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    Relazioni tra Serbia e Srpska.

    Tadic: Serbia e la Repubblica Srpska – unite verso la prosperità e verso l’Europa
    9 gennaio 2008. 179

    Il presidente serbo Boris Tadić, ha dichiarato a Banja Luka che la stipulazione dell’Accordo sulla cooperazione parlamentare rappresenta un’opportunità che Parlamenti di Serbia e della Repubblica Srpska collaborino sulla preservazione della prosperità e prospettive europee, affinché possano realizzare l’obbiettivo comune – una società stabile e prosperosa, un migliore standard vitale per tutti i cittadini. Dopo la sottoscrizione dell’Accordo sulla collaborazione fra i Parlamenti di Serbia e della Repubblica Srpska, Tadić ha detto che ancora esiste del lavoro incompleto e che esistono ancora molte cose da realizzare nel futuro nel settore della cooperazione economica. Vogliamo un forte legame, una migliore collaborazione regionale, vogliamo procurare prosperità per i nostri cittadini attraverso una cooperazione istituzionale, ha sottolineato Tadić. Il presidente serbo ha porto gli auguri di Buon Natale e Buona Festa del Santo, Santo Stefano ai cittadini della Repubblica Srpska.


    Kostunica congratulazioni con Dodik e Kuzmanovic della Giornata nazionale della RS
    9 gennaio 2008. 179

    Il primo ministro serbo Vojislav Koštunica, si è congratulato con collega e il presidente della Repubblica Srpska, Milorad Dodik e Rajko Kuzmanović, della Giornata nazionale della Repubblica Srpska e la Festa del Santo - Santo Stefano. Dal Governo della Serbia, è stato comunicato che Koštunica ha porto gli auguri di ogni bene e il rafforzamento delle istituzioni alla Repubblica Srpska, poi sviluppo economico e prosperità di tutti i cittadini. Koštunica ha rilevato l’importanza del futuro rafforzamento di legami fra la Serbia con la Repubblica Srpska in base all’Accordo sui rapporti speciali e paralleli ed ha avviato il messaggio che tranne la prontezza a procurare ogni sostegno politico alla Repubblica Srpska, la Serbia si impegnerà sul rafforzamento di legami reciproci economici. La Serbia si adopera per un coerente rispetto alla Carta dell’ONU e la decisione del Consiglio di sicurezza, anche da garante dell’Accordo di Dayton, ritiene che i principi del diritto internazionale siano irreprensibili e che la protezione e la preservazione di tutti i diritti del popolo serbo rappresentano dovere basato sull’Accordo di Dayton, ha rilevato Koštunica. Congratulandosi della Giornata della Repubblica Srpska, la Festa del Santo e il Natale, il primo ministro serbo ha augurato pace, vero benessere generale e progressi nell’Anno Nuovo a tutti i cittadini della Repubblica Srpska.


    Stipulato l’Accordo sulla cooperazione parlamentare fra la Repubblica Srpska e la Serbia
    9 gennaio 2008. 17:18

    I presidenti del Parlamento nazionale della Repubblica Srpska e della Serbia, Igor Radojičić e Oliver Dulić, hanno siglato il protocollo sulla cooperazione parlamentare, in ricorrenza del 16° anniversario dell’esistenza della Repubblica Srpska a Banja Luka. Alla cerimonia della sottoscrizione hanno assistito il presidente della Serbia Boris Tadić e della Repubblica Srpska Rajko Kuzmanović, il primo ministro della Repubblica Srpska Milorad Dodik, il membro serbo della Presidenza della Bosnia ed Erzegovina Nebojša Radmanović, il presidenziale del Consiglio dei ministri della Bosnia ed Erzegovina Nikola Špirić e il presidenziale della Casa di rappresentanza dell’Assemblea parlamentare della Bosnia ed Erzegovina Milorad Živković. Il protocollo prevede una cooperazione fra il Consiglio parlamentare e l’amministrazione di due parlamenti in base all’anteriormente siglato Accordo sui rapporti speciali paralleli fra la Repubblica Srpska e la Serbia.

