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    Predefinito Il Club Med(Itaglia,Spagna,Portogallo e Grecia) minaccia la stabilità dell'Euro

    «L’Italia dovrà uscire dall’euro»
    Maurizio Blondet
    10/01/2008


    Ambrose Evans-Pritchard, ben informato giornalista economico del Telegraph, torna sull'argomento preferito suo, e dei circoli britannici che frequenta: ora che comincia la recessione, l'Italia e la Spagna saranno espulsi dall'area euro per la loro gestione finanziaria allegra (1).

    Stavolta, la fonte è uno studio di BNP Paribas: un decennio di minore produttività e rigore nei Paesi del sud-Europa (oltre a Italia e Spagna, Grecia e Portogallo) sta per provocare una tensione con i Paesi europei del Nord, più virtuosi nel mercato globale.
    «Inflazione, costi per unità di prodotto e bilanci dei conti correnti stanno divergendo», avverte il rapporto Paribas: «Tali tensioni hanno potuto essere camuffate durante il boom economico, ma vengono in primo piano in tempi di crisi. Non è un caso che precedenti unioni monetarie si sono spaccate durante periodi di crisi economica».
    Come si manifesta la «tensione»?

    Con una diversa valutazione, da parte dei «mercati» (leggi: speculazione) dei titoli di debito, e anzitutto dei Buoni del Tesoro, emessi dai vari Paesi europei.
    I BOT tedeschi e quelli italiani sono emessi entrambi in euro.
    Dunque, dovrebbero fruttare lo stesso interesse.
    Invece non è così.
    Per comprare i BOT italioti, gli investitori (speculatori) chiedono un interesse maggiore, a compenso del rischio-Italia.
    E' lo «spread», e questo divario fra i BOT tedeschi e quelli italiani si allarga.
    Prima che scoppiasse la grande crisi del sub-prime, innesco della recessione mondiale incombente, questo divari era piccolo: 0,2 per le Spagna e 0,18 per l'Italia.
    Oggi, lo spread è aumentato di 8-10 punti-base in tutti i paesi del gruppo dei paesi mediterranei, insieme poco competitivi e spreconi in spesa pubblica, che gli inglesi chiamano spregiativamente Club Med.

    Hans Redeker, analista-capo di BNP Paribas per il settore monetario, prevede che questo divario «rispetto ai Bund tedeschi (i BOT germanici) salirà a 0,50-0,60 per l'Italia, e forse ancor più per la Spagna, molto più esposta allo sgonfiamento del suo mercato immobiliare. I mercati puniranno le cattive gestioni».
    Un simile divario di interessi sul debito non s'è mai verificato prima nella zona euro.
    Italia, Spagna e Club Med in generale vedranno un aggravio degli interessi che devono pagare sul loro debito pubblico, e ciò li costringerà a tagliare ancor più il deficit di bilancio.

    «I politici di Italia e Spagna non sembrano comprendere quanto siano incancreniti i loro problemi», dice Redeker: «Dovranno tagliare ancor più i salari reali, e questo sarà spiacevole».
    Quelli del Club Med, aggiunge, fanno i furbetti, scaricando i loro problemi sulla Germania virtuosa. Sotto forma di inflazione.
    «Ma io dubito che la Germania possa accettare una tale situazione. Questo creerà frizioni nell'eurozona, con l'indebolimento dell'euro come conseguenza».

    I Paesi del Sud Europa hanno perso, dal 1998 ad oggi, un buon 30% in competitività della loro forza lavoro rispetto alla Germania: per quanto i salari italiani siano i più bassi della zona, i mancati investimenti che davvero aumentano la produttività del lavoro (innovazioni industriali, infrastrutture veloci) fanno sì che i salari debbano scendere ancor più.
    Per l'Italia, il problema è aggravato dall'astronomico debito pubblico (responsabile: la Casta e i suoi clienti), pari al 108% del PIL.
    Forzata ad aumentare i frutti dei suoi BOT di 0,60 punti rispetto a quelli tedeschi, Roma rischia un tale aggravio della spesa pubblica da rischiare di entrare in una spirale debitoria di tipo argentino.

