User Tag List

Visualizza Risultati Sondaggio: Pensate che una impostazione non confessionale sia la scelta migliore per uno stato?

Partecipanti
16. Non puoi votare in questo sondaggio
  • Si, stato e chiesa devono essere nettamente separati

    8 50.00%
  • Si, ma senza impedire alla chiesa di esercitare legittime pressioni

    5 31.25%
  • No, valori laici e religiosi devono risultare interscambiabili

    1 6.25%
  • No, meglio uno stato confessionale nettamente ancorato a dogmi di fede.

    2 12.50%
Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 12
  1. #1
    BERLUSCOPERTA.BLOGSPOT.CO M
    Data Registrazione
    18 Jan 2004
    Località
    EGUAGLIANZA E' LAICISMO - LAICISMO E' LIBERTA' - LIBERTA' E' DEMOCRAZIA - DEMOCRAZIA E' LEGALITA' - LEGALITA' E' EGUAGLIANZA
    Messaggi
    7,783
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Siete favorevoli alla laicità dello stato?

    Vorrei chiedere ai non cattolici di astenersi dal voto. grazie!
    ..Perchè i giudici invece di applicare la legge la interpretano

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #2
    Libero pensatore
    Data Registrazione
    16 Jul 2006
    Località
    Nello Stato Laico Italiano
    Messaggi
    921
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Ops ho letto dopo, ormai ho votato!

  3. #3
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    06 Nov 2006
    Località
    Difendi, Conserva, Prega!
    Messaggi
    15,331
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Stato e Chiesa devono essere separati, e la Chiesa deve avere il diritto di parlare alle coscienze dei fedeli che vogliono ascoltarla.

  4. #4
    Forumista senior
    Data Registrazione
    23 May 2013
    Località
    Delegazione Apostolica di Spoleto
    Messaggi
    4,760
    Mentioned
    202 Post(s)
    Tagged
    50 Thread(s)

    Predefinito

    Chiesa e Stato devono essere separati.. ma basta con la storia che la Chiesa vuole imporre le sue verità! La Chiesa, come tutte le religioni indica una via da seguire ai suoi fedeli e deve essere libera di farlo, se poi in uno Stato la maggioranza dei cittadini è favorevole a questi principi.. mi pare normale che in democrazia le leggi si facciano seguendo la volontà della maggioranza!

  5. #5
    email non funzionante
    Data Registrazione
    02 Apr 2009
    Messaggi
    18,319
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    quoto Merello e Flaviogiulio
    NOI SIAMO LA VERA ITALIA !
    RICOSTRUIAMO LA NOSTRA PATRIA !

  6. #6
    Forumista senior
    Data Registrazione
    17 Jun 2007
    Località
    La terra di Giovannino Guareschi
    Messaggi
    2,465
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Sì, sono favorevole. Ma bisogna chiarirsi sulla terminologia e su cosa significhi davvero "laicità" (considerando che l'aggettivo "laico" lo ha inventato la Chiesa secoli fa, per definire quel fedele che non è né chierico né tecnicamente religioso, ossia frate, monaco, suora, che emette dei voti).

    Sono per una sana laicità (e per questo l'opzione due, che pure ho votato, mi lascia insoddisfatto perchè mal formulata: "pressioni" fa pensare a qualcosa di poco legittimo, ma forse sono troppo scrupoloso), e credo che di recente il massimo organo giurisdizionale amministrativo italiano, il Consiglio di Stato, abbia spiegato egregiamente cosa debba intendersi per laicità dello Stato: riporto uno stralcio della sentenza del 2006 e lascio il link per chi abbia la pazienza di leggerla tutta.

    Al riguardo, più volte la Corte costituzionale ha riconosciuto nella laicità un principio supremo del nostro ordinamento costituzionale, idoneo a risolvere talune questioni di legittimità costituzionale (ad esempio, tra le tante pronunce, quelle riguardanti norme sull’obbligatorietà dell’insegnamento religioso nella scuola, o sulla competenza giurisdizionale per le cause concernenti la validità del vincolo matrimoniale contratto canonicamente e trascritto nei registri dello stato civile).
    Trattasi di un principio non proclamato expressis verbis dalla nostra Carta fondamentale; un principio che, ricco di assonanze ideologiche e di una storia controversa, assume però rilevanza giuridica potendo evincersi dalle norme fondamentali del nostro ordinamento. In realtà la Corte lo trae specificamente dagli artt. 2, 3, 7, 8, 19 e 20 Cost.
    Il principio utilizza un simbolo linguistico ("laicità") che indica in forma abbreviata profili significativi di quanto disposto dalle anzidette norme, i cui contenuti individuano le condizioni di uso secondo le quali esso va inteso ed opera. D’altra parte, senza l’individuazione di tali specifiche condizioni d’uso, il principio di "laicità" resterebbe confinato nelle dispute ideologiche e sarebbe difficilmente utilizzabile in sede giuridica.
    In questa sede, le condizioni di uso vanno certo determinate con riferimento alla tradizione culturale, ai costumi di vita, di ciascun popolo, in quanto però tale tradizione e tali costumi si siano riversati nei loro ordinamenti giuridici. E questi mutano da nazione a nazione.


