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Discussione: collezione Orler

  1. #1
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    Predefinito collezione Orler

    Come sanno i frequentatori del forum, sono sempre molto critico su quanto spesso avviene nelle televendite. Questa mattina ho visto l’intera trasmissione di “Collezione Orler”, i cui titolari non conosco né di persona né di nome, e debbo dire che mi è parsa, nella sua semplicità, orchestrata molto bene. Prima vorrei parlare dei tappeti, che debbono essere gli assoluti protagonisti, alcuni dei quali mi sono parsi di indubbio interesse. Su tutti un Heriz da 5x3 (39000€) veramente potente sia per disegno che per conservazione. Mi ricordava due esemplari che conosco bene, per misura meno imponenti (4x3), perché da me consigliati ai loro attuali proprietari e costati molto di più (90 e 105 milioni di lire a metà anni novanta). Poi un Bakhtiari (6000€) fine ottocento, dal grande equilibrio nelle geometrie, un Malayer (8400€) di notevole bellezza e dal prezzo forse un poco alto. Notevole un Kaskhai “morghi”, a mio parere, suffragato da esemplari pubblicati molto simili, si tratta di un Khamsheh del sud, (8500€) di notevole qualità iconografica e importanza mercantile. Fra i caucasici, un notevole Borcialu a preghiera (9900€) ed un Soumakh a draghi (13500€) con il prezzo certamente appropriato alla qualità e conservazione descritta; belli per impianto e conservazione, ma già più reperibili, due Kuba ed uno Shirvan. Presentati due anatolici, un Panderma (4000€), correttamente dichiarato “esausto”, ed un bellissimo e ben conservato Melas, dal prezzo molto basso di 5500€. A corollario, dei Saruq americani e dei cinesi normali con prezzi giusti. Offerto anche un Kotan, a buon prezzo, ma piuttosto monocromatico ed un poco sbiadito. Veniamo alla presentazione di Davide Basilico. Credo abbia dato un esempio di come ci si deve comportare per vendere antiquariato in televisione. Misurato, descrizione tecnica quanto basta senza inventare nulla; evidenziazione delle particolarità decorative e conservative degli esemplari, segnalazione dell’epoca di realizzazione, senza spazio alla fantasia ed al teatro. Ad esempio, ha presentato un Meshkin (3300€) ed un Chelaberd (3800€) dichiarati vecchi, anni 50, quando altri li avrebbero definiti “primo novecento”. Da ultimo, e personalmente lo applaudo per questo, non ha mai citato il termine “investimento” e non ha mai detto, come altri spesso fanno, che un tappeto era “regalato”. Riconcilia con le televendite di annodati. A tutti un saluto.

  2. #2
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    Condordo pienamente, ad eccezione che a me il Melas non diceva molto.
    Domanda successiva: andaranno lontano (o almeno da qualche parte) con questo stile? Ai posteri l'ardua sentenza.

  3. #3
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    Altra (seconda?) puntata della nuova esperienza televisiva di Davide Basilico come presentatore del tappeto antico. Cominciata con un po' di timore del già visto (prima inquadratura: il solito Sarough "americano") si è rivelata interessante per la bravura e correttezza del presentatore, la qualità di molto pezzi esposti e anche per il buon prezzo di alcune proposte.
    Inizio proprio dal Sarough per evidenziare le differenze con la concorrenza: quando viene presentato altrove (specie a Brescia) si parla sempre (o troppo spesso) di fine 800-inizio 900, di un valore commerciale sui 18000-20000 per poi offrirlo a 10000-12000; viceversa ieri Basilico ha correttamente individuato la forbice di prezzo usuale in 8500-11000, l'età in 1920 circa, e poi lo ha offerto a 6500: in questo caso corre obbligo perdonargli di avere più volte parlato di occasione, ci sta.
    Ha presentato inoltre tre piccoli caucasici di qualità ottima (un perepedil, un karagasli e un cici) a prezzi proporzionali, un bellissimo Bakshais, un sileh, due anatolici (di cui uno bello), un mohtashem suf, un kirman ravar.
    C'era un kazak (non eccelso) di grandissime dimensioni (3.10x1.95 circa, se non erro) a ottimo prezzo: qui non ho capito l'attribuzione perchè Basilico lo ha definito Karachop mentre a me pareva chiaramente un disegno Facralo.
    Riassumendo, buoni pezzi, alcuni buoni prezzi e sopratutto un'altra classe da parte del presentatore, decisamente superiore alla concorrenza.

