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  1. #1
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    Predefinito Grandi momenti di satira

    Prodi: Durerò 5 anni senza paura traguardi intermedi

    “Dobbiamo procedere con tranquillità e fare un programma di 5 anni, senza avere paura di traguardi intermedi”.


    Romano Prodi, parlando a un’iniziativa del Partito democratico, afferma che il suo governo “ha un programma di 5 anni e li governeremo tutti, tranquillamente. Veniamo da un anno durissimo, avevano detto che se si fanno le riforme cade il governo: no, si perdono voti. Io continuerò a fare le riforme, perché il programma di 5 anni darà frutti anche in termini di voti”. Prodi ha ricordato di aver ricevuto “un’eredità da bancarotta”. Con una realtà così “non si può far finta di niente, abbiamo lavorato con una maggioranza risicata, ma con tranquillità. Se riusciremo a fare qualcosa — ha concluso Prodi — è perché nel primo anno abbiamo rimesso a posto il Paese e dobbiamo riconoscere quel che abbiamo fatto” sia in politica estera che nella politica economica.
    http://news.kataweb.it/item/316238/p...ardi-intermedi

  2. #2
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    Predefinito

    Il Professore: "Non bastano garanzie astratte, bisogna governare bene". Oggi a Roma incontro con gli altri leader dell´Unione
    "Se vinco durerò per cinque anni"
    Prodi ironico sul premier: un leader dominante, ma non ce l´ha fatta
    L´imprenditore Della Valle alla Fabbrica del Programma: "Iniziativa molto utile, alla fine servono i fatti, non le chiacchiere"
    MARCO MAROZZI


    da Repubblica - 3 maggio 2005

    BOLOGNA - Forse è l´Angelo custode. Forse la «chiarezza». Romano Prodi comunque è convinto che lui governerà cinque anni. Mentre Silvio Berlusconi, dice, non ce l´ha fatta. Ed è costretto a un governo bis. Il leader del centrosinistra sceglie l´ironia per negare presente e futuro politici al suo avversario. E lo fa da un programma delle tv del Cavaliere, le Iene di Italia 1.
    «C´era un leader dominante. - dice all´inviato della trasmissione sbucato nella prodiana Fabbrica del Programma - Aveva la proprietà di tutta la coalizione e si chiamava Berlusconi. Non è durato cinque anni». Si riferisce al ´94? «No, - fa sapere il Professore - parlo di adesso, del Berlusconi bis, non è più il governo del premier». E lei, Prodi, invece? «Io ho la ragionevole, alta probabilità che, se vinco, sopravviverò cinque anni. Se governerò bene questa diventerà sicurezza». I motivi di tanta convinzione? «Non è con le garanzie astratte che uno conquista cinque anni di governo. La durata è garantita dalla chiarezza e dal modo in cui si governa. Cioè dalla tranquillità e dal ruolo che poi viene dato ai ministri».
    Fin qui siamo nel linguaggio della politica. Chissà che però non ci sia Altro. Lei crede all´Angelo custode? hanno chiesto a Prodi in un´intervista al Dolomiten tanto piaciuta all´interessato da finire ripresa nel suo sito web: www.romanoprodi.it. «Io ho una formazione - è la risposta - nella quale l´elemento del sacro c´è sempre stata. Sì, ci credo. Credo in una sacralità che ti sta vicino, che abbia le ali o la coda non so».
    «Sono un testone, un vero testardo», ha raccontato al giornale in lingua tedesca di Bolzano, con cui ha spaziato su sogni - «La vacanza, io ho sempre desiderio di vacanze» - e realtà della sua vita: «Vivo bene con me stesso, ma spesso penso che potrei fare di più». Parla di Mina, dei Karamazov, dell´ultimo pianto «per la morte di un amico».
    Le Iene insistono sulla «certezza» di durare lustro e di non essere «buttato giù» come nel ´96. «Io non sono un indovino - rilancia Prodi - sto facendo le cose serie per dare la massima sicurezza che questo avvenga». Con una risata quando da Roma Sandro Bondi, coordinatore di Forza Italia, gli ricorda che dovrebbe essere grato a Berlusconi perché, dopo la caduta a Palazzo Chigi, «lo ha proposto alla guida della Commissione europea». «Veramente è stato D´Alema...». Modo per mettere uno stop al recupero di polemiche sepolte e parlare di presente e futuro. Oggi proprio Prodi, D´Alema, Giuliano Amato discutono a Roma a un convegno della Fondazione Italianieuropei. Ci saranno tutti i leader dell´Ulivo, da Rutelli a Fassino. «Contributo per un programma riformista» è il titolo dell´incontro che segna l´avvio della fase progettuale verso le elezioni del 2006. Con Prodi candidato premier anche senza le primarie. «Io le ho sempre proposte - ha raccontato alle Iene - come un atto di democrazia. Perché occorreva una grande chiarezza. Ci sono però dei casi, come questo, dove democrazia è anche dire non facciamo una gara che alla fine sarebbe finta. Il disegno che avevo proposto è stato approvato in pieno con le elezioni regionali». Ma come pensa di farcela senza un suo partito? «Ci sono situazione in cui non avere un partito proprio è anche una forza». «Sono sicuro quanto lo sarei stato se ci fossero state le primarie», insiste Prodi nel giorno in cui incassa l´applauso di Diego Della Valle. L´imprenditore che con Tod´s & C. è famoso nel mondo è arrivato alla Fabbrica bolognese per un convegno sulla Cina. Ha fatto un intervento applaudito di politica economica, si è chiuso con Prodi nel suo ufficio, quindi ha lanciato un encomio alla Fabbrica del Programma. «Utile, molto utile. Prodi non è un novellino e credo che questo sia un segnale: tenere i piedi per terra e occuparsi delle esigenze primarie di questo paese. Quando ho iniziato, io avevo una fabbrica che era la metà di questa. E´ di buon auspicio. E poi serve per ricordarsi che alla fine servono fatti e non chiacchiere».