    Fonte: radio Serbia

    •   Alt 

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  2. #2
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    14.01.2008 - Republika Srpska: occorre una decontaminazione politica
    «Sostanzialmente, la scena politica deve essere decontaminata». È quanto emerge dall'intervista di Milanko Mihajlica, leader del Partito Radicale Serbo della Republika Srpska, rilasciata a Rinascita Balcanica . Secondo Milanko Mihajlica "occorre offrire maggiori opportunità ai giovani professionisti, e intellettuali che si impegnano per il rispetto degli interessi del proprio popolo, e allo stesso tempo sono pronti a dialogare per trovare delle soluzioni adatte anche agli altri popoli presenti nella Republika Srpska". La risoluzione dei problemi di instabilità politica ed economica di questi ultimi anni viene così affidata alla nuova classe politica che si sta venendo a creare tra i giovani, sostituendo dirigenti "che sono stati al potere per oltre sette o otto anni e hanno dimostrato che non sono in grado di ricoprire queste cariche". "Sono sicurissimo che una nuova potenza sono i giovani, che possono creare un clima politica più forte", conclude Milanko Mihajlica .



    La questione dell' indipendenza del Kosovo è giunta nella sua fase critica. Secondo Lei, potrà il Kosovo provocare una reazione a catena nella Republika Srpska?

    Innanzitutto tengo a precisare che noi, in quanto Partito Radicale per i serbi della Bosnia Erzegovina, riteniamo che occorre fare di tutto per evitare la proclamazione dell'Indipendenza del Kosovo. Riteniamo che si potrebbe raggiungere anche con un ragionevole accordo tra il Governo di Belgrado, e dunque tra la rappresentanza politica al potere in Serbia, e l'opposizione. Colgo così l'occasione per sottolineare che il Partito Radicale della Serbia avrà uno dei ruoli più importanti nella politica serba, quale quella di controbilanciare la rappresentanza politica del popolo albanese che vive in Kosovo. Prima di proclamare l' indipendenza, occorrerà fare di tutto per trovare una soluzione unica, che riesca a conciliare le esigenze di tutti i popoli coinvolti. Secondo molti tale processo sarà troppo lento, oppure impossibile. Personalmente, credo che il processo di pace sia possibile, nella misura in cui riesca a rispettare gli interessi dello Stato serbo e del popolo albanese in Kosovo.
    La risoluzione Onu 1244 non si può negare, perché significherebbe creare con l'approvazione delle Nazioni Unite, uno Stato accettato al livello internazionale priva di una parte del proprio territorio. Sono sicuro che risolvere la questione del Kosovo mediante la proclamazione dell'Indipendenza unilaterale, possa solo aprire "il vaso di Pandora", anche in altri Stati, soprattutto in quei Paesi che credono che "non possa mai accadere una cosa del genere", ma in fondo sanno benissimo che ognuno di essi ha il suo «Kosovo». Lo status del Kosovo non e' da escludere, ma così cominceremo con un'altra questione: se gli albanesi del Kosovo avranno la possibilità di avere il proprio Stato, non vi saranno motivi per dare la stessa possibilità anche i Serbi della RS. Secondo l'art.1 della Carta dei diritti umani, "ogni popolo ha il diritto di essere sovrano". E così sono sicuro che la questione del Kosovo avrà le sue conseguenze anche nella Republika Srpska. Non so quando questo potrà accadere, ma prima o poi vedremo le prime reazioni.

    Poche settimane fa abbiamo assistito a feroci scontri tra il Governo della BiH e quello della RS . Considerando i forti legami economici tra le due entità, crede che quello costruito sia stato solo una campagna mediatica? È possibile affermare che vi è stato tanto rumore per niente, oppure vi è stata una vera crisi governativa?

