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    Predefinito Onore e Gloria Eterna a Bobby Fischer

    Bobby Fischer (all'anagrafe Robert James Fischer; Chicago, 9 marzo 1943Reykjavík, 17 gennaio 2008) è stato uno scacchista statunitense naturalizzato islandese, Grande Maestro Internazionale e unico americano di nascita ad aver mai vinto il titolo di campione del mondo.

    "E' una notizia meravigliosa.E' arrivato il momento di farla finita con gli Stati Uniti. Dopo tutti i crimini che il mio paese ha commesso nel mondo, ciò dimostra che quel che è fatto è reso"( sugli attentati dell11/9)

    "Il motivo più serio è che abito qui perchè sono perseguitato dagli ebrei, quei stessi ebrei che si sono impadroniti degli Stati Uniti"

    "Cosa mi piace? Le ragazze con le tette grosse, i bombaroli kamikaze e Hitler"



  2. #2
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    Bobby Fischer

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    Bobby Fischer (sinistra) con Jack Collins
    Bobby Fischer (all'anagrafe Robert James Fischer; Chicago, 9 marzo 1943Reykjavík, 17 gennaio 2008) è stato uno scacchista statunitense naturalizzato islandese, Grande Maestro Internazionale e unico americano di nascita ad aver mai vinto il titolo di campione del mondo.
    Conquistò la corona degli scacchi il 1 settembre 1972, battendo il sovietico Boris Spasskij, e la perse per essersi rifiutato di difenderla il 3 aprile 1975.
    È stato considerato uno fra i giocatori di scacchi dotati di maggior talento di tutti i tempi. Nonostante la sua prolungata assenza dalle competizioni, è rimasto uno dei nomi più conosciuti di questa disciplina, anche esternamente alla cerchia degli appassionati.
    Indice

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    Vita e carriera [modifica]

