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Discussione: Femminismo Islamico

  1. #1
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    Predefinito Femminismo Islamico

    Cosa ne pensate?
    Io sto con loro!


    In questo momento c'e' un grande dibattito teoretico sul "Femminismo Islamico"che include argomenti sulla giustezza o meno dello stesso termine.
    Il femminismo inteso come la lotta per la liberazione delle donne non può essere etichettato tanto facilmente. L'aggettivo "Islamico" non basta a definire un femminismo diverso da quello occidentale, ma piuttosto e' un modo per contestualizzare il problema della liberazione nel mondo islamico.
    Non deve essere assolutamente considerato un aggettivo limitante, che si riduce alla richiesta base di uguaglianza delle donne. Al di la' della terminologia, resta il fatto che esiste un ampio movimento che può essere chiamato femminista proprio per la sua posizione di contrasto delle interpretazioni scioviniste, omofoniche o sessiste che predominano in molte aree del mondo islamico...



    Molti danno per scontato che l'Islam opprima le donne e che questo non possa cambiare. Da questo punto di vista, l'occidentalizzazione, intesa come la rinuncia all'Islam, e' l'unica via alla liberazione delle donne musulmane. Invece il movimento delle donne crede nella possibilità di liberazione restando all'interno della società islamica, per lo piu' donne che non vogliono rinunciare alle loro tradizioni e rifiutano lo sciovinismo maschile e il sessismo che prevale nelle società musulmane.

    http://www.ecn.org/reds/donne/cultur...emminista.html

  2. #2
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    Io più che di maschilismo islamico o musulmano parlerei di maschilismo riferendomi alle specificità antropologiche e geografiche, spesso preesistenti all'Islam. Ad esempio in Bangladesh, stato a larghissima maggioranza musulmana il fenomeno delle donne sfigurate con l'acido dagli spasimanti rifiutati è un fenomeno che si ritrova anche nelle zone rurali e non solo del Bengala indiano che non è a maggioranza musulmana. Dall'altra parte nella società saharawi completamente musulmana la donna è completamente libera e dopo l'olocausto saharawi e la nascita del Fronte Polisario per la liberazione dall'invasore marocchino e la massiccia fuga nei campi profughi algerini, la donna saharawi ha assunto un ruolo predominante nella gestione della vita quotidiana con una completa autonomia e libertà. Nello Yemen il ruolo passivo delle donne confinate nei ginecei è caratteristica ereditata dalle caratteristiche tribali del paese, caratteristiche che a tutt'oggi sono predominanti negli altipiani del Nord.

    A luta continua

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Sandinista Visualizza Messaggio
    Io più che di maschilismo islamico o musulmano parlerei di maschilismo riferendomi alle specificità antropologiche e geografiche, spesso preesistenti all'Islam. Ad esempio in Bangladesh, stato a larghissima maggioranza musulmana il fenomeno delle donne sfigurate con l'acido dagli spasimanti rifiutati è un fenomeno che si ritrova anche nelle zone rurali e non solo del Bengala indiano che non è a maggioranza musulmana. Dall'altra parte nella società saharawi completamente musulmana la donna è completamente libera e dopo l'olocausto saharawi e la nascita del Fronte Polisario per la liberazione dall'invasore marocchino e la massiccia fuga nei campi profughi algerini, la donna saharawi ha assunto un ruolo predominante nella gestione della vita quotidiana con una completa autonomia e libertà. Nello Yemen il ruolo passivo delle donne confinate nei ginecei è caratteristica ereditata dalle caratteristiche tribali del paese, caratteristiche che a tutt'oggi sono predominanti negli altipiani del Nord.

    A luta continua
    Caspita...quante informazioni...ti interssi di demo-etnoantropologia?
    Interessante.

    Io credo che le tradizioni - se generatrici di soprusi e oppressioni e anche se queste ultime sono accettate da chi le subisce come un dato di fatto - possano essere sconfitte dalla lotta.

    Io credo che se la lotta e' portata avanti da chi prende coscienza della sottomissione e della diseguaglianza (e non viene strumentalizzata dall'esterno...geografico o poliico), essa e' lucha buena...anche se potenzialmente puo' eliminare tradizioni millenarie...

