User Tag List

Risultati da 1 a 4 di 4
  1. #1
    Registered User
    Data Registrazione
    28 Oct 2005
    Località
    Trieste
    Messaggi
    3,688
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Relazioni tra Serbia e Slovenia.

    Lubiana per Belgrado
    14.01.2008 Da Bruxelles, scrive Rosita Zilli

    Ljubljana 17 anni fa combatteva per lasciare Belgrado. Oggi la Slovenia, a capo dell'Unione Europea, lavora per una rapida integrazione della Serbia e per la soluzione del rebus kosovaro. La questione dei criminali di guerra diviene più sfumata nell'Europa post-Del Ponte
    La Presidenza slovena dell’UE preme per ottenere la firma a breve dell'Accordo di stabilizzazione e di associazione (ASA) con la Serbia, passaggio di fondamentale importanza per accedere alla membership comunitaria. ”Sono tra coloro che pensano che l’ASA dovrebbe essere siglato quanto prima e possibilmente entro la fine del mese” ha affermato il ministro degli esteri sloveno, Dimitrij Rupel, l'8 gennaio scorso – “ma alcuni dei nostri colleghi devono convincersi che è una buona idea”. Si riferisce in particolare ai Paesi Bassi ed al Belgio, contrari a qualsiasi compromesso al ribasso sulla collaborazione della Serbia con il Tribunale Penale Internazionale per l'ex Jugoslavia (ICTY), vero nodo cruciale che presiede il via libera ai negoziati per l’adesione all’UE.

    Le trattative per la conclusione dell’ASA sono state infatti congelate dall’UE fino a quando non avverrà la consegna dei criminali di guerra, ivi compresi i due ex-leader serbi di Bosnia Radovan Karadzic e Ratko Mladic, ancora mancanti all’appello. “Accelerare l'integrazione della Serbia nell'UE non significa che quest'ultima rinunci alla piena cooperazione delle autorità di Belgrado con l'ICTY” - ha detto Rupel - “ma spetterà unicamente all'UE, e non al Tribunale, decidere se questa condizione è soddisfatta o meno”, ha insistito. In passato, l'UE si è sempre riferita al parere dell'ex procuratore generale del Tribunale, Carla de Ponte, per concludere che la “piena cooperazione” richiesta non era ancora stata realizzata. La Presidenza slovena però ora considera molto meno importante il parere dell’Aja, anche se Rupel ha dichiarato di voler incontrare il successore di Del Ponte, il belga Serge Brammertz, per discutere della questione. La Slovenia sostiene di non voler scavalcare le richieste dell’Aja ma ritiene che l’ASA possa essere firmato con Belgrado anche prima dell’avvenuta consegna dei criminali di guerra, Karadzic e Mladic inclusi. Infatti il Paese è, secondo Lubiana, tecnicamente pienamente preparato ad implementare l’ASA e ritiene che i restanti “problemi politici”, L’Aja compresa, possano essere risolti contemporaneamente all’implementazione dell’ASA.

    Il commissario all'allargamento, Olli Rehn, condivide la trepidazione slovena in merito alla questione serba ma insiste, molto più di Rupel, sul rispetto rigoroso delle condizioni a cui l'integrazione è subordinata. L'ASA dovrebbe essere firmato “al più presto” e l'UE è “tecnicamente pronta” a farlo subito, “ma è importante che tutti in Serbia si rendano conto del fatto che la condizione della piena cooperazione con il Tribunale dell'Aja rimane. È fondamentale”, ha detto Rehn. Ma lui stesso dichiara che l’ultima parola su questo tema non spetterà al Tribunale. “Non abbiamo mai delegato il nostro potere di decisione politica in materia di allargamento ad altre organizzazioni o istituzioni”, ha poi affermato il Commissario. Tuttavia, prima di prendere una decisione, l'UE terrà conto anche del parere di Brammertz, che Rehn ha intenzione di consultare quanto prima.

    Le dichiarazioni slovene sulla questione serba arrivano poco prima delle elezioni presidenziali previste in Serbia per il 20 gennaio, con un secondo turno atteso per il 3 febbraio. Lubiana spera che l’accelerazione sul cammino dell’integrazione europea aiuti la rielezione del riformista e pro-europeo Boris Tadic. “Speriamo nella continuità, vorremmo veder vincere le forze democratiche di Serbia”, ha dichiarato Rupel. Un’integrazione quanto più rapida possibile servirebbe anche a disarmare alcuni candidati presidenziali ultra-nazionalisti che cercano di guadagnare i suffragi degli elettori serbi esprimendo la loro forte opposizione all’indipendenza del Kosovo. “È nostro dovere verso il popolo serbo, le tradizioni, la Costituzione e verso le politiche guidate dai socialisti nel secolo scorso quello di difendere il Kosovo”, ha affermato Milutin Mrkonjic, il candidato presidenziale del Partito Socialista Serbo nonché entusiasta del famigerato ex-Presidente della Jugoslavia, Slobodan Milosevic.

