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  1. #1
    BERLUSCOPERTA.BLOGSPOT.CO M
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    Predefinito Rapporti tra cattolicesimo e vecchio testamento

    Non sono Cattolico nè cristiano, ma mi piace informarmi. Così ho preso la bibbia e l'ho letta. E ci ho visto un Vecchio Testamento a mio parere estremamente diverso dal Nuovo Testamento che è come una rivoluzione, come una bomba dentro la bibbia. Ciò nonostante già poche pagine dopo la fine dei vangeli si ritrovano dei discepoli che sembrano far riferimento al Vecchio Testamento piuttosto che al Nuovo Testamento

    Ora, io so che i cattolici fondano la propria fede sui Vangeli: ma anche su tutto il resto, visto che tutti i testi sacri, opportunamente "selezionati" e ripuliti, sono stati resi un corpo unico del cristianesimo e del cattolicesimo (La Bibbia). E lo stesso Gesù infatti, arriva sostenendo a pieno titolo di essere quel figlio di Dio profetizzato lungo tutto il Vecchio Testamento, quel Dio che parla, parla sempre in prima persona e che poi nel Nuovo Testamento non parla più.

    Quali sono quindi i rapporti tra cattolici e Vecchio Testamento? come si relazionano essi con le, a mio parere, contraddizioni esistenti tra parola di Dio e la parola di Cristo? Forse si sostiene che quelle nel Vecchio Testamento non siano parola di Dio, o cosa? Come si relazionano i cattolici con le prescrizioni riscontrabili nel vecchio testamento? valgono come volontà di Dio esattamente come nel Nuovo Testamento, o valgono meno? insomma spero che il concetto sia abbastanza chiaro..

    grazie a chi vorrà rispondere
    ..Perchè i giudici invece di applicare la legge la interpretano

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  2. #2
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    La questione dello strano comportamento degli antichi descritto nel V.T. (penso, ad esempio, alla figlia che giacque col padre Lot per averne un erede) è complessa.

    Bisogna scendere nell'esame delle cosiddette "precomprensioni" e delle categorie mentali degli antichi.

    Mi pare che la questione sia stata trattata nella "Grammatica dell'assenso" di John Henry Newman (1801-1890).

    Ad ogni modo tutto ciò dimostra la differenza con le "religioni del libro" (come l'Islam) e l'importanza storica dei libri veterotestamentari.

  3. #3
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    non vi sono contraddizioni !

    segnalo: http://www.gliscritti.it/ ----> percorsi tematici


    Come valutare quei brani dell’Antico Testamento che sono in contrasto con l’etica ispirata al Nuovo Testamento? Che cosa pensare quando in alcuni passi emerge l’immagine di un Dio violento? La fede nella resurrezione cambia il nostro modo di leggere testi dell’AT che non contemplano la vita oltre la morte?
    Temi ed esempi:

    1 - Amoralità in alcune grandi figure bibliche
    Abramo dice bugie su Sara (chiamandola "sorella", Gen 12,10-20; 20,1-18), Isacco fa lo stesso (Gen 26,6-11); Giacobbe inganna due volte il fratello Esaù (Gen 25,29-32; 27,1-28,9), ecc.
    La figura a volte crudele o amorale dei giudici (cf. Sansone, Gdc 13-16; Iefte, Gdc 9-11) e dei più grandi re d’Israele (cf. Davide, 2Sam 11; Salomone, 1Re 11), ecc.

    2 - Violenza divina
    Ci sono dei testi del Dt, Gs, 1Sam, che parlano di un’usanza secondo cui la città conquistate dovevano essere "votate all’interdetto" (in ebraico Herem), dovevano cioè essere completamente distrutte, massacrati tutti gli abitanti, uomini, donne e bambini, e anche il bestiame, e tutti gli oggetti preziosi consacrati solo a Dio. La questione si complica perché è Dio stesso a chiedere di agire in questo modo (!).

