Da www.napoligaypress.it


Panorama di questa settimana dedica un ampio reportage alle famiglie gay italiane. L’articolo parte da un’amara riflessione: lo scollamento tra la politica e la realtà dei fatti è immenso.

E poi i numeri: secondo l’Istituto Superiore della Sanità sono 100mila i bambini cresciuti da genitori omosessuali; Secondo una ricerca sociologica condotta da Asher Colombo il 10% dei gay intervistati con età superiore ai 35 anni è padre mentre il 19% delle lesbiche è madre; secondo l’americana Kaiser Family Foundation il 49% delle coppie gay desidera avere figli.

Per le lesbiche, che si rivolgono spesso ad amici gay, è tutto più facile. Gli uomini si rivolgono invece all’estero. In Italia i dati ufficiali sono scarsi. A colmare la lacuna ci prova l’Associazione Famiglie Arcobaleno di cui è presidente Giuseppina La Delfa.

Giuseppina e la sua compagna Raphaelle Hoedtssi si sono trasferite dalla Francia in provincia di Avellino 17 anni fa e insegnano francese all’Università di Salerno. Sono unite in Francia dal Pacs regolarmente registrato al consolato di Napoli e sono considerate le pioniere del nuovo corso alla maternità omosessuale in Italia.

Hanno una figlia di 4 anni frutto di 3 anni di estenuanti sedute di inseminazione artificiale. Giuseppina e Raphaelle toccano il difficile tasto dell’accoglienza riservata ai figli di coppie gay. La loro, però, è stata un’esperienza positiva:

“A tutti abbiamo detto sempre e soltanto la verità. E la verità paga. I pregiudizi esistono, certo. Ma quando genitori e insegnanti ci conoscono e vedono che quelle omosessuali sono famiglie come le altre, tutto scorre liscio”

Storia simile quella raccontata da Delfina e Marta, madri di Alessandro. Marta lavora alla base militare di Capodichino, un ambiente apparentemente conservatore ma sorprendentemente aperto:

“Prima della nascita del bambino i colleghi mi hanno organizzato una “baby shower”, una festa di benvenuto per il nascituro secondo le loro usanze. Per non parlare dei vicini di casa, in gran parte militari della base: al ritorno dall’ospedale abbiamo trovato pacchi di regali davanti alla porta”

Nonostante queste due storie positive, la realtà è spesso ben più complicata a causa di pregiudizi, difficili rapporti con le famiglie di origine, con gli ambenti di lavoro e da falsi problemi come quello dell’accettazione dei bambini da parte della società.

In questo senso è esemplare la storia di Carlo, 11 anni, figlio di Francesca, romana, membro della segreteria dell’Arcigay:

“Agli amici più sinceri ho detto che la mamma è lesbica. A quelli delle elementari non gliene fregava niente e quelli delle medie nun ce credono!”