    Al contrario di Belgrado, la Slovenia interpreta l’indipendenza del Kosovo come inevitabile. “Non è possibile” forzare la gente del Kosovo a vivere con i serbi, ha dichiarato il Primo Ministro sloveno Janez Jansa lo scorso 7 gennaio a Lubiana, citando le atrocità che si sono consumate tra serbi ed albanesi del Kosovo. Jansa ha poi aggiunto che è “meglio iniziare ad intessere nuove relazioni”. Ciononostante, Belgrado continua a difendere strenuamente il diritto all’integrità territoriale della Serbia ed il Primo Ministro serbo Vojislav Kostunica ha affermato il 3 gennaio scorso che l’UE avrebbe dovuto scegliere tra legami più stretti con la Serbia ed il sostegno ad un Kosovo indipendente.

    La questione serba sembra quindi arricchirsi di ulteriori sfaccettature e si traduce in un rebus diplomatico sempre più composito che al momento non lascia intravedere facili soluzioni. I Balcani sono tornati al centro della scena e, mai come ora, l’Europa dovrà dimostrare la sua abilità a gestire delicati equilibri politici. Dal successo di questa mediazione dipende molto, dalla credibilità dell’UE alla piena stabilità del mosaico sud-orientale europeo.

    Fonte: Osservatorio Balcani

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #2
    Registered User
    Data Registrazione
    28 Oct 2005
    Località
    Trieste
    Messaggi
    3,688
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)
    Nikolic in vantaggio, Jansa tranquillo
    24.01.2008 scrive Franco Juri

    Dal gennaio 2008 la Slovenia è, per sei mesi, alla presidenza dell'Ue All'indomani del primo turno delle elezioni presidenziali in Serbia il premier sloveno Jansa ostenta tranquillità. A suo avviso poco contano i risultati elettorali serbi sul futuro del Kosovo. Usa e Ue avrebbero già deciso
    Il futuro del Kosovo non cambierà e non dipenderà dalla vittoria di Nikolić o di Tadić in Serbia. Lo ha lasciato intendere Janez Janša in una lunga intervista »teleguidata«, nel suo stile, sulla TV di stato slovena.

    Le decisioni rilevanti sono state già prese nel quadro dell'UE in dicembre - sostiene Janša - rispondendo tra le righe affermativamente alla domanda del giornalista se ci sarà il riconoscimento europeo ed internazionale dell'indipendenza del Kosovo il 4 febbraio, un giorno dopo il ballottaggio in Serbia e se la decisione sia stata riconfermata alla riunione UE a porte chiuse di sabato scorso, come scritto da La Repubblica.

    Janša fa un pò l'indiano ma poi preme, dicendo, che non è il caso di attendere gennaio o febbraio per decisioni così importanti, e che comunque l'UE ha già un piano di azione che prevede l'invio di 1800 poliziotti a sostegno della Nato in qualità di "missione civile". Belgrado - in pratica - dovrà accettare la proclamazione dell'indipendenza che sarà garantita dalle forze Nato e dalla missione civile europea.

    Nell'esito della consultazione di domenica scorsa in Serbia, che avvantaggia per ora il radicale Tomislav Nikolić con quattro punti sul suo rivale Boris Tadić, e che secondo gli ossservatori dipenderà dai voti orientati nel secondo turno dal premier Koštunica, più vicino a Tadić, Janša non vede nulla di preoccupante. Secondo il premier sloveno ciò che conta è che la campagna sia stata moderata.

    Vinca l'uno o l'altro, le sorti del Kosovo non cambieranno, perché così hanno deciso primi gli USA e poi anche l'UE. Il Kosovo è di fatto già una base militare della Nato. Janša non prevede alcuna conseguenza bellica, ma solo qualche "turbolenza" controllabile e gestibile grazie alla presenza internazionale occidentale nella provincia a maggioranza albanese. Alla Serbia la Slovenia e l'UE continueranno a proporre lo zuccherino dell'associazione europea, compreso il pressing per ammorbidire le posizioni e le condizioni poste dal Tribunale dell'Aja.

    Pochi giorni fa infatti il ministro degli Esteri sloveno Dimitrij Rupel ha incontrato Serge Brammertz, procuratore capo del Tribunale internazionale dell'Aja per i crimini di guerra nell'ex Jugoslavia. Il successore della tenace Carla del Ponte è fresco di nomina e Rupel lo ha incontrato in qualità di presidente di turno dell'Unione europea. Subito dopo si è incontrato anche con l'omologo olandese. L' Olanda è tra i paesi europei più restii ad aperture incondizionate nei confronti di Belgrado in cambio di un allentamento sulla prossima indipendenza del Kosovo.