    3 - Una teologia insufficiente
    Il libro di Giobbe, uno dei vertici della poesia ebraica, tratta il tema della sofferenza del giusto e del tentativo di trovare una risposta che rientri in qualche modo in ciò che si conosce del piano di Dio. La soluzione presentata dal testo è di tipo intraterreno (cf. la restaurazione dei beni e della benedizione "materiale"), che non è confortata dall’esperienza comune né ha sbocchi nella vita oltre la morte o nel dogma della resurrezione. Lo stesso si può dire del libro del Qohelet, che al dramma della caducità della vita non oppone nemmeno la ricompensa intraterrena. Per altri versi il libro di Geremia pone la questione della libertà dell’uomo di fronte alla chiamata di Dio (cf. il profeta che maledice il giorno in cui è nato, Ger 20). Un altro problema è rappresentato da alcuni salmi imprecatori, dove si parla dell’odio verso i nemici e si fa uso di maledizioni.
    Tentativi di risposta:

    1 - I racconti biblici non hanno come primo scopo quello di proporre dei modelli di virtù: sono soprattutto memorie su personaggi che ebbero un ruolo importante nella storia del popolo d’Israele, antenati che costituiscono l’identità del popolo. che Abramo, Isacco e Giacobbe abbiamo avuto le loro debolezze non impedisce loro di essere i padri di Israele secondo la carne e nella fede. Gli eroi della Bibbia non sono di una classe privilegiata, ma fanno parte del popolino, gente comune: chiunque può riconoscersi in essi; gli errori, i peccati, non sono un ostacolo insuperabile per andare a Dio. Lo scrittore sacro non intende formulare dei giudizi, ma semplicemente descrivere. I cristiani, inoltre, nell’AT non devono cercare sempre modelli da imitare. Cf. il dramma di Iefte: non vuole edificare, ma commuovere; il lettore non è chiamato a giudicare, né ad approvare o a condannare, il racconto invita piuttosto a partecipare all’esperienza crocifiggente dell’amore di un padre verso sua figlia. Occorre che il lettore si estranei momentaneamente dal suo orizzonte etico che soppesa le vicende per entrare nel mondo della narrazione. In questo modo si arricchirà in contatto con il testo (cf. "farsi tutto a tutti", 1Cor 9,22; "nulla di umano mi è estraneo" cf. GS n. 1).

    2 - Occorre tener conto che quei racconti (Cf. anche l’uso dei generi letterari) sono vicini al mondo idealizzato dell’epopea: in guerra non esistono mezze vittorie. Composte durante il periodo dell’esilio o del post-esilio, servono a darsi un passato glorioso nel momento in cui la loro terra era un bene lontano o insicuro: si vuole idealizzare il passato (non è vero che tutti i cananei furono distrutti). Si è di fronte al compromesso tra una realtà deludente (l’incapacità umana di corrispondere del tutto alla promessa di Dio) e la promessa stessa che resta valida (il paese nella sua interezza donato da Dio). L’esigenza da parte di Dio, che viene espressa da quei racconti, rimane comunque giusta: l’astensione dai culti idolatrici, evitando ogni contatto con i pagani.

    3 - Con Giobbe si tratta di partecipare al suo dramma: il carattere insondabile dell’azione divina (cf. la figura del giusto perseguitato: Gesù riprende le loro invocazioni), mistero illuminato dalla Passione e Resurrezione di Gesù. Le imprecazioni che troviamo nei salmi [cf. Sal 34 (35); 108 (109),6-8; 51 (52),7 ecc.]: l’uomo pio univa la sua causa personale con quella di Dio (cf. la legge del taglione: ogni colpa va punita); la distruzione del nemico è giustificata in quanto è nemico di Dio. Può un cristiano pregare con questi salmi? Sì: se prova sentimenti di odio verso qualcuno esso può servire a far venir fuori questi sentimenti per esaminarli e cambiarli; viene così liberato da essi in quanto li affida a Dio (la vendetta è lasciata a Lui). Inoltre tali salmi ci permettono di essere solidali con quelli che soffrono ingiustizia e non possono esprimere la loro ira (esprimono una ricerca di giustizia).