    Nacque da Regina Wender, operaia in una fabbrica bellica che divenne in seguito insegnante, infermiera e medico, e da Gerhardt Fischer, un medico. I suoi genitori divorziarono quando aveva due anni, e Fischer crebbe con la madre e la sorella maggiore.
    All'età di sei anni, quando la famiglia si spostò a Brooklyn, Fischer imparò da sé il gioco degli scacchi, leggendo il libretto di istruzioni di una scacchiera. Si allenò con sua sorella, ma nel giro di qualche settimana si dimostrò un giocatore troppo forte per lei.
    Quando era tredicenne, sua madre chiese a John Collins di essere il suo insegnante di scacchi. Collins aveva insegnato a diversi grandi giocatori, compresi William Lombardy e Robert Byrne. Fischer spese molto tempo nella casa di Collins, e alcuni hanno descritto Collins come una figura paterna per Fischer. Bobby frequentò, ma in seguito abbandonò, la Erasmus Hall High School, dove molti insegnanti lo ricordavano come una persona difficile.
    Il suo primo vero trionfo arrivò quando vinse il campionato juniores statunitense, nel luglio 1956, che a quei tempi lo qualificava per il campionato maggiore. Nello stesso anno giocò diverse partite brillanti, tra cui quella contro il Grande Maestro Donald Byrne.
    Nel gennaio 1958 Fischer diventò campione degli Stati Uniti. Oltre al titolo, Fischer si qualificò per partecipare agli Interzonali, il primo passo verso la sfida del campione del mondo. Nessuno dava al giovane Fischer molte possibilità di passare gli Interzonali (i primi sei si qualificavano per il Torneo dei Candidati); fu quindi una sorpresa quando, dopo un buon finale, Fischer concluse quinto a pari merito. In quell'occasione ottenne anche il titolo di Grande Maestro.
    Fu a questo punto, durante il Torneo dei Candidati, che Fischer si trovò faccia a faccia con i giganti russi, cosa che avrebbe caratterizzato il resto della sua carriera di giocatore. A causa del numero di giocatori russi coinvolti nel torneo (l'Unione Sovietica dominò le competizioni internazionali per gran parte della sua storia), era in teoria possibile che si accordassero su brevi patte tra di loro, al fine di concentrare tutti i loro sforzi sul contingente non russo. Una volta che gli altri venivano eliminati, i russi sarebbero rimasti a contendersi il diritto di sfidare il campione del mondo in carica (all'epoca era Mikhail Botvinnik, che aveva recentemente sconfitto Vasilij Smyslov in una rivincita per riprendersi la corona). Fischer riteneva che i giocatori sovietici avessero in effetti scelto di arrangiare il torneo in quel modo, e questo portò ad un'aspra battaglia tra Fischer e la FIDE, che alla fine portò allo smantellamento del Torneo dei Candidati in favore di una serie di incontri a eliminazione diretta.
    Fu il ciclo dei candidati del 1969 che portò Fischer sulla strada del campionato del mondo. Anche se non era più il campione degli Stati Uniti, Pal Benko, un grande maestro americano che aveva vinto il torneo, gli cedette il suo posto nell'Interzonale. Fischer andò a vincere l'Interzonale con il notevole distacco di 3,5 punti sul secondo classificato. Mise quindi in mostra il meglio della sua abilità scacchistica nei Match dei Candidati, ottenendo una serie di risultati favorevoli che non è ancora stata eguagliata da nessuno dei giocatori più forti. Giocò la più lunga serie di vittorie in incontri tra Grandi Maestri di tutti i tempi, così come la più lunga serie di vittorie individuali, 11-0 contro Bisguier. Sia Mark Taimanov, sia Bent Larsen (secondo miglior giocatore non russo dopo Fischer) vennero demoliti per 6-0 senza patte concesse. Solo l'ex-Campione del Mondo Tigran Petrosian, l'ultimo avversario di Fischer negli incontri dei candidati, riuscì ad arginare l'abilità e la forza di Fischer. Petrosian riuscì all'inizio a porre termine alla fila di vittorie senza precedenti di Fischer, ma ciononostante Fischer si qualificò con un comodo vantaggio, 6,5 a 2,5. Nel 1971 Fischer aveva finalmente ottenuto il diritto di sfidare il Campione del Mondo, Boris Spassky.
    Quello che la stampa, soprattutto occidentale, ribattezzò subito l'"incontro del secolo" tra Spassky e Fischer si svolse a Reykjavík, Islanda, da luglio a settembre del 1972. All'inizio, dato il suo temperamento volubile e le molte richieste che pose agli organizzatori, sembrò improbabile che Fischer si presentasse, ma all'ultimo minuto decise di partecipare. È stato detto che una telefonata di Henry Kissinger, che faceva appello al suo patriottismo, aiutò a salvare l'incontro; il fatto che una donazione di 125.000 dollari portò il premio a 250.000$ fu probabilmente un altro fattore determinante.
    La prima partita servì solo ad aumentare la tensione che circondava l'incontro. Fischer, che non aveva mai sconfitto Spassky nei loro pochi incontri precedenti, sembrò avere partita facile con i pezzi neri, quando commise un errore madornale, del tipo che non si vede facilmente in una partita a livello di maestri. A seguito della sua sconfitta Fischer fece ulteriori richieste agli organizzatori, e quando queste non vennero soddisfatte si rifiutò di presentarsi, dando la vittoria a tavolino a Spassky. Sembrò che Fischer stesse per scomparire.
    Fischer, comunque, giocò e vinse la terza partita, dopodiché non si voltò più indietro e ottenne una vittoria in scioltezza su Spassky per 12,5 a 8,5. Questo evento cementò due pietre miliari nella carriera di Fischer: l'ambizione di essere Campione del Mondo di Scacchi, ed essere il giocatore con il più alto punteggio Elo di sempre (un punteggio di 2780, il primo al mondo ad andare sopra i 2700. Dopo Fischer, pochi giocatori, hanno infranto la barriera dei 2700 punti, tra questi è compreso Garry Kasparov che ha stabilito il nuovo record di Elo: 2851). La vittoria di Fischer fu considerata anche una specie di vittoria propagandistica per gli Stati Uniti del periodo della Guerra Fredda, confermante che il più forte giocatore del mondo, in uno sport dominato dai sovietici fin dalla fine della seconda guerra mondiale, era ora un americano.
    La vittoria del titolo portò a Fischer e agli scacchi una pubblicità incredibile negli USA. Il pubblico statunitense impazzì per la sfida Fischer-Spassky. Fischer divenne una celebrità il cui nome era conosciuto da persone che nulla sapevano di scacchi. Ricevette innumerevoli offerte come testimonial e apparì anche nella televisione nazionale. Gli iscritti alla United States Chess Federation (USCF, la federazione scacchistica degli Stati Uniti) triplicarono, e negli USA innumerevoli persone iniziarono a giocare a scacchi, creando quelli che vengono comunemente definiti gli anni del "boom di Fischer". L'ultima volta che gli scacchi erano stati così attuali tra il pubblico americano, fu quando Paul Morphy ritornò negli USA dopo aver battuto i più grandi maestri europei.