    Attualmente la Bosnia ha un Governo che ha avuto il pieno supporto da parte dei cittadini in occasione di queste ultime elezioni, perchè è stata fatta una campagna elettorale con proposte massimaliste. Haris Silajdzic, per lungo tempo ha portato avanti - segretamente ma anche pubblicamente - una politica per arrivare alla cancellazione della Republika Srpska. In questo intento non è rimasto da solo, essendo supportato con simili attitudini, da Sulejman Tihic, rappresentante del partito SDA, e dal partito Social democratico (SDP). Dall' altro lato vi è Milorad Dodik, che ha avuto il supporto nella RS grazie alla sua campagna elettorale basata sul referendum per l'Indipendenza, e sulla sua promessa di portarla avanti qualora verrà eletto. In tal modo ha ottenuto la maggioranza dei voti nella RS, nonché il pieno supporto del Governo della Serbia. Il tutto è stato ben studiato, in maniera molto pragmatica. Sfruttando la debolezza del Partito radicale, e prendendo il potere già sei mesi prima delle elezioni, Dodik doveva solo conquistare maggiore potere sui media e sui circuiti finanziari, e infine sulla polizia: ha così ottenuto tutti gli strumenti per assicurarsi un miglior risultato alle elezioni e salire al potere. Successivamente, le forze politiche che sembravano essere in contrasto tra di loro, come Haris Silajdzic e Milorad Dodik, si sono alleati e hanno creato i primi problemi. Hanno assunto su di sé troppi obblighi, sopratutto nei confronti dei cittadini, e del Governo di Belgrado - come nel caso di Dodik - e dei mentori internazionali, ossia gli Americani.
    A ben vedere, questa situazione è molto complicata, ma sono loro stessi i responsabili della crisi politica in RS. Su ogni tema importante proposto in Parlamento, oppure su qualsiasi questione sollevata sui problemi della BiH, non possono certo tirarsi indietro, perché significherebbe per loro perdere il proprio supporto esterno. Per esempio, l'Atto Costitutivo che dovrebbe istituire in Bosnia Erzegovina uno Stato federale, di cui la Republika Srpska sarà un'entità federale, è stato appoggiato da Milorad Dodik e dai rappresentanti bosniaci, ossia politici musulmani che vogliono la cancellazione della RS. Questi sfruttano le trattative per l'Atto Costitutivo perchè cercano il supporto internazionale per annullare il Dayton. Una cosa simile accadrà anche con la riforma della polizia. Noi, in quanto Partito Radicale, abbiamo mosso molte accuse nei confronti di Milorad Dodik in occasione della discussione dell'Atto Costitutivo e della riforma della polizia. Abbiamo protestato contro la possibilità di rinforzare le Istituzioni centrali, perché vogliamo rendere la RS più forte politicamente. Sopratutto vorrei sottolineare che siamo contro le riforme dell'Atto Costitutivo che possano arrecare dei danni alla RS.


    Sulla base delle nostre ricerche, negli istituti scolastici della Republika Srpska, i programmi educativi non parlano molto della storia e della cultura dei serbi di Bosnia, e si limitano a descrivere gli aspetti della Bosnia Erzegovina. Sembra quasi che alcuni professori abbiano timore di parlare della Srpska. Come può accadere una cosa del genere proprio nella RS?

    Questo accade solo per un motivo ben preciso, ossia perché coloro che hanno preso il potere lo hanno basato sulle false promesse. Milorad Dodik ha sfruttato l'orgoglio nazionale del popolo serbo per salire al potere. Nei fatti, Dodik controlla tutti i circoli nella RS, ed è naturale dunque che la gente si rifiuta di parlare della RS. Molti hanno paura di perdere il proprio lavoro, o di veder fallire i propri affari, e per tale motivo non dimenticano mai le promesse di Dodik. Inoltre, nel Governo della RS siedono dei Ministri, che sono del partito dell'SDA e del partito per la Bosnia Erzegovina: questo rappresenta un grande tradimento nei confronti del popolo serbo e dei risultati elettorali. Dunque, considerando che all'interno del Governo vi sono degli elementi che premono per la cancellazione della Srpska, mentre dinanzi al popolo vengono ribadite sempre le promesse elettorali, vedrete che siete sempre in contraddizione con loro, e potrete capire cosa significa essere dei falsari e avere la doppia faccia, Comunque, devo sottolineare, che la maggior parte dei cittadini della RS hanno scoperto questa "politica", che segue lo schema evidente del partito dell' SNSD.

