Illy: l’euroregione nascerà nel 2007
Il prossimo anno lo statuto con Veneto, Carinzia, Slovenia e Croazia. Si sperimenteranno anche le associazioni tra più Comuni delle regioni associate.
TRIESTE. L’Euroregione è sempre piú vicina. Il presidente Riccardo Illy ha infatti ufficializzato ieri la data – settembre 2007 – in cui «potrà essere approvato lo statuto». Ad apporre la firma sull'atto di nascita, insieme al Friuli Vg, saranno Veneto, Carinzia, Slovenia e Croazia. Ma Illy ha parlato anche di un altro traguardo, piú immediato, per la politica regionale: la firma del protocollo d'intesa tra regione e Governo Prodi: «Avverrà tra qualche settimana», ha assicurato il presidente.Non sarà un nuovo Stato, né una Confederazione: l'Euroregione - ha spiegato ieri Illy ascoltato in audizione in quinta commissione consiliare, presieduta da Antonio Martini (Margherita) - sarà un ente pubblico con personalità giuridica, in grado di armonizzare politiche adatte all'area transfrontaliera che lo racchiude, quella tra le Alpi e l'Alto Adriatico.
Secondo le stime, saranno oltre 8,5 milioni e mezzo i suoi cittadini. Con un Pil pro capite medio di livello europeo: si va dal minimo di 6 mila euro annui prodotti per ciascun abitante nella Contea quarneriana ai 25 mila del Veneto. Calcoli statistici, ma che prevedono come standard di riferimento un pil pro capite medio di 20 mila euro.
I suoi obiettivi saranno «il coordinamento e la collaborazione istituzionale, l'erogazione di servizi di pubblico interesse, a partire dalla salute, realizzando una rete infrastrutture adatta alle esigenze delle popolazioni, a prescindere dall'esistenza di confini».
Un progetto a cui il presidente tiene particolarmente e che figura nella scaletta del protocollo d'intesa con il governo che in breve verrà sottoscritto tra le parti. «Proporrò di inserire nello Statuto dell’Euroregione l’impegno di far partecipare alla sua “governance” non dei burocrati, ma gli stessi vertici delle Regioni» ha assicurato Illy. Un progetto che rientra negli obiettivi del regolamento comunitario sui Gruppi di cooperazione territoriale (Gect), approvato dalla Commissione Ue e la cui entrata in vigore è prevista per il prossimo anno. La marcia procede: «Dal punto di vista dei tempi - ha affermato Illy - arriveremo nel momento giusto con l'elaborazione dei regolamenti e dello statuto».
Un'operazione che vivificherà un europeismo oggi con il fiato corto. Bisogna investire nelle regioni, i soggetti che più possono contribuire all'integrazione europea. A livello di Stati nazionali, ha infatti osservato Illy, «non stiamo facendo alcun passo avanti». (Il governatore ha anche aperto una parentesi per accennare alle tensioni tra Slovenia e Croazia per motivi di confine. Illy ha rilevato che «si sono acuite perchè è in vista l’adesione della Croazia all’Ue e quindi quei problemi devono trovare soluzione. Prima quelle tensioni dormivano, e nessuno cercava di risolverle. Nonostante il fatto che queste contese siano un elemento negativo - ha concluso - esse contengono una parte positiva, in quanto sta diventando finalmente d’attualità il progetto dell’adesione della Croazia all’Ue»).
Ampio lo spettro di opportunità che l’Euroregione sarà in grado di offrire. «Puntiamo - ha aggiunto Illy - a valorizzare questa zona come un proprio mercato locale. Anche per le attività produttive, in caso di delocalizzazione di fasi di produzione, ci piacerebbe che le nostre imprese guardassero all'Euroregione».
La regione, ha evidenziato poi il presidente, non farà politica estera, «ma politica intracomunitaria». «Il nuovo Titolo V della Costituzione attribuisce alle Regioni alcuni poteri in tema di politica estera, anche se la "legge La Loggia" li comprime in maniera notevole. Ma questa - ha puntualizzato - non dovrebbe essere nemmeno considerata "politica estera", ma semplicemente una politica intracomunitaria, certamente da coordinare e integrare - ha concluso - con quella nazionale».
Novità potrebbero arrivare anche per gli enti locali. La recente legge regionale sul trasferimento di funzioni potrebbe venire modificata per favorire associazioni tra comuni anche su base transfrontaliera.
(MessaggeroVeneto, 22 settembre 2006)




Rispondi Citando