    Invece il movimento delle donne crede nella possibilità di liberazione restando all'interno della società islamica, per lo piu' donne che non vogliono rinunciare alle loro tradizioni...

    ...questo secondo me e' un punto centrale...

    Ciao

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da EL ROJO Visualizza Messaggio
    Caspita...quante informazioni...ti interssi di demo-etnoantropologia?
    Interessante.

    Io credo che le tradizioni - se generatrici di soprusi e oppressioni e anche se queste ultime sono accettate da chi le subisce come un dato di fatto - possano essere sconfitte dalla lotta.

    Io credo che se la lotta e' portata avanti da chi prende coscienza della sottomissione e della diseguaglianza (e non viene strumentalizzata dall'esterno...geografico o poliico), essa e' lucha buena...anche se potenzialmente puo' eliminare tradizioni millenarie...

    Invece il movimento delle donne crede nella possibilità di liberazione restando all'interno della società islamica, per lo piu' donne che non vogliono rinunciare alle loro tradizioni...

    ...questo secondo me e' un punto centrale...

    Ciao

    Personalmente sono contrario a parlare di ismi quando si tratta di parlare della questione sulle lotte di liberazione femminili o delle minoranze etniche etc.
    Questo ismo è diventato un contenitore per ogni genere di cazzata qui in Occidente, aggiungerci pure il termine islamico per culture extraeuropee mi sembra un passo ulteriore verso lo svuotamento del significato della lotta stessa.
    Ti dico personalmente che non trovo alcuna emancipazione reale per la donna qui in Occidente e mi allarma vedere che per altri comunisti la lotta di liberazione della donna si basi sulle idee liberali e liberiste del mondo di oggi occidentale.
    Credo che come ogni popolo anche le donne oppresse di ogni singola cultura debbano trovare la loro strada sia collettivamente che singolarmente per proprio conto e che il compito dei compagni di lotta maschili sia solo quello di sostenerle.
    Tempo fa per l'8 Marzo sostenni la tesi che analizzando i dati sulla situazione femminile nel mondo del lavoro e nella famiglia (il primo luogo dove le donne occidentali subiscono violenze mentali, fisiche e sessuali con una percentuale europea che si aggira sul 25% e qui in Italia con punte del 33%) la donna non avesse proprio nulla da festeggiare e che ritenevo molto più libera la colombiana (quindi figlia di un paese dove il ruolo della donna è apparentemente per le nostre lenti occidentali molto più involuto socialmente) di 17 anni protagonista del documentario La guerrillera, in cui questa ragazza si unisce alle Farc lasciandosi dietro tutto e tutti rispetto a una ragazza di 20 che fa l'università, è fidanzata con progetti matrimoniali, e sogna un lavoro con funzioni dirigenziali.

    Non so dunque quanto noi come Centro Capitalista attualmente si sia nella posizione reale di poter determinare la giusta lotta di liberazione femminile fuori dai confini del Centro Capitalista stesso, piuttosto dovremmo concentraci sui numerosi passi da fare a riguardo, perchè a parer mio non siamo nemmeno all'inizio del percorso.

    P.S. Mi interessa sapere e conoscere un pò tutto, quindi qua e là qualche cosina di etnologia e storia delle culture extraeuropee la so. Ma non farti impressionare, non vado molto più in là di quello che ho scritto

    A luta continua

  5. #5
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    Cosa ne pensate?
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    In questo momento c'e' un grande dibattito teoretico sul "Femminismo Islamico"che include argomenti sulla giustezza o meno dello stesso termine.
    Il femminismo inteso come la lotta per la liberazione delle donne non può essere etichettato tanto facilmente. L'aggettivo "Islamico" non basta a definire un femminismo diverso da quello occidentale, ma piuttosto e' un modo per contestualizzare il problema della liberazione nel mondo islamico.
    Non deve essere assolutamente considerato un aggettivo limitante, che si riduce alla richiesta base di uguaglianza delle donne. Al di la' della terminologia, resta il fatto che esiste un ampio movimento che può essere chiamato femminista proprio per la sua posizione di contrasto delle interpretazioni scioviniste, omofoniche o sessiste che predominano in molte aree del mondo islamico...