    Molte organizzazioni della RS hanno ampiamente dimostrato, con fatti e documenti, come la guerra in Bosnia Erzegovina sia stata infiltrata dagli eserciti di Mujaheedin, molti dei quali ancora risiedono nella regione bosniaca. Perchè nessun politico della RS ha mai accusato i Mujaheedin dei crimini di guerra presso il Tribunale di Aja e presso il Governo bosniaco di Sarajevo?Perchè in nessun altro tribunale sono stati aperti dei processi contro i Mujaheedin e i loro crimini?

    Tale responsabilità ricade sopratutto sul Governo della RS. Che i Mujaheedin abbiano preso parte alla guerra bosniaca contro il popolo serbo è un fatto noti a tutti, come dimostrato dall'esistenza di molti documenti e video. I Serbi oggi devono fare di tutto per verificare questo a livello internazionale. Secondo noi, non sarà molto difficile dimostrare la verità. Le Istituzioni devono agire con le indagini e le prove alla mano. Il Governo ha infatti il compito di dare inizio alle inchieste, e non deve solo parlare.

    Perché dunque non è stato fatto nulla fino ad ora per portare questo caso sino al Tribunale dell'Aja?

    Se il vostro partito fa parte della coalizione con i partiti politici che tempo fa hanno portato i Mujaheedin in Bosnia, credo che avreste dei problemi a dare inizio ad un'azione contro i crimini di guerra commessi dai musulmani contro i Serbi.

    Molte aziende in RS hanno contratto tantissimi debiti nei confronti delle Banche. Ho verificato tale realtà sia personalmente che pubblicamente, ho scritto alla Banca Centrale della BiH, per avere maggiori informazioni e capire perché molte aziende falliscono per gli eccessivi debito contratti nei confronti delle Banche. Secondo Lei, perchè il Governo non ha mai attivato un'inchiesta per chiarire i fatti sul sistema bancario in RS?

    Vorrei prima di tutto precisare che il Governo di Mladen Ivanic, che oggi è un partner della coalizione di Milorad Dodik , è stato proprio quello che ha venduto le Banche della Republika Srpka. Per esempio, una di esse è stata venduta per un euro, mentre un'altra, esistente sul territorio della Srpska, per 500.000 €. Hanno creato così un clima in cui, non solo le Banche, ma anche la maggioranza del capitale esistente diventerà di proprietà dei gruppi privati esteri, che hanno privatizzato le nostre imprese. Infatti, comprando gli Istituti di credito per pochi spiccioli, sono riusciti anche a comprare tutte le aziende che si erano con essi indebitati. Il Governo di Milorad Dodik, come quello di Mladen Ivanic, conoscendo tali fatti, ha evitato la privatizzazione di aziende di Stato quando invece era necessaria farlo, quando avevano la possibilità di riprendersi. Per rimanere al potere, hanno poi conferito gli impieghi più importanti agli uomini del proprio partito, la maggior parte dei quali si è rivelata incapace di adempiere a tale incarico, e hanno lavorato più per il partito che per le imprese. Grazie a questo, la maggior parte delle aziende sono fallite: i loro crediti sono diventati debiti, che hanno dovuto pagare con l'ipoteca sul proprio patrimonio aziendale. Il cerchio così è stato chiuso, attribuendo tutti i vantaggi ai soli i proprietari delle Banche. Ricordo che nei primi giorni del Governo è stata annunciata la revisione della privatizzazione, ma poi non è successo più nulla, perché chi doveva controllare ha evidentemente partecipato ai bandi di gara. Ci si aspettava molto di più anche da parte della Procura Speciale, che poi si è rivelata una grande farsa, in cui il popolo serbo è stato illuso chissà quante volte.

    Come crede possa essere risolta questa situazione di impasse?

