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  1. #1
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    Predefinito In poche parole, un’altra Caporetto

    In poche parole, un’altra Caporetto


    Mentre il Pdl di Meno male che silvio c’è perde 8,5 punti in un anno e tocca il minimo storico, la Lega lo asfalta al nord e Fini può rivendicare i successi in Lazio e Calabria con i suoi Polverini e Scopelliti, soltanto il vertice del Pd poteva trasformare la débâcle berlusconiana in una Caporetto del centrosinistra (fra l’altro, scambiata per una vittoria). Bersani, cioè D’Alema e i suoi boys (almeno quelli rimasti a piede libero), ce l’han messa tutta per perdere le elezioni più facili degli ultimi anni e, alla fine, possono dirsi soddisfatti. In Piemonte hanno candidato una signora arrogante e altezzosa, bypassando le primarie previste dallo statuto del Pd per evitare di dar lustro al più popolare Chiamparino e riuscendo nell’impresa di consegnare il Piemonte a tale Cota da Novara per solennizzare degnamente il 150° dell’Unità d’Italia. A Roma, la città del Papa, hanno subìto la candidatura dell’antipapista Bonino per mancanza di meglio (il meglio ce l’avevano, Zingaretti, ma l’hanno nascosto alla Provincia per evitare che, alla tenera età di 45 anni, prendesse troppo piede), poi l’han pure lasciata sola per tutta la campagna elettorale. In Campania, calpestando un’altra volta lo statuto, hanno sciorinato un signore che ha più processi che capelli in testa perché comunque era "un candidato forte": infatti. In Calabria han ricicciato un giovin virgulto come Agazio Loiero, che quando ha perso come tutti prevedevano si è pure detto incredulo, quando gli sarebbe bastato guardarsi allo specchio.

    Non contenti, questi professionisti del fiasco, questi perditori da Oscar le hanno provate tutte per fumarsi anche la Puglia, candidando un certo Boccia che perderebbe anche contro un paracarro, ma alla fine hanno dovuto arrendersi agli elettori inferociti e concedere le primarie, vinte immancabilmente dal candidato sbagliato, cioè giusto. Hanno inseguito il mitico "centro" dell’Udc, praticamente un centrino da tavola all’uncinetto, perché "guai a perdere il voto moderato". Infatti gli elettori sono corsi a votare quanto di meno moderato si possa immaginare: oltre a Vendola, i tre partiti che parlano chiaro e si fanno capire, cioè Lega, Cinque Stelle e Di Pietro. Altri, quasi uno su due, sono rimasti a casa o han votato bianco/nullo, curiosamente poco arrapati dai pigolii del "maggior partito dell’opposizione" e dal suo leader, quello che "vado al Festival di Sanremo per stare con la gente" e "in altre parole, un’altra Italia". Se, col peggiore governo della storia dell’umanità, l’astensionismo penalizza più l’opposizione che la maggioranza, un motivo ci dovrà pur essere. L’aveva già individuato Nanni Moretti nel lontano febbraio 2002, quando in piazza Navona urlò davanti al Politburo centrosinistro "con questi dirigenti non vinceremo mai".

    Sono gli stessi che sfilano in tutti i salotti televisivi, spiegando che la Lega vince perché "radicata nel territorio" (lo dicono dal 1988, mentre si radicano nelle terrazze romane o si occupano di casi urgentissimi come la morte di Pasolini) e alzando il ditino contro Grillo, che "ci ha fatto perdere" e "non l’avevamo calcolato". Sono tre anni che Beppe riempie le piazze e li sfida su rifiuti zero, differenziata, no agli inceneritori e ai Tav mortiferi, energie rinnovabili, rete, acqua pubblica, liste pulite, e loro lo trattano da fascista qualunquista giustizialista. Bastava annettersi qualcuna delle sua battaglie, sganciandosi dal partito Calce&Martello e dando un’occhiata a Obama, e lui nemmeno avrebbe presentato le liste. Bastava candidare gente seria e normale, fuori dal solito lombrosario, come a Venezia dove il professor Orsoni è riuscito addirittura a rimpicciolire Brunetta. Ma quelli niente, encefalogramma piatto.

    Come dice Carlo Cipolla, diversamente dal mascalzone che danneggia gli altri per favorire se stesso, lo stupido danneggia sia gli altri sia se stesso. Ecco, ci siamo capiti. Ce n’è abbastanza per accompagnarli, con le buone o con le cattive, alle loro case (di riposo). Escano con le mani alzate e si arrendano. I loro elettori, ormai eroici ai limiti del martirio, gliene saranno eternamente grati.

