Il premier inglese Brown ha annunciato l'intenzione di rinunciare fin d'ora alla pensione da ex primo ministro, che vale ben 64mila sterline annue. Di recente i parlamentari britannici era stati duramente criticati per aver chiesto un aumento dello stipendio. Brown, figlio di un pastore protestante e noto per la sua austerità (è scozzese), ha voluto dare il buono esempio ai suoi colleghi.
Quando lascerà Downing Street, dunque, Brown farà a meno del vitalizio concesso agli ex inquilini del numero 10. Con il suo gesto ha dato uno schiaffo morale ai deputati britannici che nelle scorse settimane sono stati aspramente "rimproverati" dai media per aver richiesto un aumento dello stipendio del 2.56% mentre discutevano una legge che manteneva i salari del pubblico impiego in linea con il tasso d'inflazione (sotto al 2%).
Brown ha rifiutato loro l'aumento richiesto, ottenendo l'elogio anche dal leader dell'opposizione Tory David Cameron. Harriet Harman, leader dei Comuni, ha reso noto che la gestione delle paghe dei deputati potrebbe essere in futuro tolta alla sovranità del Parlamento e affidata ad una commissione indipendente.
Che differenza - osservano in Gran Bretagna - con Tony Blair, che oltre alla pensione può contare su di uno stipendio da mezzo milione di sterline offerto per un ruolo di consulente part-time. Ma potrebbe essere anche una mossa strategica per risalire nei sondaggi, osservano i più maligni.
E in Italia?
Che differenza, in verità, anche con l'Italia. Da noi si discute dei privilegi dei politici, la casta, a parole, ma l'esempio viene dall'Oltremanica. Rimane sempre un piccolo e malizioso dubbio: alle intenzioni del premier inglese seguiranno i fatti? Accontentiamoci per ora delle sue promesse, che lo impegnano pubblicamente con i connazionali. E' già qualcosa.
http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/a...lo396553.shtml
lo vedete uno della casta che rifiuta la pensione e uno stipendio?




Rispondi Citando
