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  1. #1
    obiettivonordovest.org
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    Predefinito Senato vota NO allo scioglimento del Consiglio Regionale della Campania

    L'aula, in sostanza, ha respinto la risoluzione di Roberto Calderoli che prevedeva lo scioglimento del Consiglio regionale della Campania e la rimozione del presidente della Giunta con 144 no, 141 sì e 5 astenuti. Nonostante il sì del diniano Giuseppe Scalera (Dini e D’Amico non hanno partecipato al voto) e del senatore dissidente della sinistra Fernando Rossi a favore della risoluzione Calderoli, sono mancati i voti di 12 senatori azzurri, 3 dell’Udc, del presidente della commissione Difesa Sergio De Gregorio, che ormai vota sempre con l’opposizione, e di Mauro Cutrufo della Dca. Se fossero stati presenti tutti i senatori del centrodestra, la richiesta di rimuovere Bassolino sarebbe passata con 158 voti a favore.
    Una larga maggioranza che avrebbe avuto conseguenze politiche pesanti viste le divisioni all’interno del centrosinistra nella valutazione dell’operato degli amministratori campani.
    A parte il dissenso dei diniani, tra gli astenuti al documento Calderoli (il cui voto vale, comunque come un voto contrario) ci sono, infatti, i senatori dell’Idv Nello Formisano, Giuseppe Caforio e Fabio Giambrone; Franca Rame del gruppo Misto; e Massimo Villone della Sinistra democratica.


    commenti di Forza italia :

    RIFIUTI: BERLUSCONI, SCONFITTA SENATO COLPA DI CALDEROLI

    La sconfitta della mozione della Cdl al Senato contro Bassolino "non e' colpa di Forza Italia" ma "di chi pervicacemente ha voluto presentarla". Silvio Berlusconi respinge le accuse mosse da parte del centrodestra sull'assenza determinante di alcuni senatori 'azzurri'. Conversando con i cronisti a Montecitorio, l'ex premier ha spiegato: "Se c'e' qualcuno che pensa che vogliamo tenere in vita Bassolino fa pensieri meschini attribuendo a noi la sua meschinita'", perche' "noi avevamo avvertito il capogruppo della Lega Castelli e il presentatore della mozione Calderoli che tra le nostre fila ci sarebbero stati degli assenti. Non c'era alcun motivo per non spostarla a mercoledi' e quindi la responsabilita' di quello che e' accaduto non e' certamente di Fi ma di chi ha pervicacemente voluto presentare questa mozione". "Calderoli - ha aggiunto Berlusconi - e' stato sentito al telefono prima dal coordinatore campano di Forza Italia, Cosentino, dal capogruppo al Senato Renato Schifani e poi dal sottoscritto. A loro avevamo rappresentato la situazione. Ci sembrava pacifico potere spostare la discussione a mercoledi'". Quindi, replica Berlusconi "se c'e' qualcuno che pensa che vogliamo tenere in vita Bassolino fa pensieri meschini attribuendo a noi la sua meschinita'".



    RIFIUTI/ SCHIFANI: TESTO LEGA SOLO VALORE POLITICO,MA SENZA EFFETTI
    Noi li abbiamo appoggiati, loro no
    Roma, 17 gen. (Apcom) - Forza Italia non ci sta a prendersi le accuse dei colleghi di coalizione, a partire dal Carroccio, che puntano il dito contro le assenze azzurre che oggi in Senato hanno contribuito a non far passare la mozione anti-Bassolino della Lega in Senato.

    E, con il capogruppo a palazzo Madama Renato Schifani, spiega: "Quella della lega era una iniziativa di valore politico, ma inidonea a produrre gli effetti richiesti".

    Ma non solo. "Se la Lega avesse concordato di più con Forza Italia, visto che come abbiamo detto i tempi del dibattito sono stati superati, - osserva il capogruppo azzurro - avrebbe reso un servizio alla propria iniziativa. Noi abbiamo chiesto il rispetto dei tempi, ma non siamo stati sostenuti dalla Lega mentre An e Udc erano d'accordo".

    Schifani sottolinea che "per senso di responsabilità noi abbiamo comunque sostenuto quell'iniziativa anche se inidonea a produrre gli effetti richiesti". "L'art. 126 della Costituzione invocato da Calderoli nella sua mozione - spiega - era un richiamo inopportuno perché il governo non potrebbe sciogliere mai un Consiglio regionale se non in presenza di un'iniziativa giudiziaria". Altra cosa, osserva, "è la mozione di sfiducia presentata in consiglio regionale da Forza Italia".