    Così non v’è dubbio che in un modo vada inteso ed opera quel principio nell’ordinamento inglese, laico, benché strettamente avvinto alla chiesa anglicana, nel quale è consentito al legislatore secolare dettare norme in materie interne alla chiesa stessa (esempio relativamente recente è dato dalla legge sul sacerdozio femminile); in altro modo nell’ordinamento francese, per il quale la laicità, costituzionalmente sancita (art. 2 Cost. del 1958), rappresenta una finalità che lo Stato potrà perseguire, e di fatto ha perseguito, anche con mortificazione dell’autonomia organizzativa delle confessioni (lois Combes) e della libera espressione individuale della fede religiosa (legge sull’ostensione dei simboli religiosi); in altro modo ancora nell’ordinamento federale degli Stati Uniti d’America, nel quale la pur rigorosa separazione fra lo Stato e le confessioni religiose, imposta dal I emendamento alla Costituzione federale, non impedisce un diffuso pietismo nella società civile, ispirato alla tradizione religiosa dei Padri pellegrini, che si esplica in molteplici forme anche istituzionali (da un’esplicita attestazione di fede religiosa contenuta nella carta moneta - in God we trust -, al largo sostegno tributario assicurato agli aiuti economici elargiti alle strutture confessionali ed alle loro attività assistenziali, sociali, educative, nell’orizzonte liberal privatistico tipico della società americana); in altro modo, infine, nell’ordinamento italiano, in cui quel simbolo linguistico serve ad indicare reciproca autonomia fra ordine temporale e ordine spirituale e conseguente interdizione per lo Stato di entrare nelle faccende interne delle confessioni religiose (artt. 7 e 8 Cost.); tutela dei diritti fondamentali della persona (art. 2), indipendentemente da quanto disposto dalla religione di appartenenza; uguaglianza giuridica fra tutti i cittadini, irrilevante essendo a tal fine la loro diversa fede religiosa (art. 3); rispetto della libertà delle confessioni di organizzarsi autonomamente secondo i propri statuti purché non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano (art. 8, 2° co.), e per tutti, e non solo per i cittadini, tutela della libertà in materia religiosa, e cioè di credere, non credere, di manifestare in pubblico o in privato la loro fede, di esercitarne il culto (art. 19); divieto, infine, di discriminare gli enti confessionali a motivo della loro ecclesiasticità e del fine di religione o di culto perseguito (art. 20). Dalle norme costituzionali italiane richiamate dalla Corte per delineare la laicità propria dello Stato si evince, inoltre, un atteggiamento di favore nei confronti del fenomeno religioso e delle confessioni che lo propugnano, avendo la Costituzione posto rilevanti limiti alla libera esplicazione della attività legislativa dello Stato in materia di rapporti con le confessioni religiose; attività che potrà praticarsi ordinariamente soltanto in forma concordata sia con la religione di maggioranza sia con le altre confessioni religiose (art. 7, 2° co., e art. 8, 3° co.).

    Ne deriva che la laicità, benché presupponga e richieda ovunque la distinzione fra la dimensione temporale e la dimensione spirituale e fra gli ordini e le società cui tali dimensioni sono proprie, non si realizza in termini costanti nel tempo e uniformi nei diversi Paesi, ma, pur all’interno di una medesima "civiltà", è relativa alla specifica organizzazione istituzionale di ciascuno Stato, e quindi essenzialmente storica, legata com’è al divenire di questa organizzazione (in modo diverso, ad esempio, dovendo essere intesa la laicità in Italia con riferimento allo Stato risorgimentale, ove, nonostante la confessionalità di principio dello stesso, proclamata dallo Statuto fondamentale del Regno, furono consentite discriminazioni restrittive in danno degli enti ecclesiastici, e con riferimento allo Stato odierno, sorto dalla Costituzione repubblicana, ed ormai non più confessionale, ove però quelle discriminazioni non potrebbero aversi).


