Benvenuto, camerata Richard
Leggo dell’ennesimo caso di "turpitudine nazista" avvenuto in Germania (1) e non mi so capacitare. Un giovanotto si è permesso di "fare il saluto nazista" davanti alla telecamera. E, giustamente, è stato cacciato dallo spettacolo. E, contro di lui, è stato pronunciato l’anatema: mai più comparirà nella televisione tedesca.
E mi commuove fino alle lacrime il commento dell’inviato del "Corriere della Sera": "… Ma la Germania sui simboli del suo passato nazista non è disposta a scherzare. Esibirli è proibito dalla costituzione, così com’è vietata l’apologia del nazismo o la negazione dell’olocausto…. Eva Hermann, per esempio,… è stata licenziata per avere difeso il nazismo". Tutto vero, tutto giusto. La Germania e l’Europa hanno perso la guerra. E, nei Trattati di Pace, è stato imposto ai vinti: "mai più fascismo, mai più nazismo". E via con tante leggine "democratiche". Nella Costituzione tedesca e nella Costituzione italiana (articolo XII Disposizioni transitorie).
Dal 1945 sono passati oltre 60 anni, le generazioni si alternano, ma la condanna alla "dannazione perpetua" sussiste sempre. Inesorabile. Solo che nascono i "ribelli", delle sporche canaglie che dicono: "me ne fotto". E rivendicano le Termopili, e rivendicano i 600 giorni di Salò, e rivendicano la difesa della Cancelleria di Berlino. Gente che non sa vivere, che rifiuta di mettersi a pecoroni. Perché ignora quanto sia bello fare i soldi servendo, invecchiare ingrassando come maiali, plaudire alla democrazia dei "liberatori yankee".
Che dire al giovane Tomek, cacciato dal reality, "colpevole di aver fatto il saluto nazista"? Che dire alla giornalista Eva Hermann, cacciata dalla televisione, "colpevole di avere espresso giudizi parzialmente elogiativi di alcune realizzazioni del nazismo"? Non so voi. Io dico: "Benvenuto, camerata Richard".
Antonino Amato
(1) "Saluto nazista al reality show. Tedesco cacciato" in "Corriere della Sera" del 24 gennaio 2008, pagina 19.




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