    "La nostra battaglia - conclude Schifani - si concentrerà invece nel pomeriggio di mercoledì prossimo quando discuteremo la mozione di sfiducia al ministro Pecoraro Scanio, quella sì destinata a produrre effetti istituzionali e politici, nel governo nazionale e, se passa, a cascata, anche sul consiglio regionale".

    Risposta di Calderoli:

    RIFIUTI/ CALDEROLI: VERO AUTOGOL OGGI E' QUELLO DI SCHIFANI
    Assenze per superficialità o per contrarietà nel merito?
    "Prima di leggere la dichiarazione del presidente dei senatori di Forza Italia, Renato Schifani, per cui la mia mozione con cui chiedevo la rimozione di Bassolino e lo scioglimento del consiglio regionale campano per non aver saputo gestire i rifiuti sarebbe un autogol della Lega, pensavo che la mancanza dei senatori di Forza Italia in Aula, durante la votazione, fosse soltanto dovuta a superficialità dei singoli senatori". Lo afferma in una nota Roberto Calderoli, coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord e vice Presidente del Senato.

    "Ma la valutazione fatta da Schifani nel merito della mia mozione - aggiunge - mi costringe a pensare invece ad una sua contrarietà, con conseguente contrarietà al tentativo di affossare Bassolino e ottenere lo scioglimento del consiglio regionale, un affossamento non riuscito proprio per le assenze prima citate. Essere federalista, è bene chiarirlo, non mi impedisce certamente di cercare di intervenire e di togliere di mezzo il principale responsabile di quell'emergenza rifiuti che da tutta la stampa internazionale è stata definita come la vergogna del Paese".

    "E come rappresentante della Padania - conclude Calderoli - ho il dovere di difendere gli interessi dei miei cittadini e quindi togliere di mezzo la causa di chi ha gettato i tanti soldi ricevuti dal Nord in questi anni e di chi ha costretto il Nord a farsi anche carico dei rifiuti campani. Il vero autogol oggi è di Schifani".

    •   Alt 

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  2. #2
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    Predefinito Io sto con Bassolino

    Bassolino dovrebbe dimettersi, per dignità, per rispetto del mandato ricevuto, per onestà se l'avesse. Il consiglio regionale campano dovrebbe chiedergli le dimissioni, subito. E poichè ciò non accade i cittadini campani dovrebbero mobilitarsi, pretendere un cambiamento. Quello che è accaduto a napoli in questi anni dovrebbe scandalizzare ogni cittadino di buon senso, dovrebbe spingere i cittadini campani a scendere in piazza non per fermare gli inceneritori ma per mandare a casa chi ha creato questa situazione. Dovrebbe far capire all'elettore napoletano che a votare i camorristi si guadagnerà anche un posto di lavoro ma poi si muore di diossina. Dovrebbe scatenare una rivolta di popolo contro un governatore che è stato per anni anche commissario ai rifiuti, percependo lauti doppi stipendi, lasciando napoli peggio di come l'aveva trovata. Dovrebbe.
    Ma così non è e allora, da autonomista, dico "io sto con bassolino".
    Resti dov'è se ai campani sta bene vivere nella spazzatura. E coloro che si definiscono "rappresentanti della padania", invece che occuparsi della giunta regionale campana si preoccupino di far si che questa situazione non pesi sui popoli padani, che la spazzatura non arrivi nelle nostre città e che altri soldi padani non finiscano nell'immondezzaio di altri.
    Se la prendano con chi, come ha fatto ieri la presidente della regione piemonte, invoca lo stato perchè obblighi le province a ricevere la spazzatura,
    votino mozioni per far si che ognuno si tenga e si paghi la propria munnezza e la smettano con la logica del "commissariamento" e della "rimozione coatta".
    Ognuno si tenga gli amministratori che vuole e che si merita, ma non ne scarichi le conseguenze sugli altri.
    Invochiamo autonomia e non autorità.

  3. #3
    independent
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    Ripeto, mandiamo i caschi blu in Campania!

  4. #4
    naufrago
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    Scusa ma perchè vuoi così male a quei poveri soldati onu?

