Risultati da 1 a 10 di 10
  1. #1
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    Predefinito Ma state ascoltando le dichiarazioni di Satta (UDEUR)?????

    E' assurdo....

    Mi viene da vomitare....tira in mezzo il Papa, la denigrazione della fede, la tutela della famiglia, della vita dal suo concepimento...

    Sembra una dichiarazione scritta da Mastella...attacca il PG di S.Maria, dice che è innocente, che è un eroe morale, attacca Di Pietro....

    Che persona di MERDA.

    Appena riesco metto lo stenografato.

  2. #2
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    Ha annunciato che non parteciperanno....non partecipassero al Senato sarebbe l'ideale

  3. #3
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    adesso che ci siamo liberati di mastella vediamo di nn riprendercelo eh!!!

  4. #4
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    per carità, risparmiaci lo stenografato!

  5. #5
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    senti, per lo stenografato... aspetta una mezz'ora, oggi ho mangiato alle 2, non vorrei leggerlo mentre sto digerendo, grazie.
    A parte gli scherzi, sono curioso di leggerlo

  6. #6
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    Bah, a me è bastato sentire Fabris che è andato in tutti i telegiornali a rompere i coglioni dicendo che l'alleanza era finita senza dire un perchè.

    Non vi dico mio padre che reazione ha avuto quando l'ha visto in TV

  7. #7
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    Il motivo per cui sono usciti dall'aula è chiarissimo: erano divisi al loro interno e non volevano farlo vedere a tutti !!!! Fabris lasciamolo perdere, è sempre stato filo-berlusconi

  8. #8
    sionismo = infamità
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    Grande Satta!

  9. #9
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    ANTONIO SATTA. Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, colleghi deputati, abbiamo già espresso apprezzamento al Presidente del Consiglio Prodi per il suo gesto di rispetto nei confronti del Parlamento, con il suo intervento alla Camera dopo la decisione assunta dai Popolari-Udeur di uscire dall'alleanza politica dell'Unione che si è presentata agli elettori nelle consultazioni del 2006 e di togliere conseguentemente la fiducia al Governo. Un fatto che sottolinea il ruolo centrale del Parlamento nel nostro sistema democratico ed istituzionale.Pag. 13
    La decisione del nostro partito di uscire dalla maggioranza di Governo è fondata non su questioni personali o di gruppo, ma su un elemento oggettivo e politico.
    Le regole della gogna mediatica e della slealtà partigiana impongono che si trascuri o si censuri, per opportunismo e propaganda faziosa, la motivazione delle azioni ritenute scomode. Eppure questa motivazione c'è, ed è stata fornita in tutta chiarezza e per iscritto al Presidente del Consiglio lunedì scorso, prima della conferenza stampa del nostro segretario. Chi punta, dunque, sui dettagli minori e non guarda la sostanza è come lo sciocco che non guarda la luna, ma il dito che la indica.
    Non abbiamo nulla di personale contro il Presidente del Consiglio, al quale ci lega un solido rapporto umano, e non abbiamo nulla di personale contro il Governo di cui il nostro segretario ha avuto l'onore di far parte e dal quale si è dimesso senza indugi, per affrontare da uomo comune, senza tutele improprie, una bufera giudiziaria fondata sulla cartapesta, che ha lo scopo di distruggerlo politicamente, di negargli il diritto di parola e di azione in quanto eletto dal popolo e titolare quindi di un mandato sovrano.
    Il senatore Clemente Mastella ha lavorato come Guardasigilli per la riconciliazione con l'istituzione giudiziaria, che rispettiamo e riteniamo uno dei pilastri della nostra Costituzione, promulgata giusto sessant'anni fa e oggi solennemente ricordata e celebrata in quest'Aula dal Presidente della Repubblica Napolitano. Mastella ha lavorato perché tornassimo ad essere una Repubblica delle regole valide per tutti e del giusto processo, un Paese in cui divengano impensabili sia l'abuso sia l'insabbiamento della giustizia penale a fini politici e di parte.
    È più che evidente che il nostro segretario nazionale è stato messo sotto assedio da un pubblico ministero che il Consiglio superiore della magistratura ha poi giudicato gravemente inidoneo alle inchieste che conduceva. Il nostro Ministro della giustizia è persino stato svillaneggiato e sbeffeggiato nella televisione pubblica e gravemente diffamato, in omaggio alle esternazioni e alle insinuazioni di qualcuno che non aveva alcun titolo per giudicare il suo passato e il suo presente. Eppure questo nostro Ministro - caso davvero raro in questoPag. 14nostro Paese - non ha avuto esitazione alcuna, da uomo politico estremamente corretto, sensibile e moralmente inattaccabile, a rassegnare le proprie dimissioni, confermandole anche dopo il pressante invito del Presidente Prodi a restare al proprio posto.
    Signor Presidente, esprimiamo il nostro apprezzamento per il bilancio sostanzialmente positivo del lavoro svolto dal Governo, anche se a volte ciò, in una logica di coalizione, ha comportato una evidente, continua e defatigante mediazione tra posizioni politicamente diverse. Tale bilancio dell'azione di Governo non può pertanto considerarsi a nostro avviso del tutto positivo, perché in questa legislatura c'è stato un costante e continuo processo di logoramento dell'alleanza dell'Unione, fatto che si è riflesso nella capacità del Governo stesso di perseguire gli obiettivi indicati nel programma elettorale del 2006.
    In particolare, sin dall'inizio della legislatura è mancato al proprio ruolo il partito di maggioranza relativa il quale, pensando egoisticamente al processo per la nascita di un nuovo soggetto politico, ha di fatto costituito un elemento di instabilità nella maggioranza di Governo, come è emerso in particolare in occasione della discussione sulla riforma della legge elettorale, più volte sollecitata al Parlamento da parte della Capo dello Stato, quando, nonostante la maggioranza parlamentare avesse trovato un'intesa sulla cosiddetta proposta del Ministro Chiti (povero Ministro delle riforme!) i gruppi parlamentari dell'Ulivo prima e del Partito Democratico dopo hanno sacrificato la coalizione di maggioranza nella vana ricerca di un'intesa con il maggior partito di opposizione.
    L'azione del Governo ha patito spesso i ripetuti tentativi di radicalizzazione politica e programmatica da parte delle forze politiche della sinistra che hanno cercato - vedi l'occasione dell'approvazione del Protocollo sul welfare e la modifica del sistema previdenziale - una rivincita politica rispetto alla sconfitta subita nel referendum sul tema, promosso dalle organizzazioni sindacali.
    Inoltre, l'azione e l'immagine del Governo sono state ulteriormente penalizzate dalle troppe occasioni in cui esponenti della maggioranza e anche del Governo hanno cercato di mortificare, se non di irridere, i valori della fede in cui laPag. 15maggioranza degli italiani si riconosce, per continuare poi sui valori della famiglia, della tutela della vita in ogni suo aspetto, sin dal suo concepimento. Anche in questo clima, in cui il Governo non ha saputo reagire subito con sufficiente autorevolezza, si è reso possibile che l'Italia fosse l'unico Paese in cui si è impedito a Papa Benedetto XVI, uno dei più grandi teologi del XX secolo, di parlare all'Università La Sapienza, con un gesto oltraggioso di intolleranza e con una visione faziosa di laicità da parte di una piccola frangia di docenti e studenti, quando persino al presidente iraniano Ahmadinejad, ospite dell'ONU, è stato consentito di parlare nelle università statunitensi.