  4. #4
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    Quando tramette la collezione Orler, canale, giorno e ora su Sky ??
    Grazie

  5. #5
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    Concordo con te su quanto segnalato in merito alla vendita di ieri. Quanto ai manufatti presentati, volevo ricordare i due Melas, di tutt’altro prezzo rispetto a quello della scorsa settimana (9000-14500 €), caratterizzati da importanti bordure, una delle quali quasi a tutto campo. Il grande Kazak, è vero è un Fackralo. Il tappeto forse non era di primaria importanza, ed il prezzo (7800€), assodato che nessuno da nulla per nulla, lo dimostrava. Tuttavia la dimensione e lo stato di conservazione (non credo sia fine otto, ma attorno al periodo prima guerra mondiale) giustificavano un interesse nei suoi confronti. L’attribuzione penso sia stata un lapsus per Basilico, anche se non condivido altre sue affermazioni, credo con ragione. Ai caucasici già citati, corretti ma usuali, volevo ricordare una preghiera Daghestan a grata molto bella, ed un Lesghi per me tardo, lo rivelava la simmetria dei decori, con le frange dalla tonalità rosata, indice di una cessione di colore al lavaggio. Buono il Sileh che purtroppo, come spesso avviene, era appeso al contrario: chissà come soffrivano i draghi o serpenti che dir si voglia. Interessante un tappeto di Pekino con la parte centrale del campo ospitante un medaglione, seppur costituito da simboli cinesi, quasi persiano. Per chiudere, tre cose: presentando un Teheran, il signor Basilico ha detto che i primi tappeti prodotti in quella città erano opera di carcerati, questo non lo sapevo. So che nelle carceri di Agra e Lahore, nell’ottocento e primo novecento, furono impiegati detenuti, ma in Persia mi giunge nuova. Kashan Motaschem suf, riconoscibile principalmente dalla bordura? Per me che dubito persino, ignorante come sono, che questo signore sia esistito, figuriamoci se quella “infantile” bordura si poteva accostare a “cotanto” nome…Da ultimo il Saruq americano, indubbiamente ceduto ad un prezzo basso e presentato commercialmente bene. Però non mi pare che Tyriakian sia un annodatore che per primo, nel 1906, annodò questi manufatti; cosi come ai Saruq non seguirono i Kirman e i Kashan americani: semmai l’opposto. Nei primissimi anni del XXº secolo, una ditta di New York, la Tomshandjian, incaricò un suo rappresentante, il Tyriakian, di verificare quali zone erano idonee alla creazione di un nuovo tappeto dal vello alto, dallo schema floreale e da un cromatismo nuovo. Visto che in Persia, da un paio di decenni, le riorganizzate manifatture di Kashan e Kirman annodavano manufatti già importati negli Stati Uniti, furono coinvolte in questo progetto commerciale. Dal punto di vista tecnico si realizzarono esemplari di ottimo valore: annodatura solida, disegni piacevoli, d’ispirazione inglese, realizzati con cura anche se, purtroppo, fuori dalla tradizione iconografica persiana. Buona la qualità dei materiali, sopratutto a Kashan, grazie all’uso di lane australiane preparate a Manchester ed importate per l’industria tessile locale ma, a causa della crisi del settore, rimaste inutilizzate. Un solo neo: il prezzo. La manodopera era costosissima come anche i materiali: soprattutto se confrontati con le lane del Khorasan, del Loristan, della zona di Sultanabad. Per questo decisero di spostare la maggior parte della produzione nell’area di Sultanabad sull’esempio della Ziegler. Quella manodopera però, pur brava tecnicamente, non sapeva annodare disegni perfettamente curvilinei. Per aiutare gli annodatori a risolvere questo problema, furono introdotti, attorno al 1913, dei modelli realizzati su carta millimetrata, snaturando non solo l’aspetto artistico ma anche quello tecnico. Dopo il 1915 si iniziò a produrre questo nuovo tipo di tappeto in grandi quantità. Il grosso dell’esportazione si ebbe tra il 1920 e il 1930 poi, con la “grande depressione” che colpì brutalmente l’economia americana e mondiale, il mercato abbandonò questa tipologia per rispolverarla, con annodati più rozzi, dopo il secondo conflitto mondiale.
    Comunque, presentazione misurata e condivisibile in quasi tutto.
    Se non ricordo male trasmette al sabato pomeriggio su Sky, ma non ricordo l’ora, tappeti recenti. Alla domenica mattina, 10 – 13, su Sky e Sette gold sul terrestre normale, tappeti antichi.

  6. #6
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    Per quanto riguarda canali e orari, le trasmissioni condotte da Basilico vanno in onda su Sky 866 e anche su un canale tradizionale, la domenica dalla 10 alle 13 l'antico, il sabato dalle 16 alle 19 il moderno.
    Tornando ai pezzi:
    - il Mohtashem: ormai ho sentito parlare di così tanti tratti distintivi o addirittura inconfondibili dei Mohtashem (il blu, la bordura, l'annodatura...) che dovrei essere in grado di riconoscerli al volo. Invece non riconosco un bel nulla e mi limito a identificare i Kashan e distinguerli in più e meno belli. Meno di effetto forse ma più credibile, credo.
    - i caucasici: li definisci corretti ma usuali, non sono d'accordo. O meglio, tutti e tre avevano un iconografia usuale ma almeno il perepedil era (o pareva) di qualità eccelsa. Per me che non cerco affatto l'originalità ma la bellezza, o meglio l'unicità nella bellezza, tanto basta.
    - il discorso Saruq: ho trovato un link (http://www.internetrugs.com/blog/sarouk-type-persian-rugs/) che conferma la cronologia indicata da Basilico (da Saruq, o meglio da Arak, a Kirman e Kashan), ma credo basti leggere il libro di Cecil Edwards (cosa che io non ho mai fatto) per risolvere il quesito.