    Come cittadino e come rappresentante del mio partito, vedo la soluzione a questa situazione nell'unione tra le forze di opposizione, parlamentare e non parlamentare, nonché tra alcune delle organizzazioni non governative e le Associazioni della RS. Tutti possiamo agire con mezzi democratici per il cambiamento del Governo. La situazione economica può essere migliorata se facciamo una vera battaglia contro la corruzione e la criminalità, che rovina ogni aspetto della società civile. Noi non crediamo più nelle riforme che questo Governo ci ha promesso . Non crediamo neanche nelle riforme dell' Atto costitutivo e della polizia, perché coloro che le stanno promuovendo sono dei personaggi ricattati dalla Comunità internazionale, e sicuramente faranno delle mosse che metteranno un punto interrogativo sulla RS. Potrebbe così accadere che la RS sia riconosciuta formalmente come entità politica, senza avere nei fatti alcun potere legislativo. Questo ci mette in una situazione molto grave. Dall'altro lato noi siamo sicuri che ancora possiamo cambiare le cose, seguendo la strada dell'integrazione europea, sempre che l'entrata nella UE non avrà un prezzo che si chiama Republika Srpska. La ratifica degli Accordi di Stabilizzazione e di Associazione è una vera farsa, e, in un certo senso, è la vergogna dell' Europa. Dovrebbero essere cancellati i Trattati di Bonn che hanno attribuito all'Alto Rappresentante il grande potere di influire sul processo legislativo e sulla dimissione dei politici eletti secondo il volere del popolo. In questo modo , sia la RS che la BiH non avranno futuro, perché sarà basato su classi politiche che hanno un passato criminale durante la guerra. I leader musulmani hanno permesso che dei mercenari prendessero parte alla guerra in Bosnia, e che ancora oggi sognano lo sterminio della RS. Sostanzialmente, la scena politica deve essere decontaminata. Occorre offrire maggiori opportunità ai giovani professionisti, e agli intellettuali che si impegnano per il rispetto degli interessi del proprio popolo, e allo stesso tempo sono pronti a dialogare per trovare delle soluzioni adatte anche agli altri popoli presenti nella Republika Srpska. La risoluzione dei problemi di instabilità politica ed economica di questi ultimi anni viene deve essere affidata ad una nuova classe politica che si sta venendo a creare tra i giovani, sostituendo dirigenti che sono stati al potere per oltre sette o otto anni e hanno dimostrato che non sono in grado di farlo. Sono sicurissimo che una nuova potenza sono i giovani, che possono creare un clima politico più forte".Per tutto questo serve il tempo, ma sopratutto una miglior organizzazione e uno scopo ben preciso.

    Michele Altamura
    Fonte: Rinascita

  3. #3
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    legione muti
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    Messaggi: 5.984 Milosevic e Karadzic

    In primo luogo non si puo' mettere sul medesimo piano l'Enclave Serba di Pale con lo jugoslavismo di Slobodan Milosevic. Dietro la Repubblica Serba di Pale c'era tutta la tradizione cetnica e l'idealismo mistico patriottico della Grande Serbia che affondava le radici nella prassi delle bande cetniche che si contrapposero da secoli ad ogni tentativo di oppressione dell'identità nazionale serba cristiana.
    Slobodan Milosevic era un burocrate di partito di formazione atea e comunista.
    Slobodan Milosevic fu il capo di stato che mandò le milizie di stato a complicare la situazione in Bosnia quando i nazionalisti cetnici in Bosnia si stavano già difendendo alla grande.
    Slobodan Milosevic impose le sanzioni all'Occidente.
    La consorte di Milosevic, guida del partito ateo della JUL, ancora in piena guerra si proclamava, dalla sua lussuosa residenza di Didinje, jugoslavista quando la più pura gioventù serba cadeva in ogni fronte con immagini del Generale Draza e di altri patrioti cetnici....
    Il figlio di Milosevic aprì la discoteca più grande dei Balcani quando la migliore gioventù patriottica si sacrificava quotidianamente in trincea.....
    Slobodan mandò e foraggio' le Tigri di Arkan che in Bijelina (e anche altrove...) si comportarono eroicamente ma che fecero anche un sacco di cose evitabilissime che finirono per gettare discredito sulla Repubblica Serba di Pale.
    Quando nel 1994 secondo un sondaggio fatto in tutta la Serbia ben il 68 per cento della popolazione voleva RADOVAN PRESIDENTE di tutta la Serbia, Slobodan Milosevic aizzò Ratko Mladic (suo uomo) contro il legittimo Presidente di Pale.
    La moglie di milosevic i figli , Arkan e tutto il suo gruppo, con un popolo eroico alla miseria e alla guerra, vivevano nel lusso.....
    Slobodan firmò l'ignominiosa finta pace di Daytonantiserba con i SERBI che avevano conquistato militarmente l'80 per cento del territorio.
    Slobodan restituì le Krajine a Tudjam quando erano state conquistate militarmente da Capitan Dragan e dai berretti rossi.
    RADOVAN scrisse che il giorno della finta antiserba pace di dayton fu uno dei più brutti e tristi della sua vita.
    Cio' non toglie che ho ammirato il modo con cui ha difeso la sua immagine ed il Popolo serbo all'aja : questo lo ha sicuramente storicamente riabilitato....
    Moltissimi Serbi NEMICI storici del titoismo massonico sionista e ammiratori del Movimento Cetnico quei giorni hanno effettivamente fatto pace con Slobodan; qualcuno gli ha anche chiesto scusa (forse molti...) se avevano pensato che non fosse un serbo. Ma i suoi gravi errori li ha fatti...Purtroppo....
    In secondo luogo, non si può mettere mettere la battaglia Serba sul medesimo piano di quella dei nazionalisti bianchi antislamici occidentalisti-
    I nazionalisti serbi erano e sono anzitutto anti-occidentali.