    Pag. 16 In questo quadro di continuo sfilacciamento politico della maggioranza è stata innescata una continua aggressione mediatico-giudiziaria al nostro partito per ottenere la sua marginalizzazione nell'ambito politico, volta, probabilmente, ad impedire che la maggioranza di Governo potesse essere ulteriormente condizionata dalla nostra posizione di moderazione e di equilibrio.
    È un'aggressione che colpisce i singoli per ottenere un risultato politico, ma al contempo non si fa remora di delegittimare le istituzioni e minare la correttezza dei rapporti fra di esse nel rispetto dei ruoli e delle funzioni. Non è l'uomo Clemente Mastella ad essere stato aggredito, ma un Ministro della Repubblica che si voleva condizionare nello svolgimento equilibrato delle sue funzioni.
    Signor Presidente, questa è la questione posta dal senatore Mastella. Lo vogliamo dire a quanti, in quest'Aula e fuori di essa, hanno voluto dare interpretazioni diverse, quasi che il senatore Mastella o l'Udeur avessero voluto delegittimare l'intera magistratura. Ai dubbiosi chiediamo di leggere quanto scritto nella relazione sullo stato della giustizia presentata dallo stesso Mastella.
    Su taluni eccessi della magistratura denunciati dall'ex Ministro Mastella si è pronunciato lo stesso Consiglio superiore della magistratura, quando, la scorsa settimana, sulla nota vicenda De Magistris - ma di questo non se ne è accorto quasi nessuno - è arrivato ad esprimere una condanna del magistrato che va ben al di là della richiesta di trasferimento ad altra sede avanzata dal Ministero della giustizia.
    Ecco perché riteniamo ingiusta ed intollerabile l'aggressione mediatico-giudiziaria cui da mesi siamo sottoposti. A tale aggressione giudiziaria ha fatto riscontro una grandissima ed inaspettata solidarietà popolare e politica, rappresentata dall'applauso, pressoché corale, che la Camera ha riservato al Ministro Mastella nella seduta di mercoledì 16 gennaio scorso, ed il sostegno personale e politico, che va apprezzato, del Presidente del Consiglio Prodi e di gran parte del Governo. A tali gesti di solidarietà si è contrapposta una perfida ed insistita azione volta a delegittimare i Popolari-Udeur, sostenuta da alcune componenti della stessa maggioranza.Pag. 17
    Per tutte queste ragioni si è logorata ed infine spezzata l'alleanza politica in cui, dal 1998, l'Udeur si riconosceva, alleanza su cui si basava la proposta di patto di legislatura posta alla base del programma elettorale con cui l'Unione ha vinto le elezioni del 2006, grazie anche ai 500 mila voti dei Popolari-Udeur.
    Signor Presidente, i Popolari-Udeur si ricollocano in modo ancora più convinto al centro, fortemente impegnati a rafforzarlo, per costruire, come ha dichiarato il nostro segretario nazionale, un futuro di grandi speranze con tutti coloro che saranno disponibili a dare a questo Paese un Governo stabile e coeso, supportato da una coalizione politica omogenea per valori e programmi. Questa è la nostra chiara collocazione politica, frutto di una scelta fatta in piena autonomia e libertà. Nessuno, pertanto, e nessun altro, per quanto autorevole, può - come pubblicano invece in questi giorni le agenzie di stampa - minimamente pensare di volere o poter decidere al nostro posto.
    Per tutti questi motivi, signor Presidente del Consiglio, il gruppo dei Popolari-Udeur non parteciperà al voto sulla fiducia al Governo Prodi (Applausi dei deputati del gruppo Popolari-Udeur).

  10. #10
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