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    Predefinito Referendum Consultivo Veneto Autonomo

    PROPOSTA DI LEGGE
    D’iniziativa dei Consiglieri di Progetto NordEst FOGGIATO e CANCIAN
    “REFERENDUM CONSULTIVO IN MERITO
    ALLA PROPOSTA DI LEGGE STATALE

    APPROVATA DAL CONSIGLIO REGIONALE IL
    18 OTTOBRE 2006 “MODIFICA DEGLI
    ARTICOLI 116 E 119 DELLA COSTITUZIONE”
    CHE PREVEDE L’INSERIMENTO DEL VENETO
    FRA LE REGIONI A STATUTO SPECIALE.

    Relazione
    Il 18 ottobre 2006 il Consiglio Regionale del Veneto approvava la proposta di legge statale, avanzata dal gruppo Progetto Nordest, con la quale si chiedeva al Parlamento italiano dimodificare gli articoli 116 e 119 della Costituzione inserendo il Veneto fra le Regioni a statutospeciale.
    Al momento del voto ci furono 33 SI (Progetto Nordest e il centro-destra), 11 NO (centro sinistra) e 2 “non votanti” (i consiglieri Covi e Rossato, rispettivamente dei Socialisti Democratici Italiani eItalia dei Valori).
    E’ stata la prima volta nella storia dello stato italiano che un consiglio regionale ha fatto una richiesta così esplicita, facendosi portavoce della mai sopita aspirazione del popolo venetoall’autogoverno, di quella che nei fatti, è “la madre di tutte le battaglie” per noi veneti. E per rafforzare questa legittima e democratica richiesta del parlamento veneto quale miglior iniziativa di chiamare a raccolta il popolo veneto affinchè, in maniera civile e democratica, esprima la propria opinione su questa proposta, sulla necessità di riconoscere anche alla nostra Regione quella specialità attualmente riconociuta alle altre cinque regioni? C’è qualcosa di più autenticamente democratico del voto referendario? Certo, qualcuno obietterà che il “democratico” governo italiano ha già più volte impedito tale votazione.
    Ma noi crediamo sia opportuno sollecitare la dimensione “democratica” di questo governo, partendo proprio dal fatto che questa volta si sarebbe chiamati ad esprimersi su una proposta di legge già votata dal parlamento veneto. Noi dobbiamo comunque fare la nostra parte cercando ogni soluzione per portare al voto la nostra gente, il nostro popolo veneto.
    La rivendicazione principale dell'area autonomista e federalista veneta è stata, a partire dalla fine degli anni "70, e continua ad essere l'istituzione della Regione autonoma del Veneto a Statuto speciale.
    L'ordinamento costituzionale ha infatti sancito la suddivisione dei cittadini residenti nelle 5 Regioni a statuto speciale (Valle d'Aosta, Trentino-Alto Adige/Sud Tirolo, Friuli-Venezia Giulia, Sicilia e Sardegna dotate di notevole autonomia politica, amministrativa e finanziaria) e cittadini residenti nelle regioni a statuto ordinario. In particolare il Veneto risulta notevolmente penalizzato da tale anacronistica divisione in quanto unica Regione compresa e compressa fra 2 Regioni a statuto speciale (Trentino-Sud Tirolo e Friuli-Venezia Giulia).
    La nostra richiesta è motivata da considerazioni d’ordine storico, culturale, linguistico, geografico, economico, di giustizia.
    Il popolo veneto ha sempre saputo autogovernarsi in maniera tale da meritarsi il rispetto e l'ammirazione degli altri popoli, sviluppando altresì propri modelli di sviluppo originali e sicuramente all'avanguardia (pensiamo al famoso modello veneto); in questo momento storico le risorse della nostra Regione rischiano di inaridirsi proprio a causa della continua penalizzazione alla quale sono sottoposte dall'ottuso centralismo dello Stato italiano, da tutta una serie di mancate