  4. #4
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    13.02.2008 - La protesta degli studenti a Banja Luka
    Le organizzazione studentesche e le ONG della Republika Srpska si preparano ad organizzare manifestazioni pacifiche per protestare contro l'autoproclamazione dello Stato Kosovaro. Al contrario Branislav Dukic, Presidente dell'Associazione della NGO serba SPONA, dichiara che non appena verrà dichiarata l'indipendenza del Kosvo "presenteremo subito dopo dinanzi al Parlamento della Republika Srpska la stessa richiesta, ossia l'indipendenza per la RS e la secessione dalla BiH."


    L'organizzazione studentesca di Banja Luka SOBL, ha annunciato che nel caso di una dichiarazione unilaterale dell'indipendenza del Kosovo il 17 febbraio, organizzerà una manifestazione pacifica per protestare contro l'autoproclamazione dello Stato Kosovaro. Lo ha reso noto il Presidente della SOBL, Dejan Kragulj. Questa decisione è stata presa nel corso dell'ultima riunione del Consiglio amministrativo di SOBL. "Il Kosovo è un problema di tutti noi e un'autoproclamazione dell' indipendenza della comunità albanese avrà un impatto su tutti i Serbi, non importa dove essi si trovino, se sono nella RS oppure nella Serbia. Noi dobbiamo alzare la nostra voce e far capire che siamo contro qualsiasi atto di separazione da uno stato". Marko Vidakovic, Presidente dell'associazione degli studenti di Sarajevo Est, ha dichiarato che riunirà tutti gli studenti di quella zona come forma di protesta per l'indipendenza kosovara. Milan Grubor, Presidente di Parlamento degli studenti di Banja Luka, unendosi al coro della altre associazioni, ha dichiarato come restano di primaria attenzione "tutti i problemi del nostro popolo, sopratutto questo che è più importante in questo momento". Allo stesso modo, Branislav Dukic, Presidente dell'Associazione della NGO serba SPONA, che raggruppa 11 delle più importanti NGO della Repubblika Srpska, ha avuto un incontro nella giornata di ieri con l'Ufficio degli Alti Rappresentanti (OHR) e con la European Union Police Mission (EUPM) in Bosnia e Erzegovina per discutere proprio sulle reazioni all'attesa dell'indipendenza kosovara di domenica. "Entrambe le organizzazioni volevano da noi una dichiarazione su come reagiremo all'indipendenza kosovara - dichiara Branislav Dukic. Noi abbiamo deciso di non organizzare alcuna protesta. Noi non vogliamo che il popolo scenda nelle piazze, ma subito dopo presenteremo dinanzi al Parlamento della Republika Srpska la stessa richiesta, ossia l'indipendenza per la RS e la secessione dalla BiH. Noi siamo popolo riconosciuto dalla Costituzione e non siamo come gli albanesi in Kosovo, ossia una minoranza e dunque parte dello Stato Serbo, per tale motivo abbiamo il pieno diritto di chiedere l'indipendenza".
    Al momento , sia la polizia della RS sia la EUFOR hanno reso noto ai media che sono pronti a reagire in ogni caso di protesta, qualora queste provocheranno una situazione instabile.

