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Discussione: Travaglio sui Mastella

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    Predefinito Travaglio sui Mastella

    Dal sito di Beppe Grillo
    di Marco Travaglio:

    "Caro Beppe,

    siamo tutti costernati e affranti per quanto sta accadendo al cosiddetto ministro della Giustizia Clemente Mastella e alla sua numerosa famiglia, nonché al suo partito, che poi è la stessa cosa. Costernati, affranti, ma soprattutto increduli per la terribile sorte che sta toccando a tante brave persone. Infatti, oltre alla signora Sandra, presidente del Consiglio regionale della Campania, sono finiti agli arresti il consuocero Carlo Camilleri, già segretario provinciale Udeur; gli assessori regionali campani dell’Udeur Luigi Nocera (Ambiente) e Andrea Abbamonte (Personale); il sindaco di Benevento dell’Udeur, Fausto Pepe, e il capogruppo Udeur alla Regione, Fernando Errico, e il consigliere regionale dell’Udeur Nicola Ferraro e altri venti amministratori dell’Udeur. In pratica, hanno arrestato l’Udeur (un mese fa era finito ai domiciliari l’unico sottosegretario dell’Udeur, Marco Verzaschi, per lo scandalo delle Asl a Roma, mentre un altro consigliere regionale campano, Angelo Brancaccio, era finito in galera prima dell’estate quando era ancora nei Ds, ma appena uscito di galera era entrato nell’Udeur per meriti penali). Mastella, ancora a piede libero, è indagato a Catanzaro nell’inchiesta "Why Not" avviata da Luigi De Magistris e avocata dal procuratore generale non appena aveva raggiunto Mastella, che intanto non solo non si era dimesso, ma aveva chiesto al Csm di levargli dai piedi De Magistris. S’è dimesso invece oggi, Mastella, ma per qualche minuto appena: poi Prodi gli ha respinto le dimissioni, lasciandolo al suo posto che – pare incredibile – ma è sempre quello di MINISTRO DELLA GIUSTIZIA. La sua signora, invece, non s’è dimessa (a Napoli, di questi tempi, c’è perfino il rischio che le dimissioni di un politico vengano accolte): dunque, par di capire, dirigerà il Consiglio regionale dai domiciliari, cioè dal salotto della villa di Ceppaloni.

    Al momento nessuno sa nulla delle accuse che vengono mosse a lei e agli altri 29 arrestati. Ma l’intero Parlamento – con l’eccezione, mi pare, di Di Pietro e dei Comunisti Italiani – s’è stretto intorno al suo uomo più rappresentativo, tributandogli applausi scroscianti e standing ovation mentre insultava i giudici con parole eversive, che sarebbero parse eccessive anche a Craxi, ma non a Berlusconi: insomma la casta (sempre più simile a una cosca) ha già deciso che le accuse - che nessuno conosce - sono infondate e gli arrestati sono tutti innocenti. A prescindere. Un golpetto bianco, anzi nero, nerissimo, in diretta tv.

    Nessuno, tranne Alfredo Mantovano di An, s’è domandato come facesse il ministro della Giustizia a sapere che sua moglie sarebbe stata arrestata e a presentarsi a metà mattina alla Camera con un bel discorso scritto, con tanto di citazioni di Fedro: insomma, com’è che gli arresti vengono annunciati ore prima di essere eseguiti? E perché gli arrestandi non sono stati prelevati all’alba, per evitare il rischio che qualcuno si desse alla fuga? Anche stavolta, la fuga di notizie è servita agli indagati, non ai magistrati. E, naturalmente, al cosiddetto ministro.