    Da il Fatto Quotidiano del 31 marzo

    In poche parole, un’altra Caporetto | l'AnteFatto | Il Cannocchiale blog

    Inchiniamoci a tanta sapienza politica, riuscirebbero a perdere anche contro Sbirulino come capolista avversario, sono una farsa.
    Ultima modifica di Medsim; 31-03-10 alle 15:39
    Nessuno si crea, nessuno si distrugge, tutti si ricandidano.

  2. #2
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    Predefinito Rif: In poche parole, un’altra Caporetto

    Condivido in pieno questo articolo.
    Dove il csx si è schierato compatto e con candidati credibili o scelti con le primarie ha sempre vinto a mani basse.
    In Toscana (feudo "rosso", utilizzando un termine molto in voga) dopo Martini che ha amministrato in modo positivo la regione, è subentrato l'ottimo Rossi, un signore, ex sindaco di Pontedera (ha lottato negli anni per difendere la Piaggio ed è stato ricordato a lungo per questo motivo), ex assessore alla salute della Regione (risanando in modo pesante i conti e facendola diventare la migliore sanità pubblica d'Italia)...questi sono i candidati da presentare, non i governatorucoli uscenti odiati dai loro stessi elettori, non i signor nessuno che non hanno tacche incise sul loro curriculum amministrativo e politico e soprattutto non quelli decisi a tavolino da dirigenze di partito assolutamente al di fuori dalle conoscenze localiste.

    In pratica le elezioni non le ha vinte il PDL ma è stato bravo il PD a evitare una bella e sonora vittoria (lazio regalato, piemonte idem, campania idem, calabria idem...).
    Ultima modifica di WalterA; 31-03-10 alle 16:02

  3. #3
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    Predefinito Rif: In poche parole, un’altra Caporetto

    Travaglio evidenzia con la sua consueta verve le crepe o le voragini che dir si voglia, dell'azione del pd anche in quest'ultima tornata elettorale. Si è sbagliato nel 2008, si è continuato a seminare errori con la scelta di franceschini, si è proseguito fino a questa campagna elettorale quando si sono realizzate delle scelte kafkiane sia nel momento in cui si è data la fiducia a determinati candidati, sia quando si è gestito ancora una volta male il marketing politico.

    Di conseguenza, o si volta pagina e si prendono decisioni appropriate d'ora in avanti e si danno incarichi a persone all'altezza o si andrà avanti di debacle in debacle.
    Ultima modifica di Aurelianus; 31-03-10 alle 16:05
    "La credenza in un'economia di mercato in cui l'acquirente è sovrano è una delle più convincenti forme di truffa" (John Kenneth Galbraith, L'economia della truffa)

  4. #4
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    Predefinito Rif: In poche parole, un’altra Caporetto

    Citazione Originariamente Scritto da WalterA Visualizza Messaggio
    Condivido in pieno questo articolo.
    Dove il csx si è schierato compatto e con candidati credibili o scelti con le primarie ha sempre vinto a mani basse.
    In Toscana (feudo "rosso", utilizzando un termine molto in voga) dopo Martini che ha amministrato in modo positivo la regione, è subentrato l'ottimo Rossi, un signore, ex sindaco di Pontedera (ha lottato negli anni per difendere la Piaggio ed è stato ricordato a lungo per questo motivo), ex assessore alla salute della Regione (risanando in modo pesante i conti e facendola diventare la migliore sanità pubblica d'Italia)...questi sono i candidati da presentare, non i governatorucoli uscenti odiati dai loro stessi elettori, non i signor nessuno che non hanno tacche incise sul loro curriculum amministrativo e politico e soprattutto non quelli decisi a tavolino da dirigenze di partito assolutamente al di fuori dalle conoscenze localiste.

    In pratica le elezioni non le ha vinte il PDL ma è stato bravo il PD a evitare una bella e sonora vittoria (lazio regalato, piemonte idem, campania idem, calabria idem...).
    In Toscana il Pd avrebbe vinto anche se avesse candidato me.

