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  1. #1
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    Predefinito Emergenza brucellosi. 40.000 bufale da abbattere e nessuno lo fa

    http://www.lastampa.it/redazione/cms...9345girata.asp

    17/1/2008 (13:7) - UN'INFEZIONE DA TERZO MONDO La strage delle bufale


    Finora tutti i tentativi per stroncare l'epidemia sono falliti



    Allarme brucellosi:
    40 mila animali da uccidere
    FRANCESCO GRIGNETTI
    NAPOLI
    C’è un’altra emergenza in Campania. E c’è un’altra ordinanza di Prodi che nomina un ennesimo commissario straordinario, gli dà pieni poteri e insieme stanzia 66 milioni di euro per risolvere il problema. Peccato che di questa seconda emergenza non si parli perché è scomoda. Esplosiva, anzi. Il governo ha infatti deciso di sradicare la brucellosi, una malattia infettiva, dagli allevamenti di bufale. La strada maestra è dolorosa: si tratta di sopprimere trenta o quarantamila animali sui centomila della regione. Ma l’emergenza è davvero seria. La brucellosi è una malattia infettiva da terzo Mondo che sopravvive nel Casertano per le bufale e nella Sicilia orientale per le pecore. Una malattia seria. Attraverso il latte, se non è pastorizzato a dovere, può infettare l’uomo: sono almeno mille i casi di contagio all’anno. Un’emergenza veterinaria e sanitaria, dunque.

    Che però si trascina fin da troppo tempo. È di un anno fa l’ultimatum dell’Unione Europea che minaccia - al pari dell’emergenza rifiuti - di tagliare fondi e comminare multe salate. La penultima ordinanza del ministero della Salute era del novembre 2006. È rimasta sulla carta. Commissario straordinario di governo per la brucellosi è l’assessore regionale all’Agricoltura della Campania, Andrea Cozzolino. Ha due anni di tempo per portare a termine un compito non facile. Sia per i numeri: soltanto nel Casertano ci sono un migliaio di allevamenti, centinaia di caseifici, migliaia di addetti. E poi l’ottima mozzarella di bufala è una voce fondamentale per l’economia locale. Ma intervenire sull’epidemia con metodi tanto draconiani quanto costosi ha un risvolto sul quale si sentono solo sussurri: gran parte degli allevamenti di Caserta, direttamente o indirettamente, sono controllati dai clan della camorra.

    È la presenza della criminalità organizzata che finora ha di fatto impedito lo sradicamento del male. Alcuni veterinari dalla schiena dritta sono stati minacciati. Addirittura s’è scoperta una combine tra allevatori e alcuni dottori che truccavano le provette e nascondevano la presenza di bufale infette. Per vederci chiaro sono dovuti intervenire i carabinieri dei Nas: in certi allevamenti soltanto le divise hanno calmato gli spiriti. E’ chiaro, insomma, che le infiltrazioni della camorra complicano tutto. Si teme addirittura il contraccolpo di un «investimento» atipico come l’arrivo di 66 milioni di euro in una provincia del genere. Magari il via a nuove truffe. E con il rischio di non vedere sradicata nemmeno questa volta la malattia. Che la brucellosi si stia estendendo, ormai è chiaro.

    Dopo lo scandalo dei veterinari conniventi, nel corso del 2007 sono stati fatti nuovi rigorosi controlli. La metà degli animali è risultata contaminata. «Ma il prodotto finale è sicuro - si affrettano a precisare dal Consorzio tutela mozzarella di bufala dop - dato che il latte viene messo a contatto con acqua bollente nella fase della cagliatura». Tanto dovrebbe bastare per uccidere i batteri. Il giudice Antonio Pepe, però, che ha fatto arrestare i veterinari e allevatori imbroglioni, la pensa in maniera opposta. «Il germe della brucellosi - scrive nella sua ordinanza - risulta inoffensivo soltanto a seguito di trattamento di pastorizzazione con temperatura superiore ai 71,7° e tale trattamento è tassativamente escluso per il ciclo produttivo della mozzarella di bufala Dop, per il quale il protocollo prevede un trattamento del latte mediante filtraggio e riscaldamento a temperatura variante da 33 a 36°».

    Che i batteri escano dagli allevamenti e finiscano negli ospedali è rivelato anche dalle statistiche sanitarie: negli ultimi tre anni, nel Casertano sono state 273 le persone infettate. Mille all’anno in tutta Italia, concentrati in massima parte tra Sicilia e Campania. «E temiamo che queste siano stime in difetto - racconta Agostino Macrì, direttore del Dipartimento sanità alimentare e animale dell’Istituto superiore di Sanità - perché la brucellosi è una malattia difficile da diagnosticare, poco conosciuta». Un tempo, la brucellosi la chiamavano «febbre maltese» o «febbre napoletana». Forse perché da queste parti è endemica. Il governo promette di eliminarla una volta per sempre. Ma ciò costerà un sacco di soldi. Si calcola un indennizzo di duemila euro a capo abbattuto.