    A cosa abbia puntato il blitz del ministro sloveno è facilmente intuibile. La sua missione è convincere il Tribunale dell'Aia a cedere sulle condizioni poste alla Serbia per firmare l'Accordo di associazione con l'UE. La ferma posizione mantenuta sinora dai magistrati internazionali - prima fra tutti Carla del Ponte - in merito all'arresto e all'estradizione di Ratko Mladić e Radovan Karadžić, accusati di orrendi crimini di guerra in Bosnia negli anni novanta culminati con le stragi nelle "zone protette dall' ONU" di Srebrenica e Goražde, è diventato un intoppo nella strategia che prevede il riconoscimento di Priština da una parte e l'associazione europea a Belgrado dall'altro.

    La Del Ponte ebbe a suo tempo un battibecco a distanza proprio con Rupel, che già l'anno scorso aveva proposto di sdoganare la Serbia dai suoi obblighi nei confronti dell'Aja. Ora i tempi sono stretti anche per il secondo turno delle elezioni presidenziali serbe. Tutta l'agitazione messa in moto dall'UE attorno alla questione Kosovo ha in verità finora favorito Nikolić. Bruxelles il via all'associazione della Serbia potrebbe deciderlo anche da solo, bypassando la corte dell'Aja che per ora sembra rimanere ferma sulle sue posizioni. Ma in questo caso creerebbe un deprecabile precedente e seppellirebbe l'autorità di una corte nata per dare giustizia alle vittime dei crimini di guerra con le armi del diritto e come esempio al mondo.

    Per evitare una blamage come questa l'UE ( forse con il beneplacito USA) ha mandato Rupel a convincere i il procuratore capo. E' meglio se la corte decide di mollare l'osso di sua "spontanea volontà". Il presidente di turno dell'UE cerca di esercitare pressione - per procura - sulla corte.
    Per poter riconoscere tranquillamente il Kosovo tra due settimane per Bruxelles potrebbe essere lecito chiudere un occhio sui crimini di guerra impuniti e sui responsabili di Srebrenica.

    Ma forse questo passo non sarà necessario. La vittoria di Tadić potrebbe flessibilizzare Belgrado anche per un prezzo minore e rafforzare la via diplomatica europea. Ma c'è persino chi sospetta che forse agli USA piacerebbe di più una vittoria di Nikolić; più chiarezza, meno ambiguità; un ottimo pretesto per recidere, con un taglio netto, all'americana, e reso possibile dalla Nato presente nel Kosovo, il cordone ormai rinsecchito che lega la provincia a una Serbia sempre più frustrata. Ma la Russia starà a guardare?

    Fonte: osservatorio Balcani

    Commento: le stelle stanno a guardare, ma la Russia non lo fara'. E' sbagliato fare i conti senza l'oste.

  3. #3
    Registered User
    Data Registrazione
    28 Oct 2005
    Località
    Trieste
    Messaggi
    3,688
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Angry

    Gli USA dettano alla Slovenia
    29.01.2008 Da Capodistria, scrive Franco Juri

    Rupel nell'ombra dice: "Trovatemi la talpa che ha mandato in giro il rapporto dove ci accordiamo con gli Americani su come fregare i Russi e Ban Ki Moon!" (F. Juri) In Slovenia trapela sulla stampa il contenuto di un verbale sloveno-americano col quale si dimostrerebbe un coordinamento diretto tra Washington e Lubiana sul futuro immediato del Kosovo. La cronaca del nostro corrispondente
    E scoppia a Lubiana un incredibile caso di vassallaggio europeo nei confronti di Washington. Lo rivela il quotidiano “Dnevnik” di Lubiana pubblicando nei dettagli il contenuto di un verbale “segreto”che scotta e su cui in parlamento è stata già inoltrata dall’opposizione un’interrogazione parlamentare. Il verbale dimostra un coordinamento diretto tra Washington e Lubiana sul futuro immediato del Kosovo e sui passi da intraprendere per garantirne l’indipendenza con una presenza europea e con legittimazione delle Nazioni unite proprio durante la presidenza slovena.

    A impartire le istruzioni sul Kosovo ad un alto diplomatico sloveno, Mitja Drobnič, accompagnato dall’ambasciatore Samuel Žbogar, ricevuto allo State department il 24 dicembre scorso, è stato Daniel Fried, aiutante di Condoleeza Rice. Istruzioni dettagliate: i come, dove e quando dell’indipendenza del Kosovo, del suo riconoscimento e dell’arrivo della missione internazionale civile (ICO) “invitata” dal parlamento kosovaro subito dopo la dichiarazione di indipendenza, secondo un timing prestabilito e concordato con Washington.