    ALLE «IENE» / Il Professore: c’era un leader proprietario della coalizione ma non ha resistito tutta la legislatura
    Prodi: quasi certo di durare 5 anni
    Parla del Cavaliere al passato: una fase si è chiusa. E confessa: vorrei essere alto e magro
    DAL NOSTRO INVIATO

    dal Corriere - 3 maggio 2005

    BOLOGNA - La «iena» di turno, Alessandro Sortino, incalza, provoca, non molla la presa: «Ma è davvero sicuro, Professore, di non fare la fine dell’altra volta? E se i suoi la risbattono giù? Ma ci ha pensato?».
    Romano Prodi sbuffa, si chiude in difesa, occhiate come lame. Poi, di colpo, scatta il contropiede: «Non sono mica un indovino. Di certo farò le cose in maniera tale da durare cinque anni. E comunque le ricordo che c’era un leader dominante, che aveva la proprietà della coalizione: si chiamava Silvio Berlusconi. E non è durato 5 anni...». Proprio così: usa i verbi al passato, il leader dell’Unione e poco ci manca che arrivi a dire: c’era una volta Berlusconi. La verità è che il successo del centrosinistra alle Regionali e il conseguente cambio dell’esecutivo hanno maturato in Prodi e alleati la convinzione che il berlusconismo, inteso come sistema di potere, al di là dei bis di governo, sia entrato definitivamente in crisi, «una fase si è chiusa».
    L’attuale esecutivo è diverso dal precedente, a dispetto delle apparenze: da un governo del leader, nato e costruito attorno al Cavaliere, si è passati ad un governo dei partiti, «tutta un’altra storia». Uno scenario nuovo, che il leader dell’Unione forse non si aspettava e che costringe il centrosinistra a rimodulare strategie e contenuti. A non dare affatto per scontata la vittoria: «Per carità, la strada è lunga...».
    Temperature da spiaggia nella Fabbrica bolognese del Programma. Giornata dedicata alla Cina. Folla di imprenditori. E pure un pezzo da novanta: Diego Della Valle, numero due di Confindustria e patron della Fiorentina, che picchia duro sui «ritardi della nostra classe politica», apprezza il cantiere ulivista («Molto utile»), chiede ai futuri governanti «fatti e non chiacchiere» e riconosce a Prodi («Non un novellino») la capacità di «tenere i piedi per terra».
    Il Professore si sforza di rimanere agganciato alla questione cinese, ma quando gli ricordano la caduta del ’98, beh, allora, la Cina può aspettare: «Se stavolta sopravviverò cinque anni? C’è una ragionevole, alta probabilità, sì... E se governerò bene, questa probabilità diventerà certezza. Non è con le garanzie astratte che si conquistano i cinque anni, ma è con la chiarezza dei programmi». E la «iena» Sortino: ma lei non ha nemmeno un partito alle spalle! E lui, sapendo che nella Margherita qualcuno non apprezzerà: «Ci sono fasi storiche in cui non avere un partito può essere una forza. Soprattutto se c’è una persona a cui viene chiesto di garantire per tutti». E questa persona, sottintende Prodi, è lui stesso. Le primarie? Inutili: «Il mio disegno è stato approvato unitariamente con le Regionali. Farle, sarebbe stato un atto di democrazia, ma anche una gara finta...».
    La Cina chiama. Prodi martella sul computer, si allenta la cravatta, parlotta con Giulio Santagata e Richi Levi. La minaccia cinese? No, può essere un’opportunità: «Ma non parliamo di dazi: cerchiamo piuttosto di far rispettare con durezza le leggi e di bloccare le entrate di beni illegali». Occorre una strategia comune, un programma nazionale: «E invece l’Italia, già di per sè piccola, si muove verso la Cina in ordine sparso: ognuno porta la propria bottiglia di vino, roba da pazzi!». Gira nella Fabbrica un’intervista rilasciata dal Professore al giornale di Bolzano, Dolomiten . E’ un Prodi privato. Che si definisce «un vero testardo». Ammette di essere un po’ lento, non nel senso di arrivare tardi agli appuntamenti, «ma su certe cose».
    Confessa, per sè, aspirazioni estetiche vagamente fassiniane: «Se avessi una bacchetta magica mi farei magro, magro, magro e alto». Crede nell’angelo custode, «che poi abbia le ali o la coda non so...». E rivela che «fare politica» è sempre stato il suo sogno. Il resto lo aggiunge la moglie Flavia dalle colonne del settimanale Chi . Ritrae un Prodi casalingo, che «paga le bollette», «fa andare pure la lavatrice» e che da giovane «non si può dire fosse bello, adesso lo è molto di più, ma mi dava una gran sicurezza...».
    Francesco Alberti

    http://www.dsmilano.it/html/Pressroo...i-se-vinco.htm

  3. #3
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  4. #4
    Mauro V.
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    secondo me sta peggio chi ha governato ben 5 anni senza fare niente.
    almeno prodi ha la scusa che aveva una maggioranza molto risicata...
    e infatti la gente fa bene a domandarsi come mai ora dovrebbe rivotare il centrodestra che in 5 anni, con una larga maggioranza, non ha risolto un bel nulla.
    non credi malik?

 

 

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