IMMOBILISMO E GENI LATINI
L' immobilismo della società italiana, più visibile negli ultimi lustri, é disastroso e dovuto a vari fattori. Alcuni di essi, notati da tanti espatriati, sono:
- in epoca di rapidità di decisioni operative nell' economia, di necessità di efficienze come generatrici di competitività, è folle non avere alla gestione del pubblico un' élite qualificata e formata. Abbiamo invece politicanti italiani, cioé ... venditori di chiacchiere. Per cui ci ritroviamo risultati e gestioni del tipo indicati nel testo "Barca va".
- non esiste più la ex-società italiana (che dovrebbe avere interessi nazionali, coscienza sociale, formazione sociale). Essa è ora sostituita da confraternite di gente dubbia, clans, cordate, boiardi reclutati col comparaggio, che fanno l' interesse di qualche potente.
- questo scenario è coerente colla mancata istruzione sociale e col bassissimo livello medio di cultura, coll' assenza di valori (V. testi "Lapide", ma anche "Metodi e Ris." sul Blog). E, direi, col contenuto dei progr TV.....
Non possiamo ignorare l'impasse di Lapalisse, o circolo vizioso italiano:
- una mentalità e dei comportamenti sottosviluppati possono generare solo sottosviluppo;
- una società senza patto sociale, quindi senza fondamenta, sta per essere rimpiazzata da "famiglie", bande, e patti nascosti. Questo processo é giustificato dal fatto che il cittadino non ha dallo stato cio' che lo stato gli aveva promesso, quindi si rivolge a chi é disponibile....... !
- lo stato non puo' dare al cittadino cio' che gli ha promesso sulla carta, perché esso stesso é gestito all'italiana (non necessario spiegare questa parola, in Europa inizia ad essere conosciuta).
Chi ha generato tutto cio’ ?
Nella società italiana non ci sono, a inizio secolo, mattoni per costruire.
Ci sono invece molti picconi per distruggere.
C’é una quantità enorme di serpentelli, guastatori, diffusi in tutto il Paese. L’ allevamento delle serpi è iniziato almeno 40 anni fa.
Le più alte concentrazioni di serpentelli sono: a) nel parlamento; b) nei partiti politici.
Se l’ Italia è la società più corrotta della U.E., cio’ è dovuta alla diffusione della corruzione, operata da serpentelli di varie razze.
Tipiche razze sono:
- gli operatori dell’ affaripolitismo (commistione di politica e affarismo privato);
- i finti esperti, che diffondono bellissimi modelli sociali per nascondere traffici di clan, in tutte le istituzioni.
Un triste gene
Il DNA di molti popoli latini contiene un triste gene. Quello che spinge a fermarsi alle apparenze, senza usare le unghie per scorticare e valutare la sostanza nascosta, come fanno gli anglosassoni. Gene pericoloso in Italia, Paese di inghippi e doppi scenari....
Pertinente la differenza fra la cultura diffusa in gran parte dell’Europa Occidentale e la cultura italiana:
- la cultura europea privilegia gli obiettivi e i risultati; il teatro solo dopo le 20 e in sale apposite;
- la cultura italiana privilegia il teatro (V. anche la Commedia dell’Arte Politica) e l’estetica; i risultati non interessano.
Rinnovare completamente ? E’ possibile, ma solo nel modo seguente:
Urgente fare qualcosa di diverso dalle solite chiacchiere politiche. La prima cosa che gli espatriati sono in grado di fare: l’ analisi delle Cause. E’ solo dopo un’ analisi seria, che si potranno poi discutere delle MISURE EFFICACI per EUROPEIZZARE la società italiana. Cioé renderla efficiente. Discutere AL DI FUORI DI OGNI CONTESTO POLITICO, il quale porterebbe a un insuccesso, ma alzerebbe molta polvere. Alla discussione sulle misure necessarie, il sottoscritto parteciperebbe con una proposta sulle linee generali di un programma che funzioni.
L’ unica reale possibilità di avere un futuro: che espatriati testimonino e mostrino quali sono i GAPs verso le condizioni di uno sviluppo possibile. Mostrino cosa é un patto sociale, come si costruisce una “società della fiducia”, la sola che permetterebbe uno sviluppo economico.
Antonio Greco
L’ Espatriato
angrema@wanadoo.fr
Valutazioni realistiche sul Blog:
http://angrema.blogspot.com
www.accademiaonline.net (lettere di Antonio Greco, argomento “società”)




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