    Il vicepresidente del Csm Nicola Mancino, anziché aprire una pratica a tutela dei giudici aggrediti dal ministro, ha subito assicurato "solidarietà umana" al ministro e ai suoi cari (dobbiamo prepararci al trasferimento dei procuratori e del gip di Santa Maria Capua Vetere, sulla scia di quanto sta accadendo per De Magistris e Forleo?). Il senatore ambidestro Lamberto Dini ha colto l’occasione per denunciare un "fatto sconvolgente: i magistrati se la prendono con le nostre mogli" (la sua, Donatella, avendo fatto fallimento con certe sue società, è stata addirittura condannata a 2 anni e mezzo per bancarotta fraudolenta, pena interamente indultata grazie anche a Mastella). Insomma, è l’ennesimo attacco ai valori della famiglia tradizionale fondata sul matrimonio: dopo l'immunità parlamentare, occorre una bella immunità parentale. Come fa osservare la signora Sandra Lonardo in Mastella dai domiciliari, "questo è l’amaro prezzo che, insieme a mio marito, stiamo pagando per la difesa dei valori cattolici in politica, dei principi di moderazione e tolleranza contro ogni fanatismo ed estremismo". Che aspettano a invitarli a parlare alla Sapienza?."
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  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da YSBYSB Visualizza Messaggio
    Dal sito di Beppe Grillo
    di Marco Travaglio:

    "Caro Beppe,

    siamo tutti costernati e affranti per quanto sta accadendo al cosiddetto ministro della Giustizia Clemente Mastella e alla sua numerosa famiglia, nonché al suo partito, che poi è la stessa cosa. Costernati, affranti, ma soprattutto increduli per la terribile sorte che sta toccando a tante brave persone. Infatti, oltre alla signora Sandra, presidente del Consiglio regionale della Campania, sono finiti agli arresti il consuocero Carlo Camilleri, già segretario provinciale Udeur; gli assessori regionali campani dell’Udeur Luigi Nocera (Ambiente) e Andrea Abbamonte (Personale); il sindaco di Benevento dell’Udeur, Fausto Pepe, e il capogruppo Udeur alla Regione, Fernando Errico, e il consigliere regionale dell’Udeur Nicola Ferraro e altri venti amministratori dell’Udeur. In pratica, hanno arrestato l’Udeur (un mese fa era finito ai domiciliari l’unico sottosegretario dell’Udeur, Marco Verzaschi, per lo scandalo delle Asl a Roma, mentre un altro consigliere regionale campano, Angelo Brancaccio, era finito in galera prima dell’estate quando era ancora nei Ds, ma appena uscito di galera era entrato nell’Udeur per meriti penali). Mastella, ancora a piede libero, è indagato a Catanzaro nell’inchiesta "Why Not" avviata da Luigi De Magistris e avocata dal procuratore generale non appena aveva raggiunto Mastella, che intanto non solo non si era dimesso, ma aveva chiesto al Csm di levargli dai piedi De Magistris. S’è dimesso invece oggi, Mastella, ma per qualche minuto appena: poi Prodi gli ha respinto le dimissioni, lasciandolo al suo posto che – pare incredibile – ma è sempre quello di MINISTRO DELLA GIUSTIZIA. La sua signora, invece, non s’è dimessa (a Napoli, di questi tempi, c’è perfino il rischio che le dimissioni di un politico vengano accolte): dunque, par di capire, dirigerà il Consiglio regionale dai domiciliari, cioè dal salotto della villa di Ceppaloni.

    Al momento nessuno sa nulla delle accuse che vengono mosse a lei e agli altri 29 arrestati. Ma l’intero Parlamento – con l’eccezione, mi pare, di Di Pietro e dei Comunisti Italiani – s’è stretto intorno al suo uomo più rappresentativo, tributandogli applausi scroscianti e standing ovation mentre insultava i giudici con parole eversive, che sarebbero parse eccessive anche a Craxi, ma non a Berlusconi: insomma la casta (sempre più simile a una cosca) ha già deciso che le accuse - che nessuno conosce - sono infondate e gli arrestati sono tutti innocenti. A prescindere. Un golpetto bianco, anzi nero, nerissimo, in diretta tv.

