L'11 gennaio 1955 moriva a Roma il maresciallo d'Italia Rodolfo Graziani.
L'11 gennaio 1955 moriva a Roma il maresciallo d'Italia Rodolfo Graziani.


Maresciallo d'Italia,nasce a Filettino,Frosinone,nel 1882 . Prestò dapprima servizio nei reparti coloniali eritrei (1908) e nelle truppe libiche (1913). Partecipò quindi (prima col grado di capitano, poi di maggiore) alla prima guerra mondiale. Divenuto, dopo l'armistizio, colonnello dei reparti coloniali libici, operò alla loro testa nella riconquista della Tripolitania (1922-1923) e poi della Cirenaica (1925-1931). Nominato successivamente generale di brigata, vicegovernatore della Cirenaica, generale di divisione (1930) e generale di corpo d'armata per meriti eccezionali (1932), nel 1935 fu inviato come governatore generale in Somalia. Durante la guerra etiopica ebbe il comando del fronte meridionale e sconfisse gli Abissini a Neghelli e nella battaglia dell'Ogaden; creato maresciallo d'Italia (1936), marchese di Neghelli e viceré d'Etiopia (giugno 1936 - novembre 1937), tornò in Italia nel gennaio 1938, dopo un attentato in cui rimase ferito gravemente. Scoppiato il secondo conflitto mondiale, ebbe nel giugno 1940 il governo della Libia e il comando delle truppe dell'Africa settentrionale; dopo aver compiuto una puntata offensiva su Sidi el- Barrani (settembre 1940), contrattaccato dagli Inglesi dovette ripiegare fino a El-Agheila, e fu perciò sostituito dal generale Gariboldi (febbraio 1941). Ritiratosi a vita privata fino all'armistizio, dopo l'8 settembre 1943 aderì alla Repubblica Sociale, e fu ministro della difesa e capo di SM del governo di Salò. Consegnatosi agli Alleati (1º maggio 1945), condannato da un tribunale italiano a diciannove anni di reclusione come colpevole di collaborazionismo (1948), fu liberato nel 1950, e militò nel movimento sociale italiano (del quale fu presidente onorario), uscendone però nel 1954. Morì a Roma nel 1955.
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Guardate....di che grande uomo può vantarsi l'Italia
Durante la campagna d'Etiopia e nella cosiddetta fase seguente di pacificazione del Paese, le forze italiane si resero colpevoli di numerosi massacri e crimini di guerra contro le popolazioni civili etiopiche. Le forze armate italiane disponevano di un vasto arsenale di granate e bombe da aeroplano caricate ad iprite, sostanza che a volte fu anche spruzzata dall'alto come un “insetticida” su combattenti e villaggi. Fu Mussolini in persona ad autorizzare l'impiego di questi armi:
«Roma, 27 ottobre '35. A S.E. Graziani. Autorizzato gas come ultima ratio per sopraffare resistenza nemico et in caso di contrattacco.» «Roma, 28 dicembre '35. A S.E. Badoglio. Dati sistemi nemico autorizzo V.E. all'impiego anche su vasta scala di qualunque gas et dei lanciafiamme. Mussolini». [1]
Gli ordini impartiti da Mussolini furono molto chiari:
«Roma, 5 giugno 1936. A S.E. Graziani. Tutti i ribelli fatti prigionieri devono essere passati per le armi. Mussolini.» «Roma, 8 luglio 1936. A S.E. Graziani. Autorizzo ancora una volta V. E. a iniziare et condurre sistematicamente politica del terrore et dello sterminio contro i ribelli et le popolazioni complici. Senza la legge del taglione ad decuplo non si sana la piaga in tempo utile. Attendo conferma. Mussolini.»
La parte preponderante dell'opera di repressione fu compiuta dagli Italiani i quali, oltre ad utilizzare le bombe ad iprite, istituirono lager, impiantarono forche pubbliche, uccisero ostaggi e mutilarono i corpi dei nemici. Graziani ordinò di uccidere i guerriglieri catturati gettandoli dagli aerei in volo. Molti militari italiani si fecero riprendere dai fotografi accanto ai cadaveri penzolanti dalle forche o accoccolati intorno a ceste piene di teste mozzate. Qualcuno, con “fascistico orgoglio”, si mostrò sorridente ai fotografi mentre teneva in mano, per i capelli, uno di questi lugubri trofei.
E non è finita:
Il 19 febbraio del 1937, nel corso di una cerimonia per festeggiare la nascita del principe di Napoli Vittorio Emanuele di Savoia alla quale erano stati invitati i notabili locali, Graziani subì un attentato da parte di alcune persone, probabilmente eritree, che lo ferirono gravemente lanciandogli contro 7 o 8 bombe. In risposta i militari italiani spararono immediatamente sulla folla: morirono sette italiani e cinquanta restarono feriti, mentre i morti tra gli etiopi furono centinaia. Nei giorni seguenti le forze italiane e di regime eseguirono feroci rappresaglie che causarono 4.000 morti secondo stime inglesi, 30.000 secondo fonti etiopiche,perlopiu' tra l'inerme popolazione civile. Per questa immane rappresaglia, Graziani è stato soprannominato "il macellaio d'Etiopia".
Graziani era fondamentalmente un coloniale, e portava il peso delle batoste di Dogali ed Adua. Vide la Guerra d'Etiopia come un riscatto davanti alle altre potenze bianche, e penso ci tenesse a dimostrare che gli italiani non erano di cuore più tenero degli inglesi.
Graziani non fu uno stratega eccezionale (Badoglio, esagerando nello sminuirlo, lo definì "un buon comandante di battaglione"), ma come soldato ebbe molte doti.






"Lettera al Governatore della Libia" - Franco Battiato (Giubbe rosse, 1989)
Presso una casa antica e bella
piena di foto di Regine e di bandiere
aspettavamo il Console Italiano.
La fine dell'estate fu veloce
nuvole nere in cielo e qualche foglia in terra
carico di Lussuria si presentò l'Autunno di Bengasi.
Lo sai che è desiderio della mano
l'impulso di toccarla.
Ho scritto già una lettera al Governatore della Libia.
I trafficanti d'armi Occidentali
passano coi Ministri accanto alle frontiere
andate a far la guerra a Tripoli.
Nel cielo vanno i cori dei soldati
contro Al Mukhtar e Lawrence d'Arabia
con canti popolari da osteria.
Lo sai che quell'idiota di Graziani
farà una brutta fine.
Ho scritto già una lettera al Governatore della Libia.
Ho scritto già una lettera al Governatore della Libia.


Cmq non capisco tutta questa tua aggressività come se domattina dovessimo tutti andare a riconquistare Libia,Etoipia,Eritrea.
Sei un pò smodato in questo rancore.
Nessuno credo ti obblighi ad essere presente sul forum DR.
L'Impero e le guerre coloniali furono volute da Mussolini e dal Fascismo nel quadro di ripresa geopolitica della "Romanità".
E gli italiani parteciparono tutti compattamente al sacrificio nazionale contro le sanzioni giudeodemoplutocratiche.
Evidentemente tu allora saresti stato con Londra e Parigi.
E contro Mussolini.


Mi reputo orgoglioso della nostra storia coloniale.
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