    Non a caso Fitch e Standard & Poors hanno declassato il debito nazionale nostrano.
    La Spagna ha un debito pubblico minore - è meglio governata - ma il suo tallone d'Achille è la bolla immobiliare, che ha trascinato un boom malsano e si sta rovesciando in un crack nazionale. Inoltre, la Spagna ha un deficit commerciale più grosso, 10% del PIL, e la Grecia del 13%.
    La politica monetaria condotta dalla Banca Centrale Europea aggraverà i problemi di tutti, le cicale e le formiche.
    «E' una politica monetaria a taglia unica: che può risultare troppo restrittiva per alcune economie, e troppo rilassata per altre».
    Lo stesso tasso europeo può essere troppo basso per la Germania (che così imbarcherà inflazione) e troppo esoso per Spagna e Italia (aggravandone il costo dell'indebitamento).
    Nella recessione avanzante, la Germania vorrà pagare il prezzo della sua unione all'Italia e alle altre cicale?
    Certamente no.

    In generale, le varie unioni monetarie tentate in passato si sono spaccate, perchè non seguite dall'unificazione politica - che spalma i pesi e i benefici nella solidarietà nazionale.
    E' accaduto ai Paesi scandinavi in passato.
    E' accaduto anche al Gold Standard, spaccato dalla grande crisi del '29.
    La UE è stata voluta così dai suoi burocrati-ispiratori, che hanno messo il carro dell'unione monetaria davanti ai buoi dell'unione politica, sperando che la prima avrebbe obbligato alla seconda.
    Tipicamente, Padoa Schioppa alla UE.

    Il suo «ragionamento» è stato: la moneta unica provocherà una crisi da divergenze asimmetriche?
    Tanto meglio, così gli Stati disperati saranno forzati a chiedere in ginocchio a noi eurocrati di assumere la sovranità sovrannazionale.
    E' per questo che Padoa Schioppa passa per un genio nella eurocrazia, perché ha pianificato il disastro monetario come una opportunità per il potere a-democratico.

    Così l'Europa va verso la grande recessione priva degli organi sovrani per attenuarle: essenzialmente una Tesoreria politica, e un sistema di sicurezza sociale comune che distribuisca i sacrifici fra le diverse societa nazionali.
    Ma l'effetto più probabile non sarà quello previsto da Padoa Schioppa il bamboccione.
    Sarà la spaccatura della UE in due zone monetarie, quella debole a Sud e quella forte a Nord.
    O forse, l'espulsione dell'Italia dalla zona euro per palese indegnità e furberia.

    Come si ricorderà, nel 2005 la banca olandese HSBC esplorò l'ipotesi che Roma potesse, per volontà sua o per invito degli altri, tornare alla lira.
    Conveniva o no?
    «Forse», fu la risposta.
    Da una parte, l'Italia potrebbe tornare a compensare la sua minore competitività svalutando.
    Ma dall'altra, visto che il suo debito pubblico e i debiti in generale resterebbero denominati in euro «forte», non potrebbe più servire quel debito ormai schiacciante in termini di lira svalutata, ma dovrebbe dichiarare bancarotta.
    Come l'Argentina appunto.
    Un destino che la City ci sta predicendo, sardonicamente, da anni.

    E' una fine che Londra aspetta e spera, visto che non ha voluto entrare nell'euro e vuole che i fatti le diano ragione.
    Ma dovrebbe, piuttosto, pensare ai guai suoi - di prima della classe del capitalismo globale - che non sono inferiori a quelli del Club Med.
    Anzi.

    Un rapporto del Davos Economic Forum sancisce che «la Gran Bretagna è più vulnerabile al collasso finanziario (imminente) che ogni altro Paese, dal momento che la sua economia dipende più delle altre da questo settore» (2).
    I «valori» finanziari (le carte e cartacce vendute come investimento, confezionate con sub-prime ed altra monnezza) stanno crollando.
    Secondo il Davos Forum, ciò prelude ad un «re-pricing dell'intero mercato finanziario» globale.
    I cartellini dei prezzi apposti su quelle cartazze e obbligazioni e futures dovranno essere tutti riveduti al ribasso.
    Tutti gli «attivi» saranno meno attivi che nella scorsa primavera.
    Azioni, obbligazioni, immobili, tutto il «mercato» su cui Londra ha campato alla grande da un quindicennio.