  5. #5
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    Predefinito Rif: In poche parole, un’altra Caporetto

    Citazione Originariamente Scritto da grandpa Visualizza Messaggio
    In Toscana il Pd avrebbe vinto anche se avesse candidato me.
    Questa è, oltre che una cavolata, anche una offesa nei confronti dei toscani.
    Noi votiamo chi sa governare e i risultati si vedono, a differenza di tante altre regioni.
    Quando non ci piace un governo lo sostituiamo senza problemi oppure i politici nostrani si sanno mettere da parte senza fare le figure da despota sullo stile Formigoni in Lombardia.
    Ultima modifica di Eric Draven; 31-03-10 alle 17:18

  6. #6
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    Predefinito Rif: In poche parole, un’altra Caporetto

    Citazione Originariamente Scritto da Medsim Visualizza Messaggio
    In poche parole, un’altra Caporetto


    Mentre il Pdl di Meno male che silvio c’è perde 8,5 punti in un anno e tocca il minimo storico, la Lega lo asfalta al nord e Fini può rivendicare i successi in Lazio e Calabria con i suoi Polverini e Scopelliti, soltanto il vertice del Pd poteva trasformare la débâcle berlusconiana in una Caporetto del centrosinistra (fra l’altro, scambiata per una vittoria). Bersani, cioè D’Alema e i suoi boys (almeno quelli rimasti a piede libero), ce l’han messa tutta per perdere le elezioni più facili degli ultimi anni e, alla fine, possono dirsi soddisfatti. In Piemonte hanno candidato una signora arrogante e altezzosa, bypassando le primarie previste dallo statuto del Pd per evitare di dar lustro al più popolare Chiamparino e riuscendo nell’impresa di consegnare il Piemonte a tale Cota da Novara per solennizzare degnamente il 150° dell’Unità d’Italia. A Roma, la città del Papa, hanno subìto la candidatura dell’antipapista Bonino per mancanza di meglio (il meglio ce l’avevano, Zingaretti, ma l’hanno nascosto alla Provincia per evitare che, alla tenera età di 45 anni, prendesse troppo piede), poi l’han pure lasciata sola per tutta la campagna elettorale. In Campania, calpestando un’altra volta lo statuto, hanno sciorinato un signore che ha più processi che capelli in testa perché comunque era "un candidato forte": infatti. In Calabria han ricicciato un giovin virgulto come Agazio Loiero, che quando ha perso come tutti prevedevano si è pure detto incredulo, quando gli sarebbe bastato guardarsi allo specchio.

    Non contenti, questi professionisti del fiasco, questi perditori da Oscar le hanno provate tutte per fumarsi anche la Puglia, candidando un certo Boccia che perderebbe anche contro un paracarro, ma alla fine hanno dovuto arrendersi agli elettori inferociti e concedere le primarie, vinte immancabilmente dal candidato sbagliato, cioè giusto. Hanno inseguito il mitico "centro" dell’Udc, praticamente un centrino da tavola all’uncinetto, perché "guai a perdere il voto moderato". Infatti gli elettori sono corsi a votare quanto di meno moderato si possa immaginare: oltre a Vendola, i tre partiti che parlano chiaro e si fanno capire, cioè Lega, Cinque Stelle e Di Pietro. Altri, quasi uno su due, sono rimasti a casa o han votato bianco/nullo, curiosamente poco arrapati dai pigolii del "maggior partito dell’opposizione" e dal suo leader, quello che "vado al Festival di Sanremo per stare con la gente" e "in altre parole, un’altra Italia". Se, col peggiore governo della storia dell’umanità, l’astensionismo penalizza più l’opposizione che la maggioranza, un motivo ci dovrà pur essere. L’aveva già individuato Nanni Moretti nel lontano febbraio 2002, quando in piazza Navona urlò davanti al Politburo centrosinistro "con questi dirigenti non vinceremo mai".

    Sono gli stessi che sfilano in tutti i salotti televisivi, spiegando che la Lega vince perché "radicata nel territorio" (lo dicono dal 1988, mentre si radicano nelle terrazze romane o si occupano di casi urgentissimi come la morte di Pasolini) e alzando il ditino contro Grillo, che "ci ha fatto perdere" e "non l’avevamo calcolato". Sono tre anni che Beppe riempie le piazze e li sfida su rifiuti zero, differenziata, no agli inceneritori e ai Tav mortiferi, energie rinnovabili, rete, acqua pubblica, liste pulite, e loro lo trattano da fascista qualunquista giustizialista. Bastava annettersi qualcuna delle sua battaglie, sganciandosi dal partito Calce&Martello e dando un’occhiata a Obama, e lui nemmeno avrebbe presentato le liste. Bastava candidare gente seria e normale, fuori dal solito lombrosario, come a Venezia dove il professor Orsoni è riuscito addirittura a rimpicciolire Brunetta. Ma quelli niente, encefalogramma piatto.