    risposte che lo Stato com'è strutturato non sa e non può dare, dalla stessa vicinanza con due Regioni a Statuto speciale molto più sollecite a tradurre le istanze delle realtà che rappresentano ed a essere loro di concreto aiuto, grazie alle notevoli disponibilità finanziarie regionali.
    Diciamo basta a un Ente Regione ridotto a squallido sportello periferico dello Stato, basta a logiche assurde e provocatorie che incanalano il 90% del bilancio regionale su percorsi obbligati già stabiliti dal Governo centralista. Nell’Unione Europea il Veneto deve confrontarsi con potenti realtà economiche e istituzionali che si chiamano Baviera, Baden Wurttemberg, Catalunya: un confronto che può essere sostenuto solo valorizzando al massimo le nostre potenzialità.
    E questa valorizzazione non può avvenire che attraverso l'autonomia regionale; il Veneto continuerà a essere protagonista in Europa solo se dotato di ampia autonomia. Autogoverno del popolo veneto (4. 500. 000 europei) al fine di applicare integralmente l'atto finale della Conferenza di Helsinki sulla sicurezza e cooperazione in Europa che all'articolo 8 recita:
    "Gli Stati partecipanti rispettano l'eguaglianza dei diritti dei popoli e il loro diritto all'autodeterminazione.... In virtù del principio dell'eguaglianza dei diritti all'autodeterminazione dei popoli, tutti i popoli hanno sempre il diritto, in piena libertà, di stabilire quando e come desiderano, il loro regime interno ed esterno, senza ingerenza esterna, e di perseguire come desiderano il loro sviluppo politico, economico, sociale e culturale” e al fine di dare attuazione a quanto già approvato dal Consiglio Regionale nella Risoluzione 42 del 22/04/1998 sul diritto all’autodeterminazione del popolo veneto.
    “Regione autonoma del Veneto” primo passo per la costruzione della macroregione “Nordest” composta assieme alle regioni autonome del Trentino-Alto Adige/Sud Tirolo e dal Friuli-Venezia Giulia secondo quanto previsto dall’articolo 132 della costituzione. E secondo, soprattutto, a quanto già auspicato dalla stessa Comunità Europea che nel livello NUTS1 (nomenclatura delle unità territoriali statistiche )contempla grandi regioni socioeconomiche composte da più regioni di base, e suddivide l’Italia in 11 unità a partire proprio dal Nordest. Per non parlare dell’ipotesi della Fondazione Agnelli che sostenendo l’impossibilità di arrivare a un vero federalismo dato il numero eccessivo delle regioni italiane, ne propone dodici, auspicando la nascita del Nordest (o Triveneto).
    La stessa tesi viene sostenuta dalla “Fondazione Heineken” e vicino alla Scozia, al Galles, alla Catalunya, alla Provenza, alla Slesia mette il “Nordest”. Quel “Nordest” che come diceva Ilvo Diamanti una decina di anni fa, “rischia di restare un
    laboratorio su cui condurre esperimenti” e che invece deve diventare protagonista del suo futuro.
    Autonomia del Veneto e macroregione “Nordest” tappe obbligate per la costruzione di un'Europa unita, libera e federale, un'Europa dei popoli e delle Regioni, l'unica Europa possibile e il popolo Veneto ha il diritto di contribuire con pari dignità degli altri popoli alla costruzione di questa Europa che passa inevitabilmente per la rottamazione degli attuali "Stati-nazionali" e per il rafforzamento delle autonomie locali.