    Molti danno per scontato che l'Islam opprima le donne e che questo non possa cambiare. Da questo punto di vista, l'occidentalizzazione, intesa come la rinuncia all'Islam, e' l'unica via alla liberazione delle donne musulmane. Invece il movimento delle donne crede nella possibilità di liberazione restando all'interno della società islamica, per lo piu' donne che non vogliono rinunciare alle loro tradizioni e rifiutano lo sciovinismo maschile e il sessismo che prevale nelle società musulmane.

    http://www.ecn.org/reds/donne/cultur...emminista.html
    Fintanto che donne e uomini non saranno liberi di cambiare o di abbandonare la loro religione, parlare di femminismo islamico è una barzelletta, sarebbe come parlare di femminismo cattolico o ebraico.
    Myrddin

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Myrddin-Merlino Visualizza Messaggio
    Fintanto che donne e uomini non saranno liberi di cambiare o di abbandonare la loro religione, parlare di femminismo islamico è una barzelletta, sarebbe come parlare di femminismo cattolico o ebraico.
    Scusa ma questa proprio non l'ho capita...

    ...guarda che le femministe islamiche non vogliono cambiare la loro religione!!!!!

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da EL ROJO Visualizza Messaggio
    Scusa ma questa proprio non l'ho capita...

    ...guarda che le femministe islamiche non vogliono cambiare la loro religione!!!!!
    Infatti non sonof emministe. Come è concepibile il femminismo nell'Islam, o nell'Ebraesimo o nel cattolicesimo? Sono religioni istituzionalmente fondate sulla sottomissione e subordinazione permanent edella donna all'uomo. Senza la rottura della gabbia religiosa, parlare di femminismo è al più una metafora, niente di più.

    fem|mi|nì|smo
    s.m.
    CO movimento sorto nel XIX sec., per rivendicare alle donne la parità di diritti politici, giuridici e sociali con i maschi | negli anni Sessanta, movimento femminile finalizzato alla promozione di un cambiamento radicale della posizione della donna all’interno della società, con la proposta di valori culturali alternativi a quelli maschili dominanti e l’abolizione dei ruoli tradizionalmente attribuiti alle donne
    Myrddin

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Myrddin-Merlino Visualizza Messaggio

    fem|mi|nì|smo
    s.m.
    CO movimento sorto nel XIX sec., per rivendicare alle donne la parità di diritti politici, giuridici e sociali con i maschi | negli anni Sessanta, movimento femminile finalizzato alla promozione di un cambiamento radicale della posizione della donna all’interno della società, con la proposta di valori culturali alternativi a quelli maschili dominanti e l’abolizione dei ruoli tradizionalmente attribuiti alle donne
    E dove sta scritto, in questa definizione, che le femministe devono essere atee?

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Sandinista Visualizza Messaggio
    Ti dico personalmente che non trovo alcuna emancipazione reale per la donna qui in Occidente e mi allarma vedere che per altri comunisti la lotta di liberazione della donna si basi sulle idee liberali e liberiste del mondo di oggi occidentale.
    Si ti capisco, ma in generale permettimi di ricordare che la condizione della donna qui in Occidente (sebbene non ancora del tutto emancipata), è cosa ben diversa dalla condizione della donne in tantissime realtà islamiche...

    ...credo che questo non si possa negare...

    ...ripeto se la lotta non viene esportata dall'esterno, ma nasce da percorsi interni di liberazione e presa di coscienza collettiva, io credo sia giusto sostenerla...

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da EL ROJO Visualizza Messaggio
    E dove sta scritto, in questa definizione, che le femministe devono essere atee?
    Dimmi un po, tu quante femministe cattoliche hai conosciuto? O ebraee? Il femminismo si definisce a prescindere dall'apparteneza religiosa, cosa impossibile per chi è bigotto.
    Certo ci sono femministe cristiane, ma il femminismo non pone al primo posto la religione, ma le donne, e questo è incompatibile con l'Islam.
    Myrddin

 

 
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