E finalmente siamo arrivati al vero nodo della questione riforme. Ossia gli interessi privati di Silvio Berlusconi. Infatti il leader di Forza Italia ha detto chiaramente che condizione imprescindibile affinchè lui accetti di sedersi intorno ad un tavolo a discutere di riforme istituzionali è che non si tocchino le sue televisioni e che quindi venga messa in soffitta la legge Gentiloni sul riassetto del sistema radio televisivo. E' davvero deprimente come il centro-sinistra caschi tutte le volte nella trappola Berlusconiana, prima con il governissimo Maccanico, poi con la bicamerale e ora con il dialogo sulle riforme a due fra Veltroni e Berlusconi. Ogni volta che il cavaliere è all'opposizione riesce sempre ha trovare un modo per costringere il centro-sinistra ad accantonare le leggi che non gli stanno bene. E loro ogni volta ci cascano senza peraltro ottenere ciò che si preffiggono, ossia riformare la costituzione. Ora siamo ad un punto di non ritorno: se Veltroni accetta l'ultimatum di Berlusconi, vorrà dire che in questo paese non ci sarà più la possibilità di fare una seria riforma del sistema televisivo e che quindi il monopolio televisivo e il conflitto d'interessi di Berlusconi si potraranno all'infinito. Pertanto, Veltroni, a fronte di questo ultimatum dovrà ribadire con forza la scissione tra il dialogo sulle riforme e le leggi su Tv e conflitto d'interessi. Se non lo farà, continuando a dialogare con Berlusconi come niente fosse e queste leggi, di conseguenza, non dovessero essere approvate, dovrà assumersene la repsonsabilità di fronte agli elettori di centro-sinistra e spiegare l'ennesimo, l'incomprensibile, inciucio.
TRATTO DA: http://VOCELIBERA.BLOG.EXCITE.IT




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