Nulla di sorprendente avviene in merito al già previsto cambio della guardia in alcune regioni (Campania e Calabria), al consolidamento di PDL in alcune regioni e al calo del PD in altre regioni che pure sono storiche roccaforti della sinistra (Emilia-Romagna e Liguria in primis).
Tutto come previsto, le elezioni fanno emergere una vittoria sostanziale del PDL.
Associando questo dato e l'ormai sempre più rilevante affermazione del partito degli astensionisti, l'insegnamento che se ne trae da questa tornata elettorale è estremamente semplice: la politica, intesa come strumento di intervento nella realtà sociale, non è più credibile, si parla troppo poco dei veri problemi del Paese e troppo di problemi che interessano solo le grandi oligarchie della finanza italiana, da una parte il gruppo editoriale di Repubblica e dall'altro Berlusconi.
Il PDL, dalle vicende relative ai vari scandali pseudosessuali, passando attraverso le vicende giudiziarie del suo fondatore e leader, esce rafforzato moralmente, se non altro se consideriamo il fatto che alle scorse elezioni, dopo quattro anni di governo, le elezioni indicarono un tracollo praticamente totale della coalizione di centrodestra, mentre in queste elezioni si può constatare una crescita del PDL nelle regioni dove nel 2005 vi era stato un tracollo totale, nonché il rafforzamento in roccaforti del PDL e il cambio della guardia in ragioni strategiche come la Campania.
Per non trasformare questa analisi in quello che potrebbe apparire, ad un occhio superficiale, come un'apologia del PDL e delle sue politiche, occorre finalmente prendere atto (per il bene del Paese e di coloro che osteggiano il Biscione) che la politica del killeraggio mediatico, dell'aggressione (fisica o morale), degli scandali e le sterili questioni morali, non sono percepite come utili dalla gente, soprattutto in considerazione del fatto che le elezioni regionali sono, più di tutte le altre, espressive di ciò che è il percepito della gente, in merito all'effettiva capacità da parte della politica di saper stabilire un rapporto con gli elettori.
Da questo dato il PD deve ripartire per poter edificare la rimonta e nonostante quella che è una sostanziale sconfitta dal punto di vista politico, vi è anche una vittoria di quelle che sono le ragioni, da sempre sostenute dal PD (almeno di facciata) che la strada per battere Berlusconi passi attraverso un'opposizione dura ma concreta, in merito ai problemi reali della gente.
Di argomenti per poter votare il PD ve ne sono almeno quanti ve ne sono per votare il PDL, purché siano argomenti politici.
Bisogna ripartire da qui.