    “REFERENDUM CONSULTIVO IN MERITO ALLA PROPOSTA DI LEGGE STATALE APPROVATA DAL CONSIGLIO REGIONALE IL 18 OTTOBRE 2006 “MODIFICA DEGLI ARTICOLI 116 E 119 DELLA COSTITUZIONE” CHE PREVEDE L’INSERIMENTO DEL VENETO FRA LE REGIONI A STATUTO SPECIALE.

    Art. 1 – Oggetto del referendum.
    1. È promosso, a norma dell’articolo 47 dello Statuto, un referendum consultivo a carattere regionale in merito alla Proposta di legge statale approvata dal Consiglio regionale il 18 ottobre 2006 “Modifica degli articoli 116 e 119 della Costituzione” che prevede l’inserimento del Veneto fra le regioni a Statuto speciale.
    2. Il referendum interessa la popolazione residente nella Regione ed è disciplinato dalla legge regionale 12 gennaio 1973, n. 1, salvo quanto stabilito dalla presente legge.

    Art. 2 – Procedimento.
    1. Il Presidente della Giunta regionale indice con proprio decreto il referendum consultivo tra gli elettori residenti nei comuni della Regione sul seguente quesito: “Siete favorevoli alla Proposta di legge statale approvata dal Consiglio regionale il 18 ottobre 2006 “Modifica degli articoli 116 e 119 della Costituzione” che prevede l’inserimento del Veneto fra le Regioni a Statuto speciale?”

    Art. 3 – Norma finanziaria.
    1. All’onere derivante dall’applicazione della presente legge quantificabile in euro 6.000.000 si fa fronte con gli stanziamenti iscritti al capitolo n. ……. dello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale.

    Art. 4 – Dichiarazione d’urgenza.
    1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi dell’articolo 44 dello Statuto ed entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto.

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    Citazione Originariamente Scritto da cimarosti Visualizza Messaggio
    PROPOSTA DI LEGGE
    D’iniziativa dei Consiglieri di Progetto NordEst FOGGIATO e CANCIAN
    “REFERENDUM CONSULTIVO IN MERITO
    ALLA PROPOSTA DI LEGGE STATALE

    APPROVATA DAL CONSIGLIO REGIONALE IL
    18 OTTOBRE 2006 “MODIFICA DEGLI
    ARTICOLI 116 E 119 DELLA COSTITUZIONE”
    CHE PREVEDE L’INSERIMENTO DEL VENETO
    FRA LE REGIONI A STATUTO SPECIALE.

