Duello Italia-Vaticano: la Chiesa ora difenda l’identità veneta

L’attacco al Pontefice dimostra la natura intollerante della classe dirigente italiana. Ora forse la Santa Sede comprenderà meglio anche le ragioni della Causa Veneta.
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Treviso, lì 16 gennaio 2008

Solo l’Irak aveva dimostrato altrettanta protervia dell’Italia nei confronti del Pontefice. La cosa curiosa è che però ora il terreno per il Papa diventa poco sicuro anche se solo oltrepassa il Tevere.

In realtà solo gli osservatori poco attenti possono sorprendersi di ciò. Le relazioni Italia-Vaticano si sono sempre basate sull’esclusivo tornaconto reciproco testimoniato da accordi “speciali” che in nessun altro stato al mondo sarebbero stati possibili. Ora questi interessi reciproci vengono a cadere come naturale conseguenza del processo di avanzata marcescenza dello stato italiano e della crisi valoriale evidente nel tessuto sociale.

Per noi veneti ciò potrebbe rivelarsi una novità sorprendente e inedita da un punto di vista politico.

Se forse ancora non siamo alla non expedit, per una classica ironia che solo la storia dimostra di avere, di sicuro lo spirito non è nemmeno quello che ne permise la revoca da parte di Benedetto XV e oggi don Sturzo sarebbe forse un leader del Fronte Nazionale Siciliano.

Infatti, in gran parte del mondo la Chiesa ha sempre difeso le identità nazionali represse dagli stati coloniali anche al punto di essere perseguitata assieme ai propri uomini da regimi più o meno autoritari, ma accomunati dal disconoscimento delle culture, delle storie e delle giuste aspirazioni delle popolazioni locali sottomesse.

La Chiesa si è sempre schierata dalla parte del Popolo: in Catalogna, nei Paesi Baschi, in Austria, nell’ex Unione Sovietica, per citare solo qualche esempio. Ora che la vera faccia autoritaria italiana sembra svelarsi, il nostro auspicio è che anche la Causa Veneta trovi maggiore attenzione e comprensione presso gli uomini di fede della Venetia. Comprensione e alleanza, nel rispetto reciproco, così come testimoniato dalla tradizione millenaria della Serenissima Repubblica di San Marco, che, pur essendo uno stato che ha sempre difeso con orgoglio la propria laicità, non scordiamolo, riporta nella propria simbologia e nel nome il Santo protettore dei veneti.

Gianluca Busato

Comitato per la fondazione del
Partito Nazionale Veneto

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