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    Predefinito Bossi: aiutare le imprese che restano sul territorio



    Aiutare le imprese che restano sul territorio, non quelle che delocalizzano

    "Noi dobbiamo aiutare le imprese che restano in Italia e non delocalizzano", occorre sostenere "gli imprenditori che creano posti di lavoro". E' quanto dice Umberto Bossi, intervistato da Sky tg 24, parlando della crisi. Quanto alla ripresa, aggiunge: "Penso che siamo a un buon punto, pero' mancano troppi posti di lavoro. Troppe industrie aiutate dallo Stato sono andate all'estero" e "il problema vero e' che occorre il lavoro e se le imprese delocalizzano non c'e' piu' lavoro". Il leader della Lega e ministro alle Riforme osserva che le aziende italiane "devono star qui, che bisogna che le Regioni aiutino le imprese che restano e garantiscono lavoro alla nostra gente". Quindi conclude: "Questa mi pare la via, e le Regioni devono tagliare gli sprechi perche' tutti i soldi fino all'ultimo euro vanno investiti nel lavoro".

    Lega Nord Padania per l'Indipendenza della Padania


    carlomartello

  2. #2
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    Thumbs up Rif: Bossi: aiutare le imprese che restano sul territorio

    Intanto sdoganato il provvedimento Reguzzoni-Versace per la legge sui prodotti nazionali:

    Ora il made in Italy è legge «Ma non abbassiamo la guardia»

    di Marcello Foa


    La Camera l’ha approvata all’unanimità. Un giorno storico; perché l’Italia si è dotata finalmente di una legge che consente solo a chi produce davvero nel nostro Paese di usare il marchio made in Italy. Un duro colpo per i grandi marchi che fabbricano il 95% dei prodotti in Cina o Vietnam e poi lo spacciano come italiano. Un giusto riconoscimento per i piccoli e medi industriali che, a dispetto delle teorie sulla globalizzazione, non hanno mai delocalizzato.
    La legge, promossa dal leghista Reguzzoni, riguarda tre settori - tessile, calzaturificio e pelletteria - e sancisce un criterio di buon senso ovvero stabilisce che almeno il 50% della lavorazione sia svolta sul territorio italiano. Ed è significativo che sia stata approvata da tutti i partiti. Per una volta destra e sinistra hanno considerato innanzitutto l’interesse del Paese, resistendo alle pressioni esterne; soprattutto delle lobby dei grandi gruppi.
    Reguzzoni ha saputo recepire l’Sos lanciato da un imprenditore di Busto Arsizio, Roberto Belloli, che nel luglio scorso ha fondato un movimento spontaneo e apolitico - i Contadini del tessile - per dare voce agli imprenditori sfregiati dalla crisi.
    E ora sono proprio i piccoli a esultare. «È un voto molto importante, che rappresenta non la fine di un percorso, ma l’inizio di una nuova era; perché ora dovremo batterci per estendere il provvedimento ad altri settori», dichiara al Giornale Cesare Fumagalli, segretario generale di Confartigianato, secondo cui «è importante che sia stato un grande Paese come l’Italia a cambiare la tendenza in Europa».
    Già, finora l’Unione europea non proteggeva i propri produttori. L’ultimo ostacolo prima dell’entrata in vigore della legge, prevista fra sei mesi, è rappresentato proprio dalla compatibilità con le normative Ue, ma qualcosa sta cambiando. Un provvedimento sulla tutela del made in Europe è al vaglio dell’Europarlamento secondo modalità simili a quelle italiane. «Ed anche in Francia e Germania il vento sta cambiando», assicura Fumagalli.
    Certo non tutti sono contenti. Alcuni imprenditori, come il biellese Luciano Barbera, ritengono che tutta la produzione debba essere italiana; dunque rivendicano un provvedimento ancora più restrittivo. «Ma talvolta l’ottimo è nemico del bene», chiosa il segretario di Confartigianato, per il quale il provvedimento rappresenta comunque una rivoluzione e un auspicio per il futuro dell’Italia. «Abbiamo dimostrato che la manifattura merita di essere tutelata, contrariamente a quanto predicavano certi economisti fino a un paio di anni fa».
    Secondo Fumagalli, «aumenta la consapevolezza anche del consumatore, che cerca la qualità, il prodotto ben fatto» e, perlomeno in certi segmenti di mercato, «non è più influenzato solo dal richiamo del marchio. Ed è pertanto assordante il silenzio delle Associazioni dei consumatori sulla legge».
    Ma questo non è il momento delle polemiche. Gioiscono la Lega, il Pdl, il governo, mentre il Pd e l’Italia dei Valori, non hanno nulla da recriminare. Al contrario, si uniscono al brindisi, esaltando un Paese per una volta unito e più giusto, perché tutela le qualità più autentiche della nostra industria. Fumagalli annuncia che «è finita la stagione dell’imbroglio». Sbrigativo, ma efficace.

    Ora il made in Italy è legge «Ma non abbassiamo la guardia» - Economia - ilGiornale.it del 18-03-2010


    Legge Reguzzoni anche per il settore occhiali



    “Occorre estendere anche al settore dell’occhialistica la legge Reguzzoni-Versace sul Made in Italy”. Lo affermano i deputati leghisti Marco Reguzzoni, Massimiliano Fedriga e Franco Gidoni, commentando l’operazione della Guardia di Finanza di Udine che in vari negozi in Friuli e in provincia di Padova ha sequestrato oltre tremila paia di occhiali da vista, privi di marchi e potere diottrico. “La Lega è decisa a portare avanti l’etichettatura obbligatoria anche per il settore dell’occhialistica – ha detto Reguzzoni – per evitare che vengano venduti in tutto il mondo, e spacciati come made in Italy, occhiali falsi chissà come e dove realizzati. E’ opportuno garantire il consumatore della qualità del prodotto, al fine di tutelarne anche la salute, e al contempo salvaguardare le nostre imprese e i nostri lavoratori, così come abbiamo già fatto per il settore tessile, calzaturiero e della pelletteria. Esprimo grande soddisfazione per il lavoro svolto dalla Guardia di Finanza di Udine – ha aggiunto Fedriga –. L’impegno delle nostre forze dell’ordine dovrebbe però essere sostenuto anche dalla legislazione: questo sequestro dimostra la necessità di estendere la legge sul Made in Italy ad altri settori, per tutelare non soltanto tutti i consumatori, ma anche i nostri produttori.”

    Lega Nord Padania per l'Indipendenza della Padania


    carlomartello

  3. #3
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    Predefinito Rif: Bossi: aiutare le imprese che restano sul territorio

    E ci mancherebbe, io do atto a Tremonti di avere capito già a suo tempo che la globalizzazione totale dei mercati fatta in 2 secondi sarebbe stata una stupidaggine; molta gente però ha preferito dar retta al "modernismo economico" propagandato dai geni della sinistra, fatto di aperture totali alla Cina e all'Oriente, salvo poi ritrovarsi in piazza senza lavoro, con la propria ditta a Pechino e con la bandiera rossa in mano.

 

 

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