    La popolazione inglese è più indebitata di quella italiana (per ora), spesso avendo ottenuto denaro a prestito dando la propria casa come garanzia: e il valore della casa è oggi in calo.
    La relativa buona amministrazione del debito pubblico è contrastata dalla gestione pessima dei debiti privati; i privati sono stati incoraggiati ad indebitarsi per il bene della finanza speculativa.
    Il rapporto di Davos, «Global Risks 2008», ritiene che «il rischio più immediato, e dal punto di vista del costo economico, più grave per l'economia globale, è il collasso sistemico».
    E prezzi energetici riducono la «resilienza» del sistema finanziario liberista, ossia la sua capacità di superare la crisi.
    Nel prossimo ventennio, prevede, il petrolio resterà carissimo.

    Il rapporto invita a «un maggior dialogo a tutti i livelli, tra Paesi sviluppati ed emergenti e tra il capitalismo privato e i governi», insomma un accordo politico globale, magari tipo Bretton Woods, ma un po' meno, che «guardi avanti» e non freni troppo i movimenti di capitali.
    Tuttavia, auspica persino «una cornice di regolamentazione» per le follie della speculazione planetaria che ci ha rovinato.
    Troppo tardi, direi.

    Maurizio Blondet

    Note
    1) Ambrose Evans-Pritchard, «Spain and Italy threaten EMU stability» Telegraph, 9 gennaio 2008.
    2) Edmund Conway, «Economy faces greatest risks for a decade», Telegraph, 10 gennaio 2008.


    Copyright © - EFFEDIEFFE - all rights reserved.




    Spain and Italy threaten EMU stability
    By Ambrose Evans-Pritchard, International Business Editor
    Last Updated: 12 : 57am GMT 09/01/2008

    A top French bank has warned that mounting strains within the eurozone will set off a sharp jump in spreads on Italian, Spanish, Greek, and Portuguese sovereign bonds this year, forcing major changes in government policy across the region.
    # Read more of Ambrose Evans-Pritchard

    BNP Paribas said a decade of lagging performance across southern Europe has left the region unable to compete with the eurozone's northern tier. A property boom fuelled by low real interest rates has disguised the slippage until now, but only at the cost of storing up greater trouble.

    "Inflation, unit costs and current accounts are diverging. While tensions can be camouflaged during economic upswings, they will move to the surface during downswings. It is no coincidence that all failed currency unions were abandoned during times of economic stress," said the report, EMU Concerns.

    "The markets are going to punish wrongdoing," said Hans Redeker, the bank's global head of currency strategy. "We think spreads over German Bunds could rise 50 to 60 basis points (bps) in Italy, and perhaps even higher in Spain because of the risks in the housing market."

    A spread shock of this order would be greater than anything seen since the launch of the euro. It would amount to a stark reappraisal of the EMU project, raising the risk of a chain reaction as rising debt costs erode budget deficits even further.

    Spreads were compressed to wafer-thin levels at the height of the credit bubble last year, falling to just 2bps in Spain and 18bps in Italy. They have since nudged up a further 8bps to 10bps in most of the Club Med bloc as investors turn more cautious.

    "The politicians in Italy and Spain do not seem to realise how deep-rooted their problems are. We think the markets will force them to take action. They may have to cut real wages, and this could be unpleasant," said Mr Redeker. "These countries will want higher inflation in Germany to get them off the hook, but I doubt Germany is ready to do that. This is going to create friction within the eurozone. Euro weakness will be the inevitable result."

    The southern states have lost about 30pc in labour competitiveness against Germany since 1998.

    Analysts say each faces different problems. Italy has a bloated public debt of 108pc of GDP, now rising after a brief bout of belt-tightening to qualify for euro entry. Spending cuts have been half-hearted, leading to sovereign downgrades by Fitch and Standard & Poor's. A 60bp jump in spreads would cause Italy's debt service costs to shoot up, risking a debt spiral. Spain's debt is smaller, but the economy is swinging from boom to bust after an explosive rise in house prices. The country has a current account deficit near 10pc of GDP (Greece is at 13pc) - far above the danger threshold.

    BNP Paribas said the eurozone's one-size-fits-all monetary system is fundamentally unstable, but stopped short of predicting a collapse of the EMU.

    "Generally speaking, currency unions have been temporary if not followed by political integration such as the German customs union established in 1818 laying the foundation for the German Reich in 1871. The Latin and Scandinavian currency unions and the Gold Standard were blown to pieces by economic divergences during downturns," said the report. By contrast, the euro was launched in a rush ahead of political union, leaving it without a central treasury and social security system to cushion ups and downs across regions.

