Il Congresso e la Comunità di POL in data 15 aprile ricordano il Principe Antonio De Curtis in arte Totò che nel dopoguerra ha fatto sorridere gli Italiani e che nella vita si è sempre comportato da nobile qual'era.
In codesta giornata verranno aperti thread di ricordo e verranno fatte iniziative in Suo nome.
Richard Gecko




Totò nasce il 15 febbraio 1898 nel rione Sanità come Antonio Clemente,sua madre nel 1921 sposa Giuseppe de Curtis dalla cui relazione era nato Antonio,nel 1928 il de Curtis riconosce Antonio come suo figlio,nel 1933 il marchese Antonio de Curtis viene adottato dal marchese Francesco Gagliardi Foccas,e nel 1946 il tribunale di Napoli gli riconosce il diritto a fregiarsi dei nomi e dei titoli di:
Totò nasce alle ore 7,30 antimeridiane del 15 febbraio 1898 al numero civico 107 in via Santa Maria
Il passaggio dai poveri salotti di quartiere ai scalcinati teatrini della zona della ferrovia fu quasi automatico, inzia così a esibirsi con lo pseudonimo di "Clerment" per una paga giornaliera di una lira e ottanta centesimi . Ma questa sua passione ancora una volta non era vista di buon grado dalla madre fu così che Totò all'età di 16 anni decide di arruolarsi nell'esercito.
Ritornato a Napoli ,Totò cominciò a recitare in piccoli teatri col suo solito repertorio di imitazioni delle macchiette di Gustavo De Marco.Ma il pubblico sembrava non gradire.Tentò allora di cambiare genere scrivendo e recitando "Vicoli" una parodia della canzone "Vipera" di E.A.Mario.
Qui chiese inutilmente di recitare in vari teatri,finche' ottenne una scrittura al "Teatro Jovinelli" dove ebbe molti consensi.Arrivarono così i primi soldi e il suo nome manifesti.Ma grazie al suo amico barbiere,Pasqualino,riusci' ad essere scritturato al "Teatro Umberto" un locale escusivo e poco accessibile ai debuttanti.La strada era ormai spianata:recito' al "Trianon" e al "San Martino" di Milano,al "Maffei" di Torino. Era ormai conosciuto in tutta Italia.
Le donne impazzivano per lui e agli inizi del 1930 fu protagonista di una tragica vicenda d'amore che si concluse con il suicidio di una giovane e bellissima donna,
Totò divenne impresario e finanziatore della propria compagnia e tra il 1933 e il 1940 portò in giro per l'Italia numerosi spettacoli.Gli inizi non furono esaltanti anzi come capocomico spesso gli accadeva di guadagnare meno degli attori da lui ingaggiati:questo ,inutile dire,lo scocciava moltissimo. Nel '37 quando l'avanspettacolo ebbe il suo periodo d'oro in Italia le condizione economiche per Totò migliorarono.Le macchiette mimiche de "Il pazzo" , "Il chirurgo" , "Il manichino" , erano molto apprezzate dal pubblico.Ma proprio quando stava incominciando a rifarsi delle passate perdite economiche,nel 1940, a causa del decadimento dell'avanspettacolo in Italia ,Totò fu costretto a sciogliere la compagnia.Questo fatto lo fece arrabbiare da morire
ortami a Napoli".Le ultime parole furono per Franca "T'aggio voluto bene,Franca.Proprio assai"
Giunge nella citta natia alle 16,30 e già vicino al casello dell'autostrada del Sole c'era una marea di gente.Nella Basilica del Carmine Maggiore lo attendevano circa tremila persone,mentre altre centomila sostavano nell'immensa piazza antistante.Un lungo applauso salutò per l'ultima volta Totò,poi il suono delle campane.Si dice che alcune persone furono colte da malore,per lo spavento provato nel vedere li' ai funerali ,Totò vivo.L'uomo che tanto assomigliava al Principe era
L'orazione funebre di Nino Taranto
