A Bonaria militanti del PRC con lo slogan: "La vera aliga è l'egoismo"....
Ma non erano i simpatizzanti dell'indipendentismo?


A Bonaria militanti del PRC con lo slogan: "La vera aliga è l'egoismo"....
Ma non erano i simpatizzanti dell'indipendentismo?


certe cose succedono solo in sardegna,ma che hanno al posto del cervello!![]()


pena infinita.


tutto normale, che sorpresa c'è?![]()


A Cagliari una notte di guerriglia urbana
Devastato il sagrato di Bonaria, feriti e sette arresti
Cagliari campo di battaglia. Sino alle due del mattino davanti alla basilica di Bonaria (il sagrato è stato devastato) e in viale Diaz dove voleva manifestare pacificamente la gente contraria all'arrivo dei rifiuti da Napoli, a causa di alcuni infiltrati (il questore ha parlato di "prezzolati"), sono scoppiati violenti scontri. La polizia ha caricato, sono stati sparati lacrimogeni. Un macigno è stato scagliato contro un'auto, una donna è rimasta ferita. Sette gli arresti nella notte, sei gli agenti feriti. Da Prodi solidarietà a Soru.
DITE LA VOSTRA INVIANDO UNA EMAIL A: lettere@unionesarda.com O UN SMS AL NUMERO: 340.730.9308.
Un fotografo dell' Unione Sarda malmenato e derubato, una ragazza ferita alla testa da un pietrone scagliato sul tettuccio della sua automobile, bombe-carta, sassaiole, cariche della polizia: ieri notte a Cagliari il sagrato della basilica di Bonaria si è trasformato in un pezzo di banlieu. Una quarantina di agenti, carabinieri e militari della Finanza, intorno all'una e mezza, si stava dando ancora da fare per tenere sotto controllo, tra blitz su un cellulare blindato e lanci di lacrimogeni, alcune centinaia di manifestanti anti-Soru e anti-rifiuti. Il presidente era rientrato alle 22 nella sua casa, poco prima dell'inizio dei disordini.
GUERRIGLIA URBANA. A intervalli regolari, gli agenti cercavano di neutralizzare i più esagitati, muovendosi spesso sotto lanci di pietre grandi come un pugno, pezzi di transenna e sacchetti di spazzatura. Uno scenario a tratti da guerriglia, con sprazzi surreali, come la signora attempata che resta in mezzo ai più scalmanati senza muovere un passo e poi si indigna con la polizia per le zaffate di gas lacrimogeno; oppure le auto che continuavano a passare davanti alla chiesa (nessuno ha pensato a deviare il traffico), spesso fermandosi ad aspettare la fine di uno scontro per riprendere la marcia su un tappeto di rifiuti e buste della spazzatura sfondate.
LA CATENA DI MESSAGGI. L'appuntamento ieri era per le 23 davanti a casa del presidente Soru, fissato da un sms che per tutto il giorno è rimbalzato di telefono in telefono. Ma alle 22,15 erano già un'ottantina i manifestanti assiepati sulla scalinata davanti alla basilica. Fra loro spiccavano alcune bandiere nere della Fiamma tricolore, una della lista Mussolini e due o tre di quei vessilli dei Quattro Mori che furono di Emilio Lussu. Di lì a un po' spunterà uno stendardo di Azione giovani, l'organizzazione giovanile di An. Sul bordo della piazza, un gruppetto cerca di convincere il grosso dei manifestanti che la decisione di accogliere i rifiuti campani è corretta. Si sentono rispondere che i sardi non sono italiani e che «è storicamente provato che i Savoia erano francesi». I toni sono ancora civili. Dall'altra parte un cartello speculare e opposto: lo regge una donna dall'aria inferocita, recita: "Sardegna fatti bella con la munnezza". Ci si contrappone a suon di slogan, c'è chi parla di disoccupazione, chi di euro, chi di scorie nucleari. Che, a dire il vero, questa volta non c'entrerebbero proprio nulla. Ma di lì a un po' gli animi si surriscalderanno, mentre davanti alla chiesa gli ottanta sono cresciuti fino a diventare cinquecento. Nel momento peggiore, saranno molti di più.
LA BATTAGLIA. I problemi iniziano verso le 23,20, quando un gruppetto corre addosso a un piccolo presidio di manifestanti di Rifondazione comunista. Hanno uno striscione: "La vera aliga è l'egoismo". Se lo vedono strappare dalle mani e bruciare sul sagrato. Il rapimento del vessillo, i cori sulle note di Guantanamera , gli slogan anti-napoletani, i volti coperti dai fazzoletti: tutto ha un forte sapore ultrà. La conferma arriva da quanto rende noto il prefetto Salvatore Gullotta nel cuore della notte: a tentare l'assalto alla residenza privata del governatore sarebbero stati in particolare alcuni gruppi di Sconvolts, che fanno parte degli ultras del Cagliari. E da quel momento, per tre ore, la piazza della chiesa sarà sempre più simile a una curva da stadio in ebollizione.
CALMA APPARENTE. Verso l'una la situazione sulla piazza della chiesa è di una calma ambigua. Quando i disordini sembrano essersi calmati, possono arrivare lanci di sassi, e il cozzo della lamiera della automobili che si piega sotto l'urto delle pietre fa impressione. È inevitabile immaginare gli effetti se un lancio dovesse centrare un cranio anziché un cofano. La brezza che sembra liberare l'aria a tratti può ributtarti addosso zaffate di gas, il manifestante che hai accanto - volto coperto e cappellino da baseball tirato sugli occhi - all'improvviso scatta in una corsa furente e solo quando lo vedi tornare con un altro manifestante tenuto ben stretto capisci che è un poliziotto in borghese. Un agente in divisa parla con un ragazzo che gli dice, comprensivo, di capire che anche loro sono padri di famiglia, ma la tremenda detonazione di una bomba carta li interrompe. Poliziotti e manifestanti vanno avanti in una strana guerra di posizione, ora conquistando la scalinata e ora dispendendosi lungo i lati della basilica, ma nel frattempo la rivolta è scesa più giù, in viale Diaz. Ci sono cassonetti in fiamme trascinati in mezzo alla strada, un assembramento di spettatori stravolti ed eccitati è davanti all'hotel Mediterraneo. Qui, il gazebo esterno dell'hotel viene devastato, i vetri spaccati. Le automobili fanno lo slalom tra i rifiuti in fiamme: in quei cassonetti brucia il tentativo di far rispettare l'ordine pubblico e far regnare la solidarietà ecologica fra regioni d'Italia.
SOLIDARIETÀ. «Con Soru siamo divisi quasi in tutto in termini politici - hanno sottolineato nella notte il sindaco di Cagliari Emilio Floris e il senatore Piergiorgio Massidda - ma siamo nettamente contrari e non troviamo alcuna giustificazione per episodi del genere».
CELESTINO TABASSO




Come fa chi si presenta col tricolore ad avere il coraggio di parlare in questo momento? Voi e Soru siete dalla stessa parte.




Rifondazione Comunista:
"C'erano pure alcuni manifestanti delle associazioni di ritenuto 'indipendentismo' (da chi?) che sempre più visibilmente confondono le legittime aspirazioni delle 'nazioni senza stato' con la pratica e con la grammatica della più velleitaria, inconcludente e folklorica esibizione di un incomprensibile nazionalismo senza popolo."


caro patriot, ti prego di mettere la fonte o per le regole di pol sono costretto a cancellare