    Nessuno, tranne Alfredo Mantovano di An, s’è domandato come facesse il ministro della Giustizia a sapere che sua moglie sarebbe stata arrestata e a presentarsi a metà mattina alla Camera con un bel discorso scritto, con tanto di citazioni di Fedro: insomma, com’è che gli arresti vengono annunciati ore prima di essere eseguiti? E perché gli arrestandi non sono stati prelevati all’alba, per evitare il rischio che qualcuno si desse alla fuga? Anche stavolta, la fuga di notizie è servita agli indagati, non ai magistrati. E, naturalmente, al cosiddetto ministro.

    Il vicepresidente del Csm Nicola Mancino, anziché aprire una pratica a tutela dei giudici aggrediti dal ministro, ha subito assicurato "solidarietà umana" al ministro e ai suoi cari (dobbiamo prepararci al trasferimento dei procuratori e del gip di Santa Maria Capua Vetere, sulla scia di quanto sta accadendo per De Magistris e Forleo?). Il senatore ambidestro Lamberto Dini ha colto l’occasione per denunciare un "fatto sconvolgente: i magistrati se la prendono con le nostre mogli" (la sua, Donatella, avendo fatto fallimento con certe sue società, è stata addirittura condannata a 2 anni e mezzo per bancarotta fraudolenta, pena interamente indultata grazie anche a Mastella). Insomma, è l’ennesimo attacco ai valori della famiglia tradizionale fondata sul matrimonio: dopo l'immunità parlamentare, occorre una bella immunità parentale. Come fa osservare la signora Sandra Lonardo in Mastella dai domiciliari, "questo è l’amaro prezzo che, insieme a mio marito, stiamo pagando per la difesa dei valori cattolici in politica, dei principi di moderazione e tolleranza contro ogni fanatismo ed estremismo". Che aspettano a invitarli a parlare alla Sapienza?."
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  3. #3
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    Caso Mastella... abile depistaggio
    E' da qualche tempo che il re di Ceppaloni viene additato come il simbolo del male politico italiano. Premetto che il soggetto in questione non mi è mai piaciuto: come uomo potrà anche essere una brava persona, ma politicamente nasce come portaborse dello già squallido De Mita, e cresce come uno dei tanti viscidi servi meridionali del sistema italico. Adesso è perciò facile tirarlo in ballo come capro espiatorio, ma non è questo il punto, secondo me c'è altro sotto.

    1) Che Mastella e la sua cricca fossero dei corrotti è risaputo da sempre. E' la scoperta dell'acqua calda.

    2) Se egli è un criminale ladro e intrallazzatore, non sono certo da meno Prodi, Berlusconi, Fini, Rutelli, Veltroni, Bossi, Casini e tutta l'allegra compagnia del belpaese. Mastella, rispetto agli altri, ha il solo difetto di non saper mentire bene, nè nascondere la sua vera indole. Per questo si presta bene ad essere "immolato".

    3) Quanto sta accadendo è l'ennesima prova che la magistratura è uno strumento in mano a poteri occulti e sovraistituzionali. I politici contano poco sopra lo zero.

    4) L'intero partito UDEUR è messo sotto accusa, questo è un avvertimento mafioso per far calare la testa ad un movimento politico che si sta dando troppe arie da protagonismo.

    5) Il fatto che Mastella sia un campano, serve a rafforzare la propaganda antimeridionale tendente a far credere che tutti i mali d'italia (politici, economici, monnezzari ecc...) siano dovuti ai soliti terroni incivili. Lo scopo è anche quello di accelerare la frattura tra le varie italie.

    6) Il polverone mediatico sollevato da questa faccenda serve a nasconedre la vera questione grave: la monnezza e l'immenso giro di soldi e riciclaggio che ci gira intorno. Al confronto le mastelliane "concussioni" sono bazzecole.