    "La Bibbia riflette un’evoluzione morale considerevole, che trova il suo compimento nel NT (Cf. documento della PCB 1993, p. 101) L’etica dell’AT non è in sé cattiva, pur non essendo perfetta: non basta che una concezione sia attestata nell’AT (cf. schiavitù, divorzio o sterminio) perché continui ad essere valida (cf. anche il "ma io vi dico" di Gesù). Si rende quindi necessario un discernimento che tenga conto del progresso della coscienza morale (evoluzione morale che si compie nel NT). La Rivelazione è progressiva, rispecchia una lenta educazione del popolo, che viene raggiunto dalla rivelazione nello stato in cui si trova, per essere poi pian piano elevato al disegno di Dio. Nell’AT ci sono elementi "imperfetti e caduchi" (Concilio Vaticano II, Dei Verbum 15) che la pedagogia divina non poteva eliminare subito.
    Per altri articoli e studi sull'Antico Testamento presenti su questo sito, vedi la pagina Sacra Scrittura (Antico e Nuovo Testamento) nella sezione Percorsi tematici

  4. #4
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    Quali sono quindi i rapporti tra cattolici e vecchio testamento? come si relaizonano essi con le contraddizioni tra parola di Dio e parola di Cristo? Forse si sostiene che quelle nel vecchio testamento non siano parola di dio, o cosa? e come si può accorpare quindi una falsità enorme come il vecchio testamento con il vangelo? come si relazionano i cattolici con le prescrizioni riscontrabili nel vecchio testamento? valgono come volontà di Dio esattamente come nel nuovo testamento, o valgono meno? insomma spero che il concetto sia abbastanza chiaro..
    Personalmente non do' alcun valore assoluto a cio' che e' scritto nel VT a meno che non sia stato ribadito o confermato nel NT, ed anche del NT do' valore assoluto solo ai vangeli e non alle lettere, atti e apocalisse, che contengono diverse buonissime idee ma non sono parola del signore in senso stretto. Credo nell'infallibilita' di Cristo, ma non nell'infallibilita' dei profeti o degli apostoli. Che leggo comunque cercando di trarne indicazioni importanti, ma non posso mettere sullo stesso piano della parola di Gesu'. Se c'e' una contraddizione, invece che arrovellarmi o appigliarmi ai cavilli per cercare una compatibilita' forzata, do' la precedenza al Vangelo e ignoro la parola contradditoria.

    Ovviamente, se mi beccano mi scomunicano...

    Purtroppo sono convinto che ci siano frange di cristianesimo che diano piu' peso al VT che e' talmente vasto da prestarsi facilmente alle strumentalizzazioni: basta trovare una citazione adatta allo scopo, enfatizzarla e si riesce a "provare" che Dio abbia detto qualsiasi cosa.

  5. #5
    BERLUSCOPERTA.BLOGSPOT.CO M
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    Grazie, a me però interessava soprattutto sapere dei rapporti "ufficiali" dettati dalla chiesa cattolica nei riguardi del vecchio testamento.
    ..Perchè i giudici invece di applicare la legge la interpretano

  6. #6
    BERLUSCOPERTA.BLOGSPOT.CO M
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    Non sono Cattolico nè cristiano, ma mi piace informarmi. Così ho preso la bibbia e l'ho letta. E ci ho visto un Vecchio Testamento a mio parere estremamente diverso dal Nuovo Testamento che è come una rivoluzione, come una bomba dentro la bibbia. Ciò nonostante già poche pagine dopo la fine dei vangeli si ritrovano dei discepoli che sembrano far riferimento al Vecchio Testamento piuttosto che al Nuovo Testamento

    Ora, io so che i cattolici fondano la propria fede sui Vangeli: ma anche su tutto il resto, visto che tutti i testi sacri, opportunamente "selezionati" e ripuliti, sono stati resi un corpo unico del cristianesimo e del cattolicesimo (La Bibbia). E lo stesso Gesù infatti, arriva sostenendo a pieno titolo di essere quel figlio di Dio profetizzato lungo tutto il Vecchio Testamento, quel Dio che parla, parla sempre in prima persona e che poi nel Nuovo Testamento non parla più.

    Quali sono quindi i rapporti tra cattolici e Vecchio Testamento? come si relazionano essi con le, a mio parere, contraddizioni esistenti tra parola di Dio e la parola di Cristo? Forse si sostiene che quelle nel Vecchio Testamento non siano parola di Dio, o cosa? Come si relazionano i cattolici con le prescrizioni riscontrabili nel vecchio testamento? valgono come volontà di Dio esattamente come nel Nuovo Testamento, o valgono meno? insomma spero che il concetto sia abbastanza chiaro..

    grazie a chi vorrà rispondere

    Il presente post non è il mio post. Come è evidenziato, è stato modificato da qualcuno.