  5. #5
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    gli e' tutta una farsa...
    il piu grande amico NEI FATTI del governo prodi e' proprio berlusconi che sa benissimo che abbattere questo governo prima dei " due anni sei mesi e un giorno" significa solo far nascere IN QUESTO PARLAMENTO un governo " inciucista" dei soliti "poteri forti " suoi nemici e concorrenti , con il solo scopo di farlo fuori, cioe' " estrometterlo dalla politica"
    e allora come al solito il furbacchione DOVENDO per forza fare qualche atto politico sulla questione " merda campana" ... ha affidato come al solito " la mossa" al solito calderoli ( vi ricordate l' egregio "servizio reso" con le magliette ? ..) ben sapendo che qualunque calderolata non puo' mai passare perche' non solo rozza ma anche un perfetto catalizzatore negativo della maggioranza terronica che domina il parlamento romano
    "dammi i soldi, e al diavolo tutto il resto "
    Marx


    (graucho..:-))

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Furlan Visualizza Messaggio
    Ripeto, mandiamo i caschi blu in Campania!

  7. #7
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    Scusate, sono costretto a redarguirvi, siete un pò troppo duri con questi figuri, (Bassolino, Iervolino, Pecoraro Scanino ecc...) dovete mettere in conto che, casomai non avessero ancora maturato uno straccio di vitalizio, voi li immaginate nelle vesti di dimissionari, di cosa dovrebbero campare sti poveri cristiani? mica hanno mai lavorato nella loro vita?

  8. #8
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    questa è la giornata in parlamento raccontata da un forzista, il senator paolo guzzanti

    A grande richiesta, provo a rispondere su quel che è accaduto ieri in Senato. Come avete forse visto, io stesso ho qualificato in modo pesante l’accaduto. Poi oggi, vista la montante indignazione, ho voluto compiere la mia inchiesta e questo è il risultato. comincerò da quel che ho visto ieri pomeriggio quando io ero vicino a Schifani il quale, seduto al suo posto, chiamava Calderoli che aveva presentato la sua mozione.

    Roberto si è avvicinato e Renato Schifani gli ha detto:

    “Dobbiamo rimandarla a mercoledì, noi oggi come sai abbiamo parecchia gente assente e lo sapevamo”.

    Calderoli: “Oggi è il giorno giusto: vedi? non ci sono i senatori a vita mentre mercoledì li schiereranno in massa”.
    Schifani: “Sì, ma noi oggi abbiamo un sacco di gente malata o in congedo, e non ci posso fare niente. Ti prego di rinviare”.

    Calderoli: “Mi dispiace, non rinvio niente. E’ ora che ciascuno si assuma le proprie responsabilità”.

    Calderoli scende dai banchi di Forza Italia e sale alla Lega.
    Schifani è di umore nero.
    Il vuoto nei seggi è vistoso e più vistoso sarà sul pannello elettronico dove si vedrà un vuoto triangolare di assenti fra le luci accese.

    Schifani chiede la parola: “Signor Presidente del Senato, il calendario dei nostri lavori dice che questa seduta termina all’una. Mancano dieci minuti e ci sono ancora due iscritti a parlare. Dunque questa seduta non può concludersi entro le tredici come stabilito nella conferenza dei capigruppo. Chiedo dunque che la seduta sia rinviata”.

    Parla Castelli che dice che non si deve rinviare.

    E’ bene che si sappia che l’orario di fine seduta, stabilito dalla Capigruppo che fa il calendario della settimana, è tassativo: quando la lancetta arriva all’ora, caschi il mondo la seduta deve essere tolta.

    Per modificare l’orario è necessario convocare una capigruppo che lo autorizzi.

    Il Presidente del Senato Marini dice invece che è prassi comune stiracchiare l’orario fino alla votazione.

    Non è vero: non è mai successo.

    La sinistra si fa i conti ed insiste per la votazione immediata.

    Marini la concede.

    Forza Italia cerca di guadagnare tempo lasciando al senatore Novi il compito di parlare all’infinito sforando i suoi tempi e facendo insorgere l’opposizione.

    Alla fine si vota.
    Come è ovvio, perdiamo.

    Sarebbero bastati dieci voti in più ed era fatta.

    Scoppia la guerra fredda dei comunicati: la Lega accusa forza Italia di inciucio.

    C’è il sospetto che gli accordi fra Berlusconi e Veltroni prevedano il salvataggio di Bassolino.

