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  • Partito d'Azione Liberal-Socialista [Angelo Zubbani] X

    2 22.22%
  • Società Nazionale Italiana [Vittorio Emanuele Savoia Carignano] XX

    0 0%
  • Movimento Nazionale Aimone d'Aosta - Federazione dei Liberali [Aimone d'Aosta] XXX

    2 22.22%
  • Blocco Operaio Futurista - Per la Sinistra [Gianni Rinaldini] X

    5 55.56%
  • Partito dei Contadini - Cristianesimo e Libertà [Roberto Formigoni] XX

    0 0%
  • Union pour la Savoie [***] XXX

    0 0%
  • Fronte Nazionale [Giuseppe Grillo]

    0 0%
Risultati da 1 a 5 di 5
  1. #1
    Chap Socialist
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    Predefinito PIC- 2° Stato - Repubblica Cisalpina e Occidentale Italiana

    Dopo l'Unità d'Italia, il Regno Sardo si trovò ad aver guadagnato dalla guerra solo i ducati di Massa, Carrara e Lucca, e la Lombardia fino al Bergamasco Serenissimo. Il deficit pubblico galoppante impedì ai governi successivi di investire più di tanto sullo sviluppo industriale, determinando perciò gravi ritardi a livello di progresso economico e sociale. I sovrani Savoia continuarono a reggere il Regno tra gravi difficoltà, mentre la Destra Storica manteneva un ininterrotto predominio parlamentare. Di fronte ai contrasti tra la componente milanese e quella sabauda, si decise di spostare la capitale del nuovo Regno a Pavia, antica sede della Corona di Fero, quasi a voler ribadire una primazia delle pretese sabaude sul resto della Penisola.
    Giunti a inizio '900, la situazione del Regno era preoccupante: la politica estera antrifrancese della Confederazione aveva danneggiato pesantemente l'economia agricola del Regno, piegato dai dazi doganali; nel Nizzardo, Savoiardo e Aostano moti anche piuttosto violenti di carattere secessionistico tenevano impegnate le truppe sabaude, mentre l'irredentismo sardo mieteva vittime, l'anarchismo avanzava nel carrarese e il porto di Genova, unica centrale industriale della zona, soffriva pesantemente la politica economica della Destra, incentrata sullo sviluppo agricolo. Il culmine di questa tragica situazione fu raggiunto con l'assassinio di Re Umberto I ad opera dell'anarchico Gaetano Bresci, per vendicare la spietata repressione dei moti operai genovesi. Il successore di Umberto, Vittorio Emanuele III, fu costretto a imporre la legge marziale per preservare l'ordine, affidando al Generale Pelloux la guida del Governo: Socialisti e Anarchici furono vittime di una pesante e spietata repressione, che non risparmiò nemmeno i cattolici più intransigenti. Terminata la fase più puramente "pinochettista", Pelloux venne sostituito da Sidney Sonnino che, a capo della Società Nazionale Italiana, diede il colpo di grazia al sistema democratico-rappresentativo, con la trasformazione della Camera in una assemblea "meritocratica", alla quale accedevano rappresentanti delle professioni, del mondo economico, dell'esercito e della burocrazia. Il sistema economico, sempre incentrato sull'agricoltura, venne mantenuto rigorosamente liberista e improntato a sane politiche di bilancio, mentre si rilanciavano le spese militari e per la sicurezza. Il regime Sonniniano, isolato in un'Italia sempre più democratizzata, resse l'urto fino al 1918, quando la Pace di Postdam assegnò alla Sardegna anche la Corsica francese. Duramente provata dalla crisi economica risultato dell'embargo francese e dell'epidemia di spagnola, il proletariato genovese e milanese si fece promotore di una rivolta di carattere apertamente bolscevico, travolgendo il gradualismo di marca riformista dei suoi referenti nel glorioso Partito Socialdemocratico Cisalpino. A supportare i "facinorosi", intervenne anche l’imponente flotta del Regno, prevalentemente sarda e genovese, e ammutinatasi fucilando gli ufficiali.Il Re venne costretto a congedare Sonnino e a concedere una costituzione democratica e nuove elezioni, che portarono alla straripante vittoria nel 1919 del Partito Operaio Cisalpino, guidato da Antonio Gramsci e dall'artista Filippo Tommaso Marinetti. Seconda si classificava l’Unione Democratica Nazionale di Giovanni Giolitti, in cui militava anche il giovane Piero Gobetti, mentre in grossa crisi apparivano sia il Partito dei Lavoratori Cisalpinii, di matrice socialista riformista, che il tradizionale blocco Partito dei Contadini- Società Nazionale Italiana.