    Per il futuro gradirei una semplice rimozione dei miei post che contengano contenuti ritenuti offensivi, magari accompagnata da un messaggio di spiegazione, ma ritengo intollerabile che all'interno dei miei post si modifichi la mia parola spacciandola come mia, o rendendo comunque incomprensibile cosa è scritto da me e cosa no.

    Questo è un forum che dovrebbe essere libero, compresa la libertà per gli amministratori designati di fare quello che vogliono, ma vorrei mettere in guardia i "capi" da questo modo spregiudicato e brutale che hanno certi moderatori di fare censura senza spiegazioni, riguardo a un messaggio scritto da me che, SFIDO CHIUNQUE A DIRE IL CONTARIO, non conteneva NULLA di MINIMAMENTE offensivo. Ad esempio, io dicevo che nella mia lettura della bibbia, nelle lettere di S.Paolo vengono enfatizzati i contenuti violenti e/o ancestrali del vecchio testamento cercando di minimizzare le rivoluzioni portate da gesù. Questa frase, evidentemente ritenuta gravemente offensiva, è stata sostituita con: "si ritrovano dei discepoli che sembrano far riferimento al Vecchio Testamento piuttosto che al Nuovo Testamento". Vale a dire che è stato addirittura modificata non solo la forma ma anche la sostanza e il senso della mia parola. Ma la questione principale rimane che NON C'E' NESSUN MOTIVO AL MONDO PER IL QUALE SI POSSA DECIDERE DI CAMBIARE QUELLE MIE PAROLE: NON C'E' ASSOLUTAMENTE NULLA DI OFFENSIVO: SIAMO FORSE ARRIVATI AL PUNTO IN CUI BASTA UNA OPINIONE CONTRARIA A QUELLA DEL MODERATORE, ANCHE ESPRESSA COL MASSIMO RISPETTO E CON LA MASSIMA APERTURA AL DIALOGO, PER ESSER CENSURATI?

    Vorrei dire a chi comanda POL (non conosco come sia strutturata l'eventuale gerarchia) che se su POL si viene per discutere, ma non c'è modo di discutere (perchè l'unico modo per vedere i propri post anche due minuti dopo la pubblicazione è ESSERE TUTTI D'ACCORDO allora non avrebbe più senso per nessuno venire su POL perchè NON CI POTREBBE PIU' ESSERE ALCUNA DISCUSSIONE.

    Vi prego dunque di farmi/ci sapere se questo genere di cose e di interventi REPRESSIVI DEL MINIMO DISACCORDO rappresentino casi isolati che non sono destinati a ripetersi oppure se rappresentano la prassi ed il modus operandi di POL. Io sono sempre pronto a dare il mio contributo alla discussione, se essa c'è. Altrimenti vorrei che mi fosse comunicato, a me come a chiunque altro volesse manifestare un disaccordo con le opinioni politiche dei moderatori, che SI PREFERISCE FARE A MENO DI NOI. grazie.
    ..Perchè i giudici invece di applicare la legge la interpretano

  7. #7
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    Ora, io so che i cattolici fondano la propria fede sui Vangeli: ma anche su tutto il resto, visto che tutti i testi sacri, opportunamente "selezionati" e ripuliti, sono stati resi un corpo unico del cristianesimo e del cattolicesimo (La Bibbia). E lo stesso Gesù infatti, arriva sostenendo a pieno titolo di essere quel figlio di Dio profetizzato lungo tutto il Vecchio Testamento, quel Dio che parla, parla sempre in prima persona e che poi nel Nuovo Testamento non parla più.

    Quali sono quindi i rapporti tra cattolici e Vecchio Testamento? come si relazionano essi con le, a mio parere, contraddizioni esistenti tra parola di Dio e la parola di Cristo? Forse si sostiene che quelle nel Vecchio Testamento non siano parola di Dio, o cosa? Come si relazionano i cattolici con le prescrizioni riscontrabili nel vecchio testamento? valgono come volontà di Dio esattamente come nel Nuovo Testamento, o valgono meno? insomma spero che il concetto sia abbastanza chiaro..

    grazie a chi vorrà rispondere
    non c'è nessuna cotraddizione tra vecchio e nuovo testamento , c'è solo molta asinità dei troppi nuovi teologi e biblisti che abbiamo avuto ultimamente.
    Dire che c'è contraddizione tra vecchio e nuovo testamento è come dire che c'è contraddizione tra fede e ragione ! Ultimamente abbiamo avuto anche dei grossi prelati di provata fede marcioniana .
    Leggiti come la pensava marcione e vedi che non c'è nulla di nuovo sotto il sole in questi nuovi teologi , cosiddetti .
    Il vecchio testamento si appella alla ragione naturale , il nuovo alle fede e alla grazia ,ma avendo alla base la ragione .