    Come dice Carlo Cipolla, diversamente dal mascalzone che danneggia gli altri per favorire se stesso, lo stupido danneggia sia gli altri sia se stesso. Ecco, ci siamo capiti. Ce n’è abbastanza per accompagnarli, con le buone o con le cattive, alle loro case (di riposo). Escano con le mani alzate e si arrendano. I loro elettori, ormai eroici ai limiti del martirio, gliene saranno eternamente grati.

    Da il Fatto Quotidiano del 31 marzo

    In poche parole, un’altra Caporetto | l'AnteFatto | Il Cannocchiale blog

    Inchiniamoci a tanta sapienza politica, riuscirebbero a perdere anche contro Sbirulino come capolista avversario, sono una farsa.
    Poverino.
    Non sa nemmeno che Zingaretti ebbe l'incarico dal PD (lo volevano tutti) di 'esplorare' sperando che si presentasse o scegliesse un figlioccio da patrocinare. LUI disse nò, nella convinzione di perdere la Regione (col PDL in gara ovviamente) e nella convinzione che, così, si sarebbe persa pure la provincia che, a quel punto, doveva a sua volta riandare alle elezioni per dimissione del presidente.

    E che dire del 'Infatti gli elettori sono corsi a votare quanto di meno moderato si possa immaginare: oltre a Vendola, i tre partiti che parlano chiaro e si fanno capire, cioè Lega, Cinque Stelle e Di Pietro.'
    Di Pietro ha perso un quarto dei suoi elettori rispetto alle Europee, 5 stelle sappiamo tutti a che miseria può arrivare, mettiamo anche Vendola e la sinistra, senza i moderati, grasso che cola se in tutto arriva al 15%.

    Quindi nessuno ha visto grandi masse scegliere i suoi beniamini, ma i soliti noti che sono una minoranza che i moderati li fa scappare. Appunto.

    a proposito, bisognerebbe dire a Travaglio che Chiamparino è insieme a Zingaretti, un altro moderato che più moderato non si può. Chiamparino è quello che ha promosso il comitato SI TAV, altro che 5 stelle.
    Il sonno della ragione genera mostri.


    Divergevano due strade in un bosco, ed io...io presi la meno battuta, e di qui tutta la differenza è venuta.

  7. #7
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    Predefinito Rif: In poche parole, un’altra Caporetto

    Citazione Originariamente Scritto da WalterA Visualizza Messaggio
    Questa è, oltre che una cavolata, anche una offesa nei confronti dei toscani.
    Noi votiamo chi sa governare e i risultati si vedono, a differenza di tante altre regioni.
    Quando non ci piace un governo lo sostituiamo senza problemi oppure i politici nostrani si sanno mettere da parte senza fare le figure da despota sullo stile Formigoni in Lombardia.
    Mi ci tiri per i capelli: come Di Pietro al Mugello?
    Ultima modifica di Eric Draven; 31-03-10 alle 17:21

  8. #8
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    Predefinito Rif: In poche parole, un’altra Caporetto

    Citazione Originariamente Scritto da WalterA Visualizza Messaggio
    Questa è, oltre che una cavolata, anche una offesa nei confronti dei toscani.
    Noi votiamo chi sa governare e i risultati si vedono, a differenza di tante altre regioni.
    Quando non ci piace un governo lo sostituiamo senza problemi oppure i politici nostrani si sanno mettere da parte senza fare le figure da despota sullo stile Formigoni in Lombardia.
    Davvero? E quando mai è accaduto?

    Piace pensarlo vero? Ma, soprattutto è comodo per non sentirsi ubbidienti.
    Ultima modifica di Eric Draven; 31-03-10 alle 17:22
    Il sonno della ragione genera mostri.


    Divergevano due strade in un bosco, ed io...io presi la meno battuta, e di qui tutta la differenza è venuta.

  9. #9
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    Predefinito Rif: In poche parole, un’altra Caporetto

    Citazione Originariamente Scritto da SEMPRE LIBERO Visualizza Messaggio
    Mi ci tiri per i capelli: come Di Pietro al Mugello?
    Cribbio, me ne ero dimenticata!
    Il sonno della ragione genera mostri.


    Divergevano due strade in un bosco, ed io...io presi la meno battuta, e di qui tutta la differenza è venuta.

  10. #10
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    Predefinito Rif: In poche parole, un’altra Caporetto

    quando si decise di candidare la Bonino nessuno voleva scontrarsi contro la Polverini, in quel momento molti mettevano in dubbio che si potesse vincere in Liguria e puglia o addirittura in Umbria... la verità è che negli ultimi tre mesi il governo ha perso molto credito e molti voti e il centrosinistra è riuscito a "tenere"... se il papi non avesse per un mese monopolizzato l'informazione sarebbe andata meglio

 

 
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