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  1. #1
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    Talking Proposta di giovani spin doctors del PS per risolvere la crisi

    Ricevo e pubblico dal Confratello Contumace

    Mmmh stavo leggiucchiando la Costituzione... C'è una Terza Via, malvagia e oscura, che però potrebbe risolvere i problemi di tutti:
    Citazione:

    Art. 77.

    Il Governo non può, senza delegazione delle Camere, emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria.

    Quando, in casi straordinari di necessità e d'urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni.

    I decreti perdono efficacia sin dall'inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione. Le Camere possono tuttavia regolare con legge i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti.





    In pratica un governo qualsiasi (Marini o Prodi) può promulgare un Decreto Legge che è la Riforma Elettorale.

    Si contingentano i tempi, per fare in modo che la prima seduta del nuovo parlamento coincida con il 60° giorno di scadenza del Decreto.

    A quel punto si vota con la nuova legge, si riconvoca il parlamento e chiunque vinca deve convertire in legge il decreto (dato che altrimenti l'Elezione potrebbe venire dichiarata nulla) il primo giorno.

  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da Manfr Visualizza Messaggio
    Ricevo e pubblico dal Confratello Contumace

    Mmmh stavo leggiucchiando la Costituzione... C'è una Terza Via, malvagia e oscura, che però potrebbe risolvere i problemi di tutti:
    Citazione:

    Art. 77.

    Il Governo non può, senza delegazione delle Camere, emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria.

    Quando, in casi straordinari di necessità e d'urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni.

    I decreti perdono efficacia sin dall'inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione. Le Camere possono tuttavia regolare con legge i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti.





    In pratica un governo qualsiasi (Marini o Prodi) può promulgare un Decreto Legge che è la Riforma Elettorale.

    Si contingentano i tempi, per fare in modo che la prima seduta del nuovo parlamento coincida con il 60° giorno di scadenza del Decreto.

    A quel punto si vota con la nuova legge, si riconvoca il parlamento e chiunque vinca deve convertire in legge il decreto (dato che altrimenti l'Elezione potrebbe venire dichiarata nulla) il primo giorno.
    diabolico!

    ma da un cazzaro Massone non si puo' asppettarsi di meno

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Manfr Visualizza Messaggio
    Ricevo e pubblico dal Confratello Contumace

    Mmmh stavo leggiucchiando la Costituzione... C'è una Terza Via, malvagia e oscura, che però potrebbe risolvere i problemi di tutti:
    Citazione:

    Art. 77.

    Il Governo non può, senza delegazione delle Camere, emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria.

    Quando, in casi straordinari di necessità e d'urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni.

    I decreti perdono efficacia sin dall'inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione. Le Camere possono tuttavia regolare con legge i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti.




    In pratica un governo qualsiasi (Marini o Prodi) può promulgare un Decreto Legge che è la Riforma Elettorale.

    Si contingentano i tempi, per fare in modo che la prima seduta del nuovo parlamento coincida con il 60° giorno di scadenza del Decreto.

    A quel punto si vota con la nuova legge, si riconvoca il parlamento e chiunque vinca deve convertire in legge il decreto (dato che altrimenti l'Elezione potrebbe venire dichiarata nulla) il primo giorno.
    Chiama Giorgio, digli che hai la soluzione ai suoi tormenti

  4. #4
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    Peccato che -come sanno gli studenti di diritto - il Governo NON può emanare decreti legge che toccano la legge elettorale.

    Non si possono avere presupposti di necessità e urgenza per modificare una legge elettorale.


    Non possono adottarsi decreti-legge, in base alla normativa di livello ordinario in esame, per: conferire deleghe legislative al Governo; provvedere nelle materie in cui vi è "riserva di Assemblea" [Ossia, in base all'articolo 72 della Costituzione, nelle seguenti materie, relativamente alle quali deve essere seguita la procedura d'esame normale: materia costituzionale ed elettorale, delegazione legislativa, autorizzazione a ratificare trattati internazionali, approvazione di bilanci e consuntivi.]; rinnovare le disposizioni di decreti-legge dei quali sia stata negata la conversione in legge con il voto di una delle due Camere; regolare i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti; ripristinare l'efficacia di disposizioni dichiarate illegittime dalla Corte costituzionale per vizi non attinenti al procedimento.
    http://www.senato.it/notizie/136525/.../genpagina.htm

  5. #5
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    L'avevo pensato ma come diceva zaffo le leggi elettorali non possono essere oggetto di decreto-legge.

