



LOGGIA 2008. Il fondatore de «La Destra» in città per inaugurare la sede del partito e fare il punto sulle alleanze
Storace: «Mani libere» Ma non esclude Paroli
«Ci avevano offerto posti sicuri, ma non sacrifichiamo i nostri valori per otto seggi e non abbiamo paura»
Se ci sarà rispetto valuteremo, ma non potranno dire votateci di nascosto»
«An è stata svenduta: i militanti non meritavano di vedere sparire simbolo e partito»
Mimmo Varone
Francesco Storace tuona contro Gianfranco Fini che «ha svenduto Alleanza nazionale» e promette che nella sua Destra «non entrerà nessuno» degli ex colonnelli. «Qui ci sarà solo gente per bene», scandisce. Tuttavia, non esclude che alle amministrative di Brescia La Destra appoggi Adriano Paroli. Se qualcuno pensava che la portavoce nazionale nonché candidata premier Daniela Santanchè si spendesse per la Loggia deve ricredersi. Ieri non si è neanche fatta vedere a Brescia, nonostante la sua presenza fosse annunciata, dopo la visita alla comunità dei Lautari di Pozzolengo (pagina 25).
Storace dice che il suo partito «dà autonomia al territorio» e che «la prima cosa da fare è capire con i dirigenti locali quale sia la scelta giusta». E che in fondo è presto per decidere, tant’è che «fino alla settimana scorsa si parlava di Cdl e ora si parla di Pdl e bisogna capire come si presenteranno a Brescia». In ogni caso, «non abbiamo paura di nulla - assicura - e se a Brescia ci sarà una forma di rispetto verso di noi la valuteremo, ma non potranno dire votateci di nascosto». Quanto a Santanchè, «vuole sostenere la campagna elettorale bresciana, e anche se è impegnata nella competizione nazionale ha una bella sorpresa da offrire alla città». Quale sia la sorpresa per ora non è dato sapere.
STORACE è venuto ieri sera con i senatori Stefano Losurdo (portavoce regionale), Stefano Morselli (responsabile organizzativo nazionale) e con l’ex leghista Giancarlo Pagliarini (consigliere comunale a Milano) per arringare i militanti bresciani, che non sono per niente pochi, ed elogiare «l’ottimo lavoro» fatto dai portavoce cittadino e provinciale Diego Zarneri e Angelo Colosio per organizzare il partito a Brescia. L’inaugurazione della sede di piazzale Cesare Battisti è stata occasione per aprire una campagna elettorale contro la «casta», contro l’immigrazione clandestina e a favore della gente «che lavora per arrivare a fine mese».
Con riferimento al decreto che impone alla sua lista di raccogliere le firme per presentarsi alle elezioni, «oggi abbiamo visto cosa vuol dire avere il potere contro - tuona -, ma stavolta la libertà la rappresentiamo noi che ci siamo comportati con grande lealtà nei confronti della coalizione». E posto che «per noi l’unico nemico è la Sinistra», tutto il discorso è rivolto a Berlusconi, Fini e Pdl: «Dovremmo sacrificare il nostro simbolo per entrare tra chi accoglie Mastella, Cuffaro e Dini?», chiede tra gli applausi dei militanti (tra i quali molti portavoce dei comuni della provincia). «Ci avevano offerto posti tranquilli per i parlamentari uscenti - aggiunge -, ma noi non sacrifichiamo i nostri valori per otto seggi».
Storace annuncia mani libere, e se Berlusconi dice che «si deve votare o lui o il Pd, vuol dire che la sinistra non è un pericolo, e allora perché non dice votate Santanchè?». La risposta è che «il pericolo siamo noi, che quando sottoscriviamo un patto manteniamo la parola». Ma gli strali più acuminati sono per An: «Vergogna! - esclama Storace -, i militanti non meritavano di veder scomparire il partito!». E promette: In campagna elettorale saremo cattivi, e non guarderemo in faccia a nessuno».
http://www.bresciaoggi.it/ultima/oggi/cronaca/Aad.htm