(…) I “più grandi” ricordavano sempre con emozione la vecchia sezione, immersa nel quartiere Halles, in un tempo in cui rue des Lombards non era ancora pedonale. Era un vero e proprio bunker di cemento, difeso da un’enorme porta blindata e da una serie di ostacoli all’interno. I compagni riuscirono però a penetrarla, qualche tempo prima della dissoluzione di Ordre Nouveau (Ordine Nuovo) ad opera del Consiglio dei Ministri, nel giugno del 1973.
I baldi soldati della Ligue Communiste di Alain Krivine, forzarono dunque la porta ed incendiarono il locale. Robert C. aveva solo quattordici anni ai tempi e racconta con orgoglio:
“Ero il più piccolo di Ordre Nouveau; tesserato e militante da quando avevo undici anni. Tale record non é mai stato battuto! E di certo la mia fierezza più grande é quella di aver subito l’assalto dei compagni, io che ero chiuso all’interno della sezione.
Erano addirittura in duecento, armati di spranghe, bastoni e picconi che tenevano pronti in diversi furgoncini. Così equipaggiati, gli ci volle ben poco per forzare la porta blindata, ma una volta dentro non trovarono molto da saccheggiare, a parte dei tavolini e qualche sedia. Il resto era stato nascosto nell’ultima sala, essa stessa difesa da una seconda porta blindata… dietro la quale c’ero io con un camerata più grande. Soli contro duecento! Nessuna chanche di uscirne vivi in caso di cattura.
L’unica cosa che avevamo a disposizione era un fucile a pompa (!) con una manciata di cartucce, per ogni estrema evenienza. Occorre aggiungere che, in quello stesso momento, tutti gli altri camerati erano occupati nella difesa della sala della Mutualité, dall’attacco di migliaia di compagni: era la famosa battaglia delle spranghe lunghe 2 metri, alla giapponese. Noi eravamo i sacrificati, ebbene, c’era poco da lamentarsi!
Dal foro della porta potevo vedere gli ultra-comunisti Bensaïd e Weber armeggiare con una sorta di ariete per far saltare la porta. Allo stesso tempo, altri attaccavano la stessa a colpi di piccone.
Quando i primi colpi dell’ariete hanno cominciato a scardinare la porta, io ed il camerata eravamo lividi per lo sconcerto; il pensiero di finire le nostri giovani vite in quel modo era terrorizzante. E poi, la porta iniziò a scricchiolare ed i perni a saltare… l’unica cosa che ci separava dai compagni era la catena di sicurezza della porta, solida, ma non abbastanza per resistere ulteriormente.
Il mio camerata prese allora la decisione. C’era una mano che cominciava ad armeggiare con la catena e si sentivano urla di goia da dietro. Lo sparo si confuse con le loro grida… la mano era praticamente esplosa , mentre altri proiettili raggiungevano i compagni dietro il proprietario della mano.

Solo feriti si intende, ma all’udire delle prime sirene, i compagni decisero fosse più saggio ripiegare in silenzio, leccandosi le ferite e lasciando lunghe chiazze di sangue sul pavimento grezzo della nostra sezione.”


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L'ho postato perché non sapevo che anche in Francia avessero avuto gli anni di piombo. Periodi davvero brutti secondo me... Speriamo non tornino...