Fonte da: http://www.forzanuova.org/fn_salute_pubblica.htm
FORZA NUOVA PER LA SALUTE PUBBLICA
L’articolo con le dichiarazioni del direttore del Centro Medicina Turismo è piena conferma di quanto da noi pubblicato già da alcuni mesi (e che riproduciamo in calce) sui gravissimi rischi sanitari a cui i nostri connazionali sono esposti a causa di un’immigrazione selvaggia e non controllata da paesi dove sono endemiche gravissime malattie contro cui gli italiani non hanno sviluppato, nei millenni, adeguate immunità.
Mentre pretendiamo severissimi controlli sanitari su chi entra, per qualsiasi ragione e in qualunque modo nel paese ricordiamo che in base alle vigenti leggi “il pericolo per la salute pubblica” è motivo non sufficiente ma OBBLIGATOTRIO di allontanamento di cittadini stranieri.
La autorità, come sempre, vengono meno ai loro doveri; tra cui primeggia “la tutela della salute pubblica”!
Meningite/ l'Oms: ''Non si sottovaluti più la presenza di 4 milioni di immigrati''
Lunedí 14.01.2008 103
“Non è ammissibile perdere vite umane per malattie prevenibili”. A dichiararlo è Walter Pasini, direttore del centro Oms Medicina del Turismo, che in una nota esprime la necessità che le Regioni seguano l'esempio della regione Veneto e vaccinino tutti i giovani al di sotto dei 25 anni contro il meningococco C, come ha fatto il Regno Unito. “Gli sviluppi delle indagini sui casi di meningite in Italia – si legge nella nota - sembrano confermare il ruolo giocato da ceppi di meningococco importati. La presenza di 4 milioni di immigrati sul territorio nazionale non può più essere ignorata o sottovalutata dalle autorità sanitarie nazionali e regionali.
La circolazione in Italia di un elevato numero di africani provenienti dalla cosiddetta ‘cintura meningococcica’ (senegalesi, ivoriani, etiopi, somali) pone il rischio di meningite anche da meningococco A, Y e W135. Contro i ceppi A,C,W135 ed Y esiste peraltro un vaccino, obbligatorio per i militari e i pellegrini a La Mecca, che però conferisce un’immunità di soli 3 anni. Contro il solo meningococco C esiste invece un vaccino coniugato che dà immunità per la vita”.
“Oltre alla meningite – prosegue la nota - l’impatto della presenza di immigrati sulla salute pubblica riguarda malattie trasmesse per via alimentare, come l’epatite A e la febbre tifoide, in considerazione della presenza di immigrati nelle cucine dei ristoranti, malattie sessualmente trasmesse, come Hpv, Aids, sifilide e gonorrea, legate alla prostituzione e soprattutto la tubercolosi, malattia considerata debellata, ma che sta conoscendo una significativa ripresa in tutta Europa, anche in forme antibiotico-resistenti. Il rischio per la salute pubblica deriva in massima parte dagli immigrati clandestini che sfuggono, in quanto tali, a ogni forma di controllo”.
“Pur senza alcuna forma di discriminazione e nello spirito della massima solidarietà, le autorità nazionali e regionali devono realizzare senza indugio piani di prevenzione che prevedano controlli sanitari alla popolazione immigrata. Tale censimento deve riguardare lo stato vaccinale, la presenza di malattie infettive, prime fra tutte la tubercolosi in considerazione della sua possibilità di trasmissione negli ambienti chiusi e delle difficoltà che potrebbero riscontrarsi nel suo trattamento. Tale censimento non andrebbe a vantaggio della salute pubblica della popolazione italiana, ma anche e soprattutto di quella immigrata”.
Implicazioni sanitarie dell'immigrazione di massa non controllata.
Uno degli aspetti più inquietanti, ben conosciuto dagli esperti che, però, si guardano dal metterci sull’avviso, del fenomeno dell’immigrazione di massa verso il nostro Paese è costituito dai problemi sanitari, attuali e in divenire, ad esso connessi.
AIDS-HIV Circa il 40-55% della popolazione dell’Africa Subsahariana risulta positiva al virus dell’AIDS-HIV; tali percentuali salgono al 60-70% se teniamo conto delle fasce di età interessate al fenomeno emigratorio verso l’Italia. Volendo essere ottimisti su eventuali, futuri contatti sessuali di massa tra italiani e africani ( e non tenendo presente il grave fenomeno della prostituzione di migliaia di ragazze africane sulle nostre strade) e calcolando un periodo di incubazione anche di diversi anni; possiamo tranquillamente prevedere che il nostro già fatiscente e corrotto sistema sanitario nazionale (frutto di lavoro e sforzo di popolo iniziato già da Mussolini) si troverà ad affrontare, in un breve volgere di anni, un’emergenza di migliaia di casi di AIDS conclamato. Le strutture saranno ridotte a un sicuro collasso.
MALATTIE NUOVE Con l’arrivo di decine di migliaia di individui da altri continenti si stanno instaurando in Italia una serie di malattie finora sconosciute e per cui la nostra popolazione non ha avuto i tempi (si parla di generazioni) per sviluppare anti-corpi presenti nel patrimonio genetico generale. In particolare, oltre alle febbri Dengue ed Ebola di non grande rilevanza statistica, desta grave preoccupazione una forma di tubercolosi resistente agli antibiotici e contro cui gli europei non hanno difese immunitarie che è portata nei confini nazionali dalle comunità rom e del sub-continente indiano. L’incidenza di questa forma tubercolotica è già alta nel campo nomadi romano di salone. Ricordiamo che la tubercolosi si trasmette facilmente per via aerea e i mezzi pubblici (metro e bus) sono un vettore efficacissimo.
MALATTIE CHE SI CREDEVANO DEBELLATE La sifilide che era ritenuta debellata in Europa e per cui non si applica più alcuna profilassi particolare è presente ancora, in maniera consistente, nella popolazione maghrebina che, purtroppo, tende ad un alta attività sessuale sia consensuale sia per mezzo di violenza sia tramite prostituzione (anche omosessuale).
PARASSITI VETTORI DI MALATTIE La scarsa igiene e le abitudini promiscue (prostituzione generalizzata maschile femminile e minorile) all’interno numerosissimi campi rom sparsi per l’Italia hanno portato a una recrudescenza della presenze (anche su mezzi quali treni e autobus) di insetti potenzialmente pericolosi per la salute quali pulci, zecche e acari della scabbia.
I soloni che ci ricordano di come gli italiani, nello scorso secolo, siano stati anch’essi emigranti verso il Nuovo Mondo si guardano bene dal far sapere che i bastimenti carichi di immigrati italiani, oltretutto invitati e numerati, venivano fermati nei porti per accuratissimi controlli medici e lunghe quarantene. Inoltre,chiunque desse l’impressione di non essere abile al lavoro e/o non perfettamente in salute veniva rispedito su due piedi nel paese d’origine. Lo stesso accadeva per le donne che davano anche solo l’impressione potessero avere in animo di dedicarsi alla prostituzione.
Misure del genere dovrebbero essere prese con urgenza dai responsabili della salute pubblica nazionale qualora questi avessero a cuore il loro dovere




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