In mattinata vi era stata notizia battuta da agenzie che esponenti di spicco del Partito Democratico (PD) della regione Campania il partito di Bassolino per intenderci,erano stati indagati per camorra,questi davano appalti e favori al clan camorristico Misso in cambio di voti, estorti con violenze ai cittadini napoletani,a favore degli esponenti del PD e della margherita ( partito della Iervolino).
POCHI MINUTI FA HO ASCOLTATO IL TG3 NAZIONALE CHE HA ANNUNCIATO CHE GLI INDAGATI SONO STATI ARRESTATI E TORVATE DAGLI INQUIRENTI PROVE DOCUMENTALI DIMOSTRATIVE DELL' APPARTENENZA DEGLI ESPONENTI CAMPANI DEI DS AL CLAN CAMORRISTICO MISSO DI NAPOLI!!
E' uno scandalo,la regione campania andrebbe sciolta dal governo e cosippure il comune di Napoli!!
Riguardo alle ultime elezioni comunali,ricordo che intervenne l'antimafia in quanto esponenti di cosce camorristiche costringevano con violenze a votare per la Iervolino ( ALCUNI ARRESTATI IN FRAGRANZA DI REATO) ed inoltre l'antimafia scopri' che il 50% dei candidati al comune per la margherita e partiti che appoggiavano la Iervolino e eletti erano figli o parenti di boss della camorra oppure con precedenti penali per associazione a delinquere etc....!! IN UN PAESE CIVILE E DEMOCRATICO;VISTO QUANTO RISCONTRATO DALL' ANTIMAFIA, SAREBBERO STATE INVALIDATE LE ELEZIONI E TORNATI NUOVAMENTE AL VOTO E CON L'ESERCITO NEI SEGGI: INVECE E' COME NULLA FOSSE ACCADUTO! E' UNA VERGOGNA!!!
I giudici assicurano che nelle prossime ore,a dire del TG3 e di un esponente dell' antimafia intervistato ( mi sembra SERRA ) ,c'e' da aspettarsi imminenti novità ( altri arresti di altri esponenti del PD e della margherita in campania per camorra).
Questa che segue è l'agenzia ANSA che era apparsa alle 17,46
dice che gli esponenti del PD in campania erano indagati,anche se ormai, visti gli sviluppi, tale notizia è stata superata dall' avvenuto arresto per camorra degli indagati e pertanto si aspettano aggiornamenti da parte delle agenzie in tal senso,in ogni caso lo posto ugualmente:
ANSA 2008-01-28 17:46Camorra: consigliere Pd indagato, favori ai clanUn consigliere regionale della Campania ha ricevuto un'informazione di garanzia per concorso esterno in associazione mafiosa nell'ambito dell'inchiesta che portato oggi ai fermi di presunti appartenenti al clan Misso attivo al Rione Sanità. E' Roberto Conte (eletto nella Margherita, ora nel Partito democratico). Conte fu coinvolto anche nelle scorse settimane in un' altra indagine condotta dalla sezione Reati contro la pubblica amministrazione della Procura sulle forniture al Consiglio regionale e al Comune di Napoli.
L'esponente politico avrebbe ottenuto l'appoggio per la campagna elettorale nel 2001 in cambio di promesse di assunzioni e appalti a favore della camorra. "Questa è la prima puntata, presto ce ne saranno altre...", ha detto il procuratore della Repubblica di Napoli, Giovandomenico Lepore.
L'avviso è stato firmato dal procuratore aggiunto Franco Roberti, coordinatore della Dda e dai pm Barbara Sargenti, Giuseppe Narducci, Sergio Amato e Paolo Itri. L'operazione eseguita dai carabinieri e dalla guardia di finanza ha portato anche al sequestro di beni per un valore di oltre dieci milioni di euro.
Le indagini sul clan Misso che hanno portato a sei fermi si basano sulle dichiarazioni fatte da diversi pentiti tra i quali Giuseppe ed Emiliano Zapata Misso, nipoti del boss del Rione Sanità. Un contributo alle indagini é stato offerto dallo stesso "storico" capoclan Giuseppe Misso, il quale negli ultimi tempi ha avviato una collaborazione con gli inquirenti.
Le rivelazioni riguardano, tra l'altro, anche la faida esplosa al Rione Sanità tra il 2005 e il 2006 tra l'organizzazione dei Misso e quella "scissionista" che fa capo a Salvatore Torino. I fermati sono Vincenzo Candurro, di 56 anni, Gennaro Palmieri, 60, Carmine Grosso, 43, Giovanni Penniello, 55, Nicola Sequino 39, e Salvatore Sequino, 34. Nell'inchiesta si fa riferimento anche all'omicidio di Mario Ferraiuolo, avvenuto a Napoli il 15 maggio 2001.
L'ex affiliato del clan Misso fu ammazzato per aver accusato il boss Misso al processo per la strage del rapido 904 del 23 dicembre del 1984, accusa dalla quale Misso fu poi assolto dalla Cassazione. Per tale delitto è indicato come uno degli esecutori Carmine Grosso. Tra i beni sequestrati vi sono 39 immobili e in particolare un appartamento di undici stanze a Largo Donnaregina a Napoli, residenza dei Misso, nonché l'ex albergo Bassani in vico Duchessa, articolato su cinque livelli, un lussuoso appartamento di dodici vani in via Foria, una villetta a Casamicciola nell'isola d'Ischia, una cappella cimiteriale della famiglia Misso dal valore di 90 mila euro, il 50 per cento delle quote del ristorante "Il Delicato". Sequestrati anche 32 veicoli, tra cui auto di lusso e sei aziende e 15 quote di società.
http://www.ansa.it/opencms/export/si..._10522798.html
Ieri Arrestati Gia 4 Funzionari Della Regione Campania Per Tangenti
http://www.repubblica.it/2007/11/sez...ti-napoli.html
Napoli, chiedevano tangenti agli imprenditori
arrestati quattro funzionari della Regione
NAPOLI - Quattro funzionari della Regione Campania sono stati arrestati con l'accusa di concussione: i quattro avrebbero preteso una somma di denaro in cambio del parere favorevole alla richiesta di liquidazione di un finanziamento presentata da un imprenditore che stava svolgendo corsi di formazione per disoccupati di lunga durata.
Gli arresti sono avvenuti nell'ambito di una indagine già in corso da alcuni mesi da parte della sezione reati contro la pubblica amministrazione della procura di Napoli. Una indagine alla quale - sottolineano gli inquirenti - hanno offerto un contributo rilevante sia l'imprenditore vittima della richiesta di tangenti, sia la stessa Regione Campania.
Gli arrestati, secondo quanto emerso dalle indagini, avrebbero chiesto una tangente di circa 20mila euro all'imprenditore vittima della concussione, per accelerare la liquidazione degli 800mila euro che gli spettavano per i corsi da lui organizzati. Le somme di denaro pagate in più occasioni finora ai quattro ammonterebbero a circa 13.500 euro; parte del denaro è stata sequestrata oggi dagli agenti.
(27 novembre 2007)




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