Nessuno (me compreso) ha aperto un thread di commemorazione per il Giorno della Memoria.
Forse sarebbe interessante discutere sul motivo che ci ha spinti a non farlo.
Nessuno (me compreso) ha aperto un thread di commemorazione per il Giorno della Memoria.
Forse sarebbe interessante discutere sul motivo che ci ha spinti a non farlo.


Sarebbe il caso.
Oltretutto in questi fora abbondano, fortunatamente compensati da persone interessanti e valide pur nella diversità, ragazzini che negano o ridimensionano quei crimini, prestandosi al gioco di chi più che negare o ridimensionare vuole riabilitare le ideologie che li ispirarono e li realizzarono.


Che a differenza di molti che ci speculano sopra sui morti,noi forse siamo capaci di ricordarci di un avvenimento senza che lo dobbiamo ripetutamente ricordare agli altri.


anche questo è vero.
Nessuno, per esempio, organizza più (se mai le organizzavano) manifestazioni per celebrare le Cinque Giornate, ma di certo il significato di quell'evento non sia stato interiorizzato dalla stragrande maggionranza e che questa non esiterebbe a riconoscersi nei principi che le ispirarono.


Salve compagni, il motivo esatto che vi ha spinto a non aprire una discussione in merito non lo conosco, semmai personalmente ritengo che a distanza di 60 il giorno della memoria rischi di trasformarsi sempre di più in un ricatto alla memoria, su questo dovremmo dibattere, è possibile che venga usata, la memoria intendo, come giustificazione al sionismo e di contro vi sia un abuso dell'etichetta di antisemita, a quale scopo tutto questo?
Per parlare seriamente di questo argomento bisogna evitare di commettere, secondo me, questi errori per incominciare:
1. propaganda trita e ritrita, che andava bene prima del '67. Dopo quella data ha iniziato a fare acqua da tutte le parti;
2. tesi del complotto giudo-massonico. Sebbene a volte interessante, è inutile e diventa controproducente. Talmente tanto controproducente che ipotizzo che venga pilotato esattamente dalle stesse persone che sembrerebbero esserne il bersaglio;
3. porre estrema attenzione all'uso del linguaggio usato, non tanto per questioni legali, tanto per evitare di farci associare alla destra xenofoba.


Credo che di olocausti ce ne sono stati troppi.Molti vengono ricordati altri no.
basti pensare a quello armeno fu tanto brutale come quello ebraico,ma viene poco considerato.Eppure se uno ci pensa i Turchi che commisero la strege uscivano sconfitto dal conflitto bellico del 14-18.
Lo stesso si può dire dei tedeschi,anch'essi pesantemente sconfitti.Eppure ce li ricordiamo per il solo fatto che per una 15 di anni i nazisti non facevano altro che promulgare l'odio verso il popolo ebraico.Propaganda su tutti i fronti e poi nel 45 di fronte a tali orrori il mondo non potè fare finta di nulla.Eppure la gente se n'è stata per anni a guardare quella gente manifestare odio verso di loro senza dire nulla.
Il resto che ci ha insegnato?Che chi compie le stragi le fà in silenzio.I nazisti con tutto quel caos si sono fatti sentire e vedere troppo,mentre invece nel dopoguerrra ci sono state genocidi impressionanti,ma anonimi,migliaia di persone ammazzate nel silenzio,come se non ci fossero mai vissute tali persone.Non riesci a identificarli queste povere persone,mentre con la Shoa ebraica sai com'è nata come si è diffusa e come è terminata.


Ok, proverò abuttare giù qualche idea.
Credo che la memoria non vada imposta, credo che la memoria debba essere prima di tutto un atto di personale attaccamento ai valori e agli eventi.
Credo che non si debba permettere di usare la memoria di fatti tragici solo per scopi puramente utilitaristici e che nulla hanno a che fare con i fatti accaduti.
Quei fatti tragici, i campi di sterminio, la guerra ci hanno insegnato ben poco e a ben vedere come gira il mondo, il giorno del ricordo rischia di suonare a vuoto le proprie note.
vorrei completare il post di Walter , ma non lo faccio per correttezza.
solo una cosa, niente è come appare.
ovviamente il post lo quoto.
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