    Quale poi dei sistemi giuridici ora ricordati, o di altri ancora qui non considerati, sia meglio rispondente ad un’idea astratta di laicità, che alla fine coincide con quella che ciascuno trova più consona con i suoi postulati ideologici, è questione antica; una questione che però va lasciata alle dispute dottrinarie.


    In questa sede giurisdizionale, per il problema innanzi ad essa sollevato della legittimità della esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche, disposto dalle autorità competenti in esecuzione di norme regolamentari, si tratta in concreto e più semplicemente di verificare se tale imposizione sia lesiva dei contenuti delle norme fondamentali del nostro ordinamento costituzionale, che danno forma e sostanza al principio di "laicità" che connota oggi lo Stato italiano, ed al quale ha fatto più volte riferimento il supremo giudice delle leggi.


    È evidente che il crocifisso è esso stesso un simbolo che può assumere diversi significati e servire per intenti diversi; innanzitutto per il luogo ove è posto.
    In un luogo di culto il crocifisso è propriamente ed esclusivamente un "simbolo religioso", in quanto mira a sollecitare l’adesione riverente verso il fondatore della religione cristiana.


    In una sede non religiosa, come la scuola, destinata all’educazione dei giovani, il crocifisso potrà ancora rivestire per i credenti i suaccennati valori religiosi, ma per credenti e non credenti la sua esposizione sarà giustificata ed assumerà un significato non discriminatorio sotto il profilo religioso, se esso è in grado di rappresentare e di richiamare in forma sintetica immediatamente percepibile ed intuibile (al pari di ogni simbolo) valori civilmente rilevanti, e segnatamente quei valori che soggiacciono ed ispirano il nostro ordine costituzionale, fondamento del nostro convivere civile. In tal senso il crocifisso potrà svolgere, anche in un orizzonte "laico", diverso da quello religioso che gli è proprio, una funzione simbolica altamente educativa, a prescindere dalla religione professata dagli alunni.

    Ora è evidente che in Italia, il crocifisso è atto ad esprimere, appunto in chiave simbolica ma in modo adeguato, l’origine religiosa dei valori di tolleranza, di rispetto reciproco, di valorizzazione della persona, di affermazione dei suoi diritti, di riguardo alla sua libertà, di autonomia della coscienza morale nei confronti dell’autorità, di solidarietà umana, di rifiuto di ogni discriminazione, che connotano la civiltà italiana.

    Questi valori, che hanno impregnato di sé tradizioni, modo di vivere, cultura del popolo italiano, soggiacciono ed emergono dalle norme fondamentali della nostra Carta costituzionale, accolte tra i "Principi fondamentali" e la Parte I della stessa, e, specificamente, da quelle richiamate dalla Corte costituzionale, delineanti la laicità propria dello Stato italiano.
    Il richiamo, attraverso il crocifisso, dell’origine religiosa di tali valori e della loro piena e radicale consonanza con gli insegnamenti cristiani, serve dunque a porre in evidenza la loro trascendente fondazione, senza mettere in discussione, anzi ribadendo, l’autonomia (non la contrapposizione, sottesa a una interpretazione ideologica della laicità che non trova riscontro alcuno nella nostra Carta fondamentale) dell’ordine temporale rispetto all’ordine spirituale, e senza sminuire la loro specifica "laicità", confacente al contesto culturale fatto proprio e manifestato dall’ordinamento fondamentale dello Stato italiano. Essi, pertanto, andranno vissuti nella società civile in modo autonomo (di fatto non contraddittorio) rispetto alla società religiosa, sicché possono essere "laicamente" sanciti per tutti, indipendentemente dall’appartenenza alla religione che li ha ispirati e propugnati.
    Come ad ogni simbolo, anche al crocifisso possono essere imposti o attribuiti significati diversi e contrastanti, oppure ne può venire negato il valore simbolico per trasformarlo in suppellettile, che può al massimo presentare un valore artistico. Non si può però pensare al crocifisso esposto nelle aule scolastiche come ad una suppellettile, oggetto di arredo, e neppure come ad un oggetto di culto; si deve pensare piuttosto come ad un simbolo idoneo ad esprimere l’elevato fondamento dei valori civili sopra richiamati, che sono poi i valori che delineano la laicità nell’attuale ordinamento dello Stato.
    Nel contesto culturale italiano, appare difficile trovare un altro simbolo, in verità, che si presti, più di esso, a farlo; e l’appellante del resto auspica (e rivendica) una parete bianca, la sola che alla stessa appare particolarmente consona con il valore della laicità dello Stato.