    Nel 1975 giunse il momento in cui Fischer dovette difendere il titolo, contro Anatoly Karpov. Fischer non aveva giocato una sola partita ufficiale da quando aveva vinto il titolo e stese delle condizioni vincolanti per il match. La FIDE accolse diverse delle sue richieste, ma non accettò quella sul come l'incontro sarebbe stato vinto. A partire dal congresso FIDE del 1949, la regola era che gli incontri del Campionato del Mondo erano composti di un numero massimo di 24 partite, con vittoria al primo giocatore che otteneva 12,5 punti. In caso di parità sul 12 a 12, il campione in carica manteneva il titolo. Fischer, comunque, sostenne che questo sistema incoraggiava il giocatore in testa a pattare le partite, il che non era un bene per gli scacchi. Egli propose un incontro con un numero illimitato di partite, con il primo giocatore che arrivava a dieci vittorie come vincitore, le patte non contavano. In caso di punteggio che arrivava sul 9 pari, il campione (Fischer) manteneva il titolo - in effetti, ciò significava che Fischer aveva bisogno di vincere nove partite, mentre Karpov ne doveva vincere dieci. La FIDE non accettò queste condizioni, e quindi Fischer rinunciò al titolo. Karpov divenne campione per abbandono dell'avversario.
    A questo punto Fischer scomparve, e non giocò a scacchi in pubblico per quasi venti anni.
    Fischer riemerge dall'isolamento per sfidare Spassky (allora piazzato al 96-102 posto della classifica mondiale) per "La rivincita del XX secolo" nel 1992, dopo vent'anni di assenza dalle competizioni. Questo incontro - che venne giocato utilizzando il suo nuovo orologio - si svolse a Budva (all'epoca in una Jugoslavia sottoposta a un duro embargo da parte dell'ONU, che comprendeva sanzioni sugli eventi sportivi), e generò qualche controversia. Fischer insistette affinché gli organizzatori presentassero l'incontro come "Il Campionato del Mondo di Scacchi", anche se in quel momento Garry Kasparov era il campione riconosciuto dalla FIDE. In una conferenza stampa prima dell'incontro, un Fischer istrionico sputò su un documento del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, che proibiva a Fischer di giocare negli stati Balcanici a causa delle sanzioni economiche al momento in vigore. Per tutta risposta, Fischer venne incriminato e venne emesso un mandato di cattura per il suo arresto. Da allora non è più tornato negli Stati Uniti.
    Dopo l'incontro, che Fischer si aggiudicò abbastanza facilmente, scomparve improvvisamente un'altra volta. Nel 1999 rilasciò un intervista telefonica ad una radio ungherese che iniziò con Fischer che rispondeva alle domande degli ascoltatori, ma che ben presto degenerò in un invettiva incoerente, nella quale Fischer si descriveva come vittima di una cospirazione internazionale giudaica. La stazione di Budapest tagliò il collegamento, ma Fischer fece una trasmissione simile attraverso una radio delle Filippine. L'improvvisa ricomparsa fu apparentemente innescata quando parte degli averi di Fischer, che erano conservati in un magazzino di Pasadena, vennero venduti dal proprietario del magazzino in risposta al mancato pagamento dell'affitto. Sembra che Fischer abbia vissuto a Budapest, e più di recente in Giappone, anche se come al solito, poco si sa per certo di Fischer e dei suoi piani futuri.
    Anche se Fischer non ha giocato a scacchi in pubblico dal 1992, ci sono state diverse voci sul fatto che giochi su Internet (nessuna di queste si ritiene abbia basi nella realtà). Nel 2001, emersero voci che sostenevano che Fischer giocò nell'anonimato delle partite lampo sull'Internet Chess Server, usando aperture estremamente svantaggiose, ma battendo nonostante ciò dei giocatori molto forti. Il Grande Maestro britannico Nigel Short riportò la sua esperienza in un messaggio che venne discusso in un thread di Usenet; alcuni sospettano che delle partite di Fischer giocate contro due Grandi Maestri Internazionali siano registrate qui. Si è suggerito che il misterioso Fischer sia in realtà un computer; una analisi si può trovare ai punti 134 e 139 di Tim Krabbé's chess diary. Quando venne intervistato a tal proposito, Fischer dichiarò di non aver mai giocato online.
    Il 13 luglio 2004 Robert James Fischer viene arrestato all'aeroporto "Narita" di Tokyo dalle autorità nipponiche per conto degli Stati Uniti d'America, ufficialmente per un passaporto irregolare. Fatto sta che il Governo statunitense non ha mai perdonato a Fischer l'aver disputato "La rivincita del XX secolo" nel 1992 nell'ex Jugoslavia allora sotto embargo ONU.
    Boris Spasskij, il 10 agosto 2004, ha scritto una lettera aperta al Presidente degli Stati Uniti in sostegno del suo collega nella quale scrive:
    "Non voglio difendere o giustificare Bobby Fischer. Lui è fatto così. Vorrei chiederle soltanto una cosa: la grazia, la clemenza. Ma se per caso non è possibile, vorrei chiederle questo: la prego, corregga l'errore che ha commesso François Mitterrand nel 1992. Bobby ed io ci siamo macchiati dello stesso crimine. Applichi quindi le sanzioni anche contro di me: mi arresti, mi metta in cella con Bobby Fischer e ci faccia avere una scacchiera." Viene rilasciato qualche mese dopo quando il Governo islandese gli concede il passaporto. Dopo il ritiro in Islanda si perdono nuovamente le tracce di questo grande campione fino all'inizio di dicembre 2006 quando su un canale della televisione islandese stanno diffondendo una trasmissione sugli scacchi. Due grandi maestri si stanno sfidando in diretta con cadenza di 30 minuti a testa. Ad un certo punto il giocatore con il nero sbaglia e perde. I due avversari cominciano allora ad analizzare la posizione per trovare quale sia la continuazione corretta. Nel corso dell'analisi giunge una telefonata allo studio televisivo. È Bobby Fischer il quale, in diretta dice al conduttore televisivo: "vorrei segnalare che la continuazione vincente per il nero è la seguente". Fornisce quindi una sequenza di tre mosse assai spettacolari. I due grandi maestri si affrettano a controllare e convengono che il piano corretto è quello proposto da Bobby. Malgrado Fischer vivesse da recluso ha dimostrato anche in questo periodo di non aver perso l'abilità di creare, sulla scacchiera, mosse geniali.
    Proprio a Reykjavík in Islanda, il luogo dove nel 1972 aveva colto il suo massimo trionfo scacchistico, è morto improvvisamente il 17 Gennaio 2008 dopo un ricovero per insufficienza renale.