    Relazione
    Il 18 ottobre 2006 il Consiglio Regionale del Veneto approvava la proposta di legge statale, avanzata dal gruppo Progetto Nordest, con la quale si chiedeva al Parlamento italiano dimodificare gli articoli 116 e 119 della Costituzione inserendo il Veneto fra le Regioni a statutospeciale.
    Al momento del voto ci furono 33 SI (Progetto Nordest e il centro-destra), 11 NO (centro sinistra) e 2 “non votanti” (i consiglieri Covi e Rossato, rispettivamente dei Socialisti Democratici Italiani eItalia dei Valori).
    E’ stata la prima volta nella storia dello stato italiano che un consiglio regionale ha fatto una richiesta così esplicita, facendosi portavoce della mai sopita aspirazione del popolo venetoall’autogoverno, di quella che nei fatti, è “la madre di tutte le battaglie” per noi veneti. E per rafforzare questa legittima e democratica richiesta del parlamento veneto quale miglior iniziativa di chiamare a raccolta il popolo veneto affinchè, in maniera civile e democratica, esprima la propria opinione su questa proposta, sulla necessità di riconoscere anche alla nostra Regione quella specialità attualmente riconociuta alle altre cinque regioni? C’è qualcosa di più autenticamente democratico del voto referendario? Certo, qualcuno obietterà che il “democratico” governo italiano ha già più volte impedito tale votazione.
    Ma noi crediamo sia opportuno sollecitare la dimensione “democratica” di questo governo, partendo proprio dal fatto che questa volta si sarebbe chiamati ad esprimersi su una proposta di legge già votata dal parlamento veneto. Noi dobbiamo comunque fare la nostra parte cercando ogni soluzione per portare al voto la nostra gente, il nostro popolo veneto.
    La rivendicazione principale dell'area autonomista e federalista veneta è stata, a partire dalla fine degli anni "70, e continua ad essere l'istituzione della Regione autonoma del Veneto a Statuto speciale.
    L'ordinamento costituzionale ha infatti sancito la suddivisione dei cittadini residenti nelle 5 Regioni a statuto speciale (Valle d'Aosta, Trentino-Alto Adige/Sud Tirolo, Friuli-Venezia Giulia, Sicilia e Sardegna dotate di notevole autonomia politica, amministrativa e finanziaria) e cittadini residenti nelle regioni a statuto ordinario. In particolare il Veneto risulta notevolmente penalizzato da tale anacronistica divisione in quanto unica Regione compresa e compressa fra 2 Regioni a statuto speciale (Trentino-Sud Tirolo e Friuli-Venezia Giulia).
    La nostra richiesta è motivata da considerazioni d’ordine storico, culturale, linguistico, geografico, economico, di giustizia.
    Il popolo veneto ha sempre saputo autogovernarsi in maniera tale da meritarsi il rispetto e l'ammirazione degli altri popoli, sviluppando altresì propri modelli di sviluppo originali e sicuramente all'avanguardia (pensiamo al famoso modello veneto); in questo momento storico le risorse della nostra Regione rischiano di inaridirsi proprio a causa della continua penalizzazione alla quale sono sottoposte dall'ottuso centralismo dello Stato italiano, da tutta una serie di mancate
    risposte che lo Stato com'è strutturato non sa e non può dare, dalla stessa vicinanza con due Regioni a Statuto speciale molto più sollecite a tradurre le istanze delle realtà che rappresentano ed a essere loro di concreto aiuto, grazie alle notevoli disponibilità finanziarie regionali.
    Diciamo basta a un Ente Regione ridotto a squallido sportello periferico dello Stato, basta a logiche assurde e provocatorie che incanalano il 90% del bilancio regionale su percorsi obbligati già stabiliti dal Governo centralista. Nell’Unione Europea il Veneto deve confrontarsi con potenti realtà economiche e istituzionali che si chiamano Baviera, Baden Wurttemberg, Catalunya: un confronto che può essere sostenuto solo valorizzando al massimo le nostre potenzialità.
    E questa valorizzazione non può avvenire che attraverso l'autonomia regionale; il Veneto continuerà a essere protagonista in Europa solo se dotato di ampia autonomia. Autogoverno del popolo veneto (4. 500. 000 europei) al fine di applicare integralmente l'atto finale della Conferenza di Helsinki sulla sicurezza e cooperazione in Europa che all'articolo 8 recita:
    "Gli Stati partecipanti rispettano l'eguaglianza dei diritti dei popoli e il loro diritto all'autodeterminazione.... In virtù del principio dell'eguaglianza dei diritti all'autodeterminazione dei popoli, tutti i popoli hanno sempre il diritto, in piena libertà, di stabilire quando e come desiderano, il loro regime interno ed esterno, senza ingerenza esterna, e di perseguire come desiderano il loro sviluppo politico, economico, sociale e culturale” e al fine di dare attuazione a quanto già approvato dal Consiglio Regionale nella Risoluzione 42 del 22/04/1998 sul diritto all’autodeterminazione del popolo veneto.
    “Regione autonoma del Veneto” primo passo per la costruzione della macroregione “Nordest” composta assieme alle regioni autonome del Trentino-Alto Adige/Sud Tirolo e dal Friuli-Venezia Giulia secondo quanto previsto dall’articolo 132 della costituzione. E secondo, soprattutto, a quanto già auspicato dalla stessa Comunità Europea che nel livello NUTS1 (nomenclatura delle unità territoriali statistiche )contempla grandi regioni socioeconomiche composte da più regioni di base, e suddivide l’Italia in 11 unità a partire proprio dal Nordest. Per non parlare dell’ipotesi della Fondazione Agnelli che sostenendo l’impossibilità di arrivare a un vero federalismo dato il numero eccessivo delle regioni italiane, ne propone dodici, auspicando la nascita del Nordest (o Triveneto).
    La stessa tesi viene sostenuta dalla “Fondazione Heineken” e vicino alla Scozia, al Galles, alla Catalunya, alla Provenza, alla Slesia mette il “Nordest”. Quel “Nordest” che come diceva Ilvo Diamanti una decina di anni fa, “rischia di restare un
    laboratorio su cui condurre esperimenti” e che invece deve diventare protagonista del suo futuro.
    Autonomia del Veneto e macroregione “Nordest” tappe obbligate per la costruzione di un'Europa unita, libera e federale, un'Europa dei popoli e delle Regioni, l'unica Europa possibile e il popolo Veneto ha il diritto di contribuire con pari dignità degli altri popoli alla costruzione di questa Europa che passa inevitabilmente per la rottamazione degli attuali "Stati-nazionali" e per il rafforzamento delle autonomie locali.


    “REFERENDUM CONSULTIVO IN MERITO ALLA PROPOSTA DI LEGGE STATALE APPROVATA DAL CONSIGLIO REGIONALE IL 18 OTTOBRE 2006 “MODIFICA DEGLI ARTICOLI 116 E 119 DELLA COSTITUZIONE” CHE PREVEDE L’INSERIMENTO DEL VENETO FRA LE REGIONI A STATUTO SPECIALE.