    Il Governo Gramsci lanciò una politica di sviluppo industriale coatto: volano industriale della Cisalpina, oltre al porto di Genova, fu la ex capitale Torino, dove, requisendo la piccola e nascente FIAT, il Governo creò il primo di una lunga serie di colossi industriali di Stato, l'Alfa Romeo. Alla nuova società vennero demandati la costruzione di una capillare rete di collegamento interno, la produzione di automezzi a prezzo popolare, e importanti commesse belliche. Il massiccio programma di spesa keynesiana, unito alle requisizioni forzate e ai calmieri, funzionò: assorbiti i contraccolpi delle crisi economiche anni '30, il Regno Cisalpino si avviava verso un livello di sviluppo occidentale, pur con costi elevatissimi (si arrivò al punto di sfiorare la carestia nelle pur ricchissime piantagioni della Valle Padana, granaio del Bel Paese). Lo scoppio della II Guerra Mondiale contro l'Austria thulista del pittore tramutato in despota Adolf Hilter non prese di sorpresa il Governo Cisalpino: pur assediata su due fronti dalle truppe austriache e da quelle dello Stato Nazionale Francese del maresciallo Petain, la Repubblica resistette eroicamente. Nelle due storiche battaglie di Sesto San Giovanni e Biella, l'avanzata congiunta nel Nord Italia dei due eserciti invasori fu fermata con costi umani spaventosi, ponendo le basi per la vittoriosa controffensiva italiana, che porterà di lì a pochi anni le truppe della Federazione e quelle Prussiane a incontrarsi sul Danubio.
    Il dopoguerra fu un periodo duro: nonostante l'entusiasmo popolare che circondava il governo Gramsci ( e che portò alla fortissima affermazione della Repubblica al referendum istituzionale), i costi della ricostruzione gravarono pesantemente sulle casse statali. Lo scenario politico rimase stabile, fino agli anni '60, quando il Partito Operaio fu costretto a venire a patti con la crescente insoddisfazione del mondo contadino: fu varato il primo Esecutivo tra Operaisti e Partito Contadino Cisalpino. L'avvio degli anni '70 portò a un forte montare della contestazione giovanile nelle chiuse e arretrate Sardegna e Corsica, e alla concessione dello status di Repubblica della Federazione. La morte dell'ex sovrano Umberto II, capo riconosciuto della Società Nazionale Italiana e da sempre ligio prima ai suoi doveri "istituzionali" e poi a quelli politici, portà a una rivoluzione nello scenario politico: pur essendo stato diseredato, suo figlio Vittorio Emanuele IV si proponeva alla guida della Casa Savoia e del Partito, nonostante l'opposizione del ramo Aosta della famiglia. Sull'onda lunga del successo conservatore mondiale, gli anni '80 videro una nuova, estemporanea affermazione della SNI, guidata dal Savoia: la struttura interna della Repubblica venne rivoluzionata, adottando un modello fortemente americanista, mentre una politica economica di stampo ultraliberista metteva in seria difficoltà i monopoli industriali, presto privatizzati in massa dall'Esecutivo, e rilanciava l'agricoltura, libera dalle pastoie delle quote di produzione e della distribuzione pianificata governative, secondo le linee del programma SNI, denominato "Programma per la Rinascita Democratica".
    Gli anni '90 portarono però a serie ricadute sociali: lo sfascio della sanità locale e l'assenza di seri ammortizzatori sociali iniziarono a mordere anche le campagne, tradizionale bacino di utenza della SNI, in occasione della crisi mondiale del settore alimentare e cerealicolo, sommandosi alle tensioni già fortissime nei distretti industriali. La vittoria arrise, senza troppe sorprese, a Mercedes Bresso, e carismatica candidata del Partito d'Azione Liberalsocialista. Terminati i suoi due mandati, la Bresso ha ceduto ora il posto al Governatore della Lunigiana, Angelo Zubbani, mentre si affaccia l'incognita dei verdi nazionali di Aimone d'Aosta e la marcia del movimento populista e autoritario del giornalista Giuseppe Grillo.

    (I partiti after lunch)

    •   Alt 

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  2. #2
    Chap Socialist
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    Per un refuso, considerate che l'MNA si chiama in realtà "Movimento Nazionale Aimone d'Aosta- Girasole Tricolore" !!

  3. #3
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  4. #4
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  5. #5
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