    Biljana Vukicevic
    Fonte: Rinascita balcanica

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    Citazione Originariamente Scritto da rafrad6164 Visualizza Messaggio
    13.02.2008 - La protesta degli studenti a Banja Luka
    Le organizzazione studentesche e le ONG della Republika Srpska si preparano ad organizzare manifestazioni pacifiche per protestare contro l'autoproclamazione dello Stato Kosovaro. Al contrario Branislav Dukic, Presidente dell'Associazione della NGO serba SPONA, dichiara che non appena verrà dichiarata l'indipendenza del Kosvo "presenteremo subito dopo dinanzi al Parlamento della Republika Srpska la stessa richiesta, ossia l'indipendenza per la RS e la secessione dalla BiH."


    L'organizzazione studentesca di Banja Luka SOBL, ha annunciato che nel caso di una dichiarazione unilaterale dell'indipendenza del Kosovo il 17 febbraio, organizzerà una manifestazione pacifica per protestare contro l'autoproclamazione dello Stato Kosovaro. Lo ha reso noto il Presidente della SOBL, Dejan Kragulj. Questa decisione è stata presa nel corso dell'ultima riunione del Consiglio amministrativo di SOBL. "Il Kosovo è un problema di tutti noi e un'autoproclamazione dell' indipendenza della comunità albanese avrà un impatto su tutti i Serbi, non importa dove essi si trovino, se sono nella RS oppure nella Serbia. Noi dobbiamo alzare la nostra voce e far capire che siamo contro qualsiasi atto di separazione da uno stato". Marko Vidakovic, Presidente dell'associazione degli studenti di Sarajevo Est, ha dichiarato che riunirà tutti gli studenti di quella zona come forma di protesta per l'indipendenza kosovara. Milan Grubor, Presidente di Parlamento degli studenti di Banja Luka, unendosi al coro della altre associazioni, ha dichiarato come restano di primaria attenzione "tutti i problemi del nostro popolo, sopratutto questo che è più importante in questo momento". Allo stesso modo, Branislav Dukic, Presidente dell'Associazione della NGO serba SPONA, che raggruppa 11 delle più importanti NGO della Repubblika Srpska, ha avuto un incontro nella giornata di ieri con l'Ufficio degli Alti Rappresentanti (OHR) e con la European Union Police Mission (EUPM) in Bosnia e Erzegovina per discutere proprio sulle reazioni all'attesa dell'indipendenza kosovara di domenica. "Entrambe le organizzazioni volevano da noi una dichiarazione su come reagiremo all'indipendenza kosovara - dichiara Branislav Dukic. Noi abbiamo deciso di non organizzare alcuna protesta. Noi non vogliamo che il popolo scenda nelle piazze, ma subito dopo presenteremo dinanzi al Parlamento della Republika Srpska la stessa richiesta, ossia l'indipendenza per la RS e la secessione dalla BiH. Noi siamo popolo riconosciuto dalla Costituzione e non siamo come gli albanesi in Kosovo, ossia una minoranza e dunque parte dello Stato Serbo, per tale motivo abbiamo il pieno diritto di chiedere l'indipendenza".
    Al momento , sia la polizia della RS sia la EUFOR hanno reso noto ai media che sono pronti a reagire in ogni caso di protesta, qualora queste provocheranno una situazione instabile.

    Biljana Vukicevic
    Fonte: Rinascita balcanica
    Ben fatto. Penso che sia una delle poche carte concrete da giocare per non darla vinta ai terroristi

 

 

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