    Art. 1 – Oggetto del referendum.
    1. È promosso, a norma dell’articolo 47 dello Statuto, un referendum consultivo a carattere regionale in merito alla Proposta di legge statale approvata dal Consiglio regionale il 18 ottobre 2006 “Modifica degli articoli 116 e 119 della Costituzione” che prevede l’inserimento del Veneto fra le regioni a Statuto speciale.
    2. Il referendum interessa la popolazione residente nella Regione ed è disciplinato dalla legge regionale 12 gennaio 1973, n. 1, salvo quanto stabilito dalla presente legge.

    Art. 2 – Procedimento.
    1. Il Presidente della Giunta regionale indice con proprio decreto il referendum consultivo tra gli elettori residenti nei comuni della Regione sul seguente quesito: “Siete favorevoli alla Proposta di legge statale approvata dal Consiglio regionale il 18 ottobre 2006 “Modifica degli articoli 116 e 119 della Costituzione” che prevede l’inserimento del Veneto fra le Regioni a Statuto speciale?”

    Art. 3 – Norma finanziaria.
    1. All’onere derivante dall’applicazione della presente legge quantificabile in euro 6.000.000 si fa fronte con gli stanziamenti iscritti al capitolo n. ……. dello stato di previsione della spesa del bilancio pluriennale.

    Art. 4 – Dichiarazione d’urgenza.
    1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi dell’articolo 44 dello Statuto ed entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto.
    Referendum subito! Penso che se ne parlerà meglio all'assemblea generale...

  3. #3
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    -----
    COMUNICATO STAMPA
    -----

    -----
    Televoto per l’indipendenza veneta: favorevoli in vantaggio

    Il fenomeno europeo di crescita delle nazioni senza stato è ora testimoniato anche dalla crescente volontà di indipendenza che emerge tra i cittadini veneti

    -----

    Treviso, lì 10 gennaio 2008

    Il PNV ha indetto un sondaggio telefonico (televoto) sul tema dell’indipendenza veneta.
    Il sondaggio durerà fino al 14 gennaio 2008.

    Tutti i veneti che vogliono votare a favore o contro l’independenza politica dei veneti, possono farlo 24 ore su 24, telefonando al numero:


    0423.40.20.74


    Al momento i favorevoli stanno prevalendo nettamente. Le chiamate provengono principalmente dalle provincie di Venezia, Treviso, Vicenza e Padova.






    Sul sito www.pnveneto.org verrano periodicamente pubblicati gli aggiornamenti del televoto.

    Gianluca Busato
    Comitato per la fondazione del
    Partito Nazionale Veneto

    Web: www.pnveneto.org
    E-mail: [email protected]

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da giane Visualizza Messaggio
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    Televoto per l’indipendenza veneta: favorevoli in vantaggio

    Il fenomeno europeo di crescita delle nazioni senza stato è ora testimoniato anche dalla crescente volontà di indipendenza che emerge tra i cittadini veneti

    -----

    Treviso, lì 10 gennaio 2008

    Il PNV ha indetto un sondaggio telefonico (televoto) sul tema dell’indipendenza veneta.
    Il sondaggio durerà fino al 14 gennaio 2008.

    Tutti i veneti che vogliono votare a favore o contro l’independenza politica dei veneti, possono farlo 24 ore su 24, telefonando al numero:


    0423.40.20.74


    Al momento i favorevoli stanno prevalendo nettamente. Le chiamate provengono principalmente dalle provincie di Venezia, Treviso, Vicenza e Padova.






    Sul sito www.pnveneto.org verrano periodicamente pubblicati gli aggiornamenti del televoto.

    Gianluca Busato
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    Partito Nazionale Veneto

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    Giane in un'eventuale referendum per l'autonomia Veneta la appoggiate?

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da MirkoPNE Visualizza Messaggio
    Giane in un'eventuale referendum per l'autonomia Veneta la appoggiate?
    ciao Mirko, in proposito ti riporto alla fine del post un punto del nostro programma in cui parliamo della cosa e a una recente risposta a Fini che parlava della stessa cosa (leggibile qui)

    Prima però ti chiedo: l'appello del PNV ai vari partiti veneti per la coalizione in unico blocco nazionale veneto che chieda il mandato per indire un referendum per l'indipendenza finora non ha avuto risposte dal PNE: internamente tra voi militanti affrontate la questione?