    Innovazioni negli scacchi [modifica]

    Nel 1988, Fischer presentò una pratica per il brevetto (US Patent number 4,884,255) di un nuovo tipo di orologio digitale per scacchi. In precedenza, i limiti di tempo degli scacchi consistevano nel giocare un certo numero di mosse in un certo periodo di tempo - ad esempio, un limite di tempo di due ore per le prime 40 mosse e di un ora per ogni blocco successivo di 20 mosse era abbastanza normale. L'orologio di Fischer invece, dava ad ogni giocatore un periodo fissato di tempo all'inizio della partita, e quindi aggiungeva una piccola quantità di tempo dopo ogni mossa. In questo modo, i giocatori non sarebbero mai stati disperatamente a corto di tempo, ma le partite potevano comunque essere completate più rapidamente, eliminando la necessità degli adjournment (nei quali una partita viene lasciata incompleta per essere finita in una data successiva). Anche se fu adottato lentamente, al 2003 un grande numero di tornei di alto livello usano il sistema di Fischer, anche se di solito in combinazione con il metodo più tradizionale (a livelli più bassi, si usano orologi più tradizionali in quanto sono meno costosi).
    Il 19 giugno 1996, a Buenos Aires, Argentina, Fischer annunciò e sostenne la validità di una variante degli scacchi chiamata Scacchi Fischer Random. Questa è essenzialmente un raffinamento di una vecchia idea: mescolare casualmente la disposizione iniziale dei pezzi. Formalmente, il gioco degli scacchi diventa una delle possibili posizioni di partenza del Fischer-Random o Scacchi960, come viene chiamato oggi per via delle 960 configurazioni iniziali possibili. Fischer riteneva che questo avrebbe ridotto l'importanza di memorizzare le mosse di apertura, rendendo così più importanti la creatività e il talento. La variante ha ottenuto un moderato successo, con l'organizzazione di un piccolo numero di incontri e tornei a cui hanno preso parte dei Grandi Maestri, e, nel 2003, con l'istituzione di un Campionato del Mondo della variante. Fischer comunque, non ha mai giocato a questa variante in pubblico (esattamente come non ha giocato in pubblico agli scacchi ortodossi fin dal 1992).

    La personalità di Fischer [modifica]

    In quanto uno dei più famosi giocatori di scacchi di tutti i tempi, la personalità di Fischer, così come quella del suo gioco, è stata soggetta a un considerevole interesse, che comprende anche il film In cerca di Bobby Fischer.
    Uno degli articoli più famosi che trattano della personalità di Fischer è un pezzo del 1962 scritto da Ralph Ginzburg per Harper's Magazine, "Ritratto di un genio come un giovane maestro di scacchi". Anche se condotta quando aveva solo diciotto anni, la scarsità delle interviste rilasciate da Fischer negli anni seguenti, ha significato che questa viene ampiamente citata. In essa, si riporta di un Fischer che fa commenti denigratori sulle donne che giocano a scacchi ("Sono tutte deboli, tutte le donne. Sono stupide se paragonate agli uomini.") e ai giocatori ebraici ("ci sono troppi ebrei negli scacchi. Sembra che abbiano portato via la classe del gioco. Capisci, non mi sembra che si vestano molto bene."). Egli parlò anche del suo allontanamento dalla madre (che era essa stessa ebrea) a delle sue ambizioni scacchistiche (compreso il desiderio di costruire e vivere in una casa a forma di torre).
    Oltre alle sopra citate innovazioni, presentate dopo il suo ritiro dalle competizioni scacchistiche, Fischer è autore di diverse dichiarazioni e pubblicazioni che - nonostante non trattino assolutamente di scacchi - sono state ampiamente riportate e discusse. Tra le prime ci fu il pamphlet (pubblicato con il nome di Robert D. James) Sono stato torturato nella prigione di Pasadena!, nel quale dettaglia le esperienze seguenti al suo arresto del 1981, dopo essere stato scambiato per un rapinatore di banche ricercato dalla polizia. In esso asserisce di essere stato trattato "brutalmente" dalla polizia. Fischer alla fine venne accusato per aver danneggiato le proprietà della prigione (nello specifico, un materasso).
    Fischer ha avuto delle opinioni politiche profondamente controverse, compreso un antisemitismo rabbioso e senza scuse.
    Nel 1984, Fischer scrisse agli editori dell' Encyclopaedia Judaica chiedendo che il suo nome venisse rimosso dalla pubblicazione, sulla base del fatto che non è ebreo [1]. Sembra che venne incluso perché sua madre era ebrea. In anni recenti ha rilasciato un intervista con Pablo Mercado e il Grande Maestro Eugenio Torre, su una stazione radio filippina, Radio Bombo, nella quale ha confermato il suo antisemitismo fanatico - tra le altre cose ha parlato di una cospirazione giudaica mondiale, e ha negato che l'olocausto sia accaduto. Ha inoltre usato le interviste per lamentarsi di prodotti come il programma per computer Bobby Fischer Teaches Chess che usano il suo nome senza il suo permesso (il programma era basato su un libro di Fischer dallo stesso titolo).
    In un'altra trasmissione dalle Filippine, ha applaudito gli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001 agli Stati Uniti. Nel 2003, la United States Chess Federation ha ritirato la tessera di Fischer, a seguito delle sue critiche alla politica estera degli USA e dei suoi commenti anti-sionisti.
    Nel 2002 sono venuti alla luce dei documenti che rivelano che l'FBI sospettò la madre di Fischer di aver lavorato per i sovietici, e che la spiò fin dagli anni '40. Apparentemente si sospettava che lo stesso Fischer potesse essere stato approcciato dai sovietici. Tutto questo in aggiunta a materiale meno sorprendente del KGB, che dettagliava gli sforzi combinati delle organizzazioni scacchistiche sovietiche contro di lui.
    Fischer cita il film In cerca di Bobby Fischer come un esempio della cospirazione "giudea" per trarre profitto da lui e al tempo stesso macchiarne la reputazione. Il film parla di un un bambino prodigio negli scacchi che ha poco a che fare con Fischer, nonostante ciò, il produttore del film usò la fama di Fischer per promuovere il film, senza ricompensare direttamente Fischer.
    Nei primi anni '70, Fischer fu un membro della Chiesa mondiale di Dio di Herbert W. Armstrong, ma lasciò il gruppo nel 1977.

