Partita giocata male e qualche decisione arbitrale non proprio corretta
CATANIA, 12 gennaio - Rabbia e amarezza. La Juve riesce a strappare un pari in extremis a Catania, grazie al solito Del Piero, ma non può essere contenta più di tanto perché dal Massimino contava di uscire con tre punti per continuare la caccia all’Inter capolista. A rendere ancora più nera la serata bianconera, l’errore dell’arbitro Rocchi e del suo assistente Copelli che non hanno visto la posizione di fuorigioco sul gol rossoazzurro di Spinesi. Con il punto raccolto in Sicilia, comunque, i bianconeri salgono momentaneamente al secondo posto in classifica, dove agganciano la Roma a 36 punti.
FUORIGIOCO SPINESI - Il Catania parte meglio, la Juve, reduce da tre vittorie consecutive in campionato, sembra ancora imballata dopo il richiamo di preparazione svolto a Malta. La squadra di Baldini tiene bene il campo, concede pochissimo e punge in attacco grazie alla vivacità di Mascara e Spinesi. Sono proprio i due attaccanti a confezionare dopo un quarto d’ora il gol del vantaggio: cross del numero dieci dalla sinistra e tocco vincente di destro del bomber tutto solo davanti a Buffon. La moviola però inchioda l’arbitro Rocchi: al momento del traversone, l’attaccante rossoazzurro è in posizione di fuorigioco. Non se ne accorge il direttore di gara, né il suo primo assistente Copelli. Il gol manda in delirio il Massimino, che aspettava questa partita da 24 anni, quando c’erano Pablito Rossi e Platini. Il gol subito, però, non scuote la Juve, che non riesce a organizzare una reazione degna di tale nome: un colpo di testa di Trezeguet finito fuori, con l'accorrente Nedved meglio piazzato, è stata l’unica vera occasione bianconera. Nel finale di tempo, anzi, su una grave disattenzione di Tiago, l’occasione per raddoppiare l’ha avuta il Catania: bravo è stato però Legrottaglie a deviare la conclusione di Mascara.
TIAGO BOCCIATO – Nella ripresa Ranieri, che forse non ha sentito le parole del presidente Cobolli Gigli nel prepartita («Io mi sento, francamente, di considerare assolutamente improbabile una uscita di Tiago, Noi crediamo veramente in Tiago, crediamo che anche la Juventus abbia bisogno di un centrale che sappia lanciare come ha dimostrato lui nelle ultime due partite»), lascia negli spogliatoi il portoghese. Una rinuncia che sa di bocciatura pesante, forse anche definitiva. Al suo posto entra Marchionni, che subito dà più brio e vivacità alla manovra. La Juve è un’altra: tiene costantemente sotto pressione il Catania e sfiora il pareggio prima con Del Piero in rovesciata, poi con Trezeguet di testa, poi ancora con Del Piero di testa, infine sempre con un colpo di testa di Trezeguet. Ranieri inserisce anche Iaquinta e Palladino ed è proprio dai piedi dell’attaccante napoletano che parte l’azione del pari: palla in area per Del Piero che prova il dribbling su Biagianti, che lo stende. Rocchi non ha dubbi, rigore. Dal dischetto Del Piero non sbaglia. Ma Ranieri si deve accontare solo di un pareggio. Non il massimo per chi voleva avvicinare l’Inter capolista.
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