    Ecco il punto del programma del PNV in cui riportiamo in sintesi la nostra posizione sull'autonomia:

    http://www.pnveneto.org/index.php/pr...e-sufficiente/

    L’autonomia non è sufficiente

    Il PNV vede con favore le battaglie di altre organizzazioni politiche per una maggiore autonomia dell’ente regione, perché è comunque un passo in avanti verso l’autogoverno. Ma l’autonomia non è la stessa cosa dell’indipendenza – e non è nemmeno lontanamente in grado di dare risposta alle esigenze della Venetia.
    Sebbene gli attuali enti locali veneti cerchino di aumentare il grado di capacità decisionale dei veneti, il loro potere è rigidamente limitato e quindi c’è un freno naturale ai risultati che possono ottenere.
    Anche con la più ampia autonomia immaginabile, il parlamento di Roma manterrebbe il controllo di aree cruciali quali l’economia, le tasse, la previdenza, le pensioni, l’immigrazione legale e clandestina, la comunicazione radiotelevisiva, la difesa e gli affari internazionali.
    Esso conserverebbe inoltre la potestà di legiferare in ogni area devoluta o riservata alla regione e può calpestare la volontà del parlamento veneto senza alcun consenso.
    Inoltre non vi è alcuna possibilità di ricostituire un ordinamento che offra maggiore democrazia, migliore efficienza e una reale autonomia alle municipalità in un sistema che in tal modo garantisca le minoranze e le identità peculiari, e dia certezza ai cittadini sull’operato dei propri eletti.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da giane Visualizza Messaggio
    ciao Mirko, in proposito ti riporto alla fine del post un punto del nostro programma in cui parliamo della cosa e a una recente risposta a Fini che parlava della stessa cosa (leggibile qui)

    Prima però ti chiedo: l'appello del PNV ai vari partiti veneti per la coalizione in unico blocco nazionale veneto che chieda il mandato per indire un referendum per l'indipendenza finora non ha avuto risposte dal PNE: internamente tra voi militanti affrontate la questione?

    Ecco il punto del programma del PNV in cui riportiamo in sintesi la nostra posizione sull'autonomia:
    Penso che su entrambe le proposte se ci fosse da votare ad un referendum sia da parte mia che da parte tua ci sarebbe un si! La linea di PNE è incentrata sull'autonomia che è il traguardo più vicino e più raggiungibile, magari ad autonomia avvenuta i cittadini sarebbero più propensi a fare un'altro passo...
    Oggi la vedo dura, la gente non è abituata a cambiamenti troppo bruschi...

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da MirkoPNE Visualizza Messaggio
    Penso che su entrambe le proposte se ci fosse da votare ad un referendum sia da parte mia che da parte tua ci sarebbe un si! La linea di PNE è incentrata sull'autonomia che è il traguardo più vicino e più raggiungibile, magari ad autonomia avvenuta i cittadini sarebbero più propensi a fare un'altro passo...
    Oggi la vedo dura, la gente non è abituata a cambiamenti troppo bruschi...
    credo che il Popolo veneto sia molto più avanti dei propri politici e lo dimostra il fatto che quando in passato qualcuno aveva come obiettivo politico l'indipendenza ha raggiunto il proprio record storico di voti (un veneto su tre, pur avendo una classe dirigente fallimentare e fondamentalmente "foresta"). Tieni poi conto del fatto che un blocco veneto che unisca tutte le varie componenti a favore dell'autodeterminazione intercetta di sicuro un voto molto più alto sul tema generalista "indipendenza sì - indipendenza no", rispetto alla somma dei voti dei vari soggetti che compongono il blocco, che deve scontare le differenziazioni di tipo ideologico destra-sinistra.

    Ciò è dimostrato dall'esito in Veneto sul recente referendum sulla devolution. Per non parlare poi dei risultati plebiscitari dei vari referendum fatti nella montagna e nel Veneto orientale: se per prevederne l'esito avessimo sommato i voti dei partiti contrari a quei referendum avremmo preso una grande cantonata.

