(AGICOSCOMMESSE) - Roma, 16 Gennaio 2008 - Ore 09,40 - SCOMMESSE: "IN PARLAMENTO SOLLEVATE 50 OSSERVAZIONI, NESSUNA SUL RISCHIO DEL RICICLAGGIO" (1)
"Scommesse, i giochi delle lobby". E' questo il titolo della seconda parte dell'articolo di Claudio Gatti, pubblicato questa mattina su Il Sole24 Ore. Ancora il riciclaggio è l'argomento principale del pezzo. Un elenco di sei pagine con 50 osservazioni su 28 dei 68 articoli dello schema di decreto legislativo recante l'attuazione della direttiva del Parlamento europeo concernente la prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio. "Nessuno può accusare il relatore Tolotti, vicepresidente della Commissione finanze della Camera (Ulivo), di aver fatto un lavoro superficiale. Ma allora - si legge nell'articolo - come mai nè lui, nè la sua Commissione, le nè Commissione giustizia si sono accorti che la rete di agenzie per le scommesse era stata lasciata esente dagli obblighi di verifica e controllo riservati a tutti gli altri settori a rischio di riciclaggio di denaro?". "Per i casinò, il cui fatturato del 2006 è stato di 500 milioni di euro, il decreto prevede l'obbligo di identificazione all' ingresso della sala da gioco oppure, nel caso dei casinò privati, di registrazione al momento del cambio di fiche per una cifra superiore ai 1.999 euro". "Nelle sale scommesse, che nel 2007 hanno registrato una raccolta di circa 3,7 miliardi di euro, si possono invece movimentare decine di migliaia di euro al giorno in modo del tutto anonimo semplicemente frazionando le scommesse su più sale e su più giocate. Possibile una disattenzione così macroscopica su un settore che fattura sette volte più di quello dei casinò?" (segue)
SCOMMESSE: DE MEDICI (COLLABORATORE ON. BUONTEMPO) "ESISTE UNA LOBBY DEL GIOCO IN PARLAMENTO" (2)
"L'onorevole Tolotti - continua l'articolo di Gatti de Il Sole24 Ore - la sua Commissione e alcuni membri della Commissione giustizia erano stati ripetutamente allertati. "Il 7 giugno scorso sono stato chiamato a testimoniare in un'audizione alla Camera, presieduta dall'onorevole Tolotti. Non ho usato mezzi termini: ho detto chiaramente che il settore delle scommesse in sala con scontrini anonimi al portatore è ad alto rischio di riciclaggio (...) - dice Fernando Petrivelli". "Esiste una lobby sommersa in Parlamento, la lobby del gioco. Ed è trasversale", commenta Marco De Medici, collaboratore del deputato de La Destra di Teodoro Buontempo, uno dei pochissimi parlamentari schierati apertamente contro la lobby del gioco. De Medici sostiene "di non voler fare del sensazionalismo" e quindi preferisce non fare nomi e cognomi. Una lobby formale e riconosciuta, ovviamente, non esiste. Ci sono però politici che hanno dimostrato particolare attenzione per questo settore e per i suoi operatori. In che modo? Per esempio con la loro presenza a manifestazioni ed eventi organizzati dalle varie associazioni di categoria del gioco, quali Assotrattenimento 2007, Acadi, Assoslot, Sapar, Sicon e Acmi. Cominciamo proprio da Franco Tolotti, che il portale del gaming italiano Jamma ha definito "uno dei deputati più attivi nella politica per il settore del gioco2. Nell'ottobre 2006 ha partecipato alla Enada (...). Nel gennaio 2007, si è recato al convegno Italian Gambling, organizzato da Jamma con lo studio legali Ripamonti, uno dei noti del settore. Nel luglio 2007 era all'hotel Ergife di Roma per l'incontro sulle slot machine intitolato "Avanti nella legalità" e sponsorizzato dalla Sapar. Ah, dimenticavamo: nel gennaio 2007, Tolotti ha anche accettato l'offerta di un viaggio a Londra ospite della solita Sapar in occasione della Atei, la più importante fiera internazionale del gioco. "Questa partecipazione - spiegò Tolotti a Jamma - rappresenta un segnale di