  8. #8
    Abraxas
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    LETTERA A DIOGNETO
    .............................


    Il culto giudaico
    III. 1. Inoltre, credo che tu piuttosto desideri sapere perché essi non adorano Dio secondo gli ebrei. 2. Gli ebrei hanno ragione quando rigettano l'idolatria, di cui abbiamo parlato, e venerano un solo Dio e lo ritengono padrone di tutte le cose. Ma sbagliano se gli tributano un culto simile a quello dei pagani. 3. Come i greci, sacrificando a cose insensibili e sorde dimostrano stoltezza, così essi, pensando di offrire a Dio come ne avesse bisogno, compiono qualche cosa che è simile alla follia, non un atto di culto. 4. «Chi ha fatto il cielo e la terra e tutto ciò che è in essi», e provvede tutti noi delle cose che occorrono, non ha bisogno di quei beni. Egli stesso li fornisce a coloro che credono di offrirli a lui. 5. Quelli che con sangue, grasso e olocausti credono di fargli sacrifici e con questi atti venerarlo, non mi pare che differiscano da coloro che tributano riverenza ad oggetti sordi che non possono partecipare al culto. Immaginarsi poi di fare le offerte a chi non ha bisogno di nulla!
    Il ritualismo giudaico
    IV. 1. Non penso che tu abbia bisogno di sapere da me intorno ai loro scrupoli per certi cibi, alla superstizione per il sabato, al vanto per la circoncisione, e alla osservanza del digiuno e del novilunio: tutte cose ridicole, non meritevoli di discorso alcuno. 2. Non è ingiusto accettare alcuna delle cose create da Dio ad uso degli uomini, come bellamente create e ricusarne altre come inutili e superflue? 3. Non è empietà mentire intorno a Dio come di chi impedisce di fare il bene di sabato? 4. Non è degno di scherno vantarsi della mutilazione del corpo, come si fosse particolarmente amati da Dio? 5. Chi non crederebbe prova di follia e non di devozione inseguire le stelle e la luna per calcolare i mesi e gli anni, per distinguere le disposizioni divine e dividere i cambiamenti delle stagioni secondo i desideri, alcuni per le feste, altri per il dolore? 6. Penso che ora tu abbia abbastanza capito perché i cristiani a ragione si astengono dalla vanità, dall'impostura, dal formalismo e dalla vanteria dei giudei. Non credere di poter imparare dall'uomo il mistero della loro particolare religione.

  9. #9
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    del resto capire che non c'è nessunissima contraddizione ma solo compimento, significa aver capito il cristianesimo e il messaggio cristiano .
    Ma siccome non bisogna dare per scontato che all'interno del cattolicesimo tutti lo abbiano capito , ecco che non c'è da meravigliarsi dell'attuale confusione .
    Nel vecchio testamento c'è regolato finanche il diritto di guerra e di sterminio ; fa parte della legge di Dio e della legge naturale ! E' anche regolata la schivitù , cosa che alle nostre orecchie è una bestemmia . Queste regole le ha stabilite Dio allla pari delle altre , perchè se non sono vere quelle , non sono vere nemmeno le altre che a noi stanno bene . ....
    Ebbene , semplicemente nominare queste cose all'interno della bibbia , senza eessere a favore o contro, mi è costato mille espulsioni all'interno di forum cattolici tenute da bigotti .

  10. #10
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    Vorrei dire a chi comanda POL (non conosco come sia strutturata l'eventuale gerarchia) che se su POL si viene per discutere, ma non c'è modo di discutere (perchè l'unico modo per vedere i propri post anche due minuti dopo la pubblicazione è ESSERE TUTTI D'ACCORDO allora non avrebbe più senso per nessuno venire su POL perchè NON CI POTREBBE PIU' ESSERE ALCUNA DISCUSSIONE.
    Se posso darti un consiglio, se vuoi "libertà" e meno censura possibile, stai lontano da questo forum.

    Ma tanto non riuscirai a leggere questo messaggio, ti manderò PM

 

 
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