    Citazioni su Fischer [modifica]

    « La sua tecnica scacchistica è quasi un miracolo. Nella loro gioventù, solo pochi giocatori potevano gestire il finale di partita con tale precisione. Io ne conosco solo due, Smyslov e Capablanca. »(l'ex Campione del Mondo Max Euwe su un Fischer adolescente)
    « Quando giochi con Bobby, il problema non è vincere o perdere. Il problema è sopravvivere. »(Boris Spasskij)

    Citazioni di Fischer [modifica]

    • "Ciò che importa sulla scacchiera sono le buone mosse."
    • "Gli scacchi sono la vita."
    • "Un tempo, una vita" (si intende per tempo ogni semi-mossa)
    • "Questo mostra che il detto ciò che si dà si riceve, vale anche per gli USA."[2] — Sugli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001.

    Scritti di Bobby Fischer [modifica]

    • My 60 Memorable Games by Bobby Fischer (New York, Simon and Schuster, 1969) (la nuova edizione è stata rivista da J Nunn e introduce alcuni errori, Fischer non ha autorizzato i cambiamenti al testo)
    • Bobby Fischer Teaches Chess by Bobby Fischer, Donn Mosenfelder, Stuart Margulies (Bantam Books, May 1972, ISBN 0553263153)

    Ulteriori letture [modifica]

    • Bobby Fischer Rediscovered di Andy Soltis, Batsford; ottobre 2003. ISBN 0713488468
    • Twelve Great Chess Players and Their Best Games di Irving Chernev, Dover; agosto 1995. ISBN 0486286746
    • The World's Great Chess Games di Reuben Fine, Dover; 1983. ISBN 0486245128

  3. #3
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    Le “fou”L'ex campione del mondo di scacchi Bobby Fischer è morto. Aveva sfidato il sistema ed era stato condannato contumace in Usa per aver commesso reato di libertàFischer aveva 64 anni. La fonte non ha specificato per quale malattia sia morto il celebre scacchista, da alcuni esperti considerato il più grande giocatore di tutti i tempi (Ma il Big Brother fa già circolare la voce che fosse pazzo... Certo: solo un pazzo può sfidare Big Brother) Fischer divenne campione del mondo battendo il russo Boris Spassky nel 1972, in uno scontro che calamitò l'attenzione dei media di ogni paese. La radio islandese ha citato un non meglio precisato portavoce di Fischer, che risiedeva nell'isola dal 2005, quando aveva ottenuto la nazionalità islandese dopo essere rimasto per alcuni mesi in stato di fermo in Giappone. Le autorità giapponesi gli contestavano il possesso di un passaporto americano non valido.
    Fischer ha trascorso i suoi ultimi anni di vita in Islanda perché questo paese aveva avuto per lui una particolare importanza. La storica partita con Spassky del 1972, giocata quando lo scacchista americano aveva 29 anni, si era svolta proprio a Reykjavik e si era caricata di significati simbolici in piena guerra fredda fra Washington e Mosca. In seguito Fischer si era però rifiutato di difendere la corona contro il sovietico Anatoli Karpov (1975), incorrendo nella squalifica della Federazione Internazionale degli Scacchi. Da allora non aveva più giocato incontri ufficiali fino alla sfida-spettacolo in due fasi (la prima a Sveti Stefan, in Montenegro, la seconda a Belgrado) del settembre 1992 di nuovo contro Spassky (il quale intanto aveva preso la cittadinanza francese). Le autorità americane gli avevano proibito di andare in Jugoslavia, allora sotto embargo dell'Onu. Successivamente è stato incriminato per avere violato l'embargo e rischiava, se fosse tornato negli Usa, fino a dieci anni di carcere. Per questo si oppose alla estradizione negli Usa al momento del fermo in Giappone e chiese asilo politico in Islanda.
    Per la cronaca: in Jugoslavia Fischer voleva sostenere il popolo di Belgrado sotto i bombardamenti Nato e minacciato dalle bande di narcotrafficanti kosovari e albanesi armati dalla Cia in chiave antieuropea.
    NOTA SUL TITOLO: "FOU" IN FRANCESE SIGNIFICA SIA MATTO CHE ALFIERE INTESO COME PEZZO DEGLI SCACCHI.