    The bank said monetary policy could offer no relief at this point, and will now make matters worse. "The more economic divergences develop, the less optimal monetary policy will become. What might be too tight for some regions might be too loose for others within the EMU, increasing economic divergences even further," said the report.

    Mr Redeker said there were echoes of Canada during the Quebec recession scare in the early 1990s, when spreads widened between different provinces. Canada held together, but investor angst led to a steep run on the Canadian dollar.

    No major bank in the eurozone has ever published a report predicting the break-up of the EMU.

    Morgan Stanley's former Europe economist set off a storm three years ago with a report suggesting that the system could split in two, while HSBC broke the taboo in 2005 by exploring whether or not Italy might benefit from ditching the euro. ("Maybe," it said). The study followed a call by two Italian ministers for a return to the lira.

    © Copyright of Telegraph Media Group Limited 2008

    http://www.telegraph.co.uk/money/mai.../cceuro108.xml


    Vergognoso che la Padania,Paese centro europeo,sia sempre incastrata nel Club Med.
    Secessione!

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  2. #2
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    ma si, VIVA IL CLUB MED!




  3. #3
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    ... solo una sana e consapevole secessione salva il padano dallo stress e dalla disfatta itagliana ...

    t. & m. : zucchero

  4. #4
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    QUOTO STRAQUIOTO DRAGONBALL:

    "Vergognoso che la Padania,Paese centro europeo,sia sempre incastrata nel Club Med.
    Secessione"

    Ripenso anche a ciò che il bresidende itagliano aveva detto tempo fa.."forse serve un'Europa a due velocità"..
    Certe affermazioni non si fanno a caso.Cosa succederà..è preoccupante. E poi..più o meno non vi siete scandalizzati per il discorso (di cui ho ascoltato un piccolissimo stralcio)"il nostro baese è ricchissimo..la nostra forza è la creatività..."... ma siamo pazzi? M come si permette..c'è da vergognarsi peggio dei ladri... Non esalta la serietà, la laboriosità, l'impegno, l'iniziativa e l'intraprendenza a volte anche rischiosa e con sacrificio, il pragmatismo, l'intelligenza costruttiva, _ patrimonio tipico dei popoli "living inf the Po Valley"..cita la creatività..cosa vuol dire? viva i nani e ballerine, triccheballacche, sceneggiate, guitti, itagliani veri. Diffondiamo la differenza ragazzi.

  5. #5
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    Ambrose Evans-Pritchard potrebbe essere un semplice visionario.

    Ma se avesse ragione?
    Anzi avesse anche solamente ragione al 50%.

    L’unica frase che potrebbe indicarlo come sprovveduto è la frase:
    I politici di italia e Spagna non sembrano comprendere quanto siano incancreniti i loro problemi?.

    Ossia la domanda indicherebbe una ignoranza della situazione italiana.
    Forse è solamente una frase pleonastica, per non incorrere in qualche rampogna internazionale.

    Invece è chiaro che i politici italiani sono al corrente della situazione. Sono a conoscenza dal crollo. Però fino al giorno precedente possono continuare ad intascare quello che rimane dell’economia dello stato.
    La teoria della partitocrazia è che ogni giorno che passa è un giorno in più in cui si può usufruire del bengodi.

    Chiara l’enunciazione dell’articolista sul compito di Padoa Schioppa, per la sua attiva partecipazione del disastro monetario per ampliare la opportunità per il potere non democratico.
    Ossia il disegno per ridurre l’Europa in ginocchio attraverso la crisi dei paesi del sud della comunità europea.

    Ma invece appare che Germania e compagnia non accettano questo, e preferiscano una sana divisione.

    Ma la Padania verrà abbandonata al disastro del sud, oppure la parte sana economica dell’Europa non vorrà rinunciare a quel gioiello produttivo, imprenditoriale rappresentato dalla pianura e relative montagne sopra il Rubicone?.

    La cosa non è ancora chiara.
    Ma è chiaro che si è incamminati sulla strada del non ritorno, e il problema ora viene discusso apertamente.

    La partitocrazia alza già le difese, e per affermare di essere forte, mette in campo l’esercito.