  7. #7
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    gRAZIE TUCBORO E SARUQ X INFORMAZIONI.
    Complimenti tucboro di nuovo x le tue conoscenze di siti internet e capacità di navigazione.

    Condivido a titolo personale, comunque il tuo approccio all'acquisto dei tappeti.
    Bye

  8. #8
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    La televisione, oimè, consente di verificare solo l'aspetto cioè l'iconografia. Sarà stato dotato di grande annodatura, sarà stato di una conservazione stupenda, però... sarà. Per quello che ho visto, il decoro, era tipico dei Perepedil, bello ma usuale: non mi pare sia un'offesa. Ho avuto, ed ora è a casa di un collezionista inglese, un Perepedil con visi umani nell'ottagono che tiene unite le comunemente definite corna di montone. Aveva forme antropomorfe sparse nel campo ed una bordura con la stilizzazione della "Dea Madre". Un altro, simile ma non bello come quello che avevo io, fu venduto da Orler ad un collezionista toscano. Forse non erano conservati come quello presentato in TV, ma certamente non erano usuali. Quanto ai Saruq americani, bè io sono un pessimo navigatore di Internet e quello che so l'ho imparato o dai libri o da testimonianze dirette. Sai, nel tappeto, molte cose vengono dette e, non essendo un concetto matematico, chi ha la certezza di quanto asserito? Spero che il dissentire da quanto riferito dall'ottimo, e personalmente conosciuto, signor Basilico non costituisca "lesa maestà". Per quello che mi riguarda, da quanto dico io, tutti possono tranquillamente dissentire. Un caro saluto.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da saruq Visualizza Messaggio
    La televisione, oimè, consente di verificare solo l'aspetto cioè l'iconografia. Sarà stato dotato di grande annodatura, sarà stato di una conservazione stupenda, però... sarà. Per quello che ho visto, il decoro, era tipico dei Perepedil, bello ma usuale: non mi pare sia un'offesa. Ho avuto, ed ora è a casa di un collezionista inglese, un Perepedil con visi umani nell'ottagono che tiene unite le comunemente definite corna di montone. Aveva forme antropomorfe sparse nel campo ed una bordura con la stilizzazione della "Dea Madre". Un altro, simile ma non bello come quello che avevo io, fu venduto da Orler ad un collezionista toscano. Forse non erano conservati come quello presentato in TV, ma certamente non erano usuali. Quanto ai Saruq americani, bè io sono un pessimo navigatore di Internet e quello che so l'ho imparato o dai libri o da testimonianze dirette. Sai, nel tappeto, molte cose vengono dette e, non essendo un concetto matematico, chi ha la certezza di quanto asserito? Spero che il dissentire da quanto riferito dall'ottimo, e personalmente conosciuto, signor Basilico non costituisca "lesa maestà". Per quello che mi riguarda, da quanto dico io, tutti possono tranquillamente dissentire. Un caro saluto.
    Ho l'impressione che tu abbia avuto l'impressione che io me la sia presa (mamma mia che frase chiara!) perchè hai messo in dubbio alcune delle cose dette da Basilico.
    Non è affatto così: concordo in pieno con te sul Mohtashem, anch'io non avevo mai sentito che a Teheran annodassero i galeotti e per finire non ho idea di chi abbia ragione sulla cronologia dei Saruq "americani".
    Concordo anche che la cosa più facile in televisione sia giudicare l'iconografia, infatti ho precisato che ho solo avuto la sensazione che il perepedil, pur molto usuale a livello iconografico, fosse di altissimo livello.

    Archiviato ciò, posso chiedere chi di voi (pochi, purtroppo) colleghi di forum andrà a Bergamo per la fiera?
    L'anno scorso è stata molto interessante.

  10. #10
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    .......cut........, posso chiedere chi di voi (pochi, purtroppo) colleghi di forum andrà a Bergamo per la fiera?
    L'anno scorso è stata molto interessante.[/quote]



    Attendo intanto tue notizie preliminari e le tue attendibili considerazioni.
    X quanto mi riguarda, siccome sto finendo di sistemare casa ed anche trasbordando "un pò di tappeti", avrò difficoltà fino a febbraio a muovermi, ma non è escluso che l'ultimo giorno di febbraio della fiera, possa andare.
    Un consiglio a tutti: passate da Nezam a dalmine, ha una collezione privata personale di altissimo livello ed il tappeto persiano più fine al mondo. Collezione mozzafiato x chi ama seta e persiani.

 

 
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