29 marzo 2010
È la rabbia il sentimento dominante tra i molti arrivati a Lucca da Viareggio per effettuare 32 ore di presidio di fronte alla Procura.
Una iniziativa, quella promossa dai comitati sorti dopo la tragedia di Viareggio, il 29 giugno scorso, che vuol servire proprio a sollecitare la magistratura ad accelerare i tempi dell'inchiesta, per la quale al momento non ci sono indagati.
I parenti delle vittime chiedono che sia fatta giustizia e che ci sia il nome di qualche indagato. Non c'è rassegnazione sui loro volti, o nelle loro parole «Dalla Procura è trapelato che il procuratore avrebbe detto che dobbiamo avere pazienza e fiducia - dicono alcune persone, con le foto dei loro cari morti nella strage del 29 giugno appesa al collo -, ma queste sono finite dopo nove mesi. Adesso c'è tanta rabbia. E voglia di vedere dei risultati dalle indagini. Vogliamo dei nomi, perché dobbiamo dare giustizia a chi non c'è più e ha perso la vita stando dove dovrebbe essere più sicuro, in casa propria». Nel pomeriggio i presidenti dei comitati incontreranno il procuratore capo di Lucca, Aldo Cicala, ma non si aspettano risultati da questo incontro: «Questo - dicono - è una prima protesta a cui ne seguiranno altre, perchè non vogliamo che i nostri 32 morti siano dimenticati».
«Sarebbe davvero terribile se si arrivasse a celebrare un anno dalla strage senza avere nessuno iscritto nel registro degli indagati», ha detto il sindaco di Viareggio, Luca Lunardini.
Antimafia Duemila - Strage di Viareggio, 9 mesi dopo presidio davanti la Procura di Lucca




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