    http://www.ricercagiuridica.com/sent...1&search=Stato

  7. #7
    più arcipreti, meno arcigay
    Data Registrazione
    03 Jun 2004
    Località
    Tra la verità e l'errore non c'è nessuna via di mezzo, tra questi due poli opposti non c'è che un immenso vuoto. Colui che si pone in questo vuoto è altrettanto lontano dalla verità di colui che è nell'errore (J. Donoso Cortes)
    Messaggi
    19,845
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    c'è un errore di fondo nel ragionamento sotteso al sondaggio.

    La separazione fra stato e Chiesa intesa in se stessa non può esistere, perchè contraria alla dottrina cattolica. Sarebbe come separare l'anima dal corpo.

    Altro conto è, invece, il riconoscimento dei differenti fini fra stato e Chiesa: lo stato deve pensare al bene comune e quindi al lato, chiamiamolo così, "materiale", mentre la Chiesa deve pensare al lato spirituale, che è il più improtante e al quale deve essere ordinato e subordinato quello materiale.

    Compito della Chiesa è dare le linee guida che poi il potere statale deve sviluppare; è chiaro che, dottrinalmente, lo stato non può allontanarsi da questa dottrina senza separarsi dalla Chiesa, e dunque perdere legittimità sostanziale.

    Altro conto ancora è la presa di riconoscimento che vi sono degli stati (USA) il cui sistema di governo è separato dalle religioni, ma che non viola la libertà religiosa. Stato certamente reprensibile, ma preferibile ad uno stato cofnessionale ateo.

  8. #8
    più arcipreti, meno arcigay
    Data Registrazione
    03 Jun 2004
    Località
    Tra la verità e l'errore non c'è nessuna via di mezzo, tra questi due poli opposti non c'è che un immenso vuoto. Colui che si pone in questo vuoto è altrettanto lontano dalla verità di colui che è nell'errore (J. Donoso Cortes)
    Messaggi
    19,845
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In Italia il meglio sarebbe, vista anche la nostra tradizione, lo stato confessionale cattolico, non solo a parole ma soprattutto nei fatti (cosa mai avvenuta finora nella storia nazionale, salvo rari casi).

  9. #9
    carità voglio e non sacrificio
    Data Registrazione
    18 Feb 2006
    Località
    Terza stella a destra e poi dritto fino al mattino
    Messaggi
    222
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Ritengo che la Chiesa non debba intromettersi negli affari dello stato, ma formando adeguatamente le coscienze, contribuisca alla crescita di una classe politica laica ma responsabile.

    Mi sembra inoltre che la Chiesa debba essere completamente autonoma dallo Stato in cui risiede perchè non sia possibile "tenerla in ostaggio".
    Non solo, credo sia importante possa avere la possibilità di far valere la sua voce a livello politico per proteggere il popolo cristiano ove fosse in pericolo la sua fede.

    Ribadisco però che, secondo me, la Chiesa non dovrebbe esercitare nessun vero potere politico-temporale.

    Morhysia

  10. #10
    Schliemann
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Dreyer Visualizza Messaggio
    In Italia il meglio sarebbe, vista anche la nostra tradizione, lo stato confessionale cattolico, non solo a parole ma soprattutto nei fatti (cosa mai avvenuta finora nella storia nazionale, salvo rari casi).
    sarebbe un qualcosa di rinvenibile nella storia ( e non nei periodi piu' felici della storia), certo e dunque non una novita'.
    ma non avrebbe alcuna giustificazione nel Vangelo ma soltanto nelle ambizioni degli uomini.
    gli stati confessionali sono un obbrobrio.

 

 
Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Turchia come Vaticalia: addio alla laicità dello stato
    Di l'inquirente nel forum Politica Estera
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 04-04-12, 13:27
  2. Durissimo attacco alla Laicità dello Stato.
    Di BOY74 nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 17-05-08, 01:36
  3. Gravissimo attacco alla Laicità dello Stato!
    Di BOY74 nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 10
    Ultimo Messaggio: 17-04-07, 23:27
  4. Laicità dello stato
    Di ragazzosemplice nel forum Cattolici
    Risposte: 182
    Ultimo Messaggio: 19-10-05, 20:31
  5. Risposte: 7
    Ultimo Messaggio: 11-06-03, 09:53

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226