  6. #6
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    Direi che c'è una bella riserva d'assemblea in materia di legislazione elettorale...

  7. #7
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    Acciderboli, Caimano che mi combini !!

    Altro interventl del Confratello Contumace:

    In realtà se noi partiamo dal 163 a 156 della sfiducia a prodi possiamo dire:
    - Dini e Scalera votano si a Marini
    - Fisichella Idem
    - Pallaro vota
    - Andreotti vota

    Si passa a 160 a 161. Inoltre non dimentichiamo che a quel punto Marini si deve dimettere da Presidente del Senato, ergo i voti passano a 162-159 (dato che il Presidente del Senato diventerebbe Calderoli).
    Se pure Baccini votasse per Marini si giungerebbe a 163-158 che sarebbe una discreta maggioranza.

    Ovviamente SE e solo SE il PDCI vota per Marini (Turigliatto può, in questo scenario, continuare a votare con Forza Italia).

    A quel punto, e inizierebbero le comiche, il Referendum Elettorale dovrà essere per forza convocato dal Governo Marini PRIMA di qualsiasi elezione politica.

    E a quel punto inizierebbe la Rumba...

    P.S.: Il PDCI ha detto che non voterebbe la fiducia ad un governo con la Destra. Se l'unico aiuto dalla destra fosse baccini il PDCI potrebbe votare anche si.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Manfr Visualizza Messaggio
    Acciderboli, Caimano che mi combini !!

    Altro interventl del Confratello Contumace:

    In realtà se noi partiamo dal 163 a 156 della sfiducia a prodi possiamo dire:
    - Dini e Scalera votano si a Marini
    - Fisichella Idem
    - Pallaro vota
    - Andreotti vota

    Si passa a 160 a 161. Inoltre non dimentichiamo che a quel punto Marini si deve dimettere da Presidente del Senato, ergo i voti passano a 162-159 (dato che il Presidente del Senato diventerebbe Calderoli).
    Se pure Baccini votasse per Marini si giungerebbe a 163-158 che sarebbe una discreta maggioranza.

    Ovviamente SE e solo SE il PDCI vota per Marini (Turigliatto può, in questo scenario, continuare a votare con Forza Italia).

    A quel punto, e inizierebbero le comiche, il Referendum Elettorale dovrà essere per forza convocato dal Governo Marini PRIMA di qualsiasi elezione politica.

    E a quel punto inizierebbe la Rumba...

    P.S.: Il PDCI ha detto che non voterebbe la fiducia ad un governo con la Destra. Se l'unico aiuto dalla destra fosse baccini il PDCI potrebbe votare anche si.
    Fisichella non vota per Marini...



    l'unica speranza per Marini e' che dall'UDC si stacchino altri 2/3 senatori, almeno...

    Il che mi sembra estremamente improbabile

    Poi ovviamente l'autolesionismo di Diliberto sfascera' tutto, visto che gia' si vede come il novello Fidel Castro italiano...

  9. #9
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    11:20 Calderoli: "Se passa Marini, Lega via dal Parlamento"

    Il tentativo di Franco Marini di formare un governo per le riforme "è un golpe", visto che, "dopo Prodi, il Parlamento non è più legittimato". Per questo, la Lega "non solo non parteciperà alle consultazioni e voterà contro ma valuterà anche se ritirare la sua delegazione parlamentare. Non si può essere complici di una illegalità". E' l'annuncio di Roberto Calderoli, vicepresidente leghista del Senato, ospite stamattina del 'Panorama del Giorno' di Maurizio Belpietro su Canale 5.


    Pero' sembra che la Lega voglia aiutare Marini...

  10. #10
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    Pero' sembra che la Lega voglia aiutare Marini...

    Ma magari se ne andassero dal parlamento... per sempre...

 

 

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