  4. #4
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    Era in esilio, mai perdonato dagli Usa

    L'ex campione del mondo Bobby Fischer è morto: bandito dagli Stati Uniti, viveva in esilio in Islanda. Fischer era nato nel 1943 ed è stato il primo campione del mondo americano nel 1972 - quando aveva sconfitto in Islanda il campione russo Boris Spassky. Subito dopo abbandonò la scena scacchistica. Washington non gli perdonò mai l'aver disputato "La rivincita del XX secolo" nel 1992 nell'ex Jugoslavia allora sotto embargo Onu.
    Nacque a Chicago dove visse assieme alla madre e alla sorella maggiore. All'età di sei anni, quando la famiglia si spostò a Brooklyn, Fischer imparò da sé il gioco degli scacchi, leggendo il libretto di istruzioni di una scacchiera. Si allenò con sua sorella, ma nel giro di qualche settimana si dimostrò un giocatore troppo forte per lei.

    A 13 anni sua madre chiese a John Collins di essere il suo insegnante di scacchi. Collins aveva insegnato a diversi grandi giocatori, compresi William Lombardy e Robert Byrne. Il suo primo vero trionfo arrivò quando vinse il campionato juniores statunitense, nel luglio 1956. Nel gennaio 1958 Fischer diventò campione degli Stati Uniti. Oltre al titolo, Fischer si qualificò per partecipare agli Interzonali, il primo passo verso la sfida del campione del mondo. Nessuno dava al giovane Fischer molte possibilità di passare gli Interzonali (i primi sei si qualificavano per il Torneo dei Candidati); fu quindi una sorpresa quando, dopo un buon finale, Fischer concluse quinto a pari merito. In quell'occasione ottenne anche il titolo di Grande Maestro.

    Fu a questo punto, durante il Torneo dei Candidati, che Fischer si trovò faccia a faccia con i giganti russi, cosa che avrebbe caratterizzato il resto della sua carriera di giocatore. A causa del numero di giocatori russi coinvolti nel torneo (l'Unione Sovietica dominò le competizioni internazionali per gran parte della sua storia), era in teoria possibile che si accordassero su brevi patte tra di loro, al fine di concentrare tutti i loro sforzi sul contingente non russo.

    Una volta che gli altri venivano eliminati, i russi sarebbero rimasti a contendersi il diritto di sfidare il campione del mondo in carica (all'epoca era Mikhail Botvinnik, che aveva recentemente sconfitto Vasilij Smyslov in una rivincita per riprendersi la corona). Fischer riteneva che i giocatori sovietici avessero in effetti scelto di arrangiare il torneo in quel modo, e questo portò ad un'aspra battaglia tra Fischer e la FIDE, che alla fine portò allo smantellamento del Torneo dei Candidati in favore di una serie di incontri a eliminazione diretta.

    Fu il ciclo dei candidati del 1969 che portò Fischer sulla strada del campionato del mondo. Quello che la stampa, soprattutto occidentale, ribattezzò subito l'"incontro del secolo" tra Spassky e Fischer si svolse a Reykjavík, Islanda, da luglio a settembre del 1972. All'inizio, dato il suo temperamento volubile e le molte richieste che pose agli organizzatori, sembrò improbabile che Fischer si presentasse, ma all'ultimo minuto decise di partecipare. E' stato detto che una telefonata di Henry Kissinger, che faceva appello al suo patriottismo, aiutò a salvare l'incontro; il fatto che una donazione di 125.000 dollari portò il premio a 250.000$ fu probabilmente un altro fattore determinante.


    Fischer ottenne una vittoria in scioltezza su Spassky per 12,5 a 8,5. Fu considerata anche una specie di vittoria propagandistica per gli Stati Uniti del periodo della Guerra Fredda, confermante che il più forte giocatore del mondo, in uno sport dominato dai sovietici fin dalla fine della seconda guerra mondiale, era ora un americano.

    La vittoria del titolo portò a Fischer e agli scacchi una pubblicità incredibile negli USA. Il pubblico statunitense impazzì per la sfida Fischer-Spassky. Fischer divenne una celebrità. Ricevette innumerevoli offerte come testimonial e apparì anche nella televisione nazionale. L'ultima volta che gli scacchi erano stati così attuali tra il pubblico americano, fu quando Paul Morphy ritornò negli USA dopo aver battuto i più grandi maestri europei.

    Nel 1975 giunse il momento in cui Fischer dovette difendere il titolo, contro Anatoly Karpov. Fischer non aveva giocato una sola partita ufficiale da quando aveva vinto il titolo e stese delle condizioni vincolanti per il match che non furono accettate e quindi Fischer rinunciò al titolo. Karpov divenne campione per abbandono dell'avversario. A questo punto Fischer scomparve, e non giocò a scacchi in pubblico per quasi venti anni.

