Sciopero a Mestre: Sicurezza, lavoro e salari. Epifani contestato
Sulla crisi politica che ha portato Prodi alle dimessioni si susseguono in questi giorni le considerazioni dei sindacati.
Per Guglielmo Epifani (segretario generale della Cgil): “questa è una crisi che non aiuta a risolvere i problemi urgenti del Paese. Per i lavoratori l'esigenza prioritaria è che questi problemi non siano dimenticati, e che non si lasci cadere l'impegno ad affrontarli".
Il segretario inoltre è intervenuto questa mattina attorno alle 10.30 in Piazza Ferretto dove si sono raccolti i circa 15.000 lavoratori che hanno partecipato allo sciopero di 4 ore indetto dai tre sindacati CGIL, CISL e UIL a sostegno della piattaforma presentata a imprenditori e istituzioni per chiedere "sicurezza, occupazione e sviluppo".
Contestato all'arrivo da CISL e UIL, Epifani ha concentrato il suo intervento sulla sicurezza sui posti di lavoro, incolpando i piccoli imprenditori che non applicano le norme riferite alla legge 626 (il maggiori numero degli infortuni si verifica nelle aziende con meno di 9 dipendenti, ndr), lo stato che non aumenta in controlli in particolare nei cantieri e i politici che hanno votato l'indulto anche per coloro che sono stati processati proprio per la non applicazione anche delle più semplici norme contro gli infortuni.
In testa al corteo partito alle 9 dalla rampa del cavalcavia lungo corso del Popolo a Mestre, lo striscione dei lavoratori, colleghi di Denis Zanon e Paolo Ferrara, i due lavoratori asfissiati nella stiva di una nave ormeggiata in banchina a porto marghera durante le operazioni di pulizia.
“Siamo molto preoccupati della crisi di governo in corso – ha dichiarato Franca Porto, segretaria generale Cisl Veneto - perché blocca il paese in un momento delicatissimo per l’economia e lo sviluppo. Abbiamo bisogno di azioni straordinarie che rilancino e innovino il nostro sistema produttivo industriale (lo sviluppo non è solo industria, ma senza industria non c’è sviluppo) mettendoci in condizione di competere con il resto del mondo.
Per realizzare questo ci vogliono investimenti straordinari su ricerca, infrastrutture e risorse umane. Un paese che vede crescere il numero di lavoratrici e lavoratori e pensionati che fanno fatica ad arrivare a fine mese è un paese che rischia un declino".
Per la cronaca da segnalare la rabbia dei lavoratori delle telecomunicazioni che non hanno potuto aderire alla manifestazione perchè i delegati sono stati avvisati in ritardo.
http://www.radiobase.net/index.php?id=21,1268,0,0,1,0




Rispondi Citando