    7) Il polverone mediatico sevre a distogliere l'attenzione da Bassolino, perchè egli è un coperchio che tiene chiuso il vaso di Pandora: camorra, interessi industriali (Impregilo, Tav, Romiti) del nord, relativo commercio di rifiuti tossici, e conseguente riciclaggio di denaro. Tutte cose che è bene tenere nascoste.

    8) Bassolino è uno di "sinistra", non è sacrificabile , nè sostituibile nel suo ruolo di "re della monnezza". Perciò resterà dov'è, al suo posto si farà un pò di ammuina intorno al coglione di turno: Mastella.

    9) Un Mastella potrà sempre tornare utile in futuro, a lungo termine tutta la faccenda finirà a tarallucci e vino.

    10) Last but not least... la figura di merda planetaria di un paese che è sommerso dalla monnezza e ha il suo ministro della giustizia sotto accusa, serve a indebolire il paese e a render più facili predatorie attenzioni politiche ed econimiche.

  4. #4
    Non si fitta ai terroni.
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    Non sono razzista. Il razzismo è un crimine, e il crimine è roba da negri.
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    Se smerdare o incarcerare Mastella servisse a dividere l'italia, andrei io a Ceppaloni a impiccarlo con le mie mani.
    Che i terroni siano incivili, è agli occhi di tutti, basta accendere la televisione. Non serve certo un pubblico ministero che invii un mandato di custodia cautelare alla moglie di un ministro della provincia di Benevento.
    Infine, io sono un convinto assertore del "tanto peggio tanto meglio". Se l'intera nazione venisse acquistata in saldo, non potrei essere che contento.

  5. #5
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    In realtà la nomina dei dirigenti di una regione, come quelli di un comune, di una provincia o dello stato, qualunque esso sia, è per principio di responsabilità giusto e necessario che avvenga con la logica dello spoil system. Ovvero, chi ha avuto il mandato democratico di governare un territorio ha il diritto-dovere di indicare i dirigenti delle strutture operative che devono attuare il programma del governo. Il tutto, e sarebbe superfluo doverlo aggiungere, in una modalità di massima trasparenza e considerazione delle competenze specifiche. Il problema vero sorge quando un sistema clientelare, come quello meridionale, genera a cascata tutte le altre successive assunzioni, fino ad arrivare per esempio nel caso della sanità, a scegliere con criteri assolutamente e rigorosamente clientelari, fino all'ultimo dei barellieri. I risultati poi si traducono in un totale degrado della qualità del servizio che si dovrebbe rendere ai cittadini. Il vero nodo però sta tutto nella zoppia del sistema. Se è vero che il criterio della responsabilità è sacro ed intoccabile, deve anche essere vero che questa responsabilità deve essere a tutto tondo. Non può quindi prescindere dal risultato della gestione, sia in termini di qualità (ed in questo sono i cittadini elettori i soli giudici), come pure in termini di economia di gestione. Tornando sempre all'esempio della sanità, un sistema clientelare riesce anche a coprire la scarsa qualità del servizio reso, ed è il caso appunto del sistema meridionale, perchè gli interessi in gioco diventano collettivi. Se però la responsabilità si estende anche all'economia di esercizio, e questo può avvenire solo ed unicamente con l'attuazione del federalismo fiscale, un sistema come quello meridionale, che genera perdite di esercizio dell'ordine dei tre miliardi di euro, ripianati con un prestito ad interesse zero dallo stato e quindi sostanzialmente con i soldi dei padani, non ha nessuna possibilità di continuare ad esistere. La responsabilità, e lo ripeto, non può essere a senso unico. Chi mal governa deve andare a chiedere ai suoi governati di rimediare ai suoi errori, aumentando il prelievo fiscale sul territorio interessato, e saranno gli elettori stessi a determinare il ricambio politico nei casi di malgoverno. Vale ovviamente anche per tutti gli esempi che si vogliono fare, dall'Alitalia alle scoasse di Napoli. Il popolo padano deve essere messo nelle condizioni di scegliere tra due opzioni drastiche:
    Federalismo subito, o secessione necessaria!

 

 

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