    Riemerse dall'isolamento per sfidare Spassky (allora piazzato al 96-102 posto della classifica mondiale) per "La rivincita del XX secolo" nel 1992, dopo vent'anni di assenza dalle competizioni. Questo incontro - che venne giocato utilizzando il suo nuovo orologio - si svolse a Budva (all'epoca in una Jugoslavia sottoposta a un duro embargo da parte dell'ONU, che comprendeva sanzioni sugli eventi sportivi), e generò qualche controversia. In una conferenza stampa prima dell'incontro, un Fischer istrionico sputò su un documento del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, che proibiva a Fischer di giocare negli stati Balcanici a causa delle sanzioni economiche al momento in vigore. Per tutta risposta, Fischer venne incriminato e venne emesso un mandato di cattura per il suo arresto. Da allora non è più tornato negli Stati Uniti.

    Dopo l'incontro, che Fischer si aggiudicò abbastanza facilmente, scomparì improvvisamente un'altra volta. Nel 1999 rilasciò un intervista telefonica ad una radio ungherese che iniziò con Fischer che rispondeva alle domande degli ascoltatori, ma che ben presto degenerò in un invettiva incoerente, nella quale Fischer si descriveva come vittima di una cospirazione internazionale giudaica.

    Anche se Fischer non ha giocato a scacchi in pubblico dal 1992, ci sono state diverse voci sul fatto che giochi su Internet (nessuna di queste si ritiene abbia basi nella realtà).

    Il 13 luglio 2004 Robert James Fischer viene arrestato all'aeroporto "Narita" di Tokyo dalle autorità nipponiche per conto degli Stati Uniti d'America, ufficialmente per un passaporto irregolare. Fatto sta che il Governo statunitense non ha mai perdonato a Fischer l'aver disputato "La rivincita del XX secolo" nel 1992 nell'ex Jugoslavia.

    Viene rilasciato qualche mese dopo quando il Governo islandese gli concede il passaporto. Dopo il ritiro in Islanda si perdono nuovamente le tracce di questo grande campione fino all'inizio di dicembre 2006 quando su un canale della televisione islandese stanno diffondendo una trasmissione sugli scacchi. Due grandi maestri si stanno sfidando in diretta con cadenza di 30 minuti a testa. Ad un certo punto il giocatore con il nero sbaglia e perde. I due avversari cominciano allora ad analizzare la posizione per trovare quale sia la continuazione corretta. Nel corso dell'analisi giunge una telefonata allo studio televisivo. E' Bobby Fischer il quale, in diretta dice al conduttore televisivo: "vorrei segnalare che la continuazione vincente per il nero è la seguente".

    Fornisce quindi una sequenza di tre mosse assai spettacolari. I due grandi maestri si affrettano a controllare e convengono che il piano corretto è quello proposto da Bobby. Malgrado Fischer viva da recluso non ha perso l'abilità di creare, sulla scacchiera, mosse geniali. (fonte Wikipedia)

  5. #5
    Beppe Tritoni
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    Pure mio zio Charles non sopporta gli ebrei.
    Una volta ha anche fatto a botte con uno di loro.
    Erano a Cancun, battuta di pesca d'altura; arriva questo Heintzelmann e gli fa "ma quella la chiami canna da pesca?". Lo zio lo ha scaraventato fuoribordo!

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  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Beppe Tritoni Visualizza Messaggio
    Pure mio zio Bobby non sopporta gli ebrei.
    Una volta ha anche fatto a botte con uno di loro.
    Erano a Cancun, battuta di pesca d'altura; arriva questo Heintzelmann e gli fa "ma quella la chiami canna da pesca?". Lo zio lo ha scaraventato fuoribordo!

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  7. #7
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    che tipo

  8. #8
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    comunque un bel tipo....

  9. #9
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    "Cosa mi piace? Le ragazze con le tette grosse, i bombaroli kamikaze e Hitler"


    [/quote]

  10. #10
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    L’ultima mossa del Re. E' morto Bobby Fischer
    di Stenio Solinas - 19/01/2008

    Fonte: il giornale [scheda fonte]

