termine più corretto) e non internazionalista (rivoluzione globale).
Corretto?
PS: ho notato (e, da linguista, apprezzato) l'uso del termine "comunità" invece di "società".


2 corretto
3 prospettiva nazionale, poi le nazioni possono arrivare a collaborare tra loro per una rivoluzione globale un po sul modello cubano, ma no governo mondiale, ognuno resta padrone in casa propria. Quindi nella sua versione migliore sarebbe un nazionalismo non-colonialista.
1 dall'alto in quel caso, visto che Mussolini era al governo, ma non è considerato fondamentale che debba venire dall'alto o dal basso.




ma nella socializzazione in guadagno del proprietario che ci metteva il capitale (e quindi


quindi nella socializzazione il guadagno del proprietario e quello dell'operaio era uguale? in termini di denaro?




seeee...america!
Ovviamente no.
Se leggi direttamente il complesso di leggi sulla socializzazione scopri che un sacco di industrie "strategiche" erano escluse, garantendo di fatto la socializzazione alle cartiere e poco più.
Inoltre, sempre se leggi l'impianto di leggi direttamente scopri che la socializzazione del capitale rientrava nelle mani dirette dei lavoratori solo fino ad un massimo del 10%. Massimo 10%, non 10%. Il valore reale era variabile in funzione dell'impianto stesso.
Fai una cosa, studia direttamente le leggi sulla socializzazione come ho fatto io.
Una cosa interessante che mi piacerebbe scoprire è se ci sono documenti relativi ai bilanci delle industrie socializzate e i verbali delle assemblee unitarie.