    Posso giurare e testimoniare che non è vero.

    Berlusconi la sera si incazza ed emette un comunicato sprezzante nei confronti di chi accusa Forza Italia di comportamento scorretto.

    La mozione presentata da Calderoli in un giorno della settimana - il giovedì - normalmente dedicata ad interrogazioni e interpellanze (e dunque un giorno in cui i senatori per lo più non restano a Roma), non era stata preventivamente concordata. La mozione inoltre aveva un valore soltanto morale, ma non prescrittivo: non era una sfiducia e non poteva esserlo.

    Era una mozione puramente politica che avrebbe certamente imbarazzato il governo, se approvata, ma priva di conseguenze pratiche.

    Sta di fatto che non è passata per le assenze di Forza Italia, in genere il partito più presente a destra.

    Stamattina chiedo ai miei collaboratori di esaminare le assenze e questo è quel che rieco a ricostruire:

    Mancava Jannuzzi, ma Jannuzzi (che è un indipendente) ha detto che lui non avrebbe votato contro Bassolino perché, dice, lui è garantista con Contrada e non lo è meno con Bassolino.

    Il senatore Baldini, uno che c’è sempre, è appena tornato a casa dall’ospedale.
    I senatori Pisanu e Pera erano fuori Roma per impegni istituzionali presi in una giornata parlamentare morta.

    Il senatore e avvocato Ghedini non poteva venire per impegni di tribunale.

    Il senatore Guida era a letto con la frattura del quadricipite.

    Isenatori Barba e Colli non sono mai stati degli stakanovisti della presenza e infatti non c’erano.

    Cutrufo della DC e De Gregorio (entrambi NON di Forza Italia) non c’erano.

    Nessuno di costoro aveva alcuna possibilità di sapere in anticipo che ci sarebbe stata la mozione Calderoli.
    Tutte le assenze erano note e giustificate fin dal mattino al capogruppo Schifani e cioè prima che Calderoli presentasse la sua mozione.

    Schifani fin dall’inizio della mattina aveva chiesto a Calderoli di non presentarla oggi e per questo, con tre costole fratturate che lo costringevano a letto a Palermo, ha preso l’aereo ed è venuto a Roma.

    La Lega, pur sapendo e vedendo che la mozione non aveva alcuna speranza di passare, sceglieva di presentarla lo stesso facendo fare una figura di merda a Forza Italia.

    Di norma, come ho detto, FI è il partito che garantisce la presenza più massiccia e quando ci sono stati vuoti vistosi in AN e talvolta, per motivi del tutto notmali, nella UDC e nella Lega, è sempre prevalso lo spirito dell’accordo e della linea comune.

    Ieri la Lega probabilmente voleva marcare un punto politico forte davanti all’oponione pubblica e ha scelto di esporre FI alla figuraccia. Di qui la reazione molto violenta di Berlusconi.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da nord ovest Visualizza Messaggio
    questa è la giornata in parlamento raccontata da un forzista, il senator paolo guzzanti

    A grande richiesta, provo a rispondere su quel che è accaduto ieri in Senato. Come avete forse visto, io stesso ho qualificato in modo pesante l’accaduto. Poi oggi, vista la montante indignazione, ho voluto compiere la mia inchiesta e questo è il risultato. comincerò da quel che ho visto ieri pomeriggio quando io ero vicino a Schifani il quale, seduto al suo posto, chiamava Calderoli che aveva presentato la sua mozione.

    Roberto si è avvicinato e Renato Schifani gli ha detto:

    “Dobbiamo rimandarla a mercoledì, noi oggi come sai abbiamo parecchia gente assente e lo sapevamo”.

    Calderoli: “Oggi è il giorno giusto: vedi? non ci sono i senatori a vita mentre mercoledì li schiereranno in massa”.
    Schifani: “Sì, ma noi oggi abbiamo un sacco di gente malata o in congedo, e non ci posso fare niente. Ti prego di rinviare”.

    Calderoli: “Mi dispiace, non rinvio niente. E’ ora che ciascuno si assuma le proprie responsabilità”.

    Calderoli scende dai banchi di Forza Italia e sale alla Lega.
    Schifani è di umore nero.
    Il vuoto nei seggi è vistoso e più vistoso sarà sul pannello elettronico dove si vedrà un vuoto triangolare di assenti fra le luci accese.