    La vice di Fried, Rosemary Di Carlo, arriva persino a rivelare che al parlamento kosovaro hanno consigliato di dichiarare l’indipendenza di domenica, in modo che la Russia non abbia il tempo di convocare il Consiglio di Sicurezza. Il verbale è una bomba; la prova inconfutabile di una preparazione meticolosa pianificata a tavolino dagli USA e delegata alla Slovenia e ai paesi europei pronti ad un rapido riconoscimento di Priština già alla fine dello scorso anno.

    Ci sono alcuni paesi UE (forse 6) che non sono disposti a riconoscere subito un Kosovo indipendente. Per Washington non è un problema; ne bastano quindici dei ventisette e andrà benissimo. Fried consiglia all’ospite di Lubiana che la Slovenia sia – in qualità di presidente di turno dell’UE - il primo paese europeo a riconoscere Priština. Anche gli USA saranno naturalmente tra i primi.

    Che pasticciaccio! Lo scandalo coglie di sorpresa il ministro degli Esteri Dimitrij Rupel che non controlla il colabrodo del suo ministero e commenta infuriato sul sito dello stesso. Il premier Janša non nega l’autenticità del documento, ma nega tassativamente l’evidenza, cioè le pressioni americane sulla Slovenia, e grida al complotto adducendo come prova la pubblicazione contemporanea del rovente documento sul lubianese Dnevnik e sul belgradese Politika. Infatti i colloqui sloveno-americani appaiono sul giornale serbo lo stesso giorno della loro pubblicazione in Slovenia. Ma il documento sul sito on-line di Dnevnik è in verità già disponibile a mezzanotte. O qualcuno lo ha mandato anche a Belgrado. Dal ministero degli Esteri arriva una serie di note di palese imbarazzo e l’ambasciatore Žbogar viene immediatamente convocato in patria. La diplomazia è scioccata: chi sarà la “talpa”?

    E i desideri americani non finiscono con il Kosovo. C’è, nelle istruzioni per l’uso dell’UE, anche la data del vertice UE-USA, da fare in giugno. Niente di tanto strano, consultazioni regolari, si potrebbe dire. Se non fosse per il resto delle richieste che l’amministrazione Bush si aspetta siano esaudite durante la presidenza “amica” di Lubiana. E salta fuori anche una lista di “paesi canaglia” che l’UE dovrebbe condannare decisamente in occasione del vertice: l’Iran, la Siria, le Filippine e persino Cuba e il Venezuela. Nella dichiarazione “suggerita” all’UE dagli americani, ci dovrebbe essere inoltre un’esplicita presa di posizione a loro favore in Iraq e nella guerra al terrorismo.

    Come reagiranno le capitali europee a questo scandalo?

    Fonte: Osservatorio Balcani

  4. #4
    Registered User
    Data Registrazione
    28 Oct 2005
    Località
    Trieste
    Messaggi
    3,688
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Angry

    Loncar: la dichiarazione di Rupel e’ una arroganza inspiegabile
    06. februar 2008. 191

    Il Ministro dell’Educazione della Serbia Zoran Loncar ha condannato aspramente la dichiarazione odierna del capo della diplomazia slovena Dimitrij Rupel, definendola un’arroganza inspiegabile. Loncar ha detto che la sua dichiarazione rappresenta la realizzazione della politica della forza tramite la Slovenia che come uno Stato e’ tutt’altro che una potenza. Rupel, il cui Stato ha la presidenza di turno nell’Unione europea, ha dichiarato che la missione dell’Unione europea arrivera’ in Kosovo a prescindere da tutto quello che accadra’ in futuro, per garantire la funzionalita’ della societa’ kosovara. Rupel ha detto al quotidiano viennese Die Presse che non ci sara’ alcun problema dopo la proclamazione dell’indipendenza del Kosovo e che la Slovenia la riconoscera’ con un accordo bilaterale e non a titolo del presidente si turno dell’Unione europea. „Rupel non avra’ occasione per firmare l’accordo con la Serbia, perche’ i nostri cittadini sanno bene che questo accordo sarebbe il consenso alla separazione del Kosovo“, ha detto Loncar.

    Fonte: radio Serbia

 

 

Discussioni Simili

  1. Le relazioni tra Serbia e Russia.
    Di Radimiro nel forum Politica Estera
    Risposte: 6
    Ultimo Messaggio: 07-05-09, 23:32
  2. La Serbia Non E' Piccola...e' Grande La Serbia! Sss
    Di L'impermeabile nel forum Destra Radicale
    Risposte: 480
    Ultimo Messaggio: 28-05-08, 11:31
  3. Da Grande Serbia... a piccola Serbia
    Di Garonja nel forum Politica Estera
    Risposte: 110
    Ultimo Messaggio: 23-02-08, 03:59

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225