    Diceva Francis Scott Fitzgerald che «nelle vite americane non c’è mai un secondo tempo». Bobby Fischer, il fuoriclasse degli scacchi, è morto in quella Reykjavik che trenta e passa anni fa vide il suo trionfo, un primo tempo unico e irripetibile che aveva in sé anche la sua fine. Ciò che lì resta, in fondo a una stradina, al primo piano di un palazzo che ospita il museo della Federazione scacchistica islandese, è qualche foto dell’incontro di allora, qualche fumetto che ne illustra lo svolgersi delle ventuno partite, la scacchiera con le firme dei due contendenti, quasi uno sgorbio la sua, graficamente elegante quella del campione russo Boris Spasskij, i pezzi bianchi e neri che i due manovrarono, il cronometro che l’arbitro Lothar Schmid fece partire alle 17 dell’11 luglio 1972.
    Quella partita cambiò l’essenza stessa degli scacchi, ispirò il musical più costoso mai portato sino ad allora sulle scene, Chess</B>, con la musica degli Abba, e un disco dei Prefab Sprout, Cue Fanfare</B>, in cui la guerra fredda che ne era stato lo sfondo, veniva ricordata in pochi, scarni versi: «When Bobby Fischer’s plane touches the ground/ he’ll take those Russian boys and play them out of the town,/ playng for blood as Grand Master should</B>» («Quando l’aereo di Bobby Fischer toccherà il suolo,/ prenderà i russi e con i suoi scacchi li butterà fuori dalla città,/ giocando per il sangue come dovrebbe fare un Grande Maestro»).
    Fa un certo effetto pensare che chi allora fu visto come il simbolo dell’intelligenza occidentale e dell’American Way of Life</B>, avesse negli ultimi anni della sua vita come proprio indirizzo e-mail, Us is shit</B>, «Usa eguale merda». E in fondo, se si va a fare una disanima a mente fredda di quello scontro di scacchi trasformato in contesa ideologica, lo si potrebbe facilmente rovesciare. I due contendenti erano del tutto inadatti a rappresentare i sistemi politici dei rispettivi Paesi. Spasskij non era un comunista duro e puro, e non lo nascondeva, l’asocialità e le mattane di Fischer lo rendevano agli occhi di molti connazionali un non-americano. «Come protagonista del mondo libero - scrisse Arthur Koestler sul Sunday Times - Bobby è del tutto controproducente». E ci fu anche chi scrisse al Washington Post</B> osservando che Fischer «era l’unico americano in grado di far tifare gli Usa per i russi».
    Che allora quest’ultimo fosse anticomunista, è un dato di fatto, ma aveva più a che fare con gli scacchi che con le ideologie. L’Urss ne dominava il palcoscenico internazionale dall’inizio del ’900, vinceva i campionati mondiali ininterrottamente dalla fine della Seconda guerra mondiale, lo Spasskij del ’72 era detentore del titolo dal ’69, quando aveva trionfato sul compatriota Petrosian. Nato nel ’43, Fischer era a 13 anni il più giovane campione juniores</B> di tutti i tempi e poi il più giovane maestro internazionale della storia, ma già a vent’anni sosteneva che «il controllo russo degli scacchi è ormai arrivato al punto di impedire qualsiasi competizione leale per il campionato mondiale». Si aggiustavano le partite fra loro, insomma, risparmiavano le energie, fisiche e mentali, per meglio usarle contro i non sovietici, ovvero lui... Cospiravano... Dalla metà degli anni ’60 fino al fatidico ’72 Fischer non pensò ad altro che a schivare le «cospirazioni», arrivare da sfidante alla finale, dimostrare di essere il più forte, l’uomo che metteva fine a un dominio pluridecennale.
    «Non c’è niente di anormale nel fatto che un giocatore di scacchi sia anormale. È normale» ha scritto Vladimir Nabokov. La frase è bella, ma ingannatrice. Se si dà uno sguardo ai grandi giocatori di tutti i tempi si troverà in essi l’umanità più disparata: c’è l’astemio e il bon vivant</B>, l’ateo e il religioso, il solitario e l’entusiasta. Ciò che li accomuna, oltre alla mente brillante, è una solidità di carattere. Fischer aveva un QI superiore a 180 e una memoria prodigiosa, tale che ascoltando una conversazione in una lingua straniera e a lui sconosciuta, era in grado di ripeterla parola per parola. Non era colto, o istruito, gli piacevano il jazz, i fumetti, le astronavi e le automobili, le ragazze con le tette grosse, il ping pong. Marty Reisman, detto The Needle</B> , L’Ago, un mago di questo sport, disse che con la racchetta «era un killer, un massacratore a sangue freddo, giocava con ferocia, puntando alla gola dell’avversario».
    È questa determinazione, questa rabbia incanalata e controllata che lo rese unico. «Quando giochi con Bobby il problema non è vincere o perdere, è sopravvivere» confessò Spasskij anni dopo. Ed è ancora di Koestler, che assistette come giornalista allo «scontro del secolo», la definizione di «mimofante, una specie ibrida, l’incrocio fra una mimosa e un elefante. I suoi appartenenti sono sensibili come le mimose per quanto riguarda i propri sentimenti e coriacei come un elefante nel calpestare quelli altrui».
    Dopo quel «primo tempo», si diceva all’inizio, la vita americana non diede a Fischer il secondo, ci fu solo un doloroso, trentennale intervallo. Nell’81 finì in galera negli Usa, scambiato per un rapinatore e picchiato, nel ’92, la rivincita a Belgrado del match con Spasskij, in piena guerra civile iugoslava, lo fece dichiarare fuorilegge dal governo americano, il suo anticomunismo divenne una sorta di antiamericanismo, il suo antisemitismo si rafforzò. Ironia della storia, era ebreo da parte di madre e da parte del suo vero padre, il fisico ungherese Paul Nemenyi, i suoi genitori erano stati simpatizzanti comunisti... Nel loro Bobby Fischer va alla guerra</B> (Garzanti), il libro più completo uscito su quello scontro e sui suoi contorni umani e politici, David Edmonds e John Eidinow scrivono che «negli scacchi moderni non c’è mai stato un momento in cui un solo giocatore abbia eclissato tutti gli altri» come accadde con Fischer. Finale di partita. </B>
    Tante altre notizie su www.ariannaeditrice.it

 

 

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