
Originariamente Scritto da
ilGladiatore
Laicamente parlando si puo' dire che e' stato uno degli atti piu' gravi nei rapporti tra l'Italia e il Capo di Stato di un altro paese sovrano; oggi siamo nelle pagine di tutti i principali giornali del mondo, ancora una volta presi in giro e sbeffeggiati: dopo gli italiani monnezzari, ora si parla degli italiani anticlericali e provinciali,
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di un ritorno al Medioevo e alle battaglie tra guelfi e ghibellini, dove una certa arroganza ateo-massimalista mascherata da paladina del laicismo riesce a imporre le proprie idee su tutto e su tutti.
La Sapienza, che ricordo nacque per volonta' di un Papa, e' una pietra miliare dell'istruzione italiana, tra le piu' grandi universita' europee, ieri e' stata messa in ginocchio da un pugno di studenti dei "collettivi" massimalisti che hanno occupato indegnamente il Rettorato con beceri striscioni anticlericali e orgogliosamente antipapalini (sempre citando le scritte dei loro striscioni). Il tutto per una questione che risale a secoli fa: il processo a Galileo! Ovviamente non possiamo dimenticarci di quegli "intellettuali", di quei professori ex sessantottini che hanno ispirato la protesta: arrogandosi la carica di avvocati di Galileo Galilei hanno lanciato moniti e inneggiato alla protesta pur di non far venire il Santo Padre nella "loro" universita'.
La parola "universitas" deriva appunto dall'universalita' dei saperi, e che piaccia o no anche la teologia rappresenta un sapere – quindi con il pieno diritto di far conoscere il proprio mondo e le proprie idee in sede universitaria. Chi e' laico e vorrebbe vivere in una societa' democratica e priva di intolleranza non va di certo a occupare aule di universita'per imporre il proprio pensiero. Voltaire, uno dei padri della filosofia e delle teoria dello stato laico e democratico, pur essendo contro il potere temporale della Chiesa, nutriva pieno rispetto per la sfera spirituale dell'individuo e per i grandi filosofi religiosi e soprattutto aveva ancora piu' grande rispetto per chi non la pensava come lui: "non sono d'accordo con quello che dite ma mi battero' fino all'ultimo respiro affinche' possiate dirle" era il suo motto. E questo e' il principio di liberta' a cui molti stati democratici e laici si basano: principio evidentemente tradito dalla censura dei paladini della laicita' della Sapienza.
Inoltre la manipolazione di certi intellettuali sulle parole dette da Ratzinger riguardo a Galileo non hanno lasciato spazio ad alcun dialogo e alcuna giustificazione: nessuno di quei ragazzi del collettivo si e' andato a rivedere quanto detto dal Papa su Galilei. In pochi forse sanno che l'allora Cardinale Ratzinger non fece altro che citare le parole di un filosofo e che anzi alla fine del discorso si discosto'da questa teoria giustificatrice della sentenza. Solo le persone piu' informate conoscono la profonda fede cristiana e cattolica di Galileo Galilei, citata in piu' suoi scritti (anche precedenti all'abiura) e che certamente questo grande scienziato mai avrebbe osato fare gesti clamorosi e goliardici come quello di contestare il Papa o lo Stato della Chiesa. Galileo era uno scienziato profondamente credente, e le sue teorie non cancellarono la sua fede ma anzi la rafforzarono perche' era convinto di essere il primo ad aver capito come funzionava il mondo creato da Dio. Purtroppo il suo tentativo di farlo capire agli intellettuali e alla Chiesa dell'epoca falli' miseramente poiche' forse ancora gli uomini di allora non erano pronti a quelle idee cosi' rivoluzionarie. Ma ogni uomo che ha tentato nella Storia di portare innovazione e idee rivoluzionarie e' stato trattato alla stessa maniera: non solo uomini di scienza, ma anche uomini di fede come lo stesso Gesu' Cristo poi messo in croce o come Giovanni Battista.
Volutamente ho voluto dare una difesa laica nei confronti di Papa Benedetto XVI, cercando di dimostrare che anche dal punto di vista della laicita' e usando la ragione e' possibile difendere la religione e i suoi rappresentanti che meritano sempre rispetto. Non sono un intellettuale, ma un fedele laico convinto che la ragione e la fede non possano fare a meno l'una dall'altra per potersi comprendere e tollerare: un po' come quello che tento' di fare tanti secoli fa' il grande Galileo.
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