Perse ogni anno 125 milioni di giornate. La stragrande maggioranza
dei certificati non supera la settimana. Ichino: "Ripristinare la franchigia"


Assenze per malattia, pubblico
batte privato quattro a uno


di MARIO REGGIO

http://www.repubblica.it/2007/10/sez...i/assenti.html

ROMA - Più di 125 milioni di giornate di lavoro perse per malattia. Quasi equamente distribuite tra dipendenti pubblici e lavoratori assunti da aziende private. Con una grande differenza: quelli pubblici sono 3 milioni e seicentomila, contro quasi 15 milioni di dipendenti privati. Poco più di 4 giorni di malattia per i privati nel 2006, 18 in media l'anno per quelli pubblici nel 2005. E la stragrande maggioranza dei certificati medici non superano la settimana.

Negli ultimi mesi la polemica sulle "malattie di comodo" è stata alimentata da numerosi fatti di cronaca. Tra questi l'insegnante che spediva i certificati da un'amena località del centro America. La docente è stata licenziata. L'ultimo caso risale a pochi giorni fa: la donna giudice che era in malattia per seri problemi alla schiena e scoperta mentre partecipava ad una regata velica.

Il dibattito su come fare per ridurre i certificati "compiacenti" si riaccende. "Credo sia giunto il momento di iniziare una sperimentazione, anche solo a livello aziendale, - suggerisce il giuslavorista Pietro Ichino - ripristinando almeno in parte la franchigia sui primi tre giorni di malattia, distribuendo i soldi risparmiati a tutti i lavoratori. Nel mio libro "A cosa serve il sindacato", dimostro dati alla mano che ci guadagnerebbero tutti, salvo gli assenteisti. In Inghilterra da quando è stato introdotto questo procedimento l'assenteismo si è dimezzato". Polemica la reazione di Michele Gentile, coordinatore della Funzione Pubblica Cgil: "Nel contratto nazionale dei dipendenti statali c'è una voce che si chiama "indennità di amministrazione", legata alle presenze.

Ogni giorno di assenza equivale ad una decurtazione dell'indennità. Quindi il meccanismo già esiste. Poche settimane fa il ministro della Funzione Pubblica ha firmato una direttiva che sollecita ad intensificare le visite fiscali - prosegue Gentile - il sindacato non vuol proteggere chi commette abusi e la falsa malattia è un abuso che attiene la dimensione penale. Anche il "tormentone" del dipendente pubblico assenteista deve finire. I dati della Ragioneria generale dello Stato parlano chiaro: dal 2003 al 2006 le assenze sono in calo costante. Nell'ultima rilevazione la Ragioneria ha sezionato i dati e la media dei giorni di malattia è scesa a 10 e mezzo l'anno per dipendente".

Nell'attesa l'Inps continua a pagare le aziende dopo il terzo giorno d'assenza per malattia. Ma questo vale per il settore privato. Nel pubblico impiego, invece, è l'amministrazione a sostenere i costi. Anche il sistema di consegna dei certificati medici è antidiluviano. Il dipendente deve consegnare al più vicino ufficio dell'Inps o spedire per raccomandata con ricevuta di ritorno il certificato medico entro due giorni dal rilascio da parte del medico. "Abbiamo cercato di razionalizzare il sistema - afferma un dirigente dell'Inps - chiedendo ai medici di spedire i certificati via internet, ma non c'è stato nulla da fare. Ci hanno chiesto di sostenere i costi del servizio, poi hanno invocato il diritto alla privacy per i pazienti".

(15 gennaio 2008)


I dipendenti statali rappresentano il 12,3%, il 18,4% e il 22,2% del totale degli occupati rispettivamente nel nord, nel centro e nel sud: ciò significa che nelle regioni meridionali lo schtato italico è il datore di lavoro di quasi un occupato su quattro. Se guardiamo alla percentuale di pubblici dipendenti sulla popolazione residente, al più basso tasso c'è la Lombardia (4,63%), mentre si arriva al 5,55% per la Campania o al 6,47% per la Calabria. E credo sia scontato aggiungere quale siano le regggggioni di provenienza di almeno tre quarti della pubblica amministrazione in Lombardia e dintorni, dato che lo sappiamo benissimo... Più che pubblico vs. privato, qui la contrapposizione è sempre la stessa...