Il 18 gennaio 1994 la Democrazia Cristiana riprende il vecchio nome: Partito Popolare Italiano. Una parte di esso però decide di scindersi fondando il Centro Cristiano Democratico, guidato da Pier Ferdinando Casini, tendenti al centrodestra; quelli tendenti al centrosinistra fondarono i Cristiani Sociali, confluiti in seguito nei Democratici di Sinistra. In seguito, il Partito Popolare Italiano, costretto a schierarsi, in seguito alla legge elettorale bipolare si scisse: Rocco Bottiglione fondò il CDU e Bianchi invece creò i Popolari. Nel frattempo anche all’interno del Partito Comunista Italiano si consuma la scissione: nasce Rifondazione Comunista. In questa fase guidano i governi Amato e Ciampi. Il 29 giugno 1993, durante l’inaugurazione di un ipermercato, il noto imprenditore Silvio Berlusconi dichiara ai giornalisti: se il centro moderato non dovesse organizzarsi, non potrei non intervenire direttamente, mettendo in campo la fiducia che sento di avere da larga parte della nostra gente. Egli infatti ha costituito il 29 giugno 1993 un partito: Forza Italia, nel quale confluisco tra i tanti anche democristiani e socialisti. Nelle elezioni del marzo 1994 esce vincitore Silvio Berlusconi, sostenuto da Forza Italia, Alleanza Nazionale (partito nel quale sono confluiti molti membri del Movimento Sociale Italiana), CCD, CDU e Lega Nord. Il governo cade nel dicembre dello stesso anno a causa dell’uscita di Lega Nord. Si costituisce così un governo di tecnici presieduta da Lamberto Dini. Intanto, il 27 gennaio 1995, l’MSI si scioglie definitivamente confluendo nell’Alleanza Nazionale




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