A 48 ore dalle elezioni in Serbia i sondaggi danno vincente l'estrema destra del SRS con il 21% dei consensi, contro i moderati al 19% del presidente uscente filoamericano Boris Tadic.
Il nazionalista radicale Tomislav Nkolic, 56 anni, ha scelto l'ultima enclave serba rimasta in kosovo per un partecipatissimo comizio di chiusura, ovvero nella zona nord di kosovska Mitrovica.Qui serbi e albanesi vivono separati dal fiume Ibar in un clima di crescente tensione. Gli stessi cittadini serbi di Mitrovica hanno chiesto a Nikolic durante il comizio la distribuzione di armi in nome dell'autodifesa etnica.
Scontato il suo passaggio al secondo turno, quando il 3 febbraio prossimo si prevede una coalizione di tutti contro la destra radicale.
Nikolic dal palco e in ogni comizio ha sempre ribadito che il Kosovo non sarà mai albanese e indipendente.
Le elezioni sono state convocate a sorpesa dal presidente filoamericano Kostunica per il 20 gennaio, contro la volontà dell'altro moderato Tadic, qualcuno sussurra proprio per danneggiare quest'ultimo.
Gli altri candidati moderati Ilic e Jovanovic sono pressochè fuori dal gioco.
"Noi non vogliamo chiudere le porte alle altre nazioni europee, ma se queste continueranno sulla via filoalbanese, la Russia sarà il nostro migliore alleato", queste le ultime parole scandite dal candidato nazionalista Nikolic.
Nel frattempo i maiali d'oltreoceano avrebbero già fissato per il 6 febbraio, vale a dire 24 ore dopo la concordata elezione del loro uomo Tadic al governo, la data della proclamazione d'indipendenza del Kosovo.
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