    La realtà è che i veneti sempre di più vogliono decidere da soli il proprio destino. I politici veneti invece non vogliono che ciò avvenga, perché con il sistema di adesso, anche con l'autonomia, mangiano di più.

    Ricordiamoci sempre che i politici (in generale, di tutti i partiti) sono mooooolto più incapaci di capire le esigenze strategiche di riforma politica, poiché hanno una strategia a medio-breve termine.

    In realtà poi l'autonomia finanziaria l'Italia non la può nemmeno concedere: se lo facesse il debito pubblico rispetto al pil salirebbe sopra il 120%, il che la porterebbe diretta alla bancarotta finanziaria: non potrebbe più pagare i debiti neanche se smettesse di pagare i bot ai poveretti che vi hanno investito i loro soldi.

  8. #8
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    Predefinito Autonomia

    Ciao Giane, a riguardo la domanda che hai fatto Mirko per il referendum del Veneto autonomo, noi di PNE stiamo già muovendo in tale direzione, soprattutto in Regione Veneto, dove i nostri due consiglieri stanno aspettando alcune scadenze tecniche per chiedere che venga votata in Regione la proposta di tale referendum. Quel giorno vedremo quali forze politiche saranno favorevoli o meno. Poi spetterà ai veneti, e lì vedremo se siamo polentoni come al solito o abbiamo le balle di dare un voto favorevole all'Autonomia del Nostro Paese (dela Nostra Nasiòn). Per quanto riguarda l'aspetto politico, noi di PNE della Provincia di Venexia, ci stiamo organizzando per riuscire da qui a due anni a portare tutti i Partiti Autonomisti Veneti (quelli veri e seri) in un unico gruppo (logicamente ogni partito o movimento con la propria identità ma tutti uniti per lo stesso scopo) a modello di quello che fanno i Sud Tirolesi in alto Adige. Che sia la volta buona che noi Veneti riusciamo a metterci assieme per un unico scopo, che alla fine è lo scopo che ci accomuna tutti, mettendo da parte le individualità e gli arrivismi di certi personaggi??? Noi stiamo lavorando in tal senso e più siamo meglio è.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da sitoufficiale Visualizza Messaggio
    Salve a tutti...! Volevo annunciarvi l' apertura del nuovo forum della liga fronte veneto....vi aspettiamo....! TRATTEREMO MOLTI ARGOMENTI TOCCATI anche in questo forum.....tutti i militanti del PNE sono chiamati a parteciparvi...ala fine lottiam tutti x lo stesso obbiettivo no?L' autonomia..... VI RINGRAZIO IN ANTICIPO per un' eventuale partecipazione...ciao alberto

    http://forum.ligavenetarepubblica.org/
    Va ben sito, ma non puoi fare pubblicità ad ogni post che viene scritto...

  10. #10
    Alberto Dal Molin
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    Citazione Originariamente Scritto da giane Visualizza Messaggio
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    COMUNICATO STAMPA
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    Televoto per l’indipendenza veneta: favorevoli in vantaggio

    Il fenomeno europeo di crescita delle nazioni senza stato è ora testimoniato anche dalla crescente volontà di indipendenza che emerge tra i cittadini veneti

    -----

    Treviso, lì 10 gennaio 2008

    Il PNV ha indetto un sondaggio telefonico (televoto) sul tema dell’indipendenza veneta.
    Il sondaggio durerà fino al 14 gennaio 2008.

    Tutti i veneti che vogliono votare a favore o contro l’independenza politica dei veneti, possono farlo 24 ore su 24, telefonando al numero:


    0423.40.20.74


    Al momento i favorevoli stanno prevalendo nettamente. Le chiamate provengono principalmente dalle provincie di Venezia, Treviso, Vicenza e Padova.






    Sul sito www.pnveneto.org verrano periodicamente pubblicati gli aggiornamenti del televoto.

    Gianluca Busato
    Comitato per la fondazione del
    Partito Nazionale Veneto

    Web: www.pnveneto.org
    E-mail: [email protected]

    Anche se l' iniziativa è apprezzabile...la mia domanda è..è realmente utile?cioè il gioco vale la candela?

 

 
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