    Ed eliminare trentamila bufale tutt’assieme non sarà facile anche per gli ovvii problemi di macellazione, di smaltimento delle carcasse (ah, se ci fossero gli inceneritori in Campania...), di contraccolpi sulla produzione di latticini. Un’altra mazzata si profila per l’industria della mozzarella, come se non bastasse il calo di vendite dopo l’esplodere della crisi dei rifiuti abbandonati in strada. E già s’ingolosisce la Germania, dove, utilizzando latte di bufale rumene e bulgare, sono diventati i primi produttori di mozzarella in Europa.

  2. #2
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    Tra l'altro , se non ricordo male , la brucellosi è pure una zoonosi , cioè una di quelle malattie trasmissibili all'uomo , cioè comuni (la cosiddetta febbre maltese).......
    Non c'è che dire , stiamo rapidamente precipitando , in caduta accelerata , nel peggiore terzo mondo.......

  3. #3
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    Si, è trasmissibile all'uomo e in effetti si trasmette: 1000 casi l'anno. Raramente può essere mortale.

    Quel che non dice La Stampa è che contro la brucellosi più voltye sono stati stanziati fondi UE per abbattere i capi malati e indennizzare gli allevatori.

    "Stranamente" questi capi ammalati ricompaiono. C'è il sospetto che in realtà non siano stati mai abbattutti. Eppure i contributi vengono spesi.

    Di chi la colpa?

  4. #4
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    Temo, che per tornaconti o interessi poco chiari al momento, qualche losca organizzazione stia mettendo in piedi una campagna denigratoria contro l'Italia attraverso la Campania. Quando molte cose si mettono a cuocere in pentola, si rischia di bruciare la minestra. Il fenomeno brucellosi avrà sicuramente l'effetto influenza aviaria, si risolverà in una bolla di sapone, senza che nulla accada agli animali e alle persone, semplicemente perchè il problema, in tal modo acclamato, non esiste. Ma risulteranno pesantissimi i danni sull'economia campana e nazionale.

  5. #5
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    Ma fammi il piacere! Io ci vivo in quelle zone. Sono decenni che si spendono soldi inutilmente per "combattere" la brucellosi.

    E puntualmente i soldi spariscono e i capi brucellati restano.

    E puntualmente la gente si ammala.

  6. #6
    .... .....
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    Citazione Originariamente Scritto da ConteMax Visualizza Messaggio
    Ma fammi il piacere! Io ci vivo in quelle zone. Sono decenni che si spendono soldi inutilmente per "combattere" la brucellosi.

    E puntualmente i soldi spariscono e i capi brucellati restano.

    E puntualmente la gente si ammala.
    Senz'altro sarà colpa del Nord..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  7. #7
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    è da un pò che ho abbandonato la mozzarella di bufala.....

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Giovi-italicus Visualizza Messaggio
    è da un pò che ho abbandonato la mozzarella di bufala.....
    A Bergamo credo sia difficile trovarla. Certo, può arrivare in aereo, ma credo che i costi siano eccessivi.

    La mozzarella è un formaggio fresco da consumare entro 48 ore per conservare le proprietà organolettiche.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da ConteMax Visualizza Messaggio
    Ma fammi il piacere! Io ci vivo in quelle zone. Sono decenni che si spendono soldi inutilmente per "combattere" la brucellosi.

    E puntualmente i soldi spariscono e i capi brucellati restano.

    E puntualmente la gente si ammala.
    Se vivi in quelle zone, sarebbe il caso di incontrarci. In termini di conoscenza del problema, uno dei due sicuramente ne uscirà sconfitto, temo che quello non sarò io. Nel settore zootecnico ci sono nato, ne sono dentro da due generazioni. Mio padre era in questo campo, in America fin dal 1952, io ho seguito le sue orme. Di brucellosi bovina e ovina, influenza aviare, salmonellosi, vescicolare suina, ne sono molto ferrato. Ti consiglio di gettare la spugna. Anche perchè, di ospedali pieni di gente brucellata, io non ne ho mai visti, in Campania.

  10. #10
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    Bah...
    E accade tutto insieme?
    Oppure è come la storia dei pitbull assassini nell'estate 2004?

 

 
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