    Ma sono solo esibizioni di politici bulli da bar.
    La partitocrazia italiana è diventata uno zimbello.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da armida Visualizza Messaggio
    Diffondiamo la differenza ragazzi.
    E' questa la sfida: bisogna distruggere con argomenti convincenti (in italia e fuori) il luogo comune di un italia monoliticamente uguale dalle alpi allo ionio. Io nel mio piccolo ovunque vado ci provo. Di argomenti convincenti a ghe pien. Non voglio fare la figura di chi vive in mezzo alla spazzatura (e non solo quello) quando vado all'estero.

  7. #7
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    Ma basta con queste palle dei conti e delle percentuali. Vogliamo l'europa dei popoli, non dei banchieri, e poi il primo pirla che è capace di far di conto pretende di sapere tutto di tutti e di imporre politiche monetarie e salariali. Intanto la crisi dei mutui è scoppiata in USA e la crisi del credito della Northwest in UK, non in Itaglia o Padania, quindi che imparino a guardare la trave nel loro occhio.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Jotsecondo Visualizza Messaggio
    Ambrose Evans-Pritchard potrebbe essere un semplice visionario.

    Ma se avesse ragione?
    Anzi avesse anche solamente ragione al 50%.

    L’unica frase che potrebbe indicarlo come sprovveduto è la frase:
    I politici di italia e Spagna non sembrano comprendere quanto siano incancreniti i loro problemi?.

    Ossia la domanda indicherebbe una ignoranza della situazione italiana.
    Forse è solamente una frase pleonastica, per non incorrere in qualche rampogna internazionale.

    Invece è chiaro che i politici italiani sono al corrente della situazione. Sono a conoscenza dal crollo. Però fino al giorno precedente possono continuare ad intascare quello che rimane dell’economia dello stato.
    La teoria della partitocrazia è che ogni giorno che passa è un giorno in più in cui si può usufruire del bengodi.

    Chiara l’enunciazione dell’articolista sul compito di Padoa Schioppa, per la sua attiva partecipazione del disastro monetario per ampliare la opportunità per il potere non democratico.
    Ossia il disegno per ridurre l’Europa in ginocchio attraverso la crisi dei paesi del sud della comunità europea.

    Ma invece appare che Germania e compagnia non accettano questo, e preferiscano una sana divisione.

    Ma la Padania verrà abbandonata al disastro del sud, oppure la parte sana economica dell’Europa non vorrà rinunciare a quel gioiello produttivo, imprenditoriale rappresentato dalla pianura e relative montagne sopra il Rubicone?.

    La cosa non è ancora chiara.
    Ma è chiaro che si è incamminati sulla strada del non ritorno, e il problema ora viene discusso apertamente.

    La partitocrazia alza già le difese, e per affermare di essere forte, mette in campo l’esercito.

    Ma sono solo esibizioni di politici bulli da bar.
    La partitocrazia italiana è diventata uno zimbello.
    Io credo che se i numeri economici tra i Paesi seri e i Paesi del Club Med divergano troppo e per tanto tempo,l'espulsione dall'Euro può diventare un'opzione.
    Una cosa è certa anche se non cacciano l'Itaglia dall'Euro: l'Euro sale e scende SOLO in funzione del gradimento dei Paesi seri. Ovvero, se la Germania ha un'inflazione alta e si necessita un aumento dei tassi dell'Euro,mentre l'Itaglia necesiterebbe un ribasso,state certi che danno retta alla Germania.

    Ovviamente un'espulsione dall'Euro sarebbe la scintilla di una possibile secessione del Nord.

  9. #9
    itaglia=paese miserabile
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    Ci sono tutti i fondamentali xkè Ambrose Evans Pritchard abbia ragione.

    Non so come la casta massonica europea vorrà gestire il problema, le dichiarazioni
    odierne di Almunia a Malta, fanno pensare che si voglia tenere il tutto sotto silenzio
    politico.

    Di una cosa però sono assolutamente sicuro, la casta partitocratica itagliona, terrà
    il problema sotto un velo di misterioso buio, sino al giorno prima del grande botto.

  10. #10
    itaglia=paese miserabile
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    Citazione Originariamente Scritto da NoNickName Visualizza Messaggio
    Ma basta con queste palle dei conti e delle percentuali. Vogliamo l'europa dei popoli, non dei banchieri, e poi il primo pirla che è capace di far di conto pretende di sapere tutto di tutti e di imporre politiche monetarie e salariali. Intanto la crisi dei mutui è scoppiata in USA e la crisi del credito della Northwest in UK, non in Itaglia o Padania, quindi che imparino a guardare la trave nel loro occhio.
    n

 

 
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