Nuova accusa contro il presidente della Campania per una relazione del 2004. Veglia con le reliquie di san Gennaro
Rifiuti, il Centrosinistra salva Bassolino
Ancora blocchi a Benevento. Oggi protesta contro De Gennaro
NAPOLI - La sua maggioranza era blindata e Antonio Bassolino, governatore della Campania assediato dall'emergenza rifiuti e dal declino della sua leadership politica, ce l'ha fatta a restare in sella. La mozione di sfiducia presentata dal Centrodestra e motivata dalla crisi nello smaltimento della spazzatura, è stata respinta ieri sera dal consiglio regionale campano con 29 no (Pd, Prc, Socialisti, Verdi, Sinistra democratica) e 17 sì (An, Fi, Udc e Nuovo Psi), astenuti i tre consiglieri dell'Italia dei valori, assente l'intero gruppo Udeur.Bassolino, commissario per l'emergenza rifiuti dal 2000 al 2004, nel suo intervento prima del voto aveva replicato all'atto d'accusa contenuto nella mozione, ricordando di aver portato avanti, per continuità amministrativa, il Piano rifiuti Rastrelli, predecessore di Centrodestra, «in un momento in cui la legge nazionale andava verso la chiusura delle discariche».
Bassolino ha anche precisato, per la prima volta, di essere disposto a passare la mano, ma solo dopo il superamento dell'emergenza. E ha poi sottolineato come l'esperienza campana sia giunta a un «punto critico», ma meno di quanto non lo sia quella del Centrosinistra sul piano nazionale.
Intanto da Roma gli arrivavano sinistri squilli di tromba, come quello del leader Pdci Oliviero Diliberto che sul governatore, ieri a Matrix, ha tagliato corto: «Noi non siamo mai stati in giunta con Bassolino, non ci ha mai voluti. Ora deve andarsene».
Sul presidente della Regione Campania, ieri si è abbattuta un'altra tegola giudiziaria, sempre nell'ambito dell'inchiesta che lo vede rinviato a giudizio per l'emergenza rifiuti. I pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo gli hanno contestato la nuova accusa di concorso in falso che farebbe riferimento a una relazione del 2004, quando Bassolino aveva da poco concluso l'incarico di commissario straordinario per l'emergenza rifiuti. Secondo i magistrati, nella relazione sarebbero stati omessi i punti di criticità del contratto stipulato con l'Impregilo, i cui impianti di Cdr non avrebbero prodotto materiale adatto alla combustione.
Resta caldo il fronte caldo della raccolta dell'immondizia dove non cessano i roghi e continuano le proteste. Nel Comune di Montesarchio (Benevento), isolato dai nuovi blocchi stradali allestiti nel corso della notte dai manifestanti per dire no alla riapertura della discarica "Tre Ponti", s'annuncia oggi una giornata ad alta tensione con l'arrivo del supercommissario De Gennaro mentre una grande manifestazione di cittadini sfilerà contro l'apertura della discarica. Nei pressi del sito ieri ignoti hanno tagliato le gomme di un autobus di linea.
Mobilitazione anche a Ariano Irpino (Avellino) contro l'apertura del sito di Difesa grande, proteste a San Giorgio a Cremano (Napoli) dove molti cassonetti sono stati ribaltati per strada. E ancora rifiuti in fiamme tra Napoli e la sua provincia: ottantuno, la scorsa notte, gli interventi dei vigili del fuoco nelle consuete aree critiche, quella vesuviana e quella flegrea.
Corre contro il tempo intanto Gianni De Gennaro che ieri ha fatto il primo bilancio del suo mandato: «Oggi il piano è un castello di carta, se lo tocco cade tutto - ha detto il supercommissario - ma se riesco ad aprire una discarica diventa un castello di sabbia».
Ci sarà, intanto, una veglia nel Duomo di Napoli con le reliquie di San Gennaro traslate dalla cappella per essere esposte, come è stata tradizione partenopea in tempi passati di fronte a gravi eventi. La Curia di Napoli offre così il suo contributo a una emergenza che è anche di «energie» come ha notato il cardinale arcivescovo Crescenzio Sepe, dopo che «la tragedia dei rifiuti ha portato Napoli e la Campania sulle prime pagine dei giornali e delle televisioni di tutto il mondo con titoli impietosi, che tuttavia denunciano una realtà impossibile da giustificare».
Ferruccio Fabrizio
http://www.liberta.it/asp/default.asp?IDG=801262024&H=




NAPOLI - La sua maggioranza era blindata e Antonio Bassolino, governatore della Campania assediato dall'emergenza rifiuti e dal declino della sua leadership politica, ce l'ha fatta a restare in sella. La mozione di sfiducia presentata dal Centrodestra e motivata dalla crisi nello smaltimento della spazzatura, è stata respinta ieri sera dal consiglio regionale campano con 29 no (Pd, Prc, Socialisti, Verdi, Sinistra democratica) e 17 sì (An, Fi, Udc e Nuovo Psi), astenuti i tre consiglieri dell'Italia dei valori, assente l'intero gruppo Udeur.Bassolino, commissario per l'emergenza rifiuti dal 2000 al 2004, nel suo intervento prima del voto aveva replicato all'atto d'accusa contenuto nella mozione, ricordando di aver portato avanti, per continuità amministrativa, il Piano rifiuti Rastrelli, predecessore di Centrodestra, «in un momento in cui la legge nazionale andava verso la chiusura delle discariche».
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