attenzione rispetto a un mondo in crescita... Personalmente sono sempre stato un appassionato di giochi da intrattenimento e di informatica, perciò ho colto con estremo piacere l'opportunità di venire a Londra per l'Atei"." (segue)
SCOMMESSE: "LA COMMISSIONE FINANZE DELLA CAMERA NON SI E' SENTITA IN DOVERE DI SEGNALARE IL GRIDO D'ALLARME SUL RICICLAGGIO" (3)
Un altro parlamentare - continua l'articolo di Gatti - del centro-sinistra ritenuto amico delle associazioni di categoria, è l'onorevole Rolando Nannicini, dei Ds. In un'intervista durante un convegno intitolato "L'
intrattenimento in Italia: tra sviluppo economico e regole certe" organizzato da Assotrattenimento, Acmi e Sicon nel settembre scorso, Nannicini ha registrato il proprio disaccordo con la Corte dei Conti a
proposito dell'ammontare delle multe per le slot machine fuori regola." "Sull'altra sponda, ultimamente si sono fatti notare due politici. Il primo è Gianfranco Conte, il parlamentare di Forza Italia che si è distinto per i suoi attacchi alla Commissione di indagine governativa sui giochi e alla procura di Venezia (...). "Chi è esperto del settore si è accorto della stupidità della Commissione", ha commentato Conte che ha proseguito chiedendo "un'ispezione ministeriale presso la procura di Venezia per comprendere se tutto sia avvenuto per motivi di indagine o se l'azione sia stata determinata da altri interessi". Roberto Salerno, ex Alleanza Nazionale oggi passato a La Destra, ha ancora più lunga storia di partecipazione a convegni e manifestazioni del settore. (...) Conte e Salerno, come Nannicini, sono membri della Commissione finanze della Camera. Quella di Franco Tolotti. Quella che, dopo aver registrato il grido d' allarme di Fernando Petrivelli, non si è sentita in dovere di segnalarlo a chi stava valutando la nuova normativa antiriciclaggio". (segue)
SCOMMESSE: "RICICLAGGIO, VIGNA CONVOCA I MONOPOLI" (4)
L'inchiesta del Sole24 Ore sul rischio di riciclaggio di denaro sporco nel settore delle sale di raccolta di scommesse - continua Gatti - ha anche riscontri giudiziari. Al nostro giornale risulta che, su ordine della Questura di Roma, la polizia di Stato abbia acquisito tutta la documentazione relativa al bando di gara per la sala di raccolte scommesse indetto nel 2006 dall'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato. L' obiettivo lo spiega una fonte anonima: "Indagare su possibili irregolarità nella gara e soprattutto eventuali infiltrazioni mafiose". Stessa cosa ha fatto la Guardia di Finanza, questa volta di Lecce, che starebbe indagando su soggetti legati a cosche sia pugliesi che siciliane sospettati di avere rapporti con aggiudicatari di concessioni e gestori di sale scommesse. I vertici dei Monopoli di Stato sono stati urgentemente convocati dalla speciale commissione anti-riciclaggio diretta dall'ex procuratore nazionale antimafia Pierluigi Vigna. "La commissione ha disposto l'audizione di un dirigente dei Monopoli per i primi del prossimo febbraio. Si parlerà de business delle scommesse e di come è opportuno regolamentarlo. Ma intendo anche chiedere spiegazioni sul comportamento dei Monopoli nelle procedure di assegnazione della concessione alla Prima" dichiara Vigna facendo riferimento alla società catanese legata a personaggi accusati di associazione mafiosa al centro della prima puntata dell'inchiesta del Sole24 Ore". (segue)
SCOMMESSE: "A LONDRA A SPESE DELLA SAPAR" (5)
"In quanto vicepresidente della Commissione finanze della Camera, l'onorevole Franco Tolotti (eletto nell'Ulivo) - prosegue Gatti - ha presieduto, da relatore, il dibattito alla Camera sul decreto legislativo di
recepimento della III direttiva Ue antiriciclaggio. Il Sole24 Ore lo ha raggiunto telefonicamente.