    Schifani chiede la parola: “Signor Presidente del Senato, il calendario dei nostri lavori dice che questa seduta termina all’una. Mancano dieci minuti e ci sono ancora due iscritti a parlare. Dunque questa seduta non può concludersi entro le tredici come stabilito nella conferenza dei capigruppo. Chiedo dunque che la seduta sia rinviata”.

    Parla Castelli che dice che non si deve rinviare.

    E’ bene che si sappia che l’orario di fine seduta, stabilito dalla Capigruppo che fa il calendario della settimana, è tassativo: quando la lancetta arriva all’ora, caschi il mondo la seduta deve essere tolta.

    Per modificare l’orario è necessario convocare una capigruppo che lo autorizzi.

    Il Presidente del Senato Marini dice invece che è prassi comune stiracchiare l’orario fino alla votazione.

    Non è vero: non è mai successo.

    La sinistra si fa i conti ed insiste per la votazione immediata.

    Marini la concede.

    Forza Italia cerca di guadagnare tempo lasciando al senatore Novi il compito di parlare all’infinito sforando i suoi tempi e facendo insorgere l’opposizione.

    Alla fine si vota.
    Come è ovvio, perdiamo.

    Sarebbero bastati dieci voti in più ed era fatta.

    Scoppia la guerra fredda dei comunicati: la Lega accusa forza Italia di inciucio.

    C’è il sospetto che gli accordi fra Berlusconi e Veltroni prevedano il salvataggio di Bassolino.

    Posso giurare e testimoniare che non è vero.

    Berlusconi la sera si incazza ed emette un comunicato sprezzante nei confronti di chi accusa Forza Italia di comportamento scorretto.

    La mozione presentata da Calderoli in un giorno della settimana - il giovedì - normalmente dedicata ad interrogazioni e interpellanze (e dunque un giorno in cui i senatori per lo più non restano a Roma), non era stata preventivamente concordata. La mozione inoltre aveva un valore soltanto morale, ma non prescrittivo: non era una sfiducia e non poteva esserlo.

    Era una mozione puramente politica che avrebbe certamente imbarazzato il governo, se approvata, ma priva di conseguenze pratiche.

    Sta di fatto che non è passata per le assenze di Forza Italia, in genere il partito più presente a destra.

    Stamattina chiedo ai miei collaboratori di esaminare le assenze e questo è quel che rieco a ricostruire:

    Mancava Jannuzzi, ma Jannuzzi (che è un indipendente) ha detto che lui non avrebbe votato contro Bassolino perché, dice, lui è garantista con Contrada e non lo è meno con Bassolino.

    Il senatore Baldini, uno che c’è sempre, è appena tornato a casa dall’ospedale.
    I senatori Pisanu e Pera erano fuori Roma per impegni istituzionali presi in una giornata parlamentare morta.

    Il senatore e avvocato Ghedini non poteva venire per impegni di tribunale.

    Il senatore Guida era a letto con la frattura del quadricipite.

    Isenatori Barba e Colli non sono mai stati degli stakanovisti della presenza e infatti non c’erano.

    Cutrufo della DC e De Gregorio (entrambi NON di Forza Italia) non c’erano.

    Nessuno di costoro aveva alcuna possibilità di sapere in anticipo che ci sarebbe stata la mozione Calderoli.
    Tutte le assenze erano note e giustificate fin dal mattino al capogruppo Schifani e cioè prima che Calderoli presentasse la sua mozione.

    Schifani fin dall’inizio della mattina aveva chiesto a Calderoli di non presentarla oggi e per questo, con tre costole fratturate che lo costringevano a letto a Palermo, ha preso l’aereo ed è venuto a Roma.

    La Lega, pur sapendo e vedendo che la mozione non aveva alcuna speranza di passare, sceglieva di presentarla lo stesso facendo fare una figura di merda a Forza Italia.

    Di norma, come ho detto, FI è il partito che garantisce la presenza più massiccia e quando ci sono stati vuoti vistosi in AN e talvolta, per motivi del tutto notmali, nella UDC e nella Lega, è sempre prevalso lo spirito dell’accordo e della linea comune.

    Ieri la Lega probabilmente voleva marcare un punto politico forte davanti all’oponione pubblica e ha scelto di esporre FI alla figuraccia. Di qui la reazione molto violenta di Berlusconi.

    frattura de quadricipite??????????

 

 

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