D - Quali erano a suo giudizio le problematiche più importanti e delicate del dibattito sul decreto antiriciclaggio?
R - E' venuta fuori soprattutto la questione dei casinò. La direttiva europea richiedeva che l'assolvimento degli obblighi di identificazione del cliente fossero ritenuti evasi una volta che il cliente veniva identificato
all'ingresso, a prescindere dalle somme che cambiava. Nel nostro sistema erano previsti vincoli maggiori, che poi alla Camera sono stati adeguati alla direttiva europea. Al senato hanno avuto qualche preoccupazione in
più...
D - Secondo Lei, i rischi di riciclaggio nel gioco d'azzardo si limitano ai casinò?
R - Il punto fondamentale era quello dei casinò. C'era poi la questione del gioco online. Poi, dal punto di vista del gioco non sono state sollevate altre questioni.
D - E il rischio di riciclaggio nelle sale scommesse?
R - Ma guardi, questa è una vecchia questione... E' uno dei cavalli di battaglia di coloro che sono nel telematico. Perché quando uno deve giocare nel telematico deve dare i propri dati.
D - Invece non c'è alcun obbligo di tracciabilità nel settore delle sale.
R - Effettivamente rispetto al lavoro che abbiamo fatto noi e alla direttiva questo tema non è stato affrontato.
D - Ma Lei ha avuto un'audizione con il presidente Sistel, Petrivelli, che ha parlato esattamente di questo problema. Eppure tra le 50 osservazioni da lei fatte al Governo su questo non c'è niente.
R - Noi non abbiamo segnalato nulla...
D - Quando avete dato il parere favorevole, avete fatto 50 osservazioni...
R - Certo.
D - Ma non avete detto nulla sul rischio di riciclaggio nelle sale scommesse.
R - L'audizione dell'avvocato Petrivelli si è svolta nell'ambito di audizioni che non avevano a che vedere con la direttiva europea. Come Commissione finanze abbiamo fatto un'insieme di audizioni più generali sulle problematiche del settore giochi. L'audizione di Petrivelli è avvenuta in tempo diverso da quello dell'antiriciclaggio.
D - E' stato appena un mese prima. E a settembre Petrivelli vi ha anche inviato messaggi di posta elettronica.
R - Io non ho ricevuto nulla. Tenga conto del fatto che la posta della Camera è inondata di spam. E può succedere che dei messaggi vadano persi. (scusate ci voleva proprio - Hans)
D - La segnalazione l'aveva comunque avuta. Perché l'ha ignorata?
R - Mi sono mosso nell'ambito del testo uscito dal Governo. Che cosa vuole che le dica? Sarà stata una mia superficialità. Non c'è stata volontaria negligenza.
D - Quindi lei si impegna adesso a chiudere quella falla? A imporre un tetto alle vincite anonime.
R - Sì, sì, sì.
D - Lei è considerato un politico sensibile alle esigenze dell'industria del gioco.
R - No. Non è così.
D - Beh, lei è andato a Londra nel gennaio dello scorso anno alla più grande fiera internazionale del gioco...
R - Certo.
D - Innanzitutto chi ha pagato?
R - Ho pagato io, perché?
D - A me risulta che era ospite della Sapar.
R - Eh.
D - Era ospite della Sapar, o ha pagato lei?
R - Dunque... io ero ospite della Sapar alla fiera. Mi sono fermato anche dopo, e ho pagato io.
D - Ma il viaggio a Londra chi l'ha pagato?
R - Il viaggio a Londra... sono stato ospite di Sapar." (fine)